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mercoledì 14 dicembre 2011

Anche Firenze ha un cuore oscuro

Oggi Firenze si e' scoperta incredula di fronte alla tragedia consumatesi ieri a piazza Dalmazia e a San Lorenzo. "Non non siamo cosi'", "e' stato il gesto di un folle" i commenti piu' frequenti e forse troppo tranquillizzante. Senz'altro solo un folle poteva fare quello che ieri e' stato fatto, ma un folle che ha trovato terreno fertile nelle realta' che anche nella nostra citta' propagandano odio e violenza,  nonche' nel clima sociale, politico e mediatico che continua a mettere in competizione la sicurezza con i diritti, l'appartenenza con l'accoglienza. L'emergenza nazionale che questo blog da anni denuncia continua a crescere e ha fatto, speriamo solo per un giorno, di Firenze la propria capitale. Di seguito la lettera alla comunita' Senegalese, a cui Beffatotale virtualmente si stringe,  dallo Scoutismo fiorentino. L'appuntamento e' per tutti alla manifestazione di Sabato 17.
Alla Comunita' Senegalese di Firenze

Al presidente dell'Associazione Senegalese Pape Diaw

Gli scout fiorentini in questo giorno di lutto vogliono essere vicini al dolore e allo sgomento di tutta la comunita' sengalese, in particolare degli amici e dei familiari di Samb Modou e di Diop Mor, e a Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike, ancora ricoverati in ospedale per le gravissime conseguenze delle ferite ricevute.
I tragici fatti di ieri devono interrogare tutta la nostra citta', soprattutto chi come la nostra associazione si occupa di educazione, per ricordarci che l'odio e l'intolleranza ancora avvelenano cosi' profondamente la nostra comunita', sostenuti dal persistente clima sociale, politico e mediatico che continua a mettere in competizione la sicurezza con i diritti, l'appartenenza con l'accoglienza.
Come recita il nostro Patto Associativo, "ci impegniamo a rifiutare decisamente, nel rispetto delle radici storiche e delle scelte democratiche e antifasciste espresse nella Costituzione del nostro Paese, tutte le forme di violenza, palesi ed occulte, che hanno lo scopo di uccidere la libertà e di instaurare l'autoritarismo e il totalitarismo a tutti i livelli, di imporre il diritto del forte sul debole, di dare spazio alle discriminazioni razziali".
Ci impegnamo inoltre a portare avanti con convinzione ancora maggiore la nostra azione educativa per una proposta che "superi le differenze di razza, nazionalità e religione, imparando ad essere cittadini del mondo e operatori di pace, in spirito di evangelica nonviolenza, affinché il dialogo ed il confronto con ciò che è diverso da noi diventi forza promotrice di fratellanza universale", mai motivo di odio e di violenza.

AGESCI - Comitati di Zona Firenze Ovest e Firenze Est

lunedì 14 marzo 2011

New York 2018: parchi e piste

Ricevo e volentieri pubblico questo esclusivo materiale intercettato da Mark Surace, detto Suro, tra gli ambienti democratici Newyorkesi. Ogni riferimento a persone o eventi toscani e' del tutto casuale...



New York 2018, primarie per il candidato sindaco democratico. Il giovane Mick Randy si sta recando ad un comizio
  • Ehi Jack!
  • Dimmi capo…
  • Quando abbiamo l’incontro con tutti gli industriali della East Coast?
  • Venerdì, Sala Grande del Carnegie Hall, sulla Settima, fra tre giorni.
  • Bene, ho l’idea giusta. Comincerò a parlare della situazione economica stagnante, del rischio recessione, della necessità di rilanciare lo sviluppo della Grande Mela, et voilà: se mi eleggono sindaco prometto che costruirò un aeroporto a Central Park, una bella pista da 4000 m al centro del parco.
  • Ma capo…
  • Ascolta, non ti pago per parlare. Ora vai, chiedi il parere degli ingegneri, dei piloti, degli architetti, dei geologi, di chi ti pare e portami il resoconto venerdì mattina.
Dopo tre giorni
  • Ehi Jack!
  • Dimmi capo…
  • Forza spara, sono tutt’orecchi!
  • Non vorrei deluderti capo, ma secondo me…
  • Non ti pago per darmi le tue opinioni, riferisci!
  • Ok capo, come vuoi. Per fare una pista a Central Park è necessario rinforzare per 5 km l’argine sud dell’Hudson, rialzare tutta la Fifth Avenue di 3 m, ripensare il sistema fognario di Manhattan a causa del mancato drenaggio delle piogge da parte del parco (e lo sai che dopo la storia dei coccodrilli degli anni ‘90 nessuno vuole più lavorare lì sotto), infine tagliare il frontone del Metropolitan. Ci vorrebbe un fantastiliardo, per non parlare delle proteste popolari e del permesso del Governatore dello Stato, che è un democratico vecchio stampo e quindi non te lo darà mai. Insomma, sono tutti concordi che è impossibile. Mi dispiace…
  • Ma come ti dispiace, è perfetto! Non capirai mai niente di politica tu... Era proprio quello che speravo: è una follia pazzesca asfaltare Central Park, solo un idiota può pensarlo sul serio, mi serviva solo la certezza che fosse anche tecnicamente impossibile! Ti spiego: ora io vado dagli industriali e propongo questa storia del CPA, Central Park Airport, con la prospettiva di un grande investimento per lo sviluppo etc etc etc
  • Ma se non ci cascano?
  • Sanno benissimo che non serve per quello, ma per muovere una quantità enorme di quattrini di lavori pubblici, che in qualche modo sperano di farsi dare dal loro amico presidente. Solo che non hanno fatto bene i conti.
  • Non capisco…
  • Meglio, ascolta. Lunedì fissami una cena con i commercianti di Manhattan. A loro spieghiamo che una nuova pista permetterà ai turisti di scendere dall’aereo e dopo 5 minuti passeggiare liberamente tra i loro negozi, raccontiamogli che i mariti californiani atterreranno, correranno da Tiffany a comprare un gioiello alle mogli e torneranno a casa in 3 ore e altre storielle simili, fai preparare qualche slide e luci strobo.
  • Ok, come vuoi
  • Mercoledì voglio parlare con i lavoratori edili, quelli che si spaccano la schiena 10 ore al giorno col caschetto giallo in testa
  • E a loro cosa gli dici?
  • Che Central Park è un posto da avvocati fighetti che fanno jogging, che chi lavora sul serio non ha tempo di saltellare vestito da spider-man con le scarpette bianche, e che una nuova pista equivale a nuovi cantieri e più soldi per tutti. (questa l’ho già sentita, ma dove?)
  • Sei un genio, ho capito.
  • Bravo, ci sei arrivato anche tu. Facciamo contenti tutti promettendo una roba infattibile e irrazionale, vendiamo un sogno e non spendiamo nemmeno un cent! Portiamo dalla nostra parte i conservatori ricchi, i democratici poveri, gli industriali, quelli che non ne possono più degli ambientalisti del no… Quanto mi piace questo XXI secolo!

