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mercoledì 7 novembre 2012

Limpide Sensazioni


"Mentre camminava per Regent’s Park – lungo un viale che sempre sceglieva, tra i tanti – Jasper Gwyn ebbe d’un tratto la limpida sensazione che quanto faceva ogni giorno per guadagnarsi da vivere non era più adatto a lui. Già altre volte lo aveva sfiorato quel pensiero, ma mai con simile pulizia e tanto garbo." 


A. Baricco - Mr Gwyn

lunedì 1 ottobre 2012

Bologna



Bologna la grassa e l' umana già un poco Romagna e in odor di Toscana...

mercoledì 13 ottobre 2010

Galassie dolci (!?) e fama imperitura


Sono su Televideo alla pagina 168... con le "galassie dolci"!
Qui il comunicato stampa dell'ESO, European Southern Observatory (che gestisce i telescopi e gli strumenti con cui e' stata condotta la ricerca, in inglese) e qui il cominicato stampa dell'INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica per cui lavoro in italiano per chi volesse saperne di piu'. Per i secchioni qui o qua c'e' l'articolo completo.

La notizia e' ripresa dal Corriere sulla mitica colonna di destra (che pero' si limita a scopiazzare senza pensare e spaccia per un'immagine reale del VLT la realizzazione di un grafico di una galassia che accresce gas, e parla di scoperta di scienziati europei e non italiani!), da La Stampa e da Le Scienze.

All'estero fa scalpore anche sulla Gazzetta di Montreal (!!), Vancouver Sun (!!!), Ottawa Citizen (!!!! ma che gli faccio ai canadesi?) ,Universe Today, Science Daily, Dawn.com, Yahoo News, Canada.com, ScienceCodex , Universe Today, Vip.it, Physorg.com, redOrbit, eScience.com, DiscoveryNews, Biosciencetechnology, OggiScienza, le agenzie AGI ... la migliore pero' e' Space.com, che titola Ancient Galaxies Really Sucked!

giovedì 30 settembre 2010

Peggio che Prodi


Qui le panzane di Berlusconi ieri alla Camera per la fiducia. Qui lo sbraco di Di Pietro, e qui il discorso di Bersani: la differenza fra un'opposizione che urla e sbraita su un'unico tema senza portare a nulla (e a tratti decisamente imbarazzante), e una argomentata e ficcante, che affronta la controparte in modo serio e sui temi che riguardano tutti. E questo e' il commento di Francesco Costa fatto quando gia' era chiaro che Silvio avrebbe avuto la fiducia:

Siccome è scontato che il governo avrà la fiducia della Camera, ed è scontato che ce l’avrà in misura mai così larga, passiamo direttamente alla sintetica analisi. I finiani la voteranno perché al momento decisivo non sono mancati mai, e giustamente: si chiama logoramento per un motivo. Il terzo polo non esiste e il voto di oggi ne è la dimostrazione plastica: chissà che ne diranno quelli che per settimane ne hanno favoleggiato sui giornali. Ora Berlusconi dovrà paradossalmente gestire una maggioranza molto più grande di quella che aveva prima. Ma sarà anche una maggioranza più debole, e il premier dovrà decidere se concordare ogni passo con i finiani oppure con cespugli e cespuglietti, con Nucara, con Lombardo e con Calearo. Buona fortuna.


Intanto mentre tutti seguivano quello che accadeva alla Camera, al Senato viene approvato e rimandato alla Camera il famigerato DDL 1167, detto anche, non a caso, “legge porcata sul lavoro”. Il testo, gia' bocciato da Napolitano e riproposto con modifiche risibili, prevede che il datoro di lavoro possa proporre ai propri dipendenti un contratto non piu' soggetto al contratto nazionale e alla contrattazione collettiva. Eventuali vertenze successive verranno giudicate da un arbitro che dovra' basarsi sul contratto privato e non piu' su quello collettivo: una mazzata per i diritti dei lavoratori. Ma noi siamo qui a parlare di Porci, di case a Montecarlo e di futuristi ricattatori....

