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lunedì 30 aprile 2012

Le 100 cose da fare a Monaco 2


Ricevo da Marcella e volentieri pubblico, con una lacrimuccia di nostalgia per la citta' piu' a nord d'Italia, Monaco! 

Qualche tempo fa il Pilger ha pubblicato un preziosissimo elenco della cento cose da fare prima di andare via da Monaco e l'ha dedicato alla Pasionaria che - come dice lui - presto si togliera' dai coglioni (sigh).
Io (la pasionaria) ho molto apprezzato la lista, anche perche' 1) mi ha permesso di ripercorrere moltissime delle esperienze ed emozioni vissute in quasi 8 anni, e quindi lasciarmi un po' andare alla nostalgia (meglio cominciare da subito, cosi' poi quando tocca schiodare veramente mi saro' gia' messa avanti.. almeno spero!); 2) stimolata dall'elenco, mi sono divertita un sacco a stilare una lista di *altre* 100 cose da fare prima di andare via da Monaco... che vi metto qui sotto. Questa lista non vuole sostituire quella del Pilger (giammai!), piuttosto cerca di ricalcare quella originale, ammiccando un po' qua e la', e si basa su esperienze decisamente piu' personali. E mettendo nero su bianco anche queste, ugualmente, ho ripercorso un altro po' della mia vita monachese.. ad oggi 

Visto che non sono in possesso di blog, ho chiesto ospitalita' qui.. un grazie quindi a Beffatotale per avermela concessa, e anche per tutti gli illuminanti suggerimenti per completare l'elenco... :)

p.s. come il Pilger con quella originale, nemmeno io le ho fatte tutte e 100... pero' insomma, ne ho fatte molte! compreso andare sul Wendelstein, proprio ieri!


