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lunedì 30 aprile 2012

Le 100 cose da fare a Monaco 2


Ricevo da Marcella e volentieri pubblico, con una lacrimuccia di nostalgia per la citta' piu' a nord d'Italia, Monaco! 

Qualche tempo fa il Pilger ha pubblicato un preziosissimo elenco della cento cose da fare prima di andare via da Monaco e l'ha dedicato alla Pasionaria che - come dice lui - presto si togliera' dai coglioni (sigh).
Io (la pasionaria) ho molto apprezzato la lista, anche perche' 1) mi ha permesso di ripercorrere moltissime delle esperienze ed emozioni vissute in quasi 8 anni, e quindi lasciarmi un po' andare alla nostalgia (meglio cominciare da subito, cosi' poi quando tocca schiodare veramente mi saro' gia' messa avanti.. almeno spero!); 2) stimolata dall'elenco, mi sono divertita un sacco a stilare una lista di *altre* 100 cose da fare prima di andare via da Monaco... che vi metto qui sotto. Questa lista non vuole sostituire quella del Pilger (giammai!), piuttosto cerca di ricalcare quella originale, ammiccando un po' qua e la', e si basa su esperienze decisamente piu' personali. E mettendo nero su bianco anche queste, ugualmente, ho ripercorso un altro po' della mia vita monachese.. ad oggi 

Visto che non sono in possesso di blog, ho chiesto ospitalita' qui.. un grazie quindi a Beffatotale per avermela concessa, e anche per tutti gli illuminanti suggerimenti per completare l'elenco... :)

p.s. come il Pilger con quella originale, nemmeno io le ho fatte tutte e 100... pero' insomma, ne ho fatte molte! compreso andare sul Wendelstein, proprio ieri!


1) assistere ad entrambe le parate di apertura dell'Oktoberfest
2) passare una giornata all'Open day del campus, a MPE
3) avere almeno 3 tazze del mercatino di Natale di Schwabing
4) andare sul Wendelstein
5) assistere ad uno spettacolo di Schuhplatter
6) assistere allo spettacolo dei fuochi d'artificio sull'Olimpiasee
7) sedersi su Falcor il fortunadrago cercando di salvare Fantasia
8) organizzare un'uscita sole donne alle terme di Erding
9) fare cena da Steinheil e finire una cotolettona intera
10) farsi del BENE alla Starkbierfest
11) passare un pomeriggio alla Fruhlingsfest
12) andare a cena da Tantris, e tirarsela ancora di piu'!
13) andare 4 volte alla Pinakotek der Moderne
14) stendersi per tre ore in compagnia di un libro in un parco a caso di Monaco
15) andare alla Gliptotek e allo Staatliche Antikensammlung
16) mangiare la Zwiebelnkuche con il Federweisse
17) mangiare un Kaiserschmann fatto secondo i santissimi sacri crismi
18) comprare il biglietto per la semifinale di Champions all'Allianz Arena da un bagarino mezz'ora prima dell'inizio della partita
19) imparare almeno 10 nomi di cibi del menu' del ristorante e almeno 10 locuzioni di senso compiuto
20) essere co-protagonista di almeno una favolina della pasionaria (in alternativa, del Rosati)
21) visitare il nido dell'Aquila
22) andare nel monastero che produce la birra piu' antica di tutta la Baviera, tre volte, e in tre posti diversi
23) conoscere Schloss Blutenburg
24) sapere cosa sono e dove si trovano i volantini della Rosa Bianca
25) andare in bici da Garching in centro a Monaco, e viceversa
26) comprare vestiti da Karstadt con la Payback Karte (non tua!) e/o con un bellissimo Geburstag Gutschein.
27) fare bird-watching nei laghi bavaresi
28) andare al Flohmarkt piu' grande d'europa e tornare a casa con pezzi da museo
29) girare per tutte le feste medievali della Baviera
30) andare al Michael Ende Museum
31) ascoltare il notiziario di Antenne Bayern e capire almeno il 30%
32) andare da Spina per la prima volta e commuoversi davanti alla distesa dei biscotti del Mulino Bianco
33) vedere le facce all'insu dei turisti davanti al glockenspiel che passano dall'eccitato al catatonico nei venti minuti di suono dell'orologio
34) giocare a Mahjongg nei biergarten
35) abitare in uno degli appartamenti del villaggio olimpico, accanto a quelli del settembre nero
36) andare al Gasteig per uno spettacolo, e ricordarsi di Pirandello
37) fare il tour della Monaco nazista e scoprire i suoi segreti
38) andare almeno due volte alla sneak preview al Cinema, e almeno una chiedersi "perche' l'ho fatto?"
39) decidere alle 6 di sera d'estate di andare a fare brotzeit all'Aumeister
40) andare in cima al campanile della Frauenkirche contando i gradini
41) guardare gli sciatori alal pista artificiale all'Olympiapark d'inverno
42) visitare lo Schlossmuseum a Murnau e scoprire i suoi tesori
43) mangiarsi uno spiedino di frutta ricoperto di cioccolato senza far cadere le scaglie
44) andare a giocare volley il venerdi' sera nel ginnasio di Garching
45) andare a tutte e due le feste della birra (Oktoberfest e Starkbierfest)
46) mangiare il krapfen piu' strano a carnevale secondo i santi santissimi crismi
47) perdere qualcosa e ritrovarla due giorni dopo esattamente dove la si aveva persa
48) Tirare mattina al Buena Vista
49) fare il Bayerische Frustuck dalla "vecchia" a Garching e sopravvivere alla giornata
50) innamorarsi di qualsiasi cosa mentre si beve al NUOVO Schwabinger 7
51) guardarsi negli occhi durante un prosit e sapere perche'
52) fare il bagno nelle fontane di Universitaet (possibilmente in una finale dei mondiali)
53) prendere la S-bahn e andare a Starnberg a vedere il tramonto sul lago
54) riportare indietro una cassa di vuoti di birra dall'Italia
55) andare al Filmfest Muenchen
56) sapere cosa e' il Tanzverbot
57) salire su un tram o bus a caso, e arrivare al capolinea senza meta
58) visitare il museo delle monete
59) conoscere "Ringberg" (ed esserci stati almeno una volta)
60) aver fatto almeno una volta un biglietto mensile per la metro o, alternativamente, aver fatto almeno una volta il biglietto della metro solo per stare sulla banchina dei treni per salutare qualcuno
61) mangiare l'hamburger con una montagna di patatine da Trezwnieski
62) andare ad Oberammergau il giorno della Passione
63) farsi un cocktail da Negroni
64) scendere la scala mobile piu' lunga di tutta la metro di Monaco
65) andare a vedere almeno una volta Holiday on Ice
66) andare alla fiera dei giochi da tavola
67) andare a vedere l'Aida all' Opera al National Theater tutti vestiti fighetti
68) festeggiare l'ultimo dell'anno a casa Romaniello
69) scroccare un the aggratis e la Gazzetta in aeroporto al gate Airdolomiti
70) andare al castello di Schleisseim
71) andare a giocare a bigliardino al Die Bank e vincere contro i tedeschi.. vabbe' andare al die Bank
72) essere fermato dalla polizia guidando una macchina non tua o, alternativamente, con la tua macchina ma non guidavi tu!
73) andare a far vela sul Chiemsee
74) farsi venire a prendere in aeroporto dal tassista di fiducia
75) slittare sulla pista del Blombergbahn
76) essere degli abitue' della sauna del quartiere
77) conoscere almeno tre mix di bevande bavaresi.
78) conoscere almeno tre piscine/baeder dell'SWM
79) andare a pattinare all' Olimpia Eissstadium
80) conoscere la Ohel Jakob synagogue (e magari mangiare al ristorante kosher del Museo ebraico)
81) vedere gli scoiattolini e/o i picchi sugli alberi del campus di Garching
82) capire il sistema elettorale tedesco e votare alle amministrative senza sbagliare
83) visitare il BMW-Welt
84) fare brunch da Zoozie's
85) andare a comprare le palline di Natale ad agosto a Rothenburg
86) entrare per la prima volta in un tendone dell'Oktoberfest e pensare di essere all'inferno
87) assistere all'inaugurazione di una linea di tram
88) scrivere 20+C+M+B+?? sulla porta di casa alla befana
89) conoscere 10 Brauerei diverse in Monaco e Baviera
90) entrare nelle cucine deserte dei tendoni in costruzione dell'Oktoberfest
91) fare i caroselli con i turchi o con i greci per le strade di Garching nello stupore dei vecchietti autoctoni
92) organizzare un dibattito con i candidati sindaco di Garching in inglese per gli stranieri (in alternativa: fare un brunch bavarese con Bocchino)... e farsi venire il mal di testa.
93) fare pausa pranzo alle 12:30 al laghetto
94) comprare qualcosa per un bambino da Obletter
95) arrivare sull'isola del Kleinhesselohersee quando non e' ghiacciato... sul pedalo' a forma di cigno!
96) partecipare e organizzare una manifestazione davanti al consolato (secondo i santissimi sacri crismi etc. etc. etc.)
97) bere qualcosa da Atzinger perche' all'Alter Simpl non si trova mai posto
98) andare a sentire il concerto di bonghi la domenica mattina sotto il Monopteros sotto l'effetto di sostanze stupefacenti
99) cogliere i fiori (o le fragole o gli asparagi o le zucche) nei campi appena fuori Monaco
100) passare almeno una notte al BBB

martedì 9 marzo 2010

A testa alta


In linea con il titolo del blog, i migliori non vincono mai. Largo ai furbetti del torneino.

sabato 9 gennaio 2010

Inciuci regionali


La piega che stanno prendendo le vicende delle candidature regionali sta preoccupando parecchi fra i sostenitori del PD, che guardano stupefatti le dichiarazioni e le smentite sui giornali, i ricatti di un UDC capace solo di scegliere il cavallo vincente regione per regione, la totale impreparazione e indecisione nel fare piani a lungo termine e trovare personi rappresentative e autorevoli. Il tutto tra inciuci e decisioni dall'alto che rappresentano quanto di piu' lontano da quello che il PD aveva lasciato intravedere e intendere. Per fortuna non tutti accettano quello che sta accadendo. La Presidente Rosy Bindi e perfetta nella sua intervista su La Stampa: "la strada per uscirne è una sola: sono le primarie". E poi ancora su Casini: "nessuno gli ha chiesto di fare il capo del centrosinistra. Io resto convinta che Casini sarà un ottimo capo del centrodestra liberato da Berlusconi". Anche nel mio circolo ormai lontano di Monaco sono in parecchi ad essere preoccupati. Ricevo e pubblico questa lettera che spiega bene le sensazioni di molti di noi:

E’ una riflessione che mi trascino da giorni. Un pensiero che mi si è incastrato da qualche parte nella testa e non ero riuscito a dargli una forma sensata finora. Perché, da qualunque angolazione guardassi la questione, ci vedevo delle incongruenze. Voglio dire, a me non è che dispiaccia per principio l’idea che per vincere in politica si debbano fare dei compromessi. Succede così dai tempi di Pericle, perché dovrebbe essere diverso per le regionali in Lazio o in Puglia? Per quanto mi ripugni un’alleanza con Casini (che non ce lo scordiamo, nelle fila del suo partito, oltre a qualche persona per bene, ha veramente arruolato cani e porci, da Totò Cuffaro a Emanuele Filiberto...tanto per dire...) posso arrivare tranquillamente a comprendere Il fatto che l’UDC sia il male minore e che sia meglio non dare la Puglia a Berlusconi. Quindi non sto qui a stracciarmi le vesti se qualcuno propone un’idea di alleanza, posto che questa sia possibile sulle basi di un piano di intenti o, ma non vorrei suonare troppo ottimista, di un programma. Ora, quello che però non capisco, è il metodo. Il metodo è pieno di contraddizioni. Innanzitutto si basa sull’idea che chi ha vinto il congresso, cioè D’Alema, può fare quello che vuole rinnegando buona parte dei presupposti su cui il Partito stesso è stato fondato. Quando ho preso la tessera, l’ho fatto anche perché in qualche modo convinto dalla dalla proclamata diversità del Partito Democratico nel panorama politico italiano. Un partito i cui esponenti più in vista dicevano un giorno si e l’altro pure che le scelte sarebbero state prese con la più ampia partecipazione democratica, un partito che aveva (non conto quante volte ho letto o sentito questa espressione) il concetto di Primarie nel proprio DNA. Il semplice fatto che D’Alema abbia vinto il congresso sembra debba snaturare quasi per una necessità ineluttabile tutto quello che abbiamo sentito e letto per mesi in nome del mantra „altrimenti non vinciamo“. Il che significa, per esempio in Puglia, non fare le primarie e candidare d’ufficio qualcuno che quattro anni quelle stesse primarie le ha perse contro il presidente in carica. Presidente la cui unica colpa accertata, a quanto si sente dire in giro, è quella di non piacere a Casini. Questo modo di fare, nella lingua italiana, ha un nome: si chiama opportunismo. Nel politichese pure: si chiama trasformismo. Il che non è un peccato di per se in politica, intendiamoci. Cavour ci ha costruito una nazione, figuriamoci se non può andar bene anche per la Puglia e il Lazio. Il problema è che mi manca la chiarezza. La chiarezza di una segreteria che dica ai suoi tesserati ma anche e soprattutto ai suoi elettori che la strategia elettorale la decide D’Alema. Punto. Bersani uscisse da questa sua fase mutanghera e lo dicesse chiaramente. Le primarie non si fanno più, nè in Lazio , nè in Puglia, nè altrove. Perché i candidati saranno scelti ora e per sempre sulla base della convenienza contingente, il che significa, per esempio ,sulla base delle chiacchiere imbonitorie di Casini, sui ricatti da 3% a la Mastella (ritornerà pure lui, abbiate pazienza), dei mandati esplorativi che hanno tenuto impegnato Zingaretti per ben due preziosissimi giorni rubati al suo preziosissimo ufficio di presidente della provincia, delle influenze della chiesa cattolica o della fondazione di Montezemolo...etc. etc. etc. Insomma ce lo dicessero chiaramente che stanno rifondando la DC delle correnti e che D’Alema è il nuovo Andreotti così ci mettiamo l’anima in pace, tutti. Anche quelli che si sono fatti il culo (scusate il francesismo) per preparare il congresso, che hanno rotto le palle (secondo francesismo) a destra e a manca a chi diceva che il PD era morto ribattendo che noi no, noi c’avevamo le primarie e la partecipazione democratica e il partito liquido e il processo decisionale bottom up e che la storia era cambiata etc etc etc Ecco, ora quel pensiero che mi si era insinuato nel cervello a cavallo delle feste, rendendo la digestione dei cenoni più difficoltosa, mi è un pò più chiaro. Io non sono contro i compromessi, sono contro il modo in cui vengono presentati. Con quell’ipocrisia ricattatoria del „sennò non si vince“. Con quell’arroganza tipo „spostati ragazzino, lasciaci lavorare...“. Quell’arroganza che si basa sull’assunto che gli elettori siano nella migliore delle ipotesi una massa di idioti e quindi l’unica è scimmiottare il cinismo berlusconiano se si vuol vincere. Idea tutta da dimostrare così come il fatto che, con Casini o senza, Boccia possa avere qualche possibilità in più di Vendola di vincere in Puglia. Anzi, idea del tutto fallimentare, se guardiamo con un minimo di distacco la storia degli ultimi vent’anni. Dalla bicamerale in poi D’Alema ha portato a casa un pò fallimenti e, nella migliore delle ipotesi, mezze vittorie (qualcosa di buono vista durante il suo governo, un buon ministero degli esteri). Forse tutta sta sagacia serve a poco alla fine, se non si ha un’alternativa da proporre. Alternativa! Alternativa! Alternativa! E’ una parola meravigliosa. Molto più bella di mandato esplorativo. Infinitamente più produttiva di Alleanza variabile. Io ho ancora voglia di lavorare per costruirla un’alternativa e non saranno certo questi tatticismi da sedicente Richelieu a farmi desistere. Però, lo ribadisco, esigo chiarezza da questa segreteria su quali sono i metodi, le regole e le intenzioni che questo partito intende perseguire. Devo capire se è il partito che credevo fosse quando ho preso la tessera o se è un'altra cosa. Ditemelo per favore. Giuseppe

