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venerdì 19 febbraio 2010

Protezione gatti


In Parlamento salta la Protezione civile Spa dal decreto in discussione alla Camera grazie all'ostruzionismo del PD. Ma i problemi restano, compreso il fatto che sara' Bertolaso in quanto sottosegretario a controllare Bertolaso capo delal protezione civile. Nonostante il fatto che la legge Frattini stabilisca espressamente l’impossibilità per i titolari di incarichi di governo di esercitare altri incarichi di carattere pubblico. Ma in Italia si sa, e' molto piu' grave ammettere di aver mangiato gatti in tempo di guerra quando c'era poco altro ("a berlingaccio chi non ha ciccia ammazzi il gatto"), che risultare coinvolti in un sistema di corruzione "gelatinoso" da far apparire come educande quelli colti con le mani nella marmellata 18 anni fa durante Tangentopoli. Misteri del moralismo bigotto di casa nostra.

Manuele Bonaccorsi e' il giornalista ha scritto “Potere assoluto” un libro-inchiesta in cui dimostra come la Protezione civile sia diventata sempre piu' un sistema per gestire appalti senza i normali controlli, piuttosto che uno strumento di intervento in caso di calamita'. L'intervista di Elena Tebano:

La Protezione civile è nata per la “prevenzione delle varie ipotesi di rischio” e il “soccorso delle popolazioni sinistrate”. Ma secondo lei ora è una sorta di licenza d’agire. Perché?
Perché per legge la Protezione civile può avere poteri straordinari, in particolare quello di “violare” le leggi.
Violare le leggi?
Se c’è il terremoto all’Aquila il 6 aprile e bisogna fare entro 24 ore le tendopoli per dare un tetto agli sfollati, io non posso chiedere un’approvazione al consiglio comunale per urbanizzare un parco pubblico prima di poterci mettere le tende.
Ci vorrebbe troppo…
Quindi agisco “in deroga al testo unico degli enti locali”, senza dovere rispettare le leggi. E così in caso di emergenza la Protezione civile può fare delle cose che altrimenti sono reati.
Questo è giusto.
Se lo faccio in periodi limitati, in zone limitate per la durata di emergenze reali.
Non è così?
Dal 2001 in poi, quando Guido Bertolaso è arrivato ai vertici, sono state varate oltre 700 ordinanze di Protezione civile. Una ogni 4 giorni. Gran parte delle quali nulla hanno a che fare con calamità naturali.
Del tipo?
L’emergenza traffico a Catania: possibile che una cosa che sarebbe compito dell’amministrazione comunale diventi emergenza? E non per un giorno: è stata dichiarata nel 2002 ed è rimasta fino al 2005. Emergenze traffico ci sono state anche a Trieste, Gorizia, Reggio Calabria, Napoli, Roma, Milano…
Aveva ragione Jonny Stecchino: il problema dell’Italia è il “traffico”…
Anche quello delle gondole: una simile emergenza c’è anche a Venezia. Per non parlare della Pedemontana veneta. Tutte situazioni che per il governo giustificano stato d’eccezione, stanziamenti di soldi e nuovi appalti. Con potere d’ordinanza.
Cos’è?
Lo strumento tecnico che permette alla Protezione civile di fare il bello e il cattivo tempo. Il governo dichiara lo stato di calamità naturale in una riunione del consiglio dei ministri. Con lo stesso decreto nomina un commissario straordinario, che negli ultimi anni è quasi sempre Guido Bertolaso. E lui assume potere di ordinanza.
A quel punto Bertolaso cosa può fare?
Può varare un’ordinanza che dà a lui stesso il potere di violare le leggi.
Detto così fa un po’ impressione.
Spariscono tutti gli strumenti della democrazia, in cui il potere legislativo (fare le leggi), quello esecutivo (applicare) e giudiziario (verificare se vengono rispettate) sono distinti perché possano controllarsi a vicenda. Nello stato di emergenza i controlli democratici saltano.
Ma la possibilità di violare le leggi vale anche per assegnare gli appalti?
Sì, invece di fare gare pubbliche, il commissario straordinario può dare direttamente il lavoro a Tizio o a Caio.
Per questo uno come Gianpaolo Tarantini aveva interesse a portare le donne al premier affinché gli facesse conoscere Bertolaso?
Esatto. Bertolaso gestisce in maniera assolutamente libera una quantità di denaro superiore a quella di qualsiasi ministero. Cifre per di più segrete.
Come, segrete?
Sì. Io ho calcolato 10,6 miliardi in 10 anni. La procedura eccezionale fa sì che la Corte dei Conti e la Corte Costituzionale (che devono verificare la regolarità della spesa pubblica) non possano esercitare controllo. Non si sa quanti soldi e come vengono spesi.
Ma così si crea una sacca di potere senza controllo…
Viene giustificato in nome dell’efficienza. Ma le inchieste della magistratura sui grandi eventi – non solo quelle di Firenze o La Maddalena ma le precedenti a Catania e Trapani – mostrano che l’efficienza non c’è stata e che spesso gli appalti sono andati ad aziende in odore di mafia.
È successo anche alla Maddalena?
Sicuramente lì ha permesso di aprire i cantieri in deroga alle norme sulla sicurezza del lavoro, o a quella ambientale. Ma anche le indagini per corruzione non sorprendono: quando si sospendono le leggi, imprenditori senza scrupoli hanno facilità ad inserirsi.
All’Aquila, però, l’efficienza c’è stata.
Il governo ha deciso di fare le new town. Intanto tiene tuttora in albergo 6mila persone, le cui case sono poco danneggiate e potrebbero essere riparate con una spesa di 10mila euro. Ma mantenerli lì costa circa 60 euro a famiglia al giorno. Ci sono stati 10 mesi: con i soldi spesi avrebbero potuto ristrutturare sei volte le loro case. Ma alla protezione civile interessava la ricostruzione “in deroga alle leggi”.
Almeno Napoli è stato un successo, o no?
A Napoli hanno risolto l’emergenza rifiuti, dicendo che si può buttare la spazzatura tal quale o sotto terra o nell’inceneritore, anche se produce veleno. Per legge andrebbe separata, in modo da bruciare solo quella che non fa male. E infatti in un solo mese l’inceneritore di Acerra ha già superato il limite massimo di emissioni nocive previsto nell’intero anno.

lunedì 18 gennaio 2010

Nuovi schiavi e primo marzo


Mentre in rete comincia a circolare il tam tam per lo sciopero degli stranieri il 1 Marzo (anche per il piccolo contribiuto di questo blog), e mentre per adesso i partiti di sinistra e i sindacati stanno colpevolmente a guardare, Fabrizio Gatti spiega su Piovono Rane quali sono le sue buone ragioni per aderire:

In attesa del primo sciopero degli stranieri, è possibile ancora sorridere di fronte al collasso del sistema immigrazione in Italia?

L’annuncio di ieri a “Che tempo che fa” del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di concedere protezione agli immigrati feriti a Rosarno, fa scappare una battuta: per essere considerati uomini, donne, lavoratori, cittadini in Italia bisogna avere la sventura di farsi sparare come è successo agli stranieri colpiti nella tre giorni e tre notti di caccia all’uomo in Calabria?

Quello del ministro è un provvedimento doveroso. Ma senza un aggiornamento della legge sull’immigrazione rimane un’elargizione, un regalo, un tampone alla bomba sociale che la Bossi-Fini prima e il pacchetto sicurezza poi hanno innescato.

Sentite qua.

1) Giovedì 14 gennaio, conclusa la trasmissione Annozero, la polizia ha fermato per mezz’ora tre ospiti che erano intervenuti in diretta. Non li hanno lasciati nemmeno uscire. Sono stati bloccati in un corridoio secondario, dentro gli studi della Rai. Non hanno fermato me (che sono imputato davanti al Tribunale di Agrigento per aver dichiarato di essere iracheno quando sono stato ripescato dal mare di Lampedusa). Non hanno nemmeno fermato l’onorevole del Pdl Alessandra Mussolini (è parlamentare, non si può) anche se potrebbe riconoscere chi si muove nella rete di estrema destra con cui è stata alleata fino a pochi mesi fa. Hanno fermato gli unici tre ospiti neri. Il funzionario di polizia voleva verificare che avessero davvero la ricevuta per aver chiesto il permesso di soggiorno. Deve essere l’originale (non una fotocopia).
Un abuso? No. Da quando l’essere irregolari è reato, i pubblici ufficiali per non finire a loro volta nei guai devono controllare.
I cedolini c’erano.
Se avessero dimenticato a casa gli originali o anche se avessero avuto con sé le fotocopie (per non perdere gli originali) i tre ragazzi sarebbero stati rinchiusi nel centro di identificazione di Ponte Galeria e avrebbero rischiato fino a duemila euro di multa e un anno di carcere.
Provate voi a immaginare un italiano condannato a un anno di carcere per aver dimenticato la carta di identità… Infatti la legge vale solo per gli stranieri.
L’episodio va letto anche in un altro modo: uno schiavo dell’agricoltura al Sud o dell’edilizia al Nord, se non ha il permesso di soggiorno, non può mai più denunciare pubblicamente o alle autorità le sue condizioni di schiavitù. Perché rischia l’arresto immediato e se non lascia l’Italia, una condanna fino a 4 anni di carcere. Più del suo caporale, che non rischia nulla, e del datore di lavoro, che spesso non si trova mai.

2) Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi è talmente impegnato a scongiurare situazioni di schiavitù come quelle di Rosarno che nel 2009 ha avvallato queste disposizioni, contenute nel Documento di programmazione dell’attività di vigilanza: meno controlli in tutta Italia, con punte del 50 per cento in Calabria.
La Calabria ha un altro record: secondo uno studio del 2006 dell’Agenzia delle entrate gli imprenditori calabresi evadono il 94 per cento dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive.
Significa che il 94 per cento dell’economia calabrese è sommersa e resta sommersa grazie anche alla decisione del ministro Sacconi di ridurre i controlli (e di indirizzarli semmai sulle imprese di proprietà di immigrati).
Non è solo una piaga del Sud. La Provincia di Venezia ha scoperto che il 27 per cento degli addetti nelle industrie manifatturiere in Veneto è composto da lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno. Siamo nel Nordest.

3) Dopo l’inchiesta de L’espresso a Foggia nel 2006, Giuliano Amato, ministro dell’Interno nel governo Prodi, aveva istituito una commissione composta da prefetti, funzionari di polizia e ufficiali di carabinieri e guardia di finanza. La commissione aveva suggerito la necessità di istituire il reato di caporalato perché, secondo i commissari, le leggi attuali non sono in grado di reprimere il fenomeno. Il ministro dell’Interno successivo, Roberto Maroni, ha istituito il reato di immigrazione clandestina che punisce anche i lavoratori. Ma non i caporali. Il progetto della commissione del 2006 è stato ignorato.

4) Sempre dopo l’inchiesta de L’espresso a Foggia nel 2006, il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, nel governo Prodi, aveva istituito un fondo integrativo da affidare all’Inps per gestire con le regioni l’ospitalità, l’assistenza e la tutela dei lavoratori stagionali. Il ricorso alla Corte costituzionale delle Regioni di centrodestra Lombardia e Veneto ha fatto bocciare il provvedimento.

5) Sempre dopo l’inchiesta de L’espresso a Foggia nel 2006, il governo Prodi aveva proposto di estendere ai lavoratori irregolari la tutela prevista per le vittime della tratta dell’immigrazione, qualora denunciassero i loro sfruttatori. La proposta non è passata per l’opposizione di funzionari del ministero dell’Interno, perché temevano che la norma avrebbe aggirato i limiti imposti dalle quote annuali (che sono la causa indiretta del lavoro nero. L’esempio della Puglia nel 2006: quote stagionali 1600, necessità di lavoratori stagionali solo per la provincia di Foggia 5000-7000).

6) Sempre dopo l’inchiesta de L’espresso a Foggia nel 2006, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, nel governo Prodi, ha introdotto l’obbligo di registrare i lavoratori entro il giorno prima del loro inizio, per evitare lo sfruttamento e la registrazione postuma solo in caso di controlli o di incidente. L’attuale governo Berlusconi ha proposto di sopprimere questa norma e il nuovo provvedimento attende l’approvazione della Camera.

7) Se un raccoglitore di arance senza documenti in regola avesse denunciato i suoi schiavisti a Rosarno, avrebbe rischiato fino a 4 anni di carcere. Nessuna norma punisce i parlamentari che hanno contatti con mafia, ‘ndrangheta e camorra.

8 ) Se uno straniero perde il lavoro e nel frattempo gli scade anche il permesso di soggiorno, entro sei mesi deve trovare un’altra assunzione o andarsene. Se resta commette reato, anche se non commette altri reati e si mantiene con i suoi risparmi. I centri di detenzione per stranieri stanno diventando centri di detenzione per disoccupati.

9) Poiché lo Stato ha dimostrato in questi anni di non essere in grado di espellere gli irregolari che hanno commesso reati gravi (solo il 40 per cento viene rimpatriato secondo dati del ministero dell’Interno consegnati a Medici senza frontiere), avremo un’ulteriore massa di lavoratori senza nessun diritto. Se non quello di essere premiati dal ministro dell’Interno. Ma solo dopo essersi fatti sparare.

Per questo il primo marzo aderisco al primo Sciopero degli stranieri.