1) assistere ad entrambe le parate di apertura dell'Oktoberfest
2) passare una giornata all'Open day del campus, a MPE
3) avere almeno 3 tazze del mercatino di Natale di Schwabing
4) andare sul Wendelstein
5) assistere ad uno spettacolo di Schuhplatter
6) assistere allo spettacolo dei fuochi d'artificio sull'Olimpiasee
7) sedersi su Falcor il fortunadrago cercando di salvare Fantasia
8) organizzare un'uscita sole donne alle terme di Erding
9) fare cena da Steinheil e finire una cotolettona intera
10) farsi del BENE alla Starkbierfest
11) passare un pomeriggio alla Fruhlingsfest
12) andare a cena da Tantris, e tirarsela ancora di piu'!
13) andare 4 volte alla Pinakotek der Moderne
14) stendersi per tre ore in compagnia di un libro in un parco a caso di Monaco
15) andare alla Gliptotek e allo Staatliche Antikensammlung
16) mangiare la Zwiebelnkuche con il Federweisse
17) mangiare un Kaiserschmann fatto secondo i santissimi sacri crismi
18) comprare il biglietto per la semifinale di Champions all'Allianz Arena da un bagarino mezz'ora prima dell'inizio della partita
19) imparare almeno 10 nomi di cibi del menu' del ristorante e almeno 10 locuzioni di senso compiuto
20) essere co-protagonista di almeno una favolina della pasionaria (in alternativa, del Rosati)
21) visitare il nido dell'Aquila
22) andare nel monastero che produce la birra piu' antica di tutta la Baviera, tre volte, e in tre posti diversi
23) conoscere Schloss Blutenburg
24) sapere cosa sono e dove si trovano i volantini della Rosa Bianca
25) andare in bici da Garching in centro a Monaco, e viceversa
26) comprare vestiti da Karstadt con la Payback Karte (non tua!) e/o con un bellissimo Geburstag Gutschein.
27) fare bird-watching nei laghi bavaresi
28) andare al Flohmarkt piu' grande d'europa e tornare a casa con pezzi da museo
29) girare per tutte le feste medievali della Baviera
30) andare al Michael Ende Museum
31) ascoltare il notiziario di Antenne Bayern e capire almeno il 30%
32) andare da Spina per la prima volta e commuoversi davanti alla distesa dei biscotti del Mulino Bianco
33) vedere le facce all'insu dei turisti davanti al glockenspiel che passano dall'eccitato al catatonico nei venti minuti di suono dell'orologio
34) giocare a Mahjongg nei biergarten
35) abitare in uno degli appartamenti del villaggio olimpico, accanto a quelli del settembre nero
36) andare al Gasteig per uno spettacolo, e ricordarsi di Pirandello
37) fare il tour della Monaco nazista e scoprire i suoi segreti
38) andare almeno due volte alla sneak preview al Cinema, e almeno una chiedersi "perche' l'ho fatto?"
39) decidere alle 6 di sera d'estate di andare a fare brotzeit all'Aumeister
40) andare in cima al campanile della Frauenkirche contando i gradini
41) guardare gli sciatori alal pista artificiale all'Olympiapark d'inverno
42) visitare lo Schlossmuseum a Murnau e scoprire i suoi tesori
43) mangiarsi uno spiedino di frutta ricoperto di cioccolato senza far cadere le scaglie
44) andare a giocare volley il venerdi' sera nel ginnasio di Garching
45) andare a tutte e due le feste della birra (Oktoberfest e Starkbierfest)
46) mangiare il krapfen piu' strano a carnevale secondo i santi santissimi crismi
47) perdere qualcosa e ritrovarla due giorni dopo esattamente dove la si aveva persa
48) Tirare mattina al Buena Vista
49) fare il Bayerische Frustuck dalla "vecchia" a Garching e sopravvivere alla giornata
50) innamorarsi di qualsiasi cosa mentre si beve al NUOVO Schwabinger 7
51) guardarsi negli occhi durante un prosit e sapere perche'
52) fare il bagno nelle fontane di Universitaet (possibilmente in una finale dei mondiali)
53) prendere la S-bahn e andare a Starnberg a vedere il tramonto sul lago
54) riportare indietro una cassa di vuoti di birra dall'Italia
55) andare al Filmfest Muenchen
56) sapere cosa e' il Tanzverbot
57) salire su un tram o bus a caso, e arrivare al capolinea senza meta
58) visitare il museo delle monete
59) conoscere "Ringberg" (ed esserci stati almeno una volta)
60) aver fatto almeno una volta un biglietto mensile per la metro o, alternativamente, aver fatto almeno una volta il biglietto della metro solo per stare sulla banchina dei treni per salutare qualcuno
61) mangiare l'hamburger con una montagna di patatine da Trezwnieski
62) andare ad Oberammergau il giorno della Passione
63) farsi un cocktail da Negroni
64) scendere la scala mobile piu' lunga di tutta la metro di Monaco
65) andare a vedere almeno una volta Holiday on Ice
66) andare alla fiera dei giochi da tavola
67) andare a vedere l'Aida all' Opera al National Theater tutti vestiti fighetti
68) festeggiare l'ultimo dell'anno a casa Romaniello
69) scroccare un the aggratis e la Gazzetta in aeroporto al gate Airdolomiti
70) andare al castello di Schleisseim
71) andare a giocare a bigliardino al Die Bank e vincere contro i tedeschi.. vabbe' andare al die Bank
72) essere fermato dalla polizia guidando una macchina non tua o, alternativamente, con la tua macchina ma non guidavi tu!
73) andare a far vela sul Chiemsee
74) farsi venire a prendere in aeroporto dal tassista di fiducia
75) slittare sulla pista del Blombergbahn
76) essere degli abitue' della sauna del quartiere
77) conoscere almeno tre mix di bevande bavaresi.
78) conoscere almeno tre piscine/baeder dell'SWM
79) andare a pattinare all' Olimpia Eissstadium
80) conoscere la Ohel Jakob synagogue (e magari mangiare al ristorante kosher del Museo ebraico)
81) vedere gli scoiattolini e/o i picchi sugli alberi del campus di Garching
82) capire il sistema elettorale tedesco e votare alle amministrative senza sbagliare
83) visitare il BMW-Welt
84) fare brunch da Zoozie's
85) andare a comprare le palline di Natale ad agosto a Rothenburg
86) entrare per la prima volta in un tendone dell'Oktoberfest e pensare di essere all'inferno
87) assistere all'inaugurazione di una linea di tram
88) scrivere 20+C+M+B+?? sulla porta di casa alla befana
89) conoscere 10 Brauerei diverse in Monaco e Baviera
90) entrare nelle cucine deserte dei tendoni in costruzione dell'Oktoberfest
91) fare i caroselli con i turchi o con i greci per le strade di Garching nello stupore dei vecchietti autoctoni
92) organizzare un dibattito con i candidati sindaco di Garching in inglese per gli stranieri (in alternativa: fare un brunch bavarese con Bocchino)... e farsi venire il mal di testa.
93) fare pausa pranzo alle 12:30 al laghetto
94) comprare qualcosa per un bambino da Obletter
95) arrivare sull'isola del Kleinhesselohersee quando non e' ghiacciato... sul pedalo' a forma di cigno!
96) partecipare e organizzare una manifestazione davanti al consolato (secondo i santissimi sacri crismi etc. etc. etc.)
97) bere qualcosa da Atzinger perche' all'Alter Simpl non si trova mai posto
98) andare a sentire il concerto di bonghi la domenica mattina sotto il Monopteros sotto l'effetto di sostanze stupefacenti
99) cogliere i fiori (o le fragole o gli asparagi o le zucche) nei campi appena fuori Monaco
100) passare almeno una notte al BBB