lunedì 3 agosto 2009

Differenze a viso aperto


A Firenze il nuovo sindaco, evidentemente in cerca di facile consenso, ha impedito ai cosi' detti "vigilini" (ovvero ausiliari del traffico) di fare multe a chi parcheggia in sosta vietata o senza pagare il parcheggio dovuto. Allo stesso modo i vericatori degli autobus non potranno piu' multare chi viaggia sulla corsia preferenziale, e molti autovelox saranno rimossi. Renzi ci tiene a far sapere che "i vigilini sono visti solo come gabellieri" e che "l’idea di fare cassa con parcheggi e autovelox è sbagliata perché dà l’immagine di un Comune vessatore". La soluzione migliore e' quindi non fare piu' multe, lasciando ai fessi che pagano la responsabilita' di pagare, a chi non paga la soddisfazione di approfittarsene e non vedersi "vessati". Mi pare tutto molto, troppo simile alla politica dei condoni di berlusconiana fattura. E infatti nella fascista Roma vanno fieri della stessa cosa. Se non si voleva dare l'idea di vessare i cittadini, si doveva togliere i parcheggi a pagamento, non le multe per chi non paga. E poi inventarsi qualche altro modo per disincentivare il trasporto privato, invece che mandare i vigilini disoccupati a cercar buche gia' segnalate dai cittadini.
Il contrappasso dall'altra parte delle Alpi. Nico mi fa sapere che l'altro giorno, in occasione dell'ultimo giorno di scuola in Germania, come l'anno scorso la polizia all'aeroporto di Monaco e Norimberga multava i genitori che facevano saltare l'ultimo giorno ai bambini per partire per le ferie, con sanzioni fino a 1000 euro. Altro che divieto di sosta del Renzi. Infatti in Baviera, come per altro in teoria nel resto del mondo, un genitore se vuole tenere a casa un bambino da scuola deve avere validi motivi concordati con l'insegnante: dal momento che le ferie anticipate non sono un valido motivo, si delinea una truffa per la quale e' intervenuta la polizia. Famoso anche l'aneddoto dell'ignoro ciclista italiano fermato dalla polizia di notte e trovato positivo al test del palloncino, a cui la pattuglia ha sgonfiato le ruote della bici per assicurarsi che camminasse davvero fino a casa. Quello che si dice applicare le regole...

lunedì 30 marzo 2009

Partire


Questa volta partire fa piu' male. Perche' non si tratta di aprire una parentesi come tutte le volte scorse, ma vuol dire chiuderne una che e' stata, e che e', davvero importante. Non solo dal punto di vista professionale, ma anche per le persone splendide che ho incontrato e per i cambiamenti radicali nella mia vita avvenuti o maturati qua in Baviera.
Ieri mentre chiudevo gli scatolini pensavo banalita'. Che in fondo non mi porto dietro solo un mucchio di ciarpame accumulato in due anni e mezzo, ma un sacco di altre cose, ben piu' importanti, che negli scatoloni non entrano. E in fondo speravo di lasciarmi dietro qualcosa in piu' di quegli scaffali vuoti e di questa scrivania asettica da cui sto scrivendo. Banalita' appunto, ma non per questo meno vere. Beffa partenza e beffa nostalgia.

Un abbraccio a tutti, Auf wiedersehen!

La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all'incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.

J.R.R.Tolkien, Il Signore degli Anelli

giovedì 12 marzo 2009

Una notte in guardina (Visti da qui / 4)


Dopo ieri sera credo che smettero' di raccontare barzellette sui Carabinieri italiani. Quelli di qua sono molto piu' avanti, specie se l'ottusa fiscalita' della burtocrazia teutonica si scontra con l'incompatibilita' culturale con quella italica. E' anche vero che una notte (in realta' un paio d'ore) in una guardina tedesca e' un'esperienza che andava fatta assolutamente prima di rientrare in Italia, ma la cosa e' stata talmente surreale che sembrava davvero di essere in una barzelletta.
Ma veniamo alla favolina. Spinti da una irresistibile botta di vita ieri sera siamo andati a una kneipe a imparare un ottimo gioco di carte Bavarese detto "testa di capra", che Francesco mi voleva insegnare da qualche settimana. Il nome della kneipe (Atzinger, ma amichevolmente denominata BennyXVI), nonche' il nome del gioco, gia' dovevano suggerire che la serata si sarebbe messa male. E infatti la cameriera ha subito tentato di fregarci sul conto, approfittando della solita mossa astutissima di offrirsi di dividere il conto fra i commensali per guadagnarsi piu' mance: peccato che abbia anche aggiunto al bottino l'aver sbagliato in eccesso tutte le somme. Non contenti della piega della serata, avevamo pensato di prendere la macchina invece della solita metro, per fare prima a tornare a casa - poveri illusi - dato che volevamo andare a letto presto. E questi sono errori che si pagano, soprattutto se si ha la targa italiana nella ridente baviera. Nulla a che vedere con l'avere la pelle nere a treviso, ma comunque parecchie scocciature in piu' te le procuri.
Partiti per tornare, dopo 3 minuti appare nello specchietto il solito lampeggiante della polizia, che dal momento che non ha niente da fare in una citta' troppo sicura pensa bene di fare il palloncino a ogni pazzo che gira la notte con targa straniera. Alla faccia dell'Unione Europea. Accosto, e un gentilissimo poliziotto armato di torcia, pistoloni, manette, spray al peperoncino, manganello e baffetto d'ordinanza mi chiede patente, libretto e passaporto. Fornisco solerte tutta la documentazione, in attesa del copione che seguira'. "Hai bevuto qualcosa?" chiede immancabilmente lo sbirro come se fosse possibile uscire la sera in questa citta' senza farsi almeno un brindisi. "Solo una birra, due ore fa", rispondo con il mio miglior sorriso. "Non dovrebbero esserci problemi, ma se vuoi facciamo il test" e' tutto quello che ottengo. Se voglio io? A me che importa del test, se non volete voi... ma intanto scendo dalla macchina e mi metto a soffiare nella macchinetta. Resta sotto il limite, con sommo disappunto del poliziotto, mentre il compare lo chiama tutto agitato nell'auto dove stava controllando i numeri dei miei documenti. Mi chiedono di rientrare in macchina, mentre loro telefonano impazziti controllando e parlottando su non sappiamo cosa. Tornano e mi dicono che la mia patente risulta rubata, e non capiscono come faccio ad averla ancora io. Allucinato, gli spiego che la mia patente non puo' essere rubata, dato che l'ho appena data a loro, ma insistono che il numero della patente e' lo stesso di una di cui ho denunciato il furto. Effettivamente anni fa avevo disperso il portafoglio in macchina di un'amica che non riusciva piu' a trovarlo, e mi ero dovuto rifare tutti i documenti, ma quella era incontestabilmente la nuova patente, per altro plastificata e non cartacea come quelle vecchie. Gli sbirri sono sempre piu' confusi dopo la mia spiegazione, e dato che, in quanto tedeschi, sono inabili a fronteggiare l'imprevisto, mi chiedono di seguirli alla stazione di polizia per verifiche. "Ci vorranno al massimo 10 minuti, se la tua storia e' vera". Colgo preoccupato una certa insistenza su quel se...
Ripartiamo e mi metto a seguire la macchina della polizia in una periferia sconosciuta di Monaco nord. Nella stazione sono tutti giovanissimi e verdissimi, nelle loro uniformi complete di manette, pistolone, manganello, spray etc etc. Ci fanno sedere su una panca che ricorda i telefilm del compianto Derrick, dicendoci di aspettare qualche minuto. Parlottando in bavarese e altri idiomi incomprensibili, continuano a rigirasi fra le mani la mia patente, mentre cercano in rete (!!) su qualche sito dell'interpol come sia fatta una patente italiana. Ben presto sono in sei affollati dietro lo schermo, e noi ci lamentiamo dei Carabinieri che girano sempre a coppia o che avvitano le lampadine. Dopo un'oretta buona e sei/sette sbirri alternati davanti allo schermo con la patente tra le mani, si scopre che la patente plastificata italiana riporta, in caso si tratti di una sostituzione, anche il numero della vecchia sul retro, mentre il numero della nuova e' sul davanti come dovrebbe. Solo che gli sbirri tedeschi non riuscivano a leggere la legenda riportata in caratteri microscopici sulla patente - chiedere a un italiano di tradurre qualosa scritto in italiano sembrava troppo umiliante - e avevano preso per buono il numero sul retro. Nel caso qualche sventurato lettore abbia sostituito una patente rubata o persa, lo tenga presente per evitarsi tutta questa scocciatura.
Sembra tutto a posto, tiriamo un sospiro di sollievo e ci prepariamo a tornare a casa: sono le due di notte e saremmo dovuti essere a letto gia' da un'ora. Invece ecco il nuovo problema (beffa!): la mia denuncia di smarrimento risulta essere stata fatta il 14 ottobre 2002 a Bologna, di ritorno da una scuola di Dottorato. Solo che la patente nuova ha validita' dal 1 Ottobre dello stesso anno: "e' imposibile che la denuncia sia stata fatta dopo l'emissione della nuova" sentenzia lo sbirro "dovete aspettare dieci minuti che un collega esperto di documenti internazionali arrivi per verificare che la patente non sia falsa". Cerco inutilmente di spiegare che probabilmente avranno emesso la nuova patente con validita' dal primo del mese per praticita', ma l'inflessibile teutonico sentenzia che e' "impossibile, ho controllato e ci sono patenti italiane con validita' anche dal 23 del mese". Perche' poi il 23 non ho capito, ma non pare sentire ragioni. Aspettiamo sulla panca di Derrick ancora un quarto d'ora, poi arrivano due nuovi sbirri. Dall'italiano stentato di uno capisco che e' l'esperto: andiamo bene. Mentre uno si mette a studiare il libretto di circolazione della macchina con una lente di ingrandimento, inizia una discussione incomprensibile di tutta la stazione di polizia con in mano la mia patente e il modulo con la data della denuncia. Alla fine l'esperto sentenzia qualcosa del tipo: "che ci volete fare, sono italiani, fanno tutto a caso". Questo tranquillizza finalmente i miei due sbirri, che con un gran sorriso mi restituiscono tutti i documenti, si scusano e mi spiegano, molto politically-correct "che in Italia le cose si fanno un po' diversamente rispetto alla Germania". E' bello sentirsi dire che si viene da un paese del terzo mondo quindici giornio prima di tornarci.

giovedì 5 febbraio 2009

Visti da qui / 2

Cannelloni, Luca Toni, Pepperoni Luca sei per me - NUMERO UNO

giovedì 29 gennaio 2009

Sei a Monaco da troppo tempo se...


Direttamente da Der Pilger, il test per capire se sei a Monaco da troppo tempo: dato il mio risultato piu' che positivo, forse e' per questo che contro (quasi) ogni logica ad Aprile e' pianificato il ritorno alla base prealpina.

Comunque sia, sei a Monaco da troppo tempo se...

...entri in un negozio di Francoforte e dici "Gruess Gott".
...e' domenica mattina e vorresti stare a letto, ma fuori c'e' il sole.
..."la Loewenbrau lasciala bere agli italiani".
..."la piccata lombarda lasciala mangiare ai tedeschi".
...pensi che la cassiera si sia innamorata di te solo perche' ha accennato a sorridere.
...ti girano forte le balle se l'u-bahn e' in ritardo di 4 minuti.
...fuori ci sono 18 gradi, giri in maglietta, crepi di caldo e i turisti italiani ti indicano e dicono "anvedi er crucco".
...dici "voi italiani" agli italiani e "voi tedeschi" ai tedeschi.
...non te ne frega nulla, ma proprio nulla del calcio pero' se vince il Bayern...wia samma?! guat samma! aleeeealealealeeeee!
...il semaforo pedonale e' rosso, non si vede una macchina nel raggio di due chilometri, ma aspetti il verde.
...il semaforo pedonale e' rosso, non si vede una macchina nel raggio di due chilometri, ci sono dei bambini all'incrocio e cazzi pesantemente il tizio che attraversa comunque la strada.
...preferisci che un gatto nero ti attraversi la strada, preferisci spaccare uno specchio o passare sotto ad una scala, piuttosto che fare un parcheggio al tocco.
..."vorrei prendere i weisswurst purtroppo e' gia' passato mezzogiorno" "ah non ti preoccupare in questo locale li servono lo stesso" "veramente?!? andiamo via da questo posto di merda!"
...il leberkaese sempre e solo con la kartoffelsalat e la senape dolce.
...in un anno ci sono cinque stagioni.
..."ma come sei abbronzato, ma dove sei stato?! Sharm el Sheik?" "no, sull'Isar".
...chiami "prussiani" anche gli amici italiani in visita.
...sei all'estero, chiedi una birra, ti arriva una 0,4 e ti viene la depressione.
...arrivi all'aeroporto di Monaco e ti passa l'ansia.
...trovi normale che le martore ti mangino le guarnizioni della macchina, gli scoiattoli bussino alla finestra e i picchi ti caghino sul davanzale.
...si riesce a leggere la Sueddeutsche Zeitung non perche' si sa il tedesco, ma perche' si sono sviluppati dei poteri medianici.
...se mischi birra e gazosa o cocacola e aranciata.
...non usi l'aspirapolvere di domenica e abbassi la musica dopo le 22.
...vedi i colleghi che si fanno di hamburger e birra alle 9 di mattina e non dai (piu') di stomaco.
...cazzi pesantemente quello che cerca di passarti davanti quando sei in fila e non ti sorprendi se quello se ne torna indietro a sguardo basso.
..."si' quella e' una zona nudista" o "certo la sauna e' mista, certo che si va tutti nudi".
..."ah sei vegetariana? allora prendi il pollo".
...corri a prendere la s-bahn in Marienplatz anche se sai benissimo che ce n'e' un'altra fra due minuti.
...triti fra i raggi il turista che ha osato camminare sulla pista ciclabile.
..."ti va una rossa belga?" "no grazie, io prendo una birra".
...pensi che il biergarten sia l'invenzione piu' geniale dopo il sushi e la lavatrice con la centrifuga.
...mette giu' solo un centimetro di neve e ti incazzi parecchio.
...ti rifiuti di bere una weissbier dalla bottiglia.
...hai una pattumiera con quattro scomparti + il contenitore per la carta.
...puoi aprire una bottiglia di birra con un accendino o con un'altra bottiglia.
...rimani assolutamente sorpreso quando un ubriaco diventa aggressivo e pensi "turista di merda".
...conosci tutte le canzoni dell'oktoberfest.
...sai chi era Karl Valentin.
...guardi malissimo il tizio beccato sul metro' senza biglietto e pensi "ladro!".
...un tedesco ti dice "sei italiano?! ah voi italiani si' che sapete godervi la vita" e tu non rispondi, sorridi e intanto pensi "ma vai a cagare..."
...conosci la data, il luogo e il nome dell'inventore del Weisswurst.
...pesti il piede a qualcuno in metro' e ti sembra normale non chiedergli scusa.
...qualcuno va in bicicletta di notte senza luce e lo cazzi urlandogli dietro che sta facendo una cosa pericolosa e illegale.
...dici Genau anche se stai parlando italiano.
...sai gia' che non rivedrai piu' la cauzione che hai versato per l'appartamento.
...ti viene un mezzo infarto se trovi dell'acqua in bottiglia completamente senza gas.
...hai un incidente microscopico con la macchina, nessuno si e' fatto male, c'e' solo un graffio ma chiami la polizia e non sposti la macchina di un millimetro bloccando il traffico.
...vai al laghetto e fai il bagno in pausa pranzo.
...sei rassegnato al fatto che qui per "pesce" si intende: carpa, luccio, trota, sgombro...
...conosci tutti i posti che hai visto nell´Ispettore Derrick.
...ti incazzi malamente se qualcuno passa a farti visita senza averti avvertito per telefono.
...al pub fai conoscenza con qualcuno e vi scambiate gli indirizzi dei rispettivi medici.
...non vai all'oktoberfest perche' ci sono troppi italiani.
...nel periodo dell'Oktoberfest ti chiedono da dove vieni e rispondi "Da Bellinzona, Svizzera".
...ordini Speck e sai esattamente a cosa vai incontro.
...ti senti una merda se non lavi la macchina da un mese.
...sai benissimo cos'e' il Leierkasten ma (vivaddio!) non ci sei mai stato.
...vai a casa di qualcuno e ti togli le scarpe senza nemmeno pensarci.
...un Euro sono due marchi e continui a chiamare Pfennig i Cents.
...chiami "stranieri" i turchi.
...lavori nella stessa stanza con un tizio da dieci anni e ancora vi date del lei.
...il semaforo all'incrocio e' rotto e non sai piu' che cazzo fare.
...sei abbonato da piu' di tre anni al servizio di biciclette in affitto.
...passi la maggior parte dell'estate al parchetto.
...consideri normale che la "maggior parte dell'estate" duri una settimana.
...capisci benissimo quello che dice la verduraia sotto casa, mentre lo speaker del telegiornale parla una lingua incomprensibile.

Ti accorgi di vivere a Monaco da troppo tempo se...non sei a Monaco e non vedi l'ora di tornare a Monaco.

Almeno tra due giorni si lascia l'estate sudamericana per tornare al confortante gelo bavarese...

giovedì 18 dicembre 2008

Lettera aperta al Ministro Ombra



Insieme ai compagni del Circolo Sez. PD Monaco di Baviera abbiamo scritto una lettera aperta al Ministro Ombra dell'Universita' e Ricerca e ai vertici del partito a Roma, a seguito del recente dibattito suilla riforma dell'Universita' e dell'atteggiamento tenuto dal PD. Visto che il ministro vero non ci ascolta, proviamo con quello ombra.

Nell'ambito delle attività del gruppo Università, Ricerca e Tempo Libero del Circolo PD Sezione di Monaco di Baviera abbiamo discusso con altri ricercatori italiani che lavorano a Monaco e dintorni i contenuti di recenti iniziative legislative che interessano l'università, in particolare il disegno di legge Gelmini-Tremonti su "valorizzazione del merito e qualità del sistema universitario e della ricerca". Tale disegno di legge contiene molte misure a nostro parere molto deleterie, mischiate però a provvedimenti che potrebbero essere in linea di principio positivi. Con questo breve documento vorremmo quindi attirare l'attenzione sulle misure che, secondo noi, andrebbero contrastate con decisione informando l'opinione pubblica della loro reale portata, e individuare invece gli aspetti potenzialmente positivi che possono essere migliorati. Abbiamo infatti letto sui giornali sconcertanti dichiarazioni di esponenti del PD al riguardo, che ci sembra non abbiano assolutamente colto né quanto di sbagliato né quanto di buono sia presente nella bozza in discussione.

Nonostante l'intento più volte propagandato sia quello di contrastare il cosiddetto "potere dei baroni", molti dei provvedimenti previsti dal disegno di legge vanno in realtà nella direzione opposta. Ad esempio il nuovo sistema di scelta delle commissioni dei concorsi restringe l'elettorato sia attivo che passivo ai soli professori ordinari e straordinari (Art.1, commi 4 e 5). Questo vuol dire che le commissioni dei concorsi a qualsiasi livello (professore di prima fascia, di seconda fascia, ricercatore) saranno composte esclusivamente da professori ordinari, con l'unica eventuale eccezione della possibilità dell'università che emette il bando di nominare un professore associato nelle commissioni dei concorsi da ricercatore. Questo è un peggioramento rispetto alla situazione attuale, in cui le commissioni per concorsi di seconda fascia e per ricercatori sono miste (3 ordinari + 2 associati per il concorso di seconda fascia, 1 ordinario, 1 associato e un ricercatore per quelle da ricercatore) e l'elettorato attivo è garantito a tutti (ognuno nell'ambito della propria categoria). È evidente che in questo modo si aumenta il potere decisionale dei professori ordinari a scapito delle altre figure. Ancora più incomprensibile è il comma 8bis dell'Articolo 1, che prevede che "i professori che non usufruiscono del periodo di trattenimento in servizio di cui all'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, conservano l'elettorato attivo e passivo ai fini della costituzione delle commissioni di valutazione comparativa per posti di professore e ricercatore universitario" fino al primo novembre successivo al compimento del settantaduesimo anno di età. Si consente quindi ai professori più vecchi che dovrebbero già essere in pensione, non solo di continuare l'attività accademica, ma anche di mantenere intatta la possibilità di decidere commissioni e assegnazioni di contratti e risorse, in chiara controtendenza rispetto a ciò che accade in altri paesi Europei e a quella politica di svecchiamento e ricambio tanto auspicata a parole da governo e opposizione.

La modifica al comma 3 dell'articolo 1, introdotta in Senato, risulta poi particolarmente peggiorativa rispetto al testo originale. A seguito di questa modifica, infatti, una quota non inferiore del 60 percento della somma disponibile per il reclutamento di nuovo personale viene destinata "all'assunzione di ricercatori a tempo indeterminato, nonché di contrattisti ai sensi dell'articolo 1, comma 14, della legge 4 Novembre 2005, n. 230". (la formulazione originaria prevedeva solo ricercatori a tempo indeterminato). L'emendamento del Senato, che introduce la possibilità di utilizzare quelle risorse anche per contratti a termine, alimenta da un lato l'odiosa precarietà che ben conosciamo, risultando dall'altro, terreno ancora più fertile per ricatti e baronie che a parole si vorrebbe combattere. È infatti molto più ricattabile un contrattista di un ricercatore stabile.

Un'altra cosa deprecabile di questo disegno di legge è che le spese previste per la sua attuazione vengono recuperate mediante tagli alle dotazioni di altri ministeri (e fin qui nulla di grave), però i tagli previsti al ministero dell'ambiente sono quasi esclusivamente limitati alla voce "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente" (quando sappiamo che invece moltri altri paesi riconoscono proprio in questo settore grandi potenzialità di sviluppo, anche della ricerca, e di crescita economica).

Vi sono nel decreto legge poi una serie di misure tendenzialmente inutili o superflue, quali l'articolo 1, comma 1 sulla possibilità di indire bandi di concorso solo in presenza di una garanzia di copertura finanziaria (in realtà questa norma già esiste, semplicemente non viene rispettata né fatta rispettare), o l'articolo 3bis sulla creazione di una anagrafe telematica del personale universitario (l'anagrafe dei docenti esiste già, è gestita dal CINECA, e ogni singolo docente ha la responsabilità di tenerla aggiornata con le informazioni sulla propria attività scientifica). Non si capisce la necessità di dedicare un articolo della legge per la creazione di una cosa che già esiste.

Potenzialmente positivo invece il fatto che gli scatti stipendiali e la partecipazione alle commissioni siano subordinate alla attività scientifica del docente (articolo 3ter). Bisogna però che i criteri di valutazione (che ancora non sono stati definiti) siano abbastanza stringenti, ad esempio considerare solo pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali peer-reviewed con Impact Factor, oppure curatele di libri o riviste sempre a livello internazionale, escludendo lavori a mero livello nazionale o addirittura locale (annali e pubblicazioni interne). A questo proposito risultano abbastanza sconcertanti le dichiarazioni del ministro ombra dei Beni culturali, secondo cui in questo modo si premierebbero "...i docenti che pubblicano in fantasmatiche case editrici il risultato delle loro ricerche..." invece di "...dare consistente valore alla didattica. Gli studenti pagano l'onerosa retta per essere istruiti e non per il curriculum di presunta scientificità dei professori. (...) nel quasi cento per cento dei casi si tratta di pubblicazioni inutili, pretestuose e improvvisate a mero scopo carrieristico.". Invece di tali affermazioni perlomeno avventate sarebbe il caso di sfidare l'esecutivo sulla serietà dei criteri da utilizzare (le pubblicazioni su riviste internazionali sono un parametro normalmente utilizzato in tutto il mondo per valutare la bontà dell'attività scientifica), tenendo anche presente come un'attività didattica efficace e aggiornata non possa prescindere da un'attività di ricerca di eccellenza.

Anche le norme per il cosiddetto rientro dei cervelli (articolo 1bis) paiono più che sensate, anche se non è molto chiaro in cosa differiscono dalle norme attuali. Anche in questo caso risulta poco comprensibile la posizione del deputato PD Paolo Corsini che, in commissione esteri, ha contribuito a far bocciare questo articolo perchè "le disposizioni del provvedimento sembrano incoraggiare tecniche di aggiramento delle procedure concorsuali italiane, assai più rigorose di quelle previste all'estero, che consistono proprio nell'assunzione di ruoli di docenza in altri paesi, con l'effetto di incoraggiare ulteriormente il fenomeno della fuga di cervelli." Invece di tali esternazioni, difficilmente difendibili nella forma e nella sostanza, sarebbe più utile fare proposte per rendere più efficaci e meno burocratiche le procedure di rientro dei cervelli e di richiamo di studiosi stranieri. La cosiddetta "fuga dei cervelli", infatti, é di per sé un dato assolutamente incoraggiante, che dimostra la dinamicità e la competitività a livello internazionale dei ricercatori formatisi nelle Università italiane, e rappresenta piuttosto una risorsa per l'acquisizione di nuove competenze e contatti nei centri di eccellenza mondiali. Il problema é piuttosto l'assenza di un flusso inverso di ricercatori italiani e stranieri verso il nostro paese, a causa della scarsa competitività e appetibilità del nostro sistema di ricerca. A tal proposito, la norma introdotta nel DDL anticrisi (art. 17) che prevede di ridurre le aliquote delle imposte agli studiosi che arrivano in Italia, é sicuramente positiva, ma del tutto insufficiente in quanto sarebbero altre le condizioni da garantire a tali studiosi, in linea con quanto viene offerto negli altri paesi: la possibilità di crearsi un gruppo di ricerca autonomo, la certezza di avere accesso ai fondi necessari e costanti nel tempo se i risultati conseguiti risultano importanti e significativi, stipendi confrontabili con quelli percepiti nel resto d'Europa.

Ci auguriamo quindi che il PD possa finalmente fare chiare scelte di campo nel dibattito sulla gestione delle risorse da dedicare alla ricerca, avanzando proposte serie e profonde, criticando con decisione quelle proposte che vanno in direzione opposta. Proprio davanti al profilarsi di una crisi economica profonda in tutti i paesi industrializzati, é infatti giunto il momento di mostrare con chiarezza quale futuro la nostra classe dirigente immagina per il nostro paese.


Il Gruppo Università, Ricerca e Tempo Libero del Circolo PD "Sezione di Monaco di Baviera"

giovedì 4 dicembre 2008

Di travagli e firme


Ieri sera Marco Travaglio e' riuscito sorprendentemente a riempire fino all'orlo una sala da 500 posti qua a Monaco, con molte persone costrette a tornarsene a casa. In un evento organizzato dal locale Meet-up di Beppe Grillo (ebbene si', ci sono anche qua...), Travaglio ha sfoggiato per un paio di ore ininterrotte tutto il suo solito repertorio di dati, notizie, commento e brillante cabaret tipico delle sue apparizioni televisive e giornalistiche. Un bel riassunto della serata c'e' gia' qui su Der Pilger, quindi non mi soffermo a raccontare oltre: come al solito e' stato pungente e divertente, pur con la sua solita indisponente spocchia che lo contraddistingue. La parte migliore della serata e' stata senz'altro la catalogazione delle varie odiose tecniche utilizzate per cancellare i fatti importanti dal dibattito sui media (ignorarle parlando d'altro assolutamente inutile, trasformare il fatto in un'opinione aleatoria senza nessun "giornalista" dica mai quali sono i fatti oggettivi, passare dai fatti al piano dell'attacco personale per evitare di rispondere, deformare i fatti cambiando il significato delle parole "guerra"="missione di pace"). Tutti i metodi che vedo costantemente all'opera in una qualsiasi puntata di un TG italiano o di una trasmissione tipo AnnoZero, Ballaro' e simili. Maledette le rare e incaute volte che in patria tento l'impresa di vedermele senza arrabbiarmi di brutto. Il mitico panino del TG e' senz'altro il migliore (peggiore) esempio: 5 minuti di commenti piu' o meno idioti a una notizia che nessuno ha dato e mai dara'.
Due le cose che mi hanno turbato di piu' della serata. La prima e' l'aurea di mito che Travaglio si porta dietro, col la ressa a fine serata decisa a tutto pur di strappare una stretta di mano o una firma dal Giornalista con la G maiuscola. Segno tristissimo che purtroppo in Italia i giornalisti che cercano di fare il loro mestiere sono davvero troppo pochi. Peccato solo che il nostro su questo ci marci, facendosi il cavaliere senza macchia e senza paura che dice sempre e solo la Verita'. Poi pero' immancabilmente qualche fesseria la dice anche lui, come ieri quando parlando delle ordinanze dell'assessore fiorentino Cioni ha sparato una serie di inesattezze terribili in poche frasi...
L'altro turbamento viene dal Consolato, che dopo aver promesso un suo dipendente per raccogliere le firme per il referendum contro il Lodo Alfano (come mi dicono ha fatto nel passato in altre occasioni da Segni in su), ha ritirato la disponibilita' dopo precisi ordini da Roma. Evidentemente anche la manciate di firme da Monaco disturbano non poco, alla faccia di chi sostiene che sia un'impresa persa in partenza...

mercoledì 3 dicembre 2008

Cervelli on air


Ieri sera mi sono divertito un sacco. Insieme a Nico e Benedetta, due colleghi astronomi italiani "in fuga" a Monaco, siamo stati invitati a Radio Lora, l'unica radio libera di Monaco. Siamo stati intervistati per una mezzoretta sull'iniziativa del 14 Novembre in supporto della protesta in Italia per i tagli a Universita' e Ricerca, sulla lettera che abbiamo inviato al Ministro Gelmini (e che si puo' ancora sottoscrivere), e sulle nostre iniziative future in Baviera su questo tema. La trasmissione, "L'ora italiana", e' per fortuna tutta in italiano: un appuntamento mensile per tutti i nostri compatrioti a Monaco, pare discretamente seguito.
Armati di cuffie e microfoni che ci facevano sembrare davvero professionisti, abbiamo cercato di rispondere nel modo piu' chiaro possibile alle domande di Sonia e Dario, molto simpatici e disponibili a dare un po' di voce alla nostra iniziativa. Dopo l'articolo sul giornale, un film e una manciata di passaggi in radio comincio a prenderci gusto! Qui l'audio della trasmissione...

venerdì 14 novembre 2008

Fama imperitura


Sull'Unita' di oggi 3 pagine dedicate agli astronomi e fisici italiani a Monaco, con intervista a BeffaTotale, Benedetta, Marcella, Claudio e Augusto, e l'intervento di uno dei direttori tedeschi del Max Planck fuer Extraterrestrische Physik sulla situazione della ricerca italiana. La copia completa in pdf si scarica qua. Il servizio a pagina 24, 25 e 27. Parte del reportage e' anche on-line.

Fratelli d'Italia

Direttamente da Cervelli Monaco, la cronaca del presidio di stamani nell'ambito delle proteste in Italia e nel mondo contro i tagli all'Universita' e Ricerca. Tagli cosi' ingenti, che nella penuria attuale ci sono anche assegnisti italiani rimasti in Italia che sono pagati con fondi Marocchini: il colmo dei colmi. Qui le ragioni con BeffaTotale in audio ieri a Radio Onda d'Urto. Visto il successo delle iniziative, trovato impiego di ripiego per la Gelmini...


Dopo la sveglia all'alba per intervenire a Radio3, il manipolo di facinorosi italiani decisi a sfidare l'umido bavarese e le rigide regole della polizia si ritrovano finalmente davanti al Consolato Italiano. A dire il vero, al forno-bar poco lontano, dove la voglia di caffe' fa incrociare per caso gran parte dei manifestanti. Alle 10.40 siamo sotto il Consolato, armati di cartelli, bandiere tricolori, tamburini e volantini. Arrivano anche due poliziotti con tanto di minaccioso cellulare a verificare e spiegarci le regole del gioco, ovviamente rigidissime: vietato correre, vietato fare rumore, obbligatorio tradurre i cartelli dall'Italiano per verificare l'assenza di scritte offensive, obbligatorio lasciare spazio sul marciapiede per far passare i pedoni. Srotoliamo i nostri cartelli mentre Nico spiega in diretta su Popolare Network le nostre ragioni e sensazioni. Alla fine siamo 40 (12 per la questura), un risultato niente male data la preparazione in tutta fretta, e forti anche delle piu' di 320 firme apposte alla nostra lettera per il Ministro.
Una rappresentanza di 5 persone da mandare a parlamentare viene eletta a furor di popolo: Andrea, Marcella, Giovanni, Nico e Benedetta vengono accolti dal Console Generale e dal suo Vice. Il Console si dimostra interessato alla situazione e al punto di vista dei ricercatori Italiani a Monaco, sottolineando le eccellenze e i premi vinti da ricercatori nostrani che lavorano in Baviera: uno di questi premi e' proprio Benedetta, scatenando un siparietto da "Consolamba che sorpresa". La delegazione lascia l'edificio non prima di aver ricevuto dal Console sia l'assicurazione che la lettera verra' prontamente inviata al Ministro, sia l'invito a organizzare una riunione con tutta la comunita' dei ricercatori italiani per discutere piu' in profondita' le questioni sollevate. Mentre i tricolori sventolano per l'ultima volta, mentre qualche tedesco curioso si ferma a leggere il nostro unico cartello in lingua barbara fermando addirittura il furgone per arrivare fino in fondo, le due guardie nostri angeli custodi ci salutano lamentandosi un po' che siamo stati troppo vicini al bordo della strada. Anche questo e' Baviera! Qua tutta la fotocronaca completa!

Lo slogan


Parlar chiaro

La traduzione per gli indigeni

Benedetta consegna la lettera al Console Generale

martedì 21 ottobre 2008

Ripassaha


Per dirla alla toscana, ripassaha. 3-0 e a casa, umiliati dai bavaresi che corrono il triplo e sbagliano la meta'. Come mi segnala Domenico, a Firenze gia' si sospetta dell'effetto Betori, venuto da gobbaccio a gufare arcivescovilmente in terra granducale. Ma nonostante la formazione completamente sbagliata (fasce sguarnite, sempre in inferiorita' in mezzo, Vargas da ricovero da quanto e' inguardabile, Montolivo e Mutu a pascolare invece di sudare), nonostante le gambe molli e le mutande sgommate per l'impatto con il meraviglioso catino dell'Allianz, nonostante la beffa del tedesco seduto dietro a me che dopo due minuti mi batte sulla spalla e mi fa cenno di tornare pure a casa, nonostante i 6000 disperatio che hanno colorato per una volta Monaco di viola e di accenti familiari, bisogna anche guardare il bicchiere mezzo pieno: almeno non ha segnato Toni. Ma la prendono con filosofia anche i tifosi viola. Ecco il coro piu' gettonato: "Beho, beho, beho, beho, son felice e son contento anche se poi vomitho". Con un Vargas cosi', non credo sia difficile. Beffa.

domenica 9 dicembre 2007

Ritiro spirituale


Domani il capo ci porta qua, in ritiro di tre giorni in un bel monastero sulle rive del Chiemsee. L'obiettivo e' discutere delle linee di ricerca future del gruppo, cercando di evitare la crisi mistica e l'effetto grande fratello, visto che siamo tagliati fuori dal resto del mondo. Se invece mi vedete in TV, fatemelo sapere ed eliminatemi il prima possibile.

lunedì 26 novembre 2007

Neve a go go


Nevica fitto. Come dice Hobbes, il mondo sembra nuovo di zecca, una pagina bianca su cui ricominciare a scrivere. Avrei proprio voglia di una bella sciatina o una discesa in slittino, magari il piu' lontano possibile dalla collinetta da cui scende di solito Calvin...
Senza contare che a Garching, in mezzo al boffice bianco, hanno gia' messo gli addobbi e l'alberone di natale con le lucine. Mi sento gia' quasi piu' buono.

mercoledì 7 novembre 2007

Aria di vetro


Giornata di freddo e vento pungente qua a Monaco. Sara' per questo che da stamani, mentre pedalavo tra gocce di pioggia oblique come lamette, mi si e' piantata in testa questa poesia. Parla in realta' di una giornata tersa, e per questo quasi sospesa tra il caldo, il sole e il silenzio. Ma mi piace pensare che mai aria e' piu' di vetro come quella che taglia la mattina tedesca, affrontata a cavallo della bici. Forse e' per questo che a nulla e' servito voltarmi all'improvviso almeno una decina di volte. O forse perche' da dietro si precipita il futuro, e non il nulla e il vuoto. Mi appunto pero' il testo, per ogni evenienza, dopo essermi riletto il commento di Italo Calvino.

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
E. Montale, da Ossi di Seppia

domenica 21 ottobre 2007

Neve a Garching

domenica 10 giugno 2007

Vita di Strada


Spesso nelle nostre (o vostre? ahime'!) citta' italiane ho sognato qualche iniziativa per permettere ai cittadini di viversi la citta' in un modo diverso da quello di tutti i giorni. Di poter riprendermi le strade solitamente usate solo per spostarsi da un posto all'altro il piu' velocemente possibile, tra strombazzate di clacson e autobus sfreccianti. Qualche volta ci sono in parte riuscito, complice qualche blocco del traffico per i livelli allarmanti di qualche veleno nell'aria, o per qualche buona e isolata idea di amministratori illuminati e insonni. Ho trovato pero' un'altra iniziativa in questa direzione, con modalita' e realizzazione tutta speciale, e molto tedesca.

Oggi era una bella giornata a Monaco, e una delle strade principali, Leopoldstrasse, era chiusa al traffico. C'era aria di festa, e di invasione. La carreggiata era infatti piena di bancarelle di artigianato di ogni tipo, associazionismo, stand gastronomici bavaresi e etnici, spiagge artificiali con tanto di sabbia e sedie a sdraio, campi da calcetto, bici stravaganti, pattinatori, scacchi animati conditi da Re con rutto tonante. E poi percorsi sensoriali e giochi per i bambini, palloncini, concerti, stand dei partiti e sindacati uno a fianco all'altro, no-global di ritorno dal G8, missionari e bar brasiliani su ex autobus a due piani, pareti per provare l'arrampicata e giocatori di polo da bici. Insomma, per chi ha frequentato la Fortezza di Firenze, una via di mezzo al centro di un viale tra Terrafutura e la Citta' dello Sport che veniva organizzata qualche tempo fa.

Si chiama Stretlife Festival, e ogni anno invade per due fine settimana una delle strade piu' trafficate di Monaco. Un'occasione unica per provare sport stravaganti e gustare piatti speziati, per sdraiarsi su un'amaca in piena corsia preferenziale, e soprattutto per riprendersi le strade e vivere gli spazi della citta' in una maniera completamente nuova. Magari sorseggiando una birra sotto un semaforo che, noncurante della folla, continua a strizzare l'occhio con le sue luci rosse, verdi e gialle.

PS. Domani e' l'ultimo giorno per votare il vostro candidato preferito al "Comitato Ombra" per il Partito Democratico!