Chi lo sa che domani sarà
Se l'occhio non si esercita, non vede.
Se la pelle non tocca, non sa.
Se l'uomo non immagina, si spegne.
Sebbene Beffatotale sia in semi-sonno, oggi sono state superate le 100000 visite... grazie a tutti!
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Ieri sera nel magnifico scenario di piazza Santa Croce, 30 anni dopo Banana Repubblic, Dalla e De Gregori di nuovo insieme. Piu' che per celebrarsi, per divertirsi cantandosele a vicenda. E De Gregori ha fatto addirittura cantare una sua canzone dal pubblico...
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Un inno internazional corale per sollecitare la riammissione della Polverini alle elezioni regionali nel Lazio. Si può mettere a repentaglio la democrazia per un paio di panini? (grazie al Suro)
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Ieri sera immersione nelle vergogne d'Italia con i fratelli Severini, nel nuovo auditorium ARCI Exfila di Firenze. Lo spettacolo in qualche parte d'Italia ha avuto vita difficile, segno che far ricordare e' ancorsa un mestiere sgradito. A dire il vero non ci convince troppo Daniele Biacchessi, l'indignato attore che accompagna i Gang nella rilettura della storia italiana dalla resistenza a via de'Georgofili. Ma i Severini sono sempre loro, anche in formazione ridotta, e il finale con "Le storie di ieri" vale il prezzo del biglietto...

Un bellissimo regalo nella calza della Befana di "A Day in the life", il blog di Francesco Locane. E pensare che Leonardo aveva gia' ricevuto e apprezzato il libro di carta per i suoi primi sei mesi...
Se fosse vivo, in questo 2010 appena iniziato Gianni Rodari avrebbe compiuto 90 anni. Mi sembra strano non avere mai parlato di Rodari in questo blog, che pur spesso si occupa delle (ed è occupato dalle) mie parole: a lui, infatti, è strettamente legato al mio amore per i libri, la lettura e la scrittura, ma non solo. Grazie alle letture di Rodari sono, nel bene e nel male, quello che sono oggi. Come molti, anche io sono stato educato da Gianni Rodari, nonostante sia scomparso quando io non avevo neanche due anni. Ho molti dei suoi libri, che mi sono fatto leggere e rileggere, prima, e che poi ho consumato da solo.
Ma non si tratta solo dei libri. A metà degli anni '70, infatti, Antonio Virgilio Savona iniziò a lavorare su Filastrocche in cielo e in terra, uno dei libri più famosi di Rodari, uscito nel 1960. Voleva musicarlo, e farne un disco per la sua etichetta "I Dischi dello Zodiaco" (che, per dire, pubblicava all'epoca i dischi degli Inti Illimani). Per questo si fece aiutare, reclutandola come cantante, da sua moglie, Lucia Mannucci. I due erano... metà del Quartetto Cetra, nientepocodimenoché.
Il disco è uscito nel 1976: qualche anno dopo io ne ho avuto la cassetta, che ho ascoltato centinaia di volte, per fortuna senza consumarla. Perché qualche giorno fa l'ho riversata in digitale e ve la regalo, in comodo archivio contentente file mp3 taggati e con tanto di copertine (scansionate dalla cassetta originale). Pare che in rete non ve ne sia traccia, e la cosa mi rende decisamente orgoglioso, perché... Be', perché. Perché le parole di Rodari sono quanto di più alto la nostra letteratura abbia mai espresso, e le musiche di Savona funzionano al punto tale che pare che le Filastrocche, in realtà, fossero testi di canzoni. Perché se avete dei bambini piccoli li farete felici (e, quando gli fate ascoltare la cassetta, pardon, il cd, direte loro che è un cd di ADayintheLife (cit.)). Perché se siete stati piccoli e avete amato Rodari, non riuscirete a smettere di ridere e di piangere. Perché è bene iniziare l'anno con qualcosa di bello e puro come queste Filastrocche in cielo e in terra.
Per una volta, fidatevi e scaricate, quindi diffondete e, soprattutto, fatemi sapere. Sarà bello ritrovarsi a canticchiare, sparsi in luoghi e tempi diversi.
Buon anno a tutti, di cuore.
Scarica Filastrocche in cielo e in terra.
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Stasera al Porto di Mare, locale di riferimento a Firenze per la musica di autore, mi sono gustato con Cosimo un concerto per pochi intimi dell'ottimo Andrea Parodi. In un atmosfera a tratti surreale, e la sensazione di essere a strimpellare fra amici, si susseguono le ballate di Andrea, bravissimo nel disegnare le difficoltà, le solitudini ma anche quel senso di libertà che ognuno rincorre ma assapora soltanto. Senza contare che ad applaudire tra i pochi intimi c'era anche il parroco, che tra un miserere e un estrema unzione mostra di apprezzare anche il bene effimero di un buon concerto! E in chiusura arriva anche la mia preferita...
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