mercoledì 28 gennaio 2009

Rapa Nui


Un'isola meravigliosa e misteriosa, le vestigia di una civilta' quasi scomparsa per l'infierire degli uomini, della natura e della sua fragilita' e litigiosita' interna, ma che ancora oggi lotta per sopravvivere e per mantenere le sue tradizioni e peculiarita'. Un angolo di Irlanda in mezzo al Pacifico, un ombelico del mondo lontano da tutto, ma cosi' paradigmatico, selvaggio e misterioso da risultare il condensato perfetto di quell'ideale romantico che pone al vertice la spiritualità, l’emotività, la fantasia, l’immaginazione e l'esotismo. Cinque giorni che non dimentichero' in fretta, come l'emozione avuta sbarcando dall'aereo non ha cancellato i pomeriggi trascorsi da bambino a sfogliare l'atlante attirato dal nome e dalle foto curiose di quest'angolo remoto di mondo.

lunedì 4 agosto 2008

L'altra Europa


Puntuale come la canicola, arriva su Repubblica a puntate l'ultimo pazzesco viaggio di Paolo Rumiz: L'altra Europa. Quella che fu oltre la cortina, tregua a cavallo fra due mondi. Da non perdere perche' nessuno meglio di Rumiz sa descrivere un luogo fino a fartelo assaporare dalla poltrona, per viaggiare 7000 km con un click cercando di capire un po' di piu' cosa sia quella straordinaria mescola di etnie, lingue, tradizioni, storia e speranze che è il vero centro geografico del Vecchio Continente, dall'Artico al Mediterraneo.

"Guardi questa terra, non è meravigliosa?", mi ha chiesto una sera una contadina ucraina davanti a un oceano di messi nel vento. Le ho risposto: "Potrebbe nutrire tutta Europa". Allora lei, come a se stessa: "Perché allora siamo così poveri? Perché milioni di noi emigrano? Perché c'è tanta terra incolta? Perché tante donne vanno in Italia a badare ai vostri vecchi?". E poi, dopo un lungo silenzio: "Glielo dico io il motivo: siamo governati da banditi. E voi in Italia, li avete anche voi i banditi al potere?".

Su Repubblica.it ci sono gia' le prime due puntate...

martedì 8 luglio 2008

Karibuni


Ritorno non facile quello dalla Tanzania. Dai tempi dilatati del "pole pole" (piano piano) africano alla frenesia del primo giorno fiorentino, con gli occhi e il cuore ancora pieni di tutte le cose e di tutte le persone incontrate. Dalla natura incontaminata dei parchi naturali, dove animali visti solo allo zoo vivono indisturbati come migliaia di anni fa, dalle spiagge da cartolina di Zanzibar; dalla dignita' e dalla serenita' di persone che vivono in pochi metri quadri senza luce e acqua, ma capaci di gesti per gli altri e di un'accoglienza che noi ci sognamo pur con tutti i nostri agi; dalle strade sconnesse e polverose ma brulicanti delle piu' disparate attivita' tutte rigorosamente a mano, dalla disarmente mancanza di infrastrutture e meccanizzazione; dal lavoro di centinaia di religiosi, volontari e locali in dispensari, ospedali, progetti, missioni, costretti a lottare contro una spirale di problemi che sembrano insormontabili e piu' grandi di chiunque, e a confrontarsi con un mondo e una cultura completamente diversa dalla propria in cui il futuro e la programmazione non esiste perche' non e' possibile permetterseli; da chi ha lasciato tutto per dedicare la propria vita ai suoi fratelli lontani, a chi parte per un'estate convinto di aver solo da insegnare. Da tutto questo, ripiombare nel vecchio mondo (in realta' ben piu' nuovo) non e' facile e ci vorra' un po' per assimilarlo: l'importante e' sapere che, quasi sempre, c'e' un'alternativa da qualche parte. Dove, nonostante tutto, la parola d'ordine non e' la diffidenza e la schedatura, ma Karibuni, benvenuti.

martedì 25 marzo 2008

E potrete dire "c'ero anch'io"


Non si puo' dire che la spedizione in Cile si dimostrera' noiosa. Oltre al brivido delle osservazioni con uno dei piu' grandi e tecnologici telescopi del mondo, da domani ci sara' anche un ospite speciale qua al Paranal: l'agente speciale 007 con licenza di uccidere. La residencia, ovvero l'hotel dove risiedono tecnici e astronomi posto a circa 300 metri di dislevello al di sotto dei telescopi, e' stata infatti scelta per rappresentare la fortezza del supercattivo di turno nel nuovo film dell'agente segreto, "Quantum of Solace". Effettivamente lo scenario e' piuttosto suggestivo: il deserto, con le sue montagne stondate dall'erosione, i suoi colori tra il rosso e il dorato, l'aspetto lunare e l'aria secca da mozzare il fiato. E la residencia, scavata nel fianco della montagna, con all'interno umidita' a mille e la sua serra tropicale, sormontata da una cupola di vetro che sembra aprirsi direttamente sul deserto. Per ora sono arrivati gia' alcuni tecnici, che a tempo di record hanno montato un finto hangar per filmare l'arrivo di 007 sul luogo, con un vecchio aereo a eliche. Stamani siamo andati a fare una piccola visita, e devo dire che l'effetto e' eccezionale. Pare davvero un vecchio hangar sperduto tra i monti del sudamerica, con tanto di scaffali anticati ad arte sul lato verso la camera, e ancora luccicanti dagli altri, sede rotte ad arte, finti mozziconi in terra, macchie di olio posticcio. Non vedo l'ora di vedere la scena in cui verra' utilizzato, per capire per la prima volta quanto lavoro ci sia dietro a una brevissima sequenza di un film del genere. Nel pomeriggio lunga passeggiata con i colleghi per i 300 metri di dislivello fino alla spianata dei telescopi, attraverso il sentiero "pedonale" che si snoda a lato della strada carrozzabile sul fianco del monte. Liete sorprese qualche fiore e pianta grassa spuntati nell'aridita' del deserto di Atacama (a dire il vero non troppo promettenti per l'astronomo...), vero e proprio simbolo di una tenacia sovraumana, e una serie di rocce in vera plastica messe dalla produzione per nasconderci dietro il nostro eroe in fase di avvicinamento alla base del cattivo di turno, e perfettamente indistinguibili dalle vere. E perfettamente assurde. Dopo il grande esordio come attore televisivo, e' la mia occasione per sfondare sul grande schermo: se Harrison Ford fu scoperto da falegname in un set di Hollywood, cosa puo' esserci di meglio di un astronomo nascosto fra le rocce nel deserto insieme a 007? Il pericolo e' il mio mestiere, e potrete dire c'ero anch'io... E mentre sulla stampa Cilena si scatena una polemica feroce perche' nel film le scene girate qua al Paranal verranno spacciate per terra di Bolivia (con la quale non passa buon sangue, specialmente da queste parti dopo la guerra che tolse ai masticatori di Coca lo sbocco al mare), cresce la febbre in attesa dell'arrivo del agente Bond. James Bond. O forse della Bond Girl di turno...

sabato 22 marzo 2008

18 ore


Solito viaggio della speranza verso Santiago per andare a osservare al Paranal. Come sempre mi tocca una festivita', questa volta mi evito Natale ma per la seconda volta sono su a Pasqua. Tra l'altro sulla montagnia ci sara' un sacco di attivita' in piu' rispetto al solito: ne parleremo domani.
Il viaggio comincia subito male. A Monaco dovrebbe essere il primo giorno di Primavera e invece diluvia. Per fortuna che a Santiago invece dovrebbe essere il primo giorno di autunno e invece come sempre ci sono 28 fantastici gradi. L'aereo Iberia per Madrid e' strettissimo, non entro coi ginocchi neanche sedendomi in fondo al sedile che nemmeno sul galateo. Leggere il Corriere, unico giornale italiano superstite, e' un'impresa, impossibile girare pagina senza sgomitare il vicino. Tra l'altro il Corriere, la testata che vorrebbe essere super partes, invece di contare le pulci da una parte e dall'altra confrontando, verificando e discutendo le proposte in questa fase delicatissima di campagna elettorale, per lo piu' vanga sui luoghi comuni. E' vero che lo fa con quelli che si trovano sia sui giornali di destra che di sinistra, e con un certo contegno in piu', ma resta una delusione. Non delude invece il libro che mi sono portato, conservato da mesi per l'occasione. Sono I casi dell'avvocato Guerrieri di Carofiglio. La scelta del libro da portarsi in viaggio e' sempre delicatissima. Non deve essere ne' troppo brutto ne' troppo buono. Nel primo caso e' inutile, nel secondo finisce troppo presto. E questo e' buono. La trama e' coinvolgente, il personaggio creedibile, familiare e interessante, sebbene sia narrato in prima persona, il che di solito mi rende di gusti piu' complicati. Meno male che ho anche un trattato sulla fantasia di Rodari e un pacco di articoli di lavoro arretratio da leggere. Alla peggio passero' a quelli nello spostamento da Santiago al Paranal.
L'aereoporto di Madrid, pur col suo design accattivante, mi sta cordialmente antipatico. Sara' la segnaletica che lascia spesso a desiderare, sara' che ho litigato con tutti i negozi del terminale internazionale quando sono atterrato un'ora dopo la bomba dell'ETA di qualche anno fa perche' nessuno voleva cambiarmi i soldi per avvertire a casa che ero ancora vivo. Stavolta complice il simpaticissimo Pedro, massimo 5 anni, che rimane a bocca aperta perche' il trenino che connette i terminali "no hay conducente", saranno i bracci automatici per uscire dall'aereo fatti dalla ThyssenKrupp che mi richiamano un'altra tragedia, mi resta meno sulle scatole. O forse sara' semplicemente che ci resto il minimo indispensambile per correre a prendere la coincidenza LAN Chile.
Il volo intercontinentale per fortuna non e' sovraffollato. Ho anche il lusso di non avere nessuno accanto. Il cibo e' sempre il solito, di dubbia qualita', i film sono sempre inguardabili sui voli LAN, ma almeno dormicchio e mi leggo qualche articolo. All'arrivo solita efficienza ESO, l'ente europeo che gestisce i telescopi del Paranal, con l'autista ad aspettarti agli arrivi per portarti alla Guesthouse, in foto, praticamente una villetta nel quartiere bene di Santiago trasformata in pensione di lusso. Ora finalmente vado in giardino a godermi i 28 gradi e il sole Cileno, meritato dopo 18 ore filate in viaggio.

lunedì 21 gennaio 2008

La leggenda dei monti navaganti


Sara' che l'ho finito esattamente mentre entravo in stazione a Monaco, dopo 6 ore di treno reduce da un fine settimana a Verona. Sara' che il libro termina parlando di Pentidattilo, il posto piu' vuoto e piu' pieno a un tempo in cui sia mai stato. Sara' che e' un viaggio bellissimo attraverso le Alpi piu' dimenticate, e lungo gli Appennini sconosciuti e svuotati. Settemila chilometri e due mondi diversi. Sara' che Rumiz scrive e racconta benissimo, sara' la gente che incontra, sara' la Topolino che lo porta in giro per la spina dorsale dell'Italia, sconosciuta al popolo delle autostrade e degli autogrill. Autostrade che non hanno unito l'Italia, l'hanno svuotata: sono gli imbuti che hanno inghiottito milioni di pendolari e hanno svuotato le nostre montagne, depredate di tutto, dall'acqua alla dignita', ma che restano l'identita' profonda del nostro paese. Sara' che mentre lo leggi ti prende quella voglia di partire che non ti molla piu'. Sara' che parla di viaggi e di monti, sara' che l'ho tenuto in serbo per un sacco di tempo per aprirlo al momento giusto. Saranno un sacco di cose, ma questo libro mi e' piaciuto un sacco.

mercoledì 19 dicembre 2007

Svolte


Bruxelles e' fredda di questi tempi, ma il Belgio non lesina piacevoli sorprese. Sia Bruxelles che Bruges si sono lasciate apprezzare. Meno apprezzabile la drammatica tastiera da cui sto scrivendo, con le lettere disposte praticamente a caso. Invece al di sotto delle gia' basse aspettative la visita al Parlamento Europeo. Ho almeno scoperto perche' ci sono tre sedi di lavoro, Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, e come sempre e' colpa dello sciovinismo Francese. Mi porto pero' a casa il termine "flessicurezza", geniale, di cui si discuteva in aula. E' gia' qualcosa. Senza contare la buona compagnia, qualche piacevole discussione sul PD, e la possibilita' di riallacciare i rapporti con un caro amico.
I giornali italiani arrivano fortunatamente anche qua, e prima di ammirare Magritte al Museo delle belle arti leggo che e' stata finalmente approvata la moratoria sulla pena di morte. Ancora tanti, troppi, i paesi contrari, 54, ma i 104 favotrevoli fanno capire che il vento sta cambiando. La moratoria non e' vincolante, ma certo portare qualcuno davanti al boia adesso avra' un significato diverso e costera' molto di piu' in termini di immagine.
E nel frattempo anche l'Europa fa un altro importante passo avanti. La cortina di ferro e' non solo caduta col muro di Berlino, ma adesso completamente spazzata via. I paesi "dell'altra parte" di quando ero bambino cominciano a entrare in Schengen, e stanotte spariranno i controlli fra Italia e Slovenia. Chi una volta era fuori, adesso diventa guardiano dei confini. Se i particolarismi vorrebbero oggi dividere molte zone d'Europa, compreso il Belgio, l'Unione riprende vita a Lisbona e si apre davvero all'est. Stanotte in Friuli si fa la storia, vediamo di non farla andare a ramengo di qui a poco.

domenica 16 dicembre 2007

Bruxelles, europa


Domani parto per Bruxelles, per un viaggio organizzato dall'associazione Input Firenze, su invito di Lapo Pistelli, parlamentare europeo. Tra una birra e un cioccolatino, vedro' di imparare anche qualcosa sul cuore dell'Europa unita. Sperando che pulsi.

domenica 23 settembre 2007

Colori


Reduce da un finesettimana di fuoco in Italia. Come al solito, troppe cose da fare e troppe persone da vedere in troppo poco tempo.
Almeno pero' ho scoperto qual e' la differenza principale tra l'Italia e la Germania viste dal treno d'estate che sempre mi sfuggiva: il contrasto dei colori. In Germania sono vivi, forti e nitidi, i contrasti sono sempre decisi. Perfino il tempo grigio stacca netto sul verde dei prati umidi, o il giallo dei campi. In Italia il sole, i prati bruciati, gli intonaci delle case sono l'esatto contrario, tenui, sfumati, contrasti di colori chiari su colori chiari, bruciati dal sole. Se proseguendo verso nord la sensazione continua, si capisce perche' Van Gogh non poteva nascere in Italia e forse, almeno in parte, la differenza tra impressionisti e macchiaioli.

venerdì 24 agosto 2007

Mamma li Turchi


Di ritorno dalla bellissima terra di Turchia, davvero meravigliosa. In grado di regalare in un solo paese citta' come Istanbul al confine tra occidente e oriente, paesaggi da sogno in Cappadocia, suggestioni di pietra sul monte Nemrut, odori e colori di oriente a Urfa, mare turchese a Olympos, traccia del segno del tempo nelle rovine e nelle vasche di Pamukkale e Hierapolis, uno squarcio sull'Egeo greco-romano con Efeso. Peccato essere tornati troppo (!?) presto, l'accoglienza e la cortesia della gente, quasi temuta alla vigilia, mette invece ben presto lo straniero a proprio agio. Torniamo anche con qualche amico in piu', e con un Corano in inglese, regalatoci da un ragazzo incontrato in una moschea: e' bastato condividere che "cantiamo tutti la stessa canzone ma con altre parole", che abbiamo uno stesso Dio con nomi diversi per iniziare un bel confronto di qualche ora.
Dai minareti che richiamano all'alba alla preghiera, dalle persone che si affollano inginocchiate nelle moschee 5 volte al giorno, dai vecchi al bar che mentre giocano a backgammon sgranano il rosario, ci portiamo anche a casa una lezione ad avere davvero Dio sempre presente nelle nostre vite, anche durante la routine e la monotonia delle giornate, a tenere anche questa dimensione aperta davanti a noi.

Eppure, dalle parole dei Curdi e dei vicini turchi incontrati all'est, dai carri armati sulle autostrade, dai sobborghi cementificati delle citta', dalle donne velate e da quelle che passano accanto in minigonna scopriamo anche un paese ancora pieno di contraddizioni. Che sta pero' cercando di mettere in regola le credenziali per entrare in Europa, di farsi ponte e mediatore verso il mondo dell'est. Un paese che da oggi sentiremo un po' piu' vicino.

Dell'Italia invece leggo le stesse cose che leggevo prima di partire. Si discute di tasse, il PD fa discutere tra chi vuol mettere comunque tutti d'accordo e chi vuole chiarire dove stiamo andando e come, la Fiorentina compra giocatori improbabili che si spera si rivelino fenomeni come l'anno passato Reginaldo, il sud brucia per meschini interessi e la criminalita' organizzata ha cominciato a esportare le stragi anche all'estero.

In ufficio stamani mi aspettavano un pacco di articoli da leggere, tutto il lavoro lasciato ad aspettare e 180 email con beghe assortite. Welcome back.

venerdì 10 agosto 2007

Demeritato riposo


Ci sentiamo tra 12 giorni...

Me ne andavo l' altra sera, quasi inconsciamente,
giù al porto a Bosphoreion là dove si perde
la terra dentro al mare fino quasi al niente
e poi ritorna terra e non è più occidente:
che importa a questo mare essere azzurro o verde?

F. Guccini, Bisanzio

Che tra l'altro e' anche una dell piu' belle canzoni di Guccini. Bisanzio forse non e' mai esistita...


sabato 21 aprile 2007

Paranal

Martedi'

Oggi viaggio della speranza verso il Paranal: 1 ora di taxi nel casino di Santiago, 2.5 di aereo, con vista sul deserto, 2.5 in bus fino all'osservatorio. Il deserto dall'alto e' affascinante. Sembra una tela ancora da dipingere, anzi non da dipingere, perche' gia' e' colorato, ma comunque una base a cui nostro Signore non ha ancora avuto tempo di aggiungere nulla. A meno che non sia l'opera finale... bella e' bella, inconsueta e ammaliante, solo un tantino desolata.
All'osservatorio ci sono gia' due nostre colleghe, tutte allegre ma stanchissime. La notte e' cosi' cosi', cielo bellissimo a occhio nudo, ma non tanto per le osservazioni. Abbiamo provato la guida laser per un po', e il laser verso il cielo e' davvero spettacolare!
Questa e' un'immagine presa qualche notte fa da alcuni colleghi, che puntavano il centro della nostra Galassia per uno dei progetti a cui lavoriamo. Per chi non sapesse dove cercarlo, la stella laser viene utile anche come gigantesco pointer... utilissimo per imparare le costellazioni!
Casco dal sonno adesso...

Santiago!

Domenica

Il viaggio tranquillo, soliti film trash, ma bene, ottima Swissair. Alla guesthouse ESO mi hanno dato la solita stanza, saudade! Solito anche il giro per Santiago nel pomeriggio, ho cercato invano Francisco Coloane sulle bancherelle di libri usati, letto sulla terrazza del Cerro Santa Lucia, insomma solite cose. Poi Messa a Vitacura, nella chiesa dove andavo quando abitavo qua. Il parroco e' cambiato, ma i canti e l'atmosfera e' la stessa. E' davvero bellissimo andare a Messa in giro per il mondo, ti da' la possibilita' di capire davvero quant'e' universale Cristo e il suo Messaggio, e ti fa capire un sacco com'e' la gente dei vari paesi.
Posti dove sono andato a Messa:

- Inghilterra
- Francia
- Grecia
- Romania
- Bosnia
- Cile
- Austria
- Spagna
- Germania
- Irlanda
- Brasile
- Portogallo
- e Italia, vabbe'!

Bella Babele insomma! Comunque la beffa e' in agguato: hanno cambiato tutti i bus di Santiago per bus moderni e un sistema complicatissimo. Le Micro gialle sono sparite! Code lunghissime per l'autobus. Sopra c'e' addirittura un cartello che dice che per la nostra sicurezza questo autobus non puo' partire se non con le porte serrate. La globalizzazione e' arrivata anche qua, nessun confronto con le vecchie e insicure Micro, ex simbolo della citta'.
Un po' di tristezza per me, ma i cileni sono imbufaliti dalle code...

Il Cile e' moooolto lontano

Qualche appunto preso durante il viaggio fino in Cile:

Sabato

Sono all'aeroporto di Zurigo, bellissimo e, manco a dirlo, pulitissimo, dopo un volo tranquillo da Monaco. Ho comprato la Repubblica, che bello un vero giornale italiano, senza www e .it, di carta da sfogliare, piegare e portarsi appresso. Viaggiare mi piace anche perche' mi da la possibilita' di leggere in tranquillita', e di rifletterci, mi da' tempo di fare quelle cose che mi piacciono e nella vita di tutti i giorni hanno solo ritagli di tempo.
Mi ha colpito molto un articolo su la "rivolta" dei Cinesi a Milano. Dopo un analisi molto misurata sui fatti, l'autore termina dicendo che promuovere iniziative di cultura cinese (film, scrittori etc: "mica penseranno solo ai soldi da noi, quando in patria fanno film, romanzi, saggi") e lo studio dei giovani e' il
modo migliore per "milanesizzare" la comunita' cinese.
Ma perche' dovremmo milanesizzare i cinesi? Perche' non cinesizzare un poco i milanesi (cosa tra l'altro piu' ovvia da ottenere da iniziative di cultura cinese...)? Non e' forse dallo scambio e dalla commistione che nascono le cose migliori, compresi i bambini, guarda un po'?
E infatti... vado avanti, giro un po' di pagine, e mi imbatto nell'"Amaca" di Michele Serra. Commenta un episodio buffo: la macchina tedesca rubata in Spagna all'inglese Backham e' finita non si sa come in Macedonia, come vettura di rappresentanza per un ministro del posto. Miracoli della globalizzazione!
Serra commenta che sperava che sia Backham sia la ministra Macedone abbiano lasciato un CD nel lettore, cosi' che tra musica Balcanica e Spice girls i generi si confrontino e si allarghino, perche' anche e speriamo specialmente questo e' la globalizzazione. E allora perche' non vale per i Cinesi di Milano?
Ora 2 ore di attesa e poi film trash sull'aereo.