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mercoledì 20 gennaio 2010

Giocare pulito


L'azione di boicottaggio a Ignazio Marino dopo la candidatura alle primarie come emerge da un'inchiesta giudiziaria calabrese su tutt'altri temi, grazie all'intercettazione di due dirigenti del sistema sanitario dell'Emilia Romagna:

C: «Hanno fatto il volta faccia (...) in sostanza i vertici regionali, che come tu sai si sono schierati con Bersani, e quindi Marino non è più gradito qua ... il mio direttore generale Cavina (Augusto Cavina dg del S.Orsola, ndr) lo ha chiamato dicendogli "sa...abbiamo difficoltà di sala operatoria, problemi di consiglio di facoltà, sa che c’è un centrodestra molto forte a Bologna", pensa che cazzate che gli ha raccontato ... io l’ho ascoltata la telefonata: insomma, conclusione, gli ha detto che al momento non se ne fa niente. E lui (Marino, ndr) m’ha detto: "ma allora adesso come faccio, io ho i miei pazienti da operare...". Insomma lui è rimasto a piedi, non ha una sala operatoria, con i pazienti da operare. Allora mi ha detto: "Mi devi aiutare a trovare un’altra soluzione". Io che cazzo di soluzione gli trovo, Giuseppe? Dove lo faccio operare, a casa mia? Non so come aiutarlo perché, capisci, ha fatto una scelta politica che lo ha messo in una certa luce con l’entourage di questa zona».


G: «Che tristezza».


C: «Eh, che tristezza, lo so però così è andata la storia. Ti ripeto, in realtà ufficialmente non è mai stato detto questo. Ufficialmente è stato detto che abbiamo problemi di sala operatoria, che le sale operatorie sono troppo piene che ... insomma tutte cazzate, ovviamente, tutte minchiate ...».
G: «Ma come si può nella sanità italiana andare avanti?»

C: «Però è così, Giuseppe ... questo è uno che, si potrà dire tutto, ma sicuramente il fegato lo sa trattare. Oh, e questi lo tagliano perché, capito?, per fare le vendette trasversali. (...) È un’assurdità che un chirurgo di quella portata non abbia una sala operatoria ... che c’ha i malati che aspettano... Marino aveva in mano un contratto che doveva solo essere controfirmato. E si è fermato tutto».


G: «E se lo controfirmasse?»
C: «Marino me l’ha detto: se devo venire al S.Orsola che c’è una guerra nei miei confronti ... io mi troverò un altro posto ...Tra l’altro non chiedeva manco un cazzo di soldi: s’era fatto un contratto da 1.500 euro... tu calcola che ogni ritenzione epatica che faceva Marino, il S. Orsola intascava 25.000 euro e gliene dava 1.500...» (...)

G: «Renditi conto che qui siamo al paradosso ... andare ad aiutare il Presidente della commissione d’inchiesta (sulla sanità pubblica, ndr), uno dei migliori chirurghi al mondo, a trovare una sala operatoria. (...) Io ne parlo con Ignazio, sarei per fare una rivoluzione ... questo è uno scandalo nazionale».

Un "senso a questa storia"? E anche i sondaggi vanno alla grande....

mercoledì 16 settembre 2009

Congresso


Sono passati da Firenze tutti e tre. Bersani, Franceschini e Marino. Non insieme, ovviamente, che il dibattito diretto sarebbe troppo pericoloso. Il primo e' stato Marino: qualche amico che era con me non e' rimasto troppo soddisfatto, ha detto che ha parlato delle solite cose. Secondo me ha detto quelle cose che forse si dicono da molto tempo, ma che poi non si sono mai fatte, e per questo non vincera' mai. Peccato che quegli stessi amici non siano poi tornati a vedersi anche Bersani e Franceschini, altro che le solite cose. Entrambi hanno speso una ventina di minuti a dirci che ancora non abbiamo chiarito chi siamo, che abbiamo finalmente la possibilita' di discutere e che finora non l'abbiamo fatto. E allora sono ripartiti dall'ABC, e poi si sono fermati prima della D, dove cominciavano i temi piu' controversi, su cui o hanno taciuto, o hanno dato una risposta politichese che lascia intendere una cosa ma che alla bisogna significava anche l'opposto. Bersani in un monologo, senza il solito odioso intervistatore ma anche senza domande, ha spiegato a tutti per 20' che siamo popolari e democratici, che le primarie si ma forse no, che l'UDC si' ma forse no. Franceschini invece a raccontato tutto fiero che a Gallipoli qualche giorno fa si e' presentato un signore, l'ha abbracciato e gli ha detto: "Sono l'ultimo segretario del PCI di Gallipoli, ma votero' per te. Non importa da dove vieni, importa dove vuoi andare". Pregheri l'ultimo segretario del PCI di Gallipoli di spiegarlo anche a noi dove vogliono andare, perche' mi sono letto le mozioni, ci ho investito 3 sere, ma l'unico che ha accenato qualcosa sulla direzione da seguire con un minimo di respiro al di la' della cronaca di questi giorni e' quello che non vincera' mai. Si sa che non amo stare con le maggioranze.

mercoledì 29 luglio 2009

La buccia di Marino


Sul caso sollevato dal Foglio riguardo ai presunti rimborsi spesa truccati da Ignazio Marino, risalenti al 2002 quando il candidato alla segreteria del PD dirigeva il centro per trapianti Ismett di Palermo per conto dell'universita' di Pittsburgh, sto tenendo da qualche giorno una fitta corrispondenza con qualche amico, piuttosto sorpreso della reazione assai tiepida di fronte ad accuse del genere all'interno del partito. La prima reazione e' stata infatti semplicemente quella della "solidarieta'", a dire il vero un po' affrettata prima ancora di sapere se le accuse si basino su qualcosa di concreto oppure no e per un partito che vuole portare avanti i valori della trasparenza e della legalita'.
Le accuse del Foglio si basano su una lettera controfirmata da Marino inviata dal numero uno dell'area medica dell'Universita' di Pittsburgh in cui si chiede a Marino di lasciare il suo posto all'Ismett a condizioni durissime, in quanto si sarebbe reso responsabile di irregolarità amministrative rilevanti.
Marino nelle ore seguenti replica che si tratta di una normale lettera di fine rapporto, pur confermando le irregolarita' che pero' sarebbero state scoperte e segnalate da lui stesso. Non solo, produce anche altra documentazione che proverebbe le sue tesi, che appare pero' non definitiva ai miei occhi, a meno che non mi sia perso qualcosa. E' di oggi un'intervista a Repubblica in cui Marino spiega quale sia, secondo lui, il vero motivo delle sue dimissioni, peraltro con un altro incarico gia' in tasca: gli americani lo volevano tagliare fuori dalla gestione del centro perche' si metteva di traverso alle infiltrazioni mafiose negli appalti e altre non chiare questioni nella gestione del centro con il concorso della giunta regionale Cuffaro. Da parte sua il Foglio pubblica una nota dell'Univerita' di Pittsburgh che conferma le accuse e smentisce almeno sulla faccenda dei rimborsi la versione di Marino. La vicenda, nonostante le prove "definitive" portate dall'una e dall'altra parte appare comunque tuttora cosi' fumosa che alla fine e' probabile che un po' di arrosto ci sia. Mi scrive a proposito Augusto:

Ora, magari Marino ha anche ragione e lui è magari solo una vittima di una storiaccia in cui interessi economici superiori hanno avuto la meglio su altro tipo di considerazioni (etiche?), ma ribadisco che la vicenda è stata affrontata nel modo sbagliato, anche perchè finora nessuna delle cosiddette prove presentate da Marino ha smentito quanto detto dal Foglio. Anche la faccenda che la discrepanza sia stata segnalata da Marino non è corroborata da nessuna prova, mentre la lettera pubblicata dal Foglio (e che Marino ha controfirmato) diceva chiaramente cose molto diverse: "Come Lei sa, nell’iter ordinario necessario a elaborare le Sue recenti richieste di rimborsi spese, l’UPMC ha scoperto che Lei ha presentato la richiesta di rimborso di determinate spese sia all’UPMC di Pittsburgh sia alla sua filiale italiana. Di conseguenza è stata intrapresa una completa verifica sulle sue richieste di rimborso spese e sui nostri esborsi nei Suoi confronti. Tale verifica è attualmente in corso. Alla data di oggi, riteniamo di aver scoperto una serie di richieste di rimborso spese deliberatamente e intenzionalmente doppia all’UPMC e alla filiale italiana. Fra le altre irregolarità, abbiamo scoperto dozzine di originali duplicati di ricevute con note scritte da Lei a mano. Sebbene le ricevute siano per gli stessi enti, i nomi degli ospiti scritti a mano sulle ricevute presentate a Pittsburgh non sono gli stessi di quelli presentati all’UPMC Italia. Avendo sinora completato soltanto una revisione parziale dell’ultimo anno fiscale, l’UPMC ha scoperto circa 8 mila dollari in richieste doppie di rimborsi spese. Tutte le richieste di rimborso spese doppie, a parte le più recenti, sono state pagate sia dall’UPMC sia dalla filiale. Come restituzione dei rimborsi spese doppi da Lei ricevuti (lei, ndt) accetta di rinunciare a qualsiasi pagamento erogato dall’UPMC o dall’UPMC Italia ai quali avrebbe altrimenti diritto, compresi (a titolo esemplificativo ma non esaustivo) lo stipendio per il mese di settembre 2002 e il pagamento per qualsiasi giorno di vacanza, permesso o malattia accumulato. Accetta inoltre di rinunciare a ogni diritto contrattuale per il trattamento di fine rapporto che potrebbe ottenere in seguito alle Sue dimissioni e solleva ulteriormente, congedandosi per sempre da esse, l’UPMC e tutte le sue filiali, compresi ma non soltanto la UPMC Italia e i suoi successori e aventi causa, da ogni e qualsiasi richiesta che possa avere ora o potrà avere in futuro." Sarà, ma a me queste non sembrano le normali clausole che entrano in gioco quando si rescinde un contratto. E il fatto che successivamente i legali di Marino abbiano mandato un'altra lettera all'UMPC negoziando altre clausole (accettate dall'UPMC? Questo non lo sappiamo mica) non annulla le accuse presenti nella lettera precedente, firmata da Marino. Insomma, ribadisco la mia idea che il partito avrebbe dovuto essere più cauto e chiedere conto da subito delle discrepanze nelle versioni presentate, già presenti all'inizio e che col passare del tempo si stanno emergendo, invece di gridare al complotto de il Foglio e strillare la propria solidarietà "al buio" a Marino. Questo non vuol dire accusare o condannare Marino di alcunchè, solo chiedere spiegazioni. Anche perchè se la versione di Marino continua a fare acqua, finiscono in difficoltà anche quelli che acriticamente (e in buona fede) hanno espresso la loro solidarietà.

Ai posteri l'ardua sentenza, di sicuro pero' questa vicenda rischia di inficiare il dibattito su molti temi importanti che la candidatura di Marino stava portando avanti, e tutto il lavoro di persone in gamba e davvero desiderose di cambiare le cose per il meglio che lo sostengono.
Per chi e' piu' interessato al successo del tesseramento in vista del congresso e del dibattito che ne sta venendo fuori qua ci sono tutti dati sul tesseramento e le 3 mozioni che si contenderanno la segreteria.