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giovedì 11 settembre 2014

Por otros medios

Fui amigo del comandante Ernesto Che Guevara. Me regaló el segundo ejemplar de su libro Guerra de Guerrillas; el primero se lo dio a Fidel. Yo estaba en Cuba cuando salió, y en la dedicatoria que me puso dice lo siguiente: A Salvador Allende, que por otros medios trata de obtener lo mismo

Salvador Allende, Discurso en Universidad de Guadalajara, (1972)

Da non perdere un click qui: http://t.co/xU6SELxY0W

lunedì 17 maggio 2010

Conflitti di interesse


Ci sono voluti addirittura tre mesi ma alla fine il presidente cileno Sebastián Piñera (destra) ha venduto, come promesso in campagna elettorale la sua televisioni, una delle più importanti del paese, Chilevision.
Non è noto il costo dell’operazione, a carico dell’acquirente il fondo Linzor Capital.
A 16 anni dalla sua “scesa in campo”, non è ancora noto quando Silvio Berlusconi venderà le sue televisioni.

PS Il conflitto d’interesse di Piñera non finisce con la vendita di Chilevision.

(da Giornalismo Partecipativo)

lunedì 18 gennaio 2010

Cade la Moneda


Dopo 36 anni dal golpe, e venti dalla caduta di Pinochet, in Cile la destra torna alla Moneda. Sebastian Piñera ha vinto al ballottaggioo di tre punti sul candidato della Concertacion di centro-sinistra Eduardo Frei. Piñera ha sessant'anni, e' fratello di uno dei ministri di Pinochet, ed è un imprenditore con uno dei patrimoni più consistenti dell'intera America Latina. Possiede, e alzi la mano a chi non ricorda qualcuno, tra l'altro una televisione (Chilevision) e una squadra di calcio, il Colo Colo, fra le piu' seguite del Cile. E nel paese sudamericano si apre lo scenario di un clamoroso conflitto di interessi all'italiana, anche se nel 2005, quando fu sconfitto al ballottaggio dalla Bachelet, l'imprenditore cedette alcune delle sue imprese per evitare l'accusa di conflitti d'interesse, lasciando pero' il problema ancora del tutto aperto.
Brucia la sconfitta di Frei, nonostante il fatto che la presidenta Bachelet fosse uscita dal suo mandato con piu' dell'80% di consenso, ma la sinistra ha pagato il candidato riciclato (gia' presidente negli anni 80) e non proprio entusiasmante, e le sue divisioni interne, come la candidatura di Ominami. Ancora una volta, niente di nuovo sotto il sole? Un berlusconi cileno e una sinistra italiana.

mercoledì 28 gennaio 2009

Rapa Nui


Un'isola meravigliosa e misteriosa, le vestigia di una civilta' quasi scomparsa per l'infierire degli uomini, della natura e della sua fragilita' e litigiosita' interna, ma che ancora oggi lotta per sopravvivere e per mantenere le sue tradizioni e peculiarita'. Un angolo di Irlanda in mezzo al Pacifico, un ombelico del mondo lontano da tutto, ma cosi' paradigmatico, selvaggio e misterioso da risultare il condensato perfetto di quell'ideale romantico che pone al vertice la spiritualità, l’emotività, la fantasia, l’immaginazione e l'esotismo. Cinque giorni che non dimentichero' in fretta, come l'emozione avuta sbarcando dall'aereo non ha cancellato i pomeriggi trascorsi da bambino a sfogliare l'atlante attirato dal nome e dalle foto curiose di quest'angolo remoto di mondo.

giovedì 11 settembre 2008

La historia es nuestra y la hacen los pueblos

Oggi e' l'11 Settembre. Dopo aver riascoltato le ultime parole di Allende dalla Moneda, ripropongo qua il corto di Ken Loach realizzato per "11'09"01", una raccolta di 11 cortometraggi sul disastro delle torri gemelle.



Perche' non succeda di nuovo...

¡Viva Chile, viva el pueblo, vivan los trabajadores!

sabato 22 marzo 2008

18 ore


Solito viaggio della speranza verso Santiago per andare a osservare al Paranal. Come sempre mi tocca una festivita', questa volta mi evito Natale ma per la seconda volta sono su a Pasqua. Tra l'altro sulla montagnia ci sara' un sacco di attivita' in piu' rispetto al solito: ne parleremo domani.
Il viaggio comincia subito male. A Monaco dovrebbe essere il primo giorno di Primavera e invece diluvia. Per fortuna che a Santiago invece dovrebbe essere il primo giorno di autunno e invece come sempre ci sono 28 fantastici gradi. L'aereo Iberia per Madrid e' strettissimo, non entro coi ginocchi neanche sedendomi in fondo al sedile che nemmeno sul galateo. Leggere il Corriere, unico giornale italiano superstite, e' un'impresa, impossibile girare pagina senza sgomitare il vicino. Tra l'altro il Corriere, la testata che vorrebbe essere super partes, invece di contare le pulci da una parte e dall'altra confrontando, verificando e discutendo le proposte in questa fase delicatissima di campagna elettorale, per lo piu' vanga sui luoghi comuni. E' vero che lo fa con quelli che si trovano sia sui giornali di destra che di sinistra, e con un certo contegno in piu', ma resta una delusione. Non delude invece il libro che mi sono portato, conservato da mesi per l'occasione. Sono I casi dell'avvocato Guerrieri di Carofiglio. La scelta del libro da portarsi in viaggio e' sempre delicatissima. Non deve essere ne' troppo brutto ne' troppo buono. Nel primo caso e' inutile, nel secondo finisce troppo presto. E questo e' buono. La trama e' coinvolgente, il personaggio creedibile, familiare e interessante, sebbene sia narrato in prima persona, il che di solito mi rende di gusti piu' complicati. Meno male che ho anche un trattato sulla fantasia di Rodari e un pacco di articoli di lavoro arretratio da leggere. Alla peggio passero' a quelli nello spostamento da Santiago al Paranal.
L'aereoporto di Madrid, pur col suo design accattivante, mi sta cordialmente antipatico. Sara' la segnaletica che lascia spesso a desiderare, sara' che ho litigato con tutti i negozi del terminale internazionale quando sono atterrato un'ora dopo la bomba dell'ETA di qualche anno fa perche' nessuno voleva cambiarmi i soldi per avvertire a casa che ero ancora vivo. Stavolta complice il simpaticissimo Pedro, massimo 5 anni, che rimane a bocca aperta perche' il trenino che connette i terminali "no hay conducente", saranno i bracci automatici per uscire dall'aereo fatti dalla ThyssenKrupp che mi richiamano un'altra tragedia, mi resta meno sulle scatole. O forse sara' semplicemente che ci resto il minimo indispensambile per correre a prendere la coincidenza LAN Chile.
Il volo intercontinentale per fortuna non e' sovraffollato. Ho anche il lusso di non avere nessuno accanto. Il cibo e' sempre il solito, di dubbia qualita', i film sono sempre inguardabili sui voli LAN, ma almeno dormicchio e mi leggo qualche articolo. All'arrivo solita efficienza ESO, l'ente europeo che gestisce i telescopi del Paranal, con l'autista ad aspettarti agli arrivi per portarti alla Guesthouse, in foto, praticamente una villetta nel quartiere bene di Santiago trasformata in pensione di lusso. Ora finalmente vado in giardino a godermi i 28 gradi e il sole Cileno, meritato dopo 18 ore filate in viaggio.

mercoledì 12 dicembre 2007

L'arroganza della Fenice


Certo non ci si puo' distrarre un attimo in qualche convento (con tanto di campane a stormo alle 6.00 di mattina), che si ritrova l'Italia in ginocchio manco fosse il Cile, manco fosse uno dei paesi con la linea ferroviaria piu' capillare che trasporta tutto su gomma, peraltro meta' del tempo con camion scarichi.
Non fai in tempo a aprire il browser, che la Fenice e' indagata di nuovo. Stavolta per corruzione e voto di scambio. Praticamente l'aveva confessato a reti unificate. Ed e' stato cosi' arrogante da pensare che nessuno poteva resistere ai suoi soldi e alle sue promesse, che poteva dichiarare in TV che aveva espugnato palazzo Madama grazie a una compravendita e passare anche per il piu' furbo nel paese dei furbi. Meno male che qualcuno che conosce il significato di dignita' esiste ancora. "Facevo solo la corte". Certo, alzi la mano chi non ha mai usato la vecchia tecnica del libretto assegni e candidatura sicura invece di un mazzo di fiori...

martedì 11 settembre 2007

11 Settembre, 1973


L'11 Settembre 1973 cadeva sotto le bombe contro il palazzo de La Moneda il presidente eletto dal popolo Cileno Salvador Allende, e con lui la "via cilena al socialismo". Allende aveva tentato di guarire un paese segnato come tutto il suo continente da profonde ingiustizie sociali, radicato classismo (ancora oggi assai marcato), neocolonialismo, interessi e abusi stranieri nel Paese quali lo sfruttamento delle miniere di rame, tra le piu' ricche del globo.
L'11 Settembre, dopo un prolungato embargo e dopo aver sobillato una serie di scioperi che piegarono il paese, le forze armate rovesciarono con l'aiuto americano il governo democraticamente eletto. Spengendo, momentaneamente, la fiammella di speranza per i poveri e i diseredati del paese e del continente intero. Poi vennero le torture, le esecuzioni, il terrore, la dittatura, le sparizioni, il liberismo, l'ordine.
Questo l'ultimo messaggio del Presidente Allende sotto assedio nel palazzo del governo, sulla centralissima Alameda:

7.55, Radio Corporaciòn

Parla il Presidente della Repubblica dal palazzo della Moneda.
"Viene segnalato da informazioni certe che un settore della marina avrebbe isolato Valparaiso e che la città sarebbe stata occupata. Ciò rappresenta una sollevazione contro il Governo, Governo legittimamente costituito, Governo sostenuto dalla legge e dalla volontà del cittadino. In queste circostanze, mi rivolgo a tutti i lavoratori. Occupate i vostri posti di lavoro, recatevi nelle vostre fabbriche, mantenete la calma e la serenità.
Fino ad ora a Santiago non ha avuto luogo nessun movimento straordinario di truppe e, secondo quanto mi è stato comunicato dal capo della Guarnigione, la situazione nelle caserme di Santiago sarebbe normale.
In ogni caso io sono qui, nel Palazzo del Governo, e ci resterò per difendere il Governo che rappresento per volontà del Popolo. Ciò che desidero, essenzialmente, è che i lavoratori stiano attenti, vigili, e che evitino provocazioni. Come prima tappa dobbiamo attendere la risposta, che spero sia positiva, dei soldati della Patria, che hanno giurato di difendere il regime costituito, espressione della volontà cittadina, e che terranno fede alla dottrina che diede prestigio al Cile, prestigio che continua a dargli la professionalità delle Forze Armate. In queste circostanze, nutro la certezza che i soldati sapranno tener fede ai loro obblighi."
Comunque, il popolo e i lavoratori, fondamentalmente, devono rimanere pronti alla mobilitazione, ma nei loro posti di lavoro, ascoltando l’appello e le istruzioni che potrà lanciare loro il compagno Presidente della Repubblica.

8:15 A.M.

Lavoratori del Cile:
Vi parla il Presidente della Repubblica. Le notizie che ci sono giunte fino ad ora ci rivelano l’esistenza di un’insurrezione della Marina nella Provincia di Valparaiso.
Ho dato ordine alle truppe dell’Esercito di dirigersi a Valparaiso per soffocare il tentativo golpista.
Devono aspettare le istruzioni emanate dalla Presidenza.
State sicuri che il Presidente rimarrà nel Palazzo della Moneta per difendere il Governo dei Lavoratori.
tate certi che farò rispettare la volontà del popolo che mi ha affidato il comando della nazione fino al 4 novembre 1976.
Dovete rimanere vigili nei vostri posti di lavoro in attesa di mie informazioni.
Le forze leali rispettose del giuramento fatto alle autorità, insieme ai lavoratori organizzati, schiacceranno il golpe fascista che minaccia la Patria.

8:45 A.M.

Compagni in ascolto:
La situazione è critica, siamo in presenza di un colpo di Stato che vede coinvolta la maggioranza delle Forze Armate.
In questo momento infausto voglio ricordarvi alcune delle mie parole pronunciate nell’anno 1971, ve lo dico con calma, con assoluta tranquillità, io non ho la stoffa dell’apostolo né del messia.
Non mi sento un martire, sono un lottatore sociale che tiene fede al compito che il popolo gli ha dato.
Ma stiano sicuri coloro che vogliono far regredire la storia e disconoscere la volontà maggioritaria del Cile; pur non essendo un martire, non retrocederò di un passo.
Che lo sappiano, che lo sentano, che se lo mettano in testa: lascerò la Moneda nel momento in cui porterò a termine il mandato che il popolo mi ha dato, difenderò questa rivoluzione cilena e difenderò il Governo perchè è il mandato che il popolo mi ha affidato.
Non ho alternative.
Solo crivellandomi di colpi potranno fermare la volontà volta a portare a termine il programma del popolo.
Se mi assassinano, il popolo seguirà la sua strada, seguirà il suo cammino, con la differenza forse che le cose saranno molto più dure, molto più violente, perché il fatto che questa gente non si fermi davanti a nulla sarà una lezione oggettiva molto chiara per le masse.
Io avevo messo in conto questa possibilità, non la offro né la facilito.
Il processo sociale non scomparirà se scompare un dirigente.
Potrà ritardare, potrà prolungarsi, ma alla fine non potrà fermarsi.
Compagni, rimanete attenti alle informazioni nei vostri posti di lavoro, il compagno Presidente non abbandonerà il suo popolo né il suo posto di lavoro.
Rimarrò qui nella Moneda anche a costo della mia propria vita.

9:30 A.M. RADIO MAGALLANES

In questi momenti passano gli aerei.
Potrebbero mitragliarci.
Ma sappiate che noi siamo qui, almeno con il nostro esempio, che in questo paese ci sono uomini che sanno tener fede ai loro obblighi.
Io lo farò su mandato del popolo e su mandato cosciente di un Presidente che ha dignità dell’incarico assegnatogli dal popolo in elezioni libere e democratiche.
In nome dei più sacri interessi del popolo, in nome della Patria, mi appello a voