
Cosi' Wittgenstein commenta il molto rumore sulla battutaccia di ieri di Bossi, unico argomento su cui si e' dibattuto in giornata. Peccato che gli spunti non mancassero: la lettera di Napolitano ad Adro, la compravendita ignobile di Parlamentari da parte della maggioranza e cosi' via. Il solito fumo negli occhi per non vedere le cose serie, come la nota vicenda della casa di Montecarlo.
Filippo Facci ha spiegato perfettamente uno dei drammi del quadro politico e culturale italiano: l’abbandono di ogni responsabilità di scelta nella gerarchia delle notizie da parte dei giornalisti. E così, tutti a discutere dei ruttini di Bossi.
Ieri, a metà pomeriggio, l’uscita di Bossi sull’SPQR (Sono Porci eccetera) registrava qualcosa come duecento lanci d’agenzia: reazioni, controreazioni, querele, denunce, sfide, richieste di scuse, indignazioni da Bruxelles, altre da Tor Bella Monaca, ministri del Pdl a precisare questo e quello, serie proposte di perizia psichiatrica, i giornalisti gasati perché anche per oggi (ieri) c’era l’ennesima cazzata da rilanciare, ingigantire, trasformare in caso con approfondimenti, ricostruzione dei precedenti, analisi dietrologiche: che dirà Silvio, che farà Giorgio? E Ballarò? Oddio, e Annozero? Questo mentre Bossi era a Lazzate, domenica sera, e a Lazzate è rimasto. Lui è ruota, noi i criceti.
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