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lunedì 1 ottobre 2012

Bologna



Bologna la grassa e l' umana già un poco Romagna e in odor di Toscana...

mercoledì 29 ottobre 2008

Brunetta e gli astronomi fannulloni


Continua la campagna di semplificazione e di insinuazione (per risolvere il problema dei fannulloni bastano i tornelli! Basta tagliere lo stipendio se un poveraccio e' in malattia!) del ministro Brunetta, che come spesso sentiamo chiama anche la statistica a corroborare i suoi dati. Peccato che qualche volta si rischi di scherzare col fuoco: sul Carlino di qualche giorno fa si forniscono con grande enfasi i dati dell'assenteismo per malattia nella pubblica amministrazione Emiliana, confrontando settembre 2007 e settembre 2008: calo del 44%, del 50% all'Osservatorio Astronomico (purtroppo la tabella non e' pubblicata nell'articolo on-line). L'immediata conclusione e' che gli Astronomi sono tutti fannulloni. Peccato pero' che con la statistica usata male si possa dimostrare qualunque cosa, come ben sanno proprio gli astronomi. Via Marcella, ecco la lettera del Direttore dell'Osservatorio inviata in replica al Carlino:

OGGETTO: Tabella “Assenteismo” pubblicata il 18 ottobre 2008 e articolo “Il ministro a Bologna” a firma “n.c.” del 26 ottobre 2008.

Mi rendo conto perfettamente che un giornalista e, più in generale, la Redazione di un giornale non debba avere una conoscenza professionale approfondita delle “scienze statistiche”; questo tuttavia non giustifica un uso quantomeno fuorviante dei dati, così come viene fatto dal Ministro Brunetta e riportato in modo (forse volutamente?) incompleto nella tabella pubblicata il 18 ottobre e citata nell’articolo a firma “n.c.” il giorno 26 ottobre 2008. Come sono i fatti? Nel caso dell’Osservatorio Astronomico, che dirigo, con 57 dipendenti a tempo indeterminato (e circa 20 precari!!), si ha che nel mese di settembre 2008 si è avuto 1 giorno di assenza per malattia, mentre nel mese di settembre 2007, preso a raffronto, si erano avuti 2 giorni. Da questo discende per il Ministro e per la tabella che riporta solo un dato percentuale, che c’è stato un calo del -50%!! Una signora che mi ha telefonato ha interpretato addirittura che prima, cioè nel 2007, ben 28 dipendenti erano assenti!!
Credo che solo una persona “ignorante” (nel senso buono e letterale del termine e senza offesa per nessuno) possa non capire che si tratta di una fluttuazione statistica irrilevante se calcolata su un solo mese e su un rapporto 1:2. E che il dato così presentato è assolutamente “strumentale”. Infatti, è facile vedere che quando il numero dei dipendenti è piccolo, si hanno fluttuazioni incredibili e prive di senso. Con lo stesso criterio andrebbero infatti stigmatizzati ad esempio i comportamenti nei Comuni di San Felice sul Panaro (+312,5%) e Cavezzo (+416,7%), in cui, quindi, il Decreto Ministeriale avrebbe avuto effetto opposto. Sempre prendendo i dati dalle Tabelle inviate al Ministro Brunetta si vede poi che per l’Osservatorio Astronomico di Bologna la “media di giornate di assenze per malattia sul totale dei dipendenti nel mese di settembre 2007” era pari a 0,033. In altre parole, praticamente nulla!!

In conclusione:

1. All’Osservatorio Astronomico di Bologna NON esisteva e non esiste alcuna forma di assenteismo (0,033 giornate di assenza medie per malattia per dipendente per mese!!).
2. Il dato riportato del -50% è basato sul passaggio CASUALE nel totale per tutti i dipendenti da 2 giornate ad 1, quindi di nessuna rilevanza statistica data la dimensione del campione (57 dipendenti su 30 giorni) e figlio di una mera fluttuazione dovuta ai “piccoli numeri”. Come dimostrano i casi delle amministrazioni con un numero totale di dipendenti confrontabile, in cui si hanno diminuzioni o crescite del tutto “abnormi e casuali”.

Poiché ho ricevuto telefonate e messaggi che “stigmatizzano” il comportamento tenuto finora dal personale dell’Osservatorio Astronomico, lamentando uno scarso controllo e “glorificando” invece il Ministro Brunetta, chiedo UFFICIALMENTE e FORMALMENTE che queste mie considerazioni vengano riportate con altrettanta visibilità a tutela del buon nome dell’Ente e di tutto il suo personale che svolge il proprio dovere con assoluta dedizione, ben oltre le mansioni richieste, anche per attuare i compiti delle 9 unità di personale non più in organico (dal 31/12/2005) per pensionamenti, decessi e trasferimenti, mai sostituite a causa del blocco del turnover che dura da anni.
Cordiali saluti,

IL DIRETTORE
Prof. Flavio Fusi Pecci


E poi attenti ad accusare i fisici: ecco quello che un astronomo stressato, tartassato da Brunetta e dalla Gelmini e perennemente precario appeso a un filo potrebbe tentare per arrotondare il magro stipendio

giovedì 2 agosto 2007

2 Agosto 1980, 10:25


Il 2 agosto 1980, alle ore 10:25, una bomba esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Lo scoppio violentissimo provoco' il crollo delle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investi' anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario. Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere. Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti. La violenza colpi' alla cieca cancellando a casaccio vite, sogni, speranze.

La città si trasformò in una gigantesca macchina di soccorso e assistenza per le vittime, i sopravvissuti e i loro parenti. I vigili del fuoco dirottarono sulla stazione un autobus, il numero 37, che si trasformò in un carro funebre. E' lì che vennero deposti e coperti da lenzuola bianche i primi corpi estratti dalle macerie. Un video inedito sui primi soccorsi, ripreso da due giovani cameramen, viene oggi presentato su History Channel (e non sul servizio pubblico) per la prima volta. Mostra piu' di mille parole la crudelta' di chi colpi' per terrorizzare, obbligando ognuno a fare i conti con la ferita più profonda nella storia della Repubblica.



Alle 17,30, il presidente della Repubblica Sandro Pertini arrivò in elicottero e si precipitò all'ospedale Maggiore dove era stata allestita una delle tre camere mortuarie. Per poche ore era circolata l'ipotesi che la strage fosse stata provocata dall'esplosione di una caldaia ma, quando il presidente arrivò a Bologna, era già stato trovato il cratere provocato inequivocabilmente da una bomba. Incontrando i giornalisti Pertini non nascose lo sgomento: "Signori, non ho parole siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia".

Tutto questo ancora non ha un perche'. La vicenda giudiziaria e' stata, ed e' tuttora, lunga e segnata da depistaggi, segreti e coinvolgimenti di servizi segreti, logge massoniche e estremismi di destra. Solo uno degli esecutori materiali, l'estremista di destra Luigi Ciavardini, e' stato recentemente condannato. Nonostante varie proposte di legge, di cui la prima di iniziativa popolare, per la rimozione del segreto di stato sulle stragi, ancora nulla sappiamo sui mandanti. La nuova legge n. 206 è stata approvata all'unanimità nel 2004 ma non è stata mai applicata completamente, anzi in alcuni punti è stata travisata e attuata in modo riduttivo.

Una direttiva del governo per dare piena attuazione alla legge dovrebbe uscire nei prossimi giorni, secondo quanto promette il sottosegretario Grandi. Forse riusciremo a dare un perche' a questa e tante altri stragi d'Italia.