Miami 2021, Mick Randy è sindaco di New York da 2 anni
  • Capo, scusa se ti disturbo sul cellulare...
  • Si, mi disturbi Jack, tra 4 minuti salgo sul palco a Miami Beach, ci sono 5000 ragazzi e ragazze - in bikini tra l’altro – venute ad ascoltare me che presento il nuovo libro. E ovviamente la CNN, AOL, ABC, Sky, ecc. Che vuoi? Svelto!
  • C’è un problema capo. Ti passo il Governatore del New Jersey.

  • Ciao Mick, come va? Bella vita in Florida eh, my friend? Che stai facendo?
  • Ciao Ed, sono qui per la presentazione del mio nuovo libro, Out.
  • Ma come Mick, un giovane moderno come te non lo sa che nessuno legge più libri?
  • (ma guarda te se mi tocca prendere lezioni di comunicazione da questo rincoglionito…) Lo so Ed, infatti non voglio che lo leggano, tra l’altro non è niente di che e non l’ho scritto io. Solo che tutte le TV del pianeta seguono l’evento del sindaco che presenta libri sulla spiaggia, e la TV la guardano tutti…
  • Grande Mick, sei sempre un passo avanti tu. Senti ti chiamo per darti una grande notizia… sei pronto?
  • Sono in costume e infradito, fai tu.
  • Tieniti forte…facciamo la pista a Central Park!
  • Come???
  • Da non crederci, vero? Abbiamo approvato una variante urbanistica nel piano delle infrastrutture dello Stato di New York, tempo due mesi lo approviamo e poi si decolla dalla fifth avenue! Una tua idea grandiosa trova applicazione grazie alla nostra volontà politica. E solo 40 ettari su 320 saranno occupati dalla pista, il resto bosco. Allora, che ne dici?
  • Sei rimasto senza parole, lo sapevo! Contento, eh?
  • Certo.
  • Ovviamente darò risalto a te che hai lanciato questa suggestione 3 anni fa!
  • Ok. Passami Jack. Ciao
  • JACK!!!
  • Dimmi... capo
  • JACK!!! Ma che cazzo combinano? Ma sono pazzi? Mi asfaltano Central Park, spaccano tutta Manhattan per far decollare gli aero-modelli davanti al Guggheneim? Ma io non lo so, che cosa c’hanno in testa? Avevamo fatto tutte le verifiche di infattibilità, potevo mai pensare che proprio un democratico che viene dalla sinistra… Tu quoque, diceva quello, e aveva ragione! Ma guarda te, uno lancia una boiata pazzesca e gira gira trovi uno così pazzo da volerla mettere in pratica! Jack, Jack, senti, dimmi una cosa.
  • Si, capo.
  • Lo ricattano, hanno delle foto compromettenti?
  • No, capo.
  • Lo hanno corrotto, gli hanno regalato un appartamento a San Francisco, un jet privato?
  • No, capo.
  • Ma allora è proprio un #^$##
  • Come?
  • Niente. Ma dico io, proprio da questi nostalgici del comunismo mi dovevo far fregare? E ora chi li sente i cittadini, gli ambientalisti, gli industriali che non hanno i soldi per investire, il Presidente. Ma Jack, possibile che nessuno gli dia contro? Ma scusa, il Capo-quartiere di Manhattan, Jimmy Jennis? Quello è preparato, un democratico d’altri tempi, c’ha tutte le carte, gli studi degli interventi idraulici, le mappe di volo, sono cresciuti insieme con Ed, lui lo convincerà a ripensarci, no?
  • No, ci ha provato ma non c’è niente da fare, tutti si sono innamorati della tua idea e non sentono ragioni. Al cuor non si comanda.
  • Senti ora devo andare sul palco sulla spiaggia, porca paletta, ci vediamo domattina alle 8 da me.

New York, la mattina dopo, ufficio del sindaco
  • Jack
  • Si, capo
  • Sono depresso, ho bisogno di stimoli nuovi.
  • Io penso…
  • Non ti pago per pensare Jack, ascolta. Quanto manca alle presidenziali?
  • Due anni
  • Bene, vendi tutte le mie proprietà a New York e comprami una casa a Washington, io voglio andare via da questa città.
  • Ma sei il sindaco.
  • Non per molto. Metti su lo staff per la campagna delle presidenziali, riprendi gli appunti del 2018 e rifacciamo tutto uguale ma più in grande, chiama i finanziatori, ecc. ecc. Tu sai.
  • E cosa promettiamo?
  • Qualcosa di incredibile, per lo sviluppo, il lavoro, il futuro, per garantire un sogno… Un ponte tra Cuba e la Florida!
  • Già proposto 5 anni fa, un flop colossale, sono il 52esimo stato ma non li vuole nessuno i cubani.
  • Ok, più in grande allora… Ho trovato, un Tunnel sottomarino tra Shangai e Los Angeles, 10000 km, Treno superveloce a levitazione magnetica, in 12 ore sposti merci e persone da un continente all’altro che nemmeno 1000 aerei…
  • Ok, capo ma a Shangai ci sono i comunisti veri, ti fidi?
  • Certo, meglio quelli veri. Lo diceva anche la TV, diffida delle imitazioni…

mercoledì 29 settembre 2010

I "100 luoghi" a Firenze


100 luoghi, 100 spazi da immaginare, 100 sogni possibili, 100 realtà da costruire. Un numero simbolico per cominciare a trasformare Firenze in un luogo davvero nostro. Fatto per chi ci vive, per chi ogni giorno ne occupa la dimensione del significato più importante, quello umano. Dopo un anno di studio, di organizzazione e di conoscenza degli strumenti a disposizione, l’amministrazione è pronta per attuare la seconda parte, il cuore del suo mandato: quello di costruire tutti insieme una casa più comoda, più “giusta” per i fiorentini. Un modo diverso di amministrare, partecipando davvero tutti al bene comune. Cominciamo come sempre, insieme, dal progetto: il 28 settembre, alle 21, in 100 luoghi della città si terranno contemporaneamente 100 assemblee aperte in cui i cittadini potranno contribuire praticamente alla riorganizzazione, alla costruzione o al miglioramento della zona della città che sta a loro più a cuore, che vivono di più. Piazze, giardini, scuole, parcheggi, infrastrutture, spazi da svuotare e rinnovare completamente. Partecipare alle assemblee significherà far sentire la propria voce, avere la possibilità di esprimere il proprio parere su cosa e come si vuole cambiare la città. Significa dare corpo alle proprie necessità, nel rispetto delle esigenze di tutti, e approfondire le dinamiche che portano alla modificazione urbanistica della città. L’esperienza del bello non è una mera questione estetica: è un nodo sociale fondamentale. Il bello, come le strade e gli edifici di Firenze ci ricordano costantemente, ci rende migliori, ci abitua al meglio tutti i giorni. Ci costringe a ricordarci sempre di come non ci si debba accontentare, nella vita, di sopravvivere: esprimere sempre il massimo di noi stessi è uno stile, una qualità dell’esistenza che rende la vita più degna di essere vissuta.

Cosi' il comune presenta l'evento diieri sera a Firenze, il primo esperimento di democrazia partecipativa in cui mettere di fronte amministratori del Comune e fiorentini per spiegare, incontrarsi e discutere. 100 i luoghi scelti dall'Amministrazione: fra questi spiccava l'assenza di San Salvi, un'area enorme destinata alle speculazioni private e destinata ad essere tolta alla fruizione della citta', e di un punto di discussione sulla TAV e la sua stazione e sulle nuove linee della tramvia che tanto hanno fatto e fanno discutere. Nonostante questo erano presenti molti altri punti caldi della citta', l'ex Manifattura Tabacchi e il Meccanotessile, Castello, le Cascine, Novoli: in tutto ottomila persone coinvolte tra assemblee e visite guidate nei cantieri, senza dubbio un grande successo di coinvolgimento e partecipazione.
Io ho partecipato all'assemblea di Sant'Jacopino, in cui e' stato presentato il nuovo progetto di riassetto della piazza. L'impressione della serata non e' stata toppo positiva: nonostante le buone intenzione della presentazione, il consigliere comunale Massimo Fratini ha fatto fatica a gestire i piu' nervosi e porsi in ascolto delle opinioni dei cittadini (dalle piu' strane e poco condivisibili come piu' macchine e piu' aree per cani a suggerimenti molto intelligenti sia di impostazione e di ottica nel riassetto della piazza sia di merito), e i tecnici comunali presenti non si sono dimostrati in grado di gestire le richieste di chiarimenti da parte dei presenti. L'impressione e' stata quella di un progetto che verra' lasciato in ogni caso cosi' com'e', ed e' prevalsa la voglia di far prevalere l'aspetto mediatico dell'evento: la conta dei presenti, la foto finale, l'istant report via web da mandare tassativamente entro le 23:30 a Palazzo Vecchio. Anche se qualcuno faceva notare che le istanze emerse, come il necessario cambio di prospettiva per la piazza da sodo di traffico a punto di aggregazione, fossero state banalizzate o per nulla recepite dalla sintesi, e che la discussione limitata alla piazza senza una discussione piu' ampia della viabilita' della zona fosse abbastanza poco utile. Resta il fatto che al termine della serata vari capanelli delle circa 150 persone intervenute si sono trattenute in piazza a discutere delle proposte di pedonalizzazione di questa piuttosto che dell'altra strada, di cassonetti interrati, e di dimensioni della rotonda per permettere all'autobus di girare. Almeno un risultato e' stato raggiunto...

martedì 6 luglio 2010

Emergenza o opportunita'?


Nonostante la campagna martellante di istigazione al panico per la presenza degli stranieri in Italia, al di la' dell'oceano qualcuno decide di fare qualche studio serio anziche' darla vinta ai pregiudizi. Stefania Ragusa riporta la notizia che Tim Wadsworth, docente di Sociologia all'Università del Colorado ha recentemente analizzato il rapporto tra immigrazione e numero di reati gravi in 479 città americane nel periodo compreso tra il 1980 e il 2000. I risultati sono stati pubblicati pubblicata da Social Science Quarterly. Wadsworth nota inizialmente che nelle città con un maggiore tasso di immigrazione, che in genere erano anche quelle con maggiori problemi di povertà, i tassi di omicidi e rapine erano inizialmente più alti. La ricerca ha pero' evidenziato come nelle realtà a maggior presenza migratoria la criminalità diminuiva più rapidamente che altrove. Considerando attentamente anche altri fattori, il sociologo ha concluso che la presenza dei migranti ha determinato una diminuzione delle rapine pari al 22.2 per cento e una diminuzione degli omicidi pari al 9.3. Altro che pacchetto sicurezza. Difficile capire quali siano esattamente i meccanismi associati a questa diminuzione: gli autori suggeriscono che le comunita' di immigrati sono spesso caratterizzate da estesi e forti legami familiari, alta stabilita' di coppia e credenze religiose e culturali che facilitano l'integrazione nella comunita'.
In ogni caso, i risultati confermano quanto un altro ricercatore, Robert J. Sampson, docente di Sociologia ad Harvard, aveva suggerito già nel 2006, quando sosteneva che era stata proprio l'immigrazione ad abbassare i tassi di criminalita' americani negli anni '90. Concludeva un suo pezzo per il NYT dicendo che "In today's world, then, it is no longer tenable to assume that immigration automatically leads to chaos and crime. New York is a magnet for immigration, yet it has for a decade ranked as one of America's safest cities. Border cities like El Paso and San Diego have made similar gains against crime. Perhaps the lesson is that if we want to continue to crack down on crime, closing the nation's doors is not the answer". Qualcuno lo spieghi a Bossi e compagni, e agli aguzzini dei campi libici.

venerdì 25 giugno 2010

Der Weltmeister hat fertig


Cosi' titola stamani il Frankfurter Allgemeine Zeitung in ricordo del Trap e di Strunz in mezzo a vari altri sfotto' da oltralpe: un'Italia sempre inguardabile, senza idee e motivazioni, mal messa in campo e continuamente rimaneggiata e arruffata in corsa dall'ex eroe di Berlino (nonche' uomo piu' antipatico del Paese), affonda con la modesta Slovacchia alla prima partecipazione mondiale. E' la prima volta che il campione in carica esce al primo turno, almeno qualche record quest'Italia di Lippi lo ha portato a casa. Un Lippi che ha sbagliato ogni scelta possibile: come ha fatto a lasciare un Quagliarella cosi' in panchina per 240' e a lasciare a casa chi serviva come il pane per accendere la luce? Memorabile il terzo gol Slovacco su rimessa laterale, roba che nemmeno in Chaltron's...
Almeno ieri sera i fochi di San Giovanni erano piu' belli del solito. Anche Leo ha apprezzato godendosi lo spettacolo a bocca aperta, mentre l'anno passato se li era dormiti tutti... Non male nemmeno il tuffo nel passato con un sacco di compagni del liceo che non vedevo da anni.
Vero e' che mentre a Firenze si festeggiava il Santo Patrono, un po' più a sud si celebrava la festa del Santo Padrone, con i suoi accordi, con le sue Pande, con i suoi servi. E ancora più a sud, davanti a una fabbrica siciliana, degli operai manifestavano proprio in concomitanza con la partita dell'Italia: i problemi veri sono altri, per questo oggi la CGIL e' in piazza contro la manovra. Chi come me non ha neppure il diritto di sciopero per contratto si accontenta di fare lo sciopero al contrario di Dolciniana memoria: sono al lavoro in un Osservatorio deserto...

giovedì 25 marzo 2010

Affrontare i problemi dei cittadini


In occasione del capodanno fiorentino (auguri ai fiorentini, ma anche ai pisani come mi segnala Paola), importantissima iniziativa del PDL cittadino che risolve il piu' grave tra i problemi che affliggono la citta':

Per garantire "la fiorentinità", ma anche per "motivi di ordine pubblico" occorre vietare la vendita delle maglie della Juventus nei mercati cittadini. È quanto prevede, secondo quanto riprota Tuttosport, un ordine del giorno presentato oggi in Consiglio comunale dai consiglieri di opposizione del Pdl Francesco Torselli, Mario Tenerani e Jacopo Cellai. Torselli ha spiegato che era stato «proprio il sindaco Matteo Renzi, qui in aula, a sottolineare che per recuperare la fiorentinità non era bello vedere in vendita, sulle bancarelle del mercato di San Lorenzo, oggetti che con la fiorentinità non hanno nulla a che vedere: la nostra proposta va in questa direzione. Firenze ha una passione immensa per la Fiorentina e ha una non passione viscerale per la Juventus». Torselli ha poi sottolineato che «Firenze è una città civilissima. Però se per caso, proprio nel giorno in cui si gioca Fiorentina-Juventus, arriva qui in gita un gruppo di ragazzi che, dopo aver acquistato le magliette della Juve, va a dormire magari in qualche albergo vicino allo stadio, ci chiediamo: cosa può succedere?».

Il razzismo piu' stupido possibile...

mercoledì 17 febbraio 2010

Tormentramvia


Un successo di passeggeri per la prima linea della tramvia fiorentina che collega Scandicci con la Stazione di Santa Maria Novella in (teorici) 23 minuti, con un treno, almeno inizialmente, ogni 8 minuti. Ieri sono stati 45000 i passeggeri. Ma l'inizio e' comunque tormentato. Dopo l'esordio di Domenica costellato di ritardi per le risse di curiosi intenzionati a testare i nuovi treni Sirio, lunedi' 40 minuti di stop per un freno di emergenza tirato da un passeggero. Ieri il primo incidente: un auto non si e' fermata al semaforo rosso. Pare che il sindaco Renzi stia pensando di collagare Scandicci anche con Lourdes.

venerdì 29 gennaio 2010

Le storie di ieri

Ieri sera immersione nelle vergogne d'Italia con i fratelli Severini, nel nuovo auditorium ARCI Exfila di Firenze. Lo spettacolo in qualche parte d'Italia ha avuto vita difficile, segno che far ricordare e' ancorsa un mestiere sgradito. A dire il vero non ci convince troppo Daniele Biacchessi, l'indignato attore che accompagna i Gang nella rilettura della storia italiana dalla resistenza a via de'Georgofili. Ma i Severini sono sempre loro, anche in formazione ridotta, e il finale con "Le storie di ieri" vale il prezzo del biglietto...



Ma il bambino nel cortile si è fermato
si è stancato di seguire gli aquiloni

si è seduto tra i ricordi vicini, i rumori lontani

guarda il muro e si guarda le mani

martedì 19 gennaio 2010

Esempi di giornalismo

Su "La Nazione", per gli amici "LA Fazione" data la sua proverbiale indipendenza da una parte politica, sulla cronaca di Firenze il 14 gennaio viene riportata un'intervista esclusiva a Guido Galli, funzionario ONU con base ad Haiti, "miracolosamente scampato" al crollo dell'edificio con gli uffici ONUU. Nel pezzo, a firma Amadore Agostini, c'e' anche il virgolettato esclusivo (!) con le prime impressioni del funzionario sul disastro che ha colpito il paese. Peccato che soli due giorni dopo il corpo di Guido Galli sia stato ritrovato sepolto dalle macerie dell’hotel in cui alloggiava.

(via Francesco Costa). E poi dicono che sia la rete a non essere affidabile...

mercoledì 4 novembre 2009

4 Novembre 1966



Dopo giorni di pioggia, Firenze si sveglio' nel fango.

lunedì 3 agosto 2009

Differenze a viso aperto


A Firenze il nuovo sindaco, evidentemente in cerca di facile consenso, ha impedito ai cosi' detti "vigilini" (ovvero ausiliari del traffico) di fare multe a chi parcheggia in sosta vietata o senza pagare il parcheggio dovuto. Allo stesso modo i vericatori degli autobus non potranno piu' multare chi viaggia sulla corsia preferenziale, e molti autovelox saranno rimossi. Renzi ci tiene a far sapere che "i vigilini sono visti solo come gabellieri" e che "l’idea di fare cassa con parcheggi e autovelox è sbagliata perché dà l’immagine di un Comune vessatore". La soluzione migliore e' quindi non fare piu' multe, lasciando ai fessi che pagano la responsabilita' di pagare, a chi non paga la soddisfazione di approfittarsene e non vedersi "vessati". Mi pare tutto molto, troppo simile alla politica dei condoni di berlusconiana fattura. E infatti nella fascista Roma vanno fieri della stessa cosa. Se non si voleva dare l'idea di vessare i cittadini, si doveva togliere i parcheggi a pagamento, non le multe per chi non paga. E poi inventarsi qualche altro modo per disincentivare il trasporto privato, invece che mandare i vigilini disoccupati a cercar buche gia' segnalate dai cittadini.
Il contrappasso dall'altra parte delle Alpi. Nico mi fa sapere che l'altro giorno, in occasione dell'ultimo giorno di scuola in Germania, come l'anno scorso la polizia all'aeroporto di Monaco e Norimberga multava i genitori che facevano saltare l'ultimo giorno ai bambini per partire per le ferie, con sanzioni fino a 1000 euro. Altro che divieto di sosta del Renzi. Infatti in Baviera, come per altro in teoria nel resto del mondo, un genitore se vuole tenere a casa un bambino da scuola deve avere validi motivi concordati con l'insegnante: dal momento che le ferie anticipate non sono un valido motivo, si delinea una truffa per la quale e' intervenuta la polizia. Famoso anche l'aneddoto dell'ignoro ciclista italiano fermato dalla polizia di notte e trovato positivo al test del palloncino, a cui la pattuglia ha sgonfiato le ruote della bici per assicurarsi che camminasse davvero fino a casa. Quello che si dice applicare le regole...

mercoledì 29 luglio 2009

Un gommone al piazzale


Un gommone sul mare, al piazzale Michelangelo a Firenze. Dopo la gabbia dello scorso anno, l'attore Saverio Tommasi digiuna fino a stasera per 168 ore in un gommone contro i Cie (ex Cpt), galere etniche per corpi senza diritti: dal 22 al 29 luglio un viaggio immobile, per ricordare che siamo tutti esseri umani con eguali diritti.

Un viaggio immaginato ma non immaginario, come quello compiuto dai migranti in cerca di vita e speranza in un Mar Mediterraneo che si è trasformato in un cimitero senza lapidi. Una traversata da fermi, con lo spirito in movimento: abbiamo deciso di varare un gommone su un mare di stoffa e cartapesta, a piazzale Michelangelo. Sul gommone vivrà per sette giorni Saverio Tommasi, 24 ore al giorno, per un totale di 168 ore, digiunando. Un digiuno a cui prendono parte, a staffetta, le promotrici e i promotori dell'iniziativa e tutt* coloro che vorranno unirsi a noi.
Ogni giorno - alle 18,30 - associazioni impegnate nella tutela degli/delle ultim* e nelle lotte per i diritti di tutt* si alterneranno in momenti di dialogo e incontro, davanti al gommone, assieme ai promotori. Dialogo come elemento primo di democrazia, anima di un paese "mediterraneo", con una lunga storia di scambi e di meticciato; dialogo come base per ricostruire una civiltà della pace e dei diritti, fondata sulla conoscenza e sulla fiducia reciproca, che rifiuti la paura e combatta la povertà, causa di guerre e terrorismi.
Tutte/i sono invitati a contribuire con un disegno: un viso o un arcobaleno. Per ricordare, utilizzando colore e fantasia, le migliaia di persone morte nel Mediterraneo. Avremo tempere e pennarelli e per ogni disegno doneremo al creatore un piccolo regalo: un segnalibro con una frase, un pensiero, una storia. Al termine della traversata collettiva, venerdì 29 luglio alle 18, stenderemo un immenso lenzuolo blu con i disegni raccolti. Un viaggio che comincia, una lotta che continua. Per i diritti, contro le gabbie, contro il "diritto speciale" per i migranti: in Italia la legge non è più "uguale per tutti".
Il nostro digiuno non è contro qualcuno, ma a favore di qualcosa. E' un modo per chiedere ascolto. Il digiuno è una forma di lotta civile e non violenta, una forma teatralizzata di protesta: simboleggia il digiuno a cui sono costrette donne e uomini, bambine e ragazzini che con angoscia e incertezza, ma anche con speranza, abbandonano il loro paese e i loro cari, per poter sopravvivere o per poter vivere dignitosamente. Un viaggio per mare su barche e barchette, gommoni e relitti. Un viaggio la cui destinazione finale è il recinto di un Cie (ex Cpt), Centro di Identificazione ed espulsione. Ingabbiati fino a sei mesi in questi campi di concentramento, identificati ed espulsi. Relegare in gabbia persone che non hanno commesso alcun reato è un abominio e una grave violazione dei più elementari diritti dell’uomo e dei principi fondamentali del diritto internazionale. "Inventarsi" la fattispecie del reato di clandestinità - secondo cui si è "criminali" non per il fatto di aver compiuto un atto criminale, ma per una condizione esistenziale soggettiva- è uno stravolgimento dei più elementari principi di uno Stato di Diritto.
Chiediamo la chiusura dei CIE, chiediamo di non doverci più vergognare di noi stessi: in Italia e in Europa abbiamo prodotto campi di concentramento e leggi razziali. L'Italia ha dimenticato di essere stata un paese di emigranti, ma soprattutto ha rimosso il razzismo coloniale e le sue atrocità. Grazie a questa rimozione collettiva oggi si saldano assieme xenofobia popolare e "razzismo istituzionale", che produce norme discriminatorie e nuove istituzioni totali come i CIE. Un razzismo istituzionale che a sua volta alimenta e legittima il razzismo popolare. Ma noi sappiamo anche che che la società italiana è in grado di produrre una grande quantità di anticorpi.
Ricorderemo ancora una volta che noi - il 20% ricco del pianeta - consumiamo l'80% delle risorse globali, lasciando briciole a miliardi di persone. Siamo noi che scateniamo guerre in difesa dei nostri interessi, per preservare il nostro "stile di vita". Siamo noi che regoliamo, in base al nostro tornaconto, il commercio mondiale. Ci meravigliamo che qualcuno cerchi di scappare dal proprio paese, aspirando ad un frammento del nostro benessere?
Abbiamo scelto una protesta teatrale perché il Teatro racconta storie. La storia che abbiamo preso l'impegno di narrare ha un finale da scrivere. Siamo noi ad avere in mano la penna. Possiamo scrivere una fine che sia un inizio: evitare la costruzione di una gabbia anche in Toscana, presumibilmente a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Siamo noi, donne e uomini, che dobbiamo trovare nuove parole e sogni, facendo vivere il dialogo, favorendo l'accoglienza, creando relazioni e ponti fra gli esseri umani. Tornando ad essere umani.

"Apparteniamo tutti a una stessa razza, quella umana"

A. Einstein

PROMOTORI (in ordine alfabetico):
Marco Bazzichi, Antonio Berti, Andrea Bigalli, Lisa Clark, Ornella De Zordo, Tommaso Fattori, Mercedes Frias, Marco Romoli, Alessandro Santoro, Saverio Tommasi

Stasera alle 18.00 la manifestazione di chiusura dell'iniziativa.

lunedì 29 giugno 2009

Tornano i bucaioli


In soli due giorni Renzi ha presentato la sua giunta per il comune di Firenze: come promesso 5 uomini e 5 donne, nessun ex assessore comunale, un mix di volti noti della politica fiorentina o dell'amministrazione provinciale uscente e qualche faccia inedita. Le famose facce nuove a Palazzo Vecchio, e per di piu' senza assi nella manica per fare rumore come Carla Fracci, neo assossore alla culura per la provincia. Manca anche l´assessore all´urbanistica: il neo sindaco ha deciso di tenere per sé la delega con l'aiuto di un gruppo di esperti, per mettere mano al piano strutturale cittadino, nodo della campagna elettorale e di scandali e intercettazioni che avevano terremotato la giuta precedente. E se anche la polizia municipale risponderà direttamente al sindaco, Pierluigi Vigna sarà il nuovo direttore dell´ufficio "Città sicura" che si occupera' della sicurezza in citta'.
Deciso l'esordio del neo super-assessore ai lavori pubblici, al traffico, mobilita' e al decoro urbano Mattei: via le prostitute da Novoli (pare verranno spedite tutte a Villa Certosa), lotta alle transenne abbandonate e ai sacchetti dell'immondizia sui cartelli in disuso, una task force di contro le buche delle strade. Insomma, a Firenze tornano i "bucaioli", addirittura in task force e almeno 30. E se anche nel tempo il termine e' stato usato come epiteto non proprio carino e reso celebre dal Coro dei 5 Madrigalisti Moderni in Amici Miei, tornera' ad echeggiare in riva all'Arno l'antico grido dei venditori di spaghetti caldi, "Bucaioli, c'e' le paste!". Sperando che qualche pezza venga calata davvero e non ci si limiti ai soliti proclami, come quelli dei barrocciai di una volta.

venerdì 29 maggio 2009

Li Avete


Giovanni Donzelli, consigliere comunale fiorentino del Pdl candidato a tornare in Palazzo Vecchio, ha avuto una brutta sorpresa dalla tipografia incaricata di stampare i 3000 "santini" per i candidati del PDL al consiglio di Quartiere 3. Come riportato dal Giornale e dal Corriere, la tipografia aveva chiesto a Donzelli quale nome dovesse essere scritto sul "santino". La riposta era stata tragicamente e imprudentemente "li avete". Detto, fatto: i tipografi hanno stampato 3000 copie di un volantino dove si invita appunto a votare tal "Li Avete", evidentemente un immigrato cinese ben inserito nel tessuto sociale fiorentino. Beffa volantini e grazie ad Augusto per la solita segnalazione.

martedì 17 febbraio 2009

Anche i portieri (pisani)


Pare che l'avversario di Matteo Renzi per la poltrona di Sindaco di Firenze sara' l'ex portiere e dirigente della Fiorentina Giovanni Galli. Capisco che dopo la vittoria in Sardegna del figlio del commercialista di Berlusconi la destra sia ormai certa di vincere con chiunque, anche con un portiere. Ma il fatto clamoroso non e' che Galli non abbia nessuna esperienza politica, ma che sia pisano. Ora, va bene (si fa per dire) tutto, va bene che a Firenze la squadra cittadina di calcio tira eccome, ma un sindaco pisano a firenze no! Dopo il Vescovo di Livorno, sarebbe davvero troppo...

Ormai si vince solo alle primarie?


La Sardegna e' una regione dove il PD ha ben governato, dove il presidente uscente e candidato del PD alle regionali di ieri era un uomo su cui sono concentrate, anche a livello nazionale, molte delle speranze di chi sogna un uomo al comando non di apparato e con la serieta' e l'autorevolezza di chi fa corrispondere quello che dice a quello che fa. Dall'altra parte c'era poco piu' di un prestanome del Presidente del Consiglio, che in pratica ha fatto tutta la campagna elettorale in prima persona "mettendoci la faccia". Eppure la destra ha vinto, stravinto, mentre il PD, IdV e sinistre varie affondano nel baratro (PD -10%) in cui rimarranno sepolte ancor piu' alle prossime europee, quando non ci sara' neanche uno come Soru, seppure lasciato solo da tutto il resto del partito, a tirare qualche voto in piu'. Nel frattempo, invece di preoccuparsi dell'onda che li travolgera', i vertici del partito si stanno preparando ad affibbiare le cause della sconfitta sull'altra fazione e sulla sua visione, come tratteggia efficacemente Francesco Costa, e il popolo del PD si consola con le primarie Toscane e Fiorentine. Quelle stesse osteggiate in ogni modo dai soliti vertici che in una consultazione popolare vedono solamente una variabile impazzita nelle loro trame di apparentamento e spartizione di poltrone. Almeno alle primarie, ci consoliamo, non si potra' che vincere.
E i risultati delle primarie di Domenica a Firenze sono stati chiari: la partecipazione e' stata piu' alta che per le primarie di Veltroni dell'anno scorso, con piu' di 37000 voti. Alla faccia di chi ancora non crede che questo sia lo strumento giusto per mobilitare i cittadini, per stimolare discussione e dibattito, e che ha cercato in ogni modo di mettere i bastoni fra le ruote. L'altra notizia e' che la vecchia classe dirigente cittadina ex PCI-PDS-DS e' stata praticamente cancellata, almeno sulla carta, dopo aver dimostrato di non essere in grado di proporre una candidatura valida, credibile e unitaria (l'importante non e' vincere, ma che non vinca tu). Il voto e il risultato, che come prevedibile (almeno da chi scrive) incorona Renzi anche se ben piu' delle aspettative, ha premiato proprio la discontinuità dalla precedente amministrazione. E la classifica va proprio nell'ordine esatto dal più discontinuo al meno: un messaggio significativo per chi Firenze l'ha gestita in questi ultimi anni. La brutta notizia e' invece che anche all'interno del PD e anche a Firenze si vince probabilmente soprattutto sparandola grossa, parlando alla pancia degli interessi piu' spiccioli, dalla cittadella viola al nuovo aereoporto, a una millantata efficienza che mette sullo stesso piano cantieri di una superstrada con quelli cittadini della tranvia. Vince chi ha messo avanti a tutto il personalismo, l'ambizione e il culto dell'uomo solo al comando. Resta invece a chi ha presentato la sua idea di città senza promesse da venditore di pentole, a chi ha cercato di proporre una cura coerente e realistica ai suoi mali, almeno la certezza di aver fatto e detto le cose giuste su Firenze e per Firenze, come sottolinea Lapo nella sua analisi a caldo del voto.
E mentre in rete si plaude al giovane che ha sfidato l'establishment, all'aria fresca su Firenze e sul PD, mi domando se davvero l'aria sia cosi' fresca. Ricordo le parole di Cioni intercettate ("O vinco io o vince Renzi e va bene... o vince la Lastri e è un disastro... o vince Pistelli ed è un´epoca secondo me di quelle micidiali... quindi bisogna che si corra tutti e due, Renzi e io: se vince lui gli fo da vicesindaco, se vinco io fa il vicesindaco lui"), ripenso alle parole di Matteo in campagna elettorale e temo non solo che la vecchia gestione sia pronta a rientrare dalla finestra, ma anche, come Mello, che siamo davanti piu' che al nuovo Obama al nuovo Rutelli che non e' neppure passato dai radicali. E alle parole della Binetti ("Tengano in debito conto il fatto che un giovane come Matteo Renzi, vicino ai valori cristiani e moderati, abbia vinto le primarie del PD nella rossa Firenze"), temo che ormai non sia piu' possibile vincere neppure alle primarie.
Spero che Matteo, che gia' poco apprezzai in veste di rappresentante di istituto (!), riesca prontamente a smentire i miei timori, a ricucire quei legami e alleanze dalle quali ha fatto di tutto per smarcarsi in campagna elettorale e a far guardare finalmente avanti Firenze. In bocca al lupo.

domenica 15 febbraio 2009

Firenze lo sai


Nonostente tutte le manovre e manovrine che hanno cercato di svuotare di significato e contenuto le primarie per il sindaco di Firenze (e per il presidente della Provincia), oggi a Firenze si vota. Qui una presentazione, leggera e divertente ma con un buon fondo di verita', dei cinque candidati. Per chi fosse interessato a sapere come due dei maggiori indiziati alla vittoria passano la vigilia elettorale, ieri sia Renzi che Pistelli erano nello stesso cinema a vedere lo stesso film, Slumdog Millionaire. Anch'io ieri ero alla stesso cinema e oggi a Firenze a votare Lapo. Qua per trovare il tuo seggio.

giovedì 15 gennaio 2009

Perdere Firenze in 27 mosse? Si può fare!


Ricevo e volentieri pubblico questo bel riassunto in 27 punti della situazione fiorentina del PD e delle primarie. Qui la prima puntata...

1. Il PD fa le primarie di partito, per statuto

2. Dobbiamo trovare un candidato unico appoggiato da tutti e facciamo le primarie per finta che sono sempre venute bene
3. Qualcuno vuole candidarsi per davvero
4. Non importa, noi troviamo un candidato unico appoggiato da tutti e facciamo le primarie per finta che ci vengono bene
5. Qualcuno si è candidato per davvero
6. Non importa, noi troviamo un candidato unico appoggiato dal PARTITO e facciamo le primarie per finta
7. Ci sono diversi candidati
8. Non importa, noi troviamo un candidato unico appoggiato dal PARTITO e vince lui le primarie
9. Ci sono 5 candidati, forse 4, forse 3
10. Cazzo, non abbiamo trovato un candidato unico appoggiato dal PARTITO. Cazzo, cazzo, cazzo.
11. Ci sono 4 candidati ufficiali del PD
12. Va bene, facciamo queste benedette primarie di partito
13. Uno dei 4 candidati è indagato per corruzione, dicono che abbia preso i soldi dell'integerrimo (ehm!) Ligresti (il costruttore pluricondannato) per proteggere la città dai pericolosissimi zingari. E poi ci sono altri assessori e dirigenti indagati, che si dimettono, i partiti della coalizione protestano e si rischia che cada la giunta.
14. Diciamo che con la scusa che 4 candidati sono troppi, facciamo le primarie di coalizione e così magari qualcuno non ha le firme e si ritira
15. La coalizione non c'è, non c'è un programma condiviso su niente
16. Rifacciamo le primarie di partito, anzi no, mandiamo via il candidato indagato così la coalizione funziona
17. Esce il candidato indagato dalla procura, entra la sua fedelissima da 20 anni, peraltro indagata dalla corte dei conti
18. Ok, prendiamo tutti, facciamo le primarie di coalizione con 4 del PD, 1 di sinistrasinistra, 1 dei socialisti, 1 dell'Italia dei Valori forse.
19. Fermi tutti, ha detto Walter che i candidati del PD devono avere il 35% dei voti dell'assemblea, come da regolamento. E solo uno le ha. Quindi gli altri sono outsider e devono raccogliere 2000 firme in piazza. Svelti perchè tra 23 giorni si vota.
20. Per fare le primarie di coalizione l'assemblea deve votare. E noi votiamo e... perdiamo perchè non c'è la maggioranza "qualificata".
21. Si torna alle primarie di partito. Forse il 15 febbraio per dare tempo a tutti di raccogliere le firme.
22. Il segretario cittadino se ne va e arriva il commissario. Derrick non c'è più, quindi Chiti.
23. Il segretario cittadino non se ne va più ma il commissario arriva lo stesso. Forse se ne vanno i partiti della coalizione dalla giunta e arriva il commissario prefettizio.
24. Fioroni ha detto che non serviva la maggioranza qualificata, bastava la maggioranza semplice, quindi il voto è valido e si fanno le primarie di coalizione.
25. Chiti spinge per primarie di coalizione, presto. I bookmakers inglesi danno il 15 febbraio 2 a 1. Per fortuna anche i sondaggi ci danno 2 a 1. Per ora.
26. Avevamo detto che 4 mesi di campagna elettorale, da ottobre a gennaio erano troppi, ma forse 5 sono giusti. Primarie di coalizione il 15 e ballottaggio il 22 febbraio.
27. Il sindaco uscente, entusiasta del PD, comunica pubblicamente di non volere la tessera. Per ora.

Voglio essere ottimista: i vertici del partito capiranno che alle persone non interessa se le primarie sono di coalizione, di partito, di condominio, se raccogliamo firme o castagne, se serve il 20%, il 40% o il 3×2 per candidarsi. La gente vuole scegliere per la prima volta il candidato dello schieramento che ha sempre governato Firenze e che si spera continui a farlo. La gente vuole parlare dei problemi propri e della propria città, non di quelli di un partito che si attorciglia su se stesso che nemmeno Fantozzi e si fa del male così abilmente che Tafazzi prende spunto da noi. Mandiamo a votare i fiorentini il 1 febbraio, e 50000 persone ci faranno mettere in secondo piano per qualche giorno i nostri deliri interni.

venerdì 12 dicembre 2008

Il piu' intelligente


Qui a Monaco nevica fitto da ieri. Tutto e' bianco e candido. Magari potesse nevicare anche sul Pidi', per ricominciare da capo su una pagina bianca invece di finire agonizzanti, stritolati tra oligarchie e personalismi. E il patatrack si rischia ormai di farlo anche a Firenze, dove le primarie per il nuovo sindaco sono ormai una telenovela. Dopo le intercettazioni sull'attuale giunta e l'assossere e candidato Cioni, tutto quello che si e' saputo fare per ridare fiducia agli elettori e' andare a chiedere a Roma cosa bisognava fare, alla faccia del partito federale. E a Roma si sono cambiate le regole in corsa: evidentemente un confronto vero tra 4 candidati nessuno dei quali ufficialmente appoggiato dal partito stava creando non pochi problemi ai poltronari che si trovavano a dover scegliere chi appoggiare senza un paracadute. A questo punto sono proprio contento di essere su un aereo che torna dal Cile il 1 Febbraio quando si dovrebbe votare.
Intanto via Wittgenstein si scopre perche' il PD non ha mai funzionato. Ce lo spiega il piu' intelligente di tutti (e anche il piu' comunista, come ci spiega Zoro). Mai cambiare idea su certe cose...

martedì 9 dicembre 2008

Potrebbe piovere


I recenti sondaggi sulle elezioni europe danno il PD in crollo verticale, come facilmente prevedibile per un partito che non ha ancora deciso da che parte stare.
A Firenze si passa dalle imbarazzanti intercettazioni (che hanno svelato gli oscuri magheggi degli attuali amministratori PD decisi a passare sul parco di Castello per dar ragione agli interessi dei Ligresti e ai Della Valle), al sindaco ridicolmente incatenato davanti alla sede di Repubblica rea di aver reso noti questi stralci. Risponde cosi' Repubblica Firenze, dovendo spiegare cio' che in altri paesi e' ovvio: "Gli uomini politici italiani dovrebbero capire che il livello penale non è l'unico rilevante nella sfera pubblica. Esistono comportamenti, metodi, sistemi di relazione da piccola oligarchia che quando fanno parte dell'accertamento materiale di un'inchiesta giudiziaria - e non riguardano la sfera esclusivamente personale - interessano comunque la pubblica opinione, e il suo giudizio". Che forse anche un pizzico di stile qualche volta non guasterebbe. Eppure tutto il polverone pare suscitare, anziche' una svolta decisa e positiva nel dibattito e nell'atteggiamento degli amministratori coinvolti e non, solamente un'irrigidimento e la sospensione delle primarie. Si attende un candidato pilotato da Roma, come sempre e' successo, e al massimo uno dei 4 gia' in lizza (scelto anche lui non si sa bene di chi) per partecipare a delle primarie non piu' di partito ma di coalizione. Devo dire proprio il massimo che si poteva escogitare per far ritrovare la fiducia ai cittadini e agli elettori disorientati da favoritismi, clientelismi e oscure manovre oligarchiche non meglio chiarite.
Non gode di migliore salute il PD nazionale, tumefatto dalla telenovele tra dirigenti, incapacita' cronica di decidere, assoluta mancanza sia di un'opposizione rumorosa alla Di Pietro sia di una qualsivoglia capacita' di formulare proposte alternative a quelle scellerate del governo, col fantomatico governo ombra che dimostra ogni giorno di piu' la sua totale inutilita'. Mentre l'esecutivo si attira la collera di tutto il paese, il PD invece di calciare a porta vuota tace (qualcuno ha mai sentito una dichiarazione del ministro ombra dell'Universita' tranne quando ha contestato il governo di non aver obbedito abbastanza velocemente al Vaticano sulle scuole private?), o al massimo insiste sulle battaglie piu' vicine alla gran parte dei cittadini come quella per la vigilanza RAI e le tasse di SKY. E dire che il 28% dopo tutto questo, dopo le firme incorciate su manifesti europei diversi di Ruttelli e Fassino, dopo le telenovele di Villari e i pizzini di Latorre, dopo la Binetti su moschee e omosessuali, e' pure troppo. Mentre c'e' chi si esalta per il nuovo Obama dei Nuraghe (che effettivamente nelle sue recenti apparizioni e dalla Bignardi e da Fazio (1 e 2) ha fatto un figurone parlando chiaramente di cose che dovrebbero essere ovvie, ma con la naturalezza della persona seria che ci crede davvero), qui si dubita che il cambio di leader possa portare a qualche soluzione dell'attuale stato di emasse e di lotte fratricide. Al massimo una scossetta di adrenalina, ma si otterrebbe solo di bruciare anche il prossimo piccione: c'e' chi non aspetta altro che riniziare il tiro a un bersaglio nuovo.