venerdì 25 giugno 2010

Der Weltmeister hat fertig


Cosi' titola stamani il Frankfurter Allgemeine Zeitung in ricordo del Trap e di Strunz in mezzo a vari altri sfotto' da oltralpe: un'Italia sempre inguardabile, senza idee e motivazioni, mal messa in campo e continuamente rimaneggiata e arruffata in corsa dall'ex eroe di Berlino (nonche' uomo piu' antipatico del Paese), affonda con la modesta Slovacchia alla prima partecipazione mondiale. E' la prima volta che il campione in carica esce al primo turno, almeno qualche record quest'Italia di Lippi lo ha portato a casa. Un Lippi che ha sbagliato ogni scelta possibile: come ha fatto a lasciare un Quagliarella cosi' in panchina per 240' e a lasciare a casa chi serviva come il pane per accendere la luce? Memorabile il terzo gol Slovacco su rimessa laterale, roba che nemmeno in Chaltron's...
Almeno ieri sera i fochi di San Giovanni erano piu' belli del solito. Anche Leo ha apprezzato godendosi lo spettacolo a bocca aperta, mentre l'anno passato se li era dormiti tutti... Non male nemmeno il tuffo nel passato con un sacco di compagni del liceo che non vedevo da anni.
Vero e' che mentre a Firenze si festeggiava il Santo Patrono, un po' più a sud si celebrava la festa del Santo Padrone, con i suoi accordi, con le sue Pande, con i suoi servi. E ancora più a sud, davanti a una fabbrica siciliana, degli operai manifestavano proprio in concomitanza con la partita dell'Italia: i problemi veri sono altri, per questo oggi la CGIL e' in piazza contro la manovra. Chi come me non ha neppure il diritto di sciopero per contratto si accontenta di fare lo sciopero al contrario di Dolciniana memoria: sono al lavoro in un Osservatorio deserto...

mercoledì 16 giugno 2010

Contrattaricattazione?


Un'impresa, la FIAT, deve decidere dove investire 700 milioni per la produzione della nuova Panda. L'impresa sa bene di avere potere contrattuale solo prima di avere compiuto questa scelta: in ballottaggio ci sono Italia o Polonia, e finche' non decide può dettare le sue condizioni. Una volta fatto l'investimento, sarà la controparte a poter dettare le sue condizioni, visto che la scelta dell'azienda sara' ormai irreversibile. Questa la situazione di Pomigliano. L'impresa quindi cerca di chiedere garanzie e di assicurarsi che le controparti rispettino gli accordi una volta che l'investimento e' stato effettuato: se un sindacato non firma, questo avrà poi mano libera nel rinegoziare un accordo che al momento imporrebbe turni molto pesanti, abolizione possibile delle pause pranzo, giro di vite su assenteismo e malattie. Per questo motivo la Fiat impone le discusse clausole che limitino il ricorso allo sciopero una volta realizzato l'investimento: resta da capire se il gioco vale la candela. Secondo Confindustria "è incredibile che ci sia un no", ma non sara' la Marcegaglia a fare 8 ore filate in catena di montaggio. Secondo la FIOM, si tratta invece di un ricatto irricevibile, che va contro i diritti dei lavoratori e la stessa Costituzione.
Di sicuro si tratta di un precedente pericolosissimo, sintomatico di una tendenza sempre piu' diffusa a mettere in discussione l’essenza stessa della Costituzione e del suo sistma di tutele e diritti. L'intero sistema paese, per intercettare i capitali degli investitori, si trova costretto a ridurre, adesso eccezionalmente ma non dubitiamo sempre piu' diffusamente, quelle garanzie dei diritti sociali che rappresentano uno degli assi portanti della vigente Costituzione: l’impatto di questa globalizzazione sfrenata e di questa "concorrenza al ribasso" si paga tutta, come sempre, sulla pelle dei lavoratori. Gli utili, quelli non possono soffrire.

mercoledì 2 giugno 2010

Sfilate


Massimo Gramellini sulla Stampa:

Nel giorno della parata militare lungo i Fori, oso sperare che nessuno sottovaluterà l’importanza dell’acquisto di centotrentuno cacciabombardieri F-35, centoventuno caccia Eurofighter e cento elicotteri NH90 da parte delle nostre Forze Armate. Con una certa malizia i Verdi fanno notare che lo scontrino complessivo di una spesa degna del set di «Apocalypse now» ammonta a 29 miliardi di euro, 5 in più della manovra (a proposito di apocalissi).

Ma tutti sappiamo che, oggi come oggi, senza un cacciabombardiere non si va da nessuna parte. Quindi lungi da noi l’idea populista di rinunciare al rombo dei motori guerrieri per tutelare lo stipendio di un impiegato pubblico o la sopravvivenza di un ente culturale. Però, forse, almeno un accenno a questa eventualità poteva essere fatto da chi ci governa. Anche solo come gesto di trasparenza e di cortesia: cari italiani, vi chiediamo di stringere la cinghia, però sappiate che i vostri sacrifici non saranno vani, perché dei cacciabombardieri così belli non li ha nessuno. Per non parlare degli elicotteri.

L’emozione sarebbe stata talmente forte che i dipendenti dello Stato avrebbero donato, se non l’oro (di cui al momento sono sprovvisti), i loro straordinari alla Patria, pur di consentirle di sfrecciare invitta e gloriosa nei cieli. E i poliziotti avrebbero sbandierato con orgoglio la mancanza di soldi per il carburante delle auto di servizio, con la tranquilla consapevolezza di chi sa che per combattere la mafia, stroncare la corruzione e proteggere i cittadini, nulla è più efficace di uno stormo di cacciabombardieri.

Ricordo che l'acquisto di cotanti cacciabombardieri e il finanziamento della missione in Afghanistan sara' effettivamente pagato con i tagli agli enti di ricerca e con la finanziaria lacrime e sangue di alcuni: i giovani, i precari, i dipendenti pubblici. Che probabilmente dall'anno prossimo andrebbero fatti sfilare al posto dei guerrafondai il 2 giugno per i Fori Imperiali, visto che sono loro e non dei pinguini in divisa che fanno il passo dell'oca e si fanno fare i massaggini nei centri benessere a mandare avante questo baraccone di Repubblica fondata sul lavoro. Di pochi.

mercoledì 26 maggio 2010

Enti inutili


Dal Corriere di ieri, pagina 9. Qui anche sul Sole24 ore. Solo un grande paese come il nostro, che ha dato i natali a Galileo, Bruno, e via andare fino a Giacconi, può considerare gli Istituti nazionali di Alta matematica, Astrofisica, Oceanografia, Geofisica "Enti inutili". E tenersi la provincia di Verbania e del Medio Campidano, o l'utilissimo Difesa servizi Spa.
Piu' preoccupante ancora dell'ormai probabile accorpamento dell'INAF al CNR (o a qualche miniera), il blocco delle assunzioni fino al 2014 e i tagli ai finanziamenti, che hanno lo stesso effetto pratico su noi assegnisti dell'eventuale smobilitazione immediata. Ci arruoleremo tutti per l'Afghanistan , visto che e' l'unica cosa che non e' stata tagliata. A questo punto attendo la conferenza stampa di Tvemonti di oggi pomeriggio per sapere se devo gia' cercarmi un altro lavoro.
Come fa notare giustamente Pynolo, questa manovra finanziaria è come far calare di peso una persona tagliandole la testa.

sabato 1 maggio 2010

Lavoro, festa e diritti


Poco prima della Festa dei Lavoratori, il PD manda sotto il governo su un emendamento relativo al famoso arbitrato. Saranno i lavoratori a poter scegliere, caso per caso, se ricorrere alla giustizia ordinaria o all’arbitrato, senza doverlo specificare (sotto ricatto) al momento dell'assunzione.

giovedì 4 marzo 2010

Manovre di aggiramento


Il Senato approva il disegno di legge collegato alla Finanziaria, che include la norma che allarga il ricorso all'arbitrato. Secondo l'opposizione e i sindacati, il testo potrebbe indebolire o vanificare l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Dopo lo scoglio della mega-manifestazione del 2002, ci riprovano con l'aggiramento. Cosi' Gianni Cuperlo sul suo blog:

Insisto sul lavoro perché credo sia la cifra della crisi ma anche la chiave per cogliere le differenze di visione tra noi e gli altri. In questo senso le norme previste nel Ddl in discussione al Senato e che intervengono di fatto sull’articolo 18 (torniamo ancora lì) prevedendo la soluzione delle vertenze tra lavoratore e datore attraverso il ricorso a un arbitrato sono più esplicite di mille convegni. Come ha spiegato Tiziano Treu, l'articolo 31 del testo governativo prevede due possiblita' per ricorrere all'arbitrato. La prima e' attraverso contratti collettivi, ed e' la strada piu' sicura. In questo modo, infatti, le parti possono stabilire i limiti in cui l'arbitrato puo' essere esercitato. C'e' poi una seconda possibilita' consentita dalla norme volute dal governo e dalla maggioranza. E cioe' che il singolo lavoratore accetti un accordo secondo cui il proprio contratto di assunzione preveda il ricorso all'arbitrato per risolvere le controversie, incluso il ricorso all'arbitrato secondo equita'. Cosa quest'ultima che implica la possibilita' di scavalcare le norme inderogabili di legge e quindi diritti come appunto l'articolo 18 o come le retribuzioni o le ferie. Chiaro no? Quando l’aspirante lavoratore deve “trattare” la propria assunzione (e dunque quando è più debole sul piano contrattuale), sarà spinto a firmare l’impegnativa che rimette nelle mani del suo datore un potere ad oggi escluso da quel sistema di garanzie che si pretende di rimuovere. Tutto ciò è parte di una vera e propria contro-riforma del mercato del lavoro che il governo persegue da tempo e con una non invidiabile coerenza. Pensiamo alle deroghe e all’indebolimento delle sanzioni in materia di sicurezza, alla rimozione dei limiti per i contratti a termine e al reinserimento di quelli a chiamata, alla cancellazione della responsabilità in solido dell’appaltatore con il sub-appaltatore per arginare il lavoro nero….l’impressione è di avere a che fare con un piano a largo raggio le cui conseguenze, però, sono sotto gli occhi di tutti. Ora, è ben difficile pensare che un mercato del lavoro fortemente deregolato possa rappresentare una valvola di sicurezza per un sistema complessivamente indebolito, con interi settori produttivi piegati dalla congiuntura. Insomma, l’idea che in tempi di vacche magre si debbano ridurre i confini delle tutele e delle garanzie della categoria più debole e colpita non si spiega se non dentro una lettura più generale dove i principi di legalità e rispetto delle regole lasciano il passo al culto delle deroghe e delle scorciatoie normative da giustificare a posteriori tramite l’uso e l’abuso del condonismo. Ragione in più per considerare la campagna elettorale una buona chance di informazione e lotta politica. Certo, non si vota per mandare a casa il governo, ma se il segnale dovesse andare nella direzione giusta sarà più difficile anche per loro scardinare ogni due settimane quell’impianto di sicurezza sociale e di diritto del lavoro che avrebbe bisogno di rinforzi e non di demolizioni.

Quello che non dice Gianni e che il decreto itroduce anche la possibilità di assolvere l'ultimo anno di obbligo di istruzione (dai 15 anni di età) attraverso un apprendistato in azienda, dopo un'intesa tra Regioni, ministero del Lavoro e dell'Istruzione. Studiare meno prima per farsi mandare a casa piu' facilmente dopo.

martedì 5 gennaio 2010

Democratica e Fondata sul lavoro


Articolo di Ernesto Maria Ruffini sull'Unita' di oggi (via Metilparaben):

Dice Brunetta «Stabilire che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla». Dispiace che un Ministro della Repubblica, ma prima ancora un nostro concittadino, non sia riuscito a comprendere il significato e l’importanza dell’art. 1 della Costituzione. Proviamo ad aiutarlo, allora, magari con le parole dei nostri Padri costituenti. L’inizio della Costituzione rappresenta il nostro biglietto da visita: l’Italia sarebbe stata una Repubblica e non più una monarchia, una democrazia e non più una dittatura. Chiaro, no? «Vuol dire semplicemente … che se domani l’Assemblea nazionale nella sua maggioranza, magari nella sua unanimità, abolisse la forma repubblicana, la Costituzione, non sarebbe semplicemente modificata, ma sarebbe distrutta» (Calamandrei). Non solo una Repubblica democratica, ma una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Lavoro da contrapporre al privilegio e al disinteresse alla costruzione del bene comune. Il lavoro inteso in tutte le sue forme, non solo «nelle sue forme materiali, ma anche in quelle spirituali e morali che contribuiscono allo sviluppo della società» (Ruini). «Questo il senso della disposizione: un impegno del nuovo Stato italiano di proporsi e di risolvere nel modo migliore possibile questo grande problema, di immettere sempre più pienamente nell’organizzazione sociale, economica e politica del Paese quelle classi lavoratrici, le quali … furono a lungo estromesse dalla vita dello Stato e dall’organizzazione economica e sociale» (Moro). Di fronte ai dubbi di comprensione di Brunetta, chissà cosa avrebbe pensato Saragat, secondo cui «ogni lavoratore, leggendo questo documento, può capire che cosa si vuol dire. Che cosa vuol dire infatti questo articolo primo della Costituzione? Vuol dire che essa mette l’accento sul fatto che la società umana è fondata non più sul diritto di proprietà e di ricchezza, ma sulla attività produttiva di questa ricchezza. E’ il rovesciamento delle vecchie concezioni, per cui si passa dal fatto della ricchezza sociale a considerare l’atto che produce questa ricchezza … ed è da questa nozione del lavoro … che sorgono tutti gli altri diritti sociali». Affermare che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, averlo proclamato «solennemente, direi orgogliosamente, nella prima riga della Costituzione, in una dichiarazione che tutti gli italiani » avrebbero conosciuto, ha dato «a tutti i lavoratori la certezza o la fede nell’avvenire democratico del nostro Paese» (Amendola). Questo è il senso del primo articolo della Costituzione, questo è il senso dello Stato democratico con cui tutti noi siamo cresciuti, come singoli e come popolo. Sembra che i dubbi di Brunetta si fermino solo al primo comma dell’art. 1. Non oso pensare ai dubbi che potrebbero sorgere alla lettura del secondo comma, secondo cui «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Di questo, semmai, ci potremmo occupare un’altra volta, ma speriamo di no.

mercoledì 16 dicembre 2009

Il valore del lavoro


Ma allora un astronomo quanto vale?

Via Altracitta', di Cristina Nadotti, da Repubblica

Vale più un addetto alle pulizie, soprattutto se in ospedale, che un banchiere. In più, il secondo crea anche problemi alla società. Sembra tanto l’affermazione fatta da un qualsiasi avventore di bar e invece è la conclusione della ricerca elaborata dal think tank della New economics foundation (Nef), un gruppo di 50 economisti famosi per aver portato nell’agenda del G7 e G8 temi quali quello del debito internazionale.

Il Nef ha calcolato il valore economico di sei diversi lavori, tre pagati molto bene e tre molto poco. Un’ora di lavoro di addetto alle pulizie in ospedale, ad esempio, crea dieci sterline di profitto per ogni sterlina di salario. Al contrario, per ogni sterlina guadagnata da un banchiere, ce ne sono sette perdute dalla comunità. I banchieri, conclude il Nef, prosciugano la società e causano danni all’economia globale. Non bastasse questo, valutano ancora gli economisti impegnati in un’etica della finanza, i banchieri sono i responsabili di campagne che creano insoddisfazione, infelicità e istigano al consumismo sfrenato.

“Abbiamo scelto un nuovo approccio per valutare il reale valore del lavoro – spiega il Nef nell’introduzione alla ricerca – . Siamo andati oltre la considerazione di quanto una professione viene valutata economicamente ed abbiamo verificato quanto chi la esercita contribuisce al benessere della società. I principi di valutazione ai quali ci siamo ispirati quantificano il valore sociale, ambientale ed economico del lavoro svolto dalle diverse figure”.

Un altro esempio che illustra bene il punto di partenza del Nef è quello della comparazione tra un operatore ecologico e un fiscalista. Il primo contribuisce con il suo lavoro alla salute dell’ambiente grazie al riciclo delle immondizie, il secondo danneggia la società perché studia in che modo far versare ai contribuenti meno tasse.

“La nostra ricerca analizza nel dettaglio sei lavori diversi – si legge ancora nell’introduzione – scelti nel settore pubblico e privato tra quelli che meglio illustrano il problema. Tre di questi sono pagati poco (un addetto alle pulizie in ospedale, un operaio di un centro di recupero materiali di riciclo e un operatore dell’infanzia), mentre gli altri hanno stipendi molto alti (un banchiere della City, un dirigente pubblicitario e un consulente fiscale). Abbiamo esaminato il contributo sociale del loro valore e scoperto che i lavori pagati meno sono quelli più utili al benessere collettivo”.

La ricerca, infine, smonta anche il mito della grande operosità di chi ha lavori ben retribuiti e di grande prestigio: chi guadagna di più, conclude il Nef, non lavora più duramente di chi è pagato poco e stipendi alti non corrispondono sempre a un grande talento. Eilis Lawlor, portavoce della Nef, ha voluto però precisare alla Bbc: “Il nostro studio vuole sottolineare un punto fondamentale e cioè che dovrebbe esserci una corrispondenza diretta tra quanto siamo pagati e il valore che il nostro lavoro genera per la società. Abbiamo trovato un modo per calcolarlo e questo strumento dovrebbe essere usato per determinare i compensi”.

martedì 20 ottobre 2009

Tvemonti e il posto fisso


Sull'ultima uscita a ruota libera (in spregio ad ogni azione concreta da lui intrapresa negli anni) di Tvemonti sul posto fisso come base della nostra societa', le repliche di Ivan Scalfarotto:

Come ho avuto occasione da osservare da vicino durante la mia vita professionale, invece, nella maggior parte dei paesi d’Europa si è scelta la strada mediana: quella di una contrattualizzazione completa del rapporto di lavoro con la garanzia di una rete di protezione forte (sia in termini economici che di formazione professionale) nei periodi di eventuale disoccupazione tra un lavoro e l’altro. Questo significa che, in costanza di rapporto di lavoro, il lavoratore gode della pienezza dei diritti (ferie, malattia, maternità, formazione professionale) ma non ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento.

In sostanza gli ordinamenti degli altri paesi europei si concentrano, come si dice spesso, sul tutelare la persona del lavoratore invece che il suo posto di lavoro. La tutela non si traduce nel fare in modo che il lavoratore sia inamovibile e resti il più possibile dov’è già, ma nel sostenerlo economicamente nel caso di difficoltà e agevolarlo nella ricerca di una nuova occupazione in quei casi in cui perda il posto di lavoro.



e di Federico Mello (bentornato!):

[...] Ma le sue dichiarazioni stimolano due ulteriori considerazioni.
La prima è che sul precariato e, ancora di più, sul nostro welfare antidiluviano e ingiusto, c’è un’ignoranza totale della nostra classe dirigente. A dodici anni dalla riforma Treu (1997) le divisioni, e le prese di posizione politiche in merito, sono ancora tutte su un asse “posto fisso” (che scalda il cuore ai nonni), e “precariato selvaggio” (che gonfia i portafogli degli imprenditori). Non se ne esce da questa dicotomia, e se CISL e UIL si giocano la loro partita padronale, il PD e la CGIL non sono mai usciti dall’immaginario filo-pensionati, e la riforma del welfare in senso “flexsecurity”, per loro, non è mai stata molto di più di una simpatica concessione da fare prima o poi ai giovani, così come gli sconti sulle ricariche telefoniche.

La seconda riflessione – aberrante a dirla tutta – è come in questo paese ormai non esista una realtà data, oggettiva, da analizzare e, per quanto riguarda la politica, da modificare. Esistono solo parole. Ognuno può dire quello che vuole. E anche il fiscalista Tremonti, interprete plastico del “liberismo dei privilegi” berlusconiano, può ora rimangiarsi la sua decennale storia di uomo di governo di questa destra anti-egalitaria e anti-sociale, con una frase buttata là, con una battuta. E noi, tutti dietro a rincorrerlo. Tanto vale tutto e il contrario di tutto in questo paese. Tranne la vita delle persone. E ancora di meno, quella dei precari.


sono abbastanza in accordo, e cosi' la pensiamo anche qua. Peccato che queste cose vadano pocchissimo di moda sia in Parlamento che nei sindacati: e infatti passa un giorno e arriva la risposta del governo a Tremonti sui precari della scuola. Roba da matti.

venerdì 1 maggio 2009

Festa dei lavoratori


Primo maggio: si festeggiano i lavoratori anche quest'anno. Su San Giovanni, tra le note di Vasco, aleggiano le 1140 morti sul lavoro del 2008 e i 300 del 2009 (si fa presto a parlare di sicurezza) e l'aumento del 553% della cassa integrazione in un paese dove il governo racconta ogni giorno che la crisi o non esiste o e' gia' passata. E mentre qualcuno propone ai sindacati di cambiar musica, di abolire il concertone ma stare vicini ai problemi veri dei giovani nei fatti e non solo a note, auguro un buon PrimoMaggio a tutti, ma soprattutto a chi nonostante tutto non ha perso la voglia di sperare e di lottare per i propri diritti.

giovedì 26 marzo 2009

Lavorare di piu'




I used to like to go to work but they shut it down
I got a right to go to work but there's no work here to be found
yes and they say we're gonna have to pay what's owed
we're gonna have to reap from some seed that's been sowed

domenica 7 settembre 2008

Braccia rubate all'agricoltura


Dopo tre giorni passati a imbiancare casa, mi e' definitivamente chiaro che ho sbagliato tutto nella vita. Al di la' dei risultati dell'imbiancatura (comunque oltre le previsioni), tornare dopo troppo tempo a fare continuativamente un lavoro manuale per piu' di 4 ore di fila mi ha regalato sensazioni dimenticate da tempo in questa gabbia di matti e di scrutatori di astri: risultati immediati, pronta valutazione del lavoro svolto, miglioramento a vista d'occhio della tecnica, soddisfazione, risultati concreti e duraturi, obiettivi verificabili. Forse se da piccolo sognavo di fare il contadino un motivo c'era. Mi sa pero' che a un certo punto qualcosa di terribile dev'essere successo se dalle melanzane sono finito alle galassie... beffa.

giovedì 13 marzo 2008

Promesse precarie


In un paese dove boss mafiosi condannati sono fuori da anni ufficialmente perche' un giudice in 8 anni non ha trovato tempo di scrivere le motivazioni di una sentenza, c'e' pero' un sacco di gente che invece le maniche se le vorrebbe rimboccare. Che vorrebbe poter costruire su qualcosa e realizzarlo, realizzarsi. E invece tutto quello che puo' ottenere sono pesci in faccia o qualcosa a meta' fra la carita' e la schiavitu'. Mi scrive un amico una lettera terribile e bellissima insieme:

Sono appena tornato dalla agenzia di lavoro interinale dove ho firmato il contratto fino a meta' aprile per lavorare come call center al CAAF della CGIL...(part-time 4 ore al giorno)
Tutto questo per 7,43 euro l'ora/lordi...ovvero...fate voi i conti con ritenute del 27-30%. Che delusione il sindacato, che delusione...dalla parte dei lavoratori, il lavoro..lavoro... Io alla fine ho il culo parato sempre, anche se mi ammazzo per avere una mia indipendenza dai miei genitori (grosso ostacolo che mi porto dietro dall'adolescenza), sono sicuro che non moio di fame...ma se un giorno uno vuole avere un figliolo, una casa...no non credo sia umano questo modo di vedere il lavoro. Lanza del Vasto scriveva che il lavoro deve essere vita, andare oltre la retribuzione, ma gratificare l'uomo in quanto componente essenziale della sua esistenza su questa terra. Pensavo alle persone che ho trovato lì all'agenzia di lavoro interinale, due donne con l'età di mi mamma e un ragazzo di colore...forse loro non hanno scelte. Ho tanta rabbia, frustrazione e delusione, dopo una mattinata passata, a scuola a spiegare, a gratis, Giotto a una seconda dell'Istituto d'arte, in cui hai modo di relazionarti a persone vere...questa della CGIL è stata una bella botta. Se chiamate per fare il CUD, RID,ecc...ci sta che ci si senta. Non è uno sfogo questo, ma penso che condividere queste cose sia importante, condividerle con le personea cui vuoi bene e particolarmente con la generazione dei miei genitori che hanno sudato sangue per lavoro, diritti, famiglia...e poi forse adesso, invecchiando, non si rendono conto di quello che sta succedendo.
Vorrei sentire cosa dicono coloro che ho votato alle scorse elezioni che a suon di slogan sbandieravano le parole magiche quali, lavoro, lotta al precariato, famiglia, sicurezza, (per non dire pace, ecc..). Vorrei sapere come fanno Veltroni, Diliberto, Bertinotti...ad avere il coraggio di dichiarare che la nostra Italia è fondata sul lavoro. bah?!

Ecco, appunto. Non e' piu' il tempo di slogan. Siamo stanchi. Non e' piu' il tempo di chi risolve il problema del precariato con battute irriverenti e oltraggiose. Siamo sdegnati. Non e' piu' il tempo di chi dice quando fa comodo "e' il mercato, e' la competivita', bisogna adeguarci", e quando invece conviene di piu' fa tutto il contrario, secondo il liberismo dei Puffi ben descritto da Robecchi sul Manifesto per la difesa a oltranza degli interessi di parte. Non siamo scemi. E' e sara' il tempo di chi invece di slogan sapra' proporre soluzione serie, interventi realizzabili, mutamenti profondi. E allora rinnovo il mio invito al PD a presentare prima delle elezioni una bozza di 12 decreti legge sui dodici punti principali del programma, a cominciare dal precariato, e la lista dei 12 ministri. Per passare dalle parole ai fatti, dagli slogan alle azioni, dai contratti con gli italiani farlocchi alle soluzioni per l'Italia, dalle pugnette ai fatti. Si puo' fare e si deve permettere ai cittadini di sapere cosa scelgono aldila' degli spot dai costi insostenibili, aldila' del tutto e subito. Altrimenti che andiamo da soli a fare?
E invito anche i giornalisti e i presentatori vari di supposti programmi di tribuna elettorale e di confronto fra i candidati a passare dalla demagogia e dalla dialettica sofista, spesso prossima all'insulto, al confronto fra dati oggettivi e fatti concreti. Perche' quando il politico di turno snocciala dati nessuno fra i giornalisti presenti li conferma o smentisce con dati veri? Perche' nessuno si preoccupa di citare la fonte di quello che dice per garantire il controllo e nessuna la chiede? Servizi di pubblica utilita' come questo devono restare delle oasi in mezzo al deserto? Meno campagna elettorale e piu' fatti, grazie.

mercoledì 5 marzo 2008

Inaccettabile


Per Confindustria e' inaccettabile l'aggravamento delle sazioni per le aziendi colpevoli di mancate misure per la sicurezza dei dipendenti. Mentre e' accettabile solo usare i soldi pubblici, quelli di tutti noi, quelli del tesoretto, per programmi di prevenzione.
Per il resto del paese e' invece inaccettabile che nel 2007 siano morte sul lavoro 1.300 persone, ovvero una media di 3.5 al giorno calcolando anche lo straordinario di domeniche e festivi. Che si continui a parlare invece di dare una risposta seria e forte.

domenica 13 gennaio 2008

Che roba contessa


Escono sul Corriere alcuni estratti di un'analisi riservata interna della ThyssenKrupp, l'acciaieria torinese teatro dell'ultima drammatica strage "bianca". L'analisi, sequestrata giovedì scorso nel corso delle perquisizioni sia in fabbrica sia nelle abitazioni private dei tre massimi dirigenti italiani del gruppo già iscritti per omicidio e disastro colposo nel registro degli indagati, si sofferma sulla situazione torinese (noto ricettacolo eversivo di estremisti comunisti), sulle ripercussioni della strage sull'azienda, e sullo spazio mediatico dato alla vicenda ed ai suoi protagonisti. In particolare, si accusano gli operai sopravvissuti al rogo e i compagni di lavoro delle vittime che «passano di televisione in televisione » e vengono rappresentati «come degli eroi». Prospettando eventuali sanzioni punitive per la cattiva pubblicita' non appena le acque si saranno calmate, nei confronti di questi operai senza limiti ne' ritegno, che invece di ringraziare di essere sopravvissuti si lamentano pure. Non c'e' piu' morale, contessa...

sabato 8 dicembre 2007

Si sta come d'autunno


1302 nel 2006, 719 nei primi 7 mesi del 2007. Si continua a morire sul lavoro, come sono in aumento infortuni e malattie professionali. Dopo l'ennesima strage, oggi tutti si battono il petto e esternano il loro sdegno, dalla politica a Confindustria, ai sindacati. Qualcuno pero' la coscienza sporca ce l'ha, non sono cifre da fatalita'. E' vero che le leggi ci sono. Il difficile come sempre e' farle applicare. Com'e' possibile che si lavorasse su turni di 12 ore con la minaccia di perdere altrimenti il posto, per giunta senza manutenzione? Dice Prodi: "Troppo spesso la logica del profitto mette in secondo piano il rispetto della persona umana prima ancora che i diritti dei lavoratori. Non si può morire di lavoro in un luogo dove tra l'altro si combatteva per non perdere il lavoro". Io invece oggi sto zitto, mi stringo alle 2000 famiglie che in 20 mesi hanno perso una persona cara mentre lavorava, e leggo Gennaro Carotenuto.