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lunedì 21 dicembre 2009

Accordi

Mentre a Firenze torna una neve tenace dopo anni, mentre l'Europa e' stretta in una morsa gelata, si e' chiuso per ironia della sorte il vertice sul clima di Copenaghen. Sebbene qualcuno sia ottimista, le associazioni ambientaliste insorgono per l'accordo, non vincolante, con cui si e' chiuso l'incontro. Il miglior commento e' quello di Bansky su un muro di Londra qualche notte fa (via Letizia):

martedì 8 dicembre 2009

Riscaldamento a Copenaghen


Inizia oggi a Copenaghen, e proseguirà fino al 18 dicembre, il COP15, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La più importante, si dice, da quella di Rio de Janeiro del 1992. Cosi' Marcello Saponaro:


In gioco ci sono i soldi, tanti soldi: quelli degli investimenti per ridurre la “febbre del pianeta”, quelli che dovremo pagare per ridurre dell’50% le emissioni di CO2 (rispetto alla CO2 che il mondo produceva nel 1990) entro l’anno 2050. Questa è la proposta del Governo danese. Una proposta che anche fosse sufficiente ha il grande difetto di non mettere i leaders del mondo di fronte alle proprie responsabilità negli anni del proprio mandato. Nel 2050, tra quarant’anni, Berlusconi – sono sicuro – non ci sarà più. Formigoni neppure. Gordon Brown e la Merkel sfioreranno il secolo di vita. Obama e Zapatero saranno novantenni. Nessuno, comunque, risponderà del proprio coraggio: avuto o mancato in quel di Copenhagen.

Chi paga? L’India, la Cina e il Brasile sostengono che a pagare debbano essere i paesi ricchi. Devono pagare riducendo le proprie emissioni e trasferendo le tecnologie ai paesi pù poveri. La Cina chiede che le riduzioni siano legate al PIL procapite, non a quello globale. In gioco ci sono almeno 10 triliardi di dollari. Il più grande flusso di risorse dal nord al sud del mondo mai visto. In tecnologie low carbon.

Comunque vada Copenhagen, la Green Economy è cominciata. Facciamo in modo d’arrivare in tempo allo sviluppo sostenibile.

Per adesso pare si sia parlato piu' che altro dello scandalo dei dati taroccati sull'effetto dell'uomo sul riscaldamento globale, poco di soldi e soluzioni.
E pensare che solo 40 anni fa c'era chi si vantava di riuscire a sciogliere i ghiacciai. La ENCO su Life era infatti orgogliosa di produrre abbastanza energia ogni giorno da sciogliere 7 tonnellate di ghiacciaio:


Pare almeno che il ghiacciao scelto dalla pubblicita' stia resistendo: il Taku Glacier in Alaska e' l’unico in controtendenza del Nord America, essendo avanzato di 7 km dal 1896!

domenica 28 ottobre 2007

Un'aria diversa e' possibile

Blog Action Day in clamoroso ritardo. Dedicato a chi pedala ogni giorno per andare a lavorare, con la neve o nei vialoni fitti di macchine a rischio della vita, a Paolo e i "Barcollo ma non mollo", al Foca che ci ha rimesso lo scalpo.



E domani sono a una conferenza al Castello di Ringberg, il posto piu' spettrale della Baviera, specialmente con questo tempo grigio da tempesta. Sopravvivero' alla settimana rinchiuso con solo astronomi e soprattutto alla notte di Halloween in un posto del genere?

lunedì 27 agosto 2007

L'ambiente e il portafogli


E' in corso a Vienna una conferenza ONU sui cambiamenti climatici. Mai come in questa torrida estate piu' di attualita'. Un rapporto che verra' presentato da l'Unfcc, la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, spiega come investire nella difesa del clima costa molto meno che non farlo. Nei prossimi 25 anni, infatti, andrebbero spesi oltre 220 miliardi di dollari l'anno per ridurre le emissioni di gas serra. Ovvero un investimento pari allo 0.3-0.5% del prodotto mondiale lordo. Probabilmente una cifra troppo alta specialmente per quelli il cui "tenore di vita non e' negoziabile", come tenne a precisare qualche tempo fa il presidente americano Bush, e che non hanno aderito al protocollo di Kyoto.

Eppure bisognera' considerare bene quanto costerà non spenderla: i costi in mancanza di efficaci politiche ambientali, sempre secondo il rapporto, raggiungeranno infatti il 5-20% del prodotto mondiale lordo, ovvero 40 volte la stima prevista per rientrare nei limiti di Kyoto, nel corso degli stessi 25 anni.

Vedremo se almeno il portafoglio servira' a smuovere le coscienze. Magari un aiuto lo dara', in fondo in molti cerchiamo di risparmiare acqua, gas e elettricita' per non avere brutte sorprese in bolletta, oltre che per preservare le risorse. Seppure la miopia e' un difetto sempre piu' comune. Dev'essere colpa del caldo.

giovedì 26 aprile 2007

La prova definitiva del global warming

Direi che l'immagine e' inconfutabile. Tra l'altro, tra lo scioglimento dei ghiacci e l'estinzione dei mammut, il rientro a Monaco e' stato drammatico: caldo estivo (a fine aprile) che pensavo di aver sbagliato e di essere sceso ad AbuDabi, Khartoum, o giu' di la'. Dopo la sosta in istituto, passo finalmente a casa dove la mia pianta stara' boccheggiando dopo 10 giorni di abbandono. Spero di essere ancora in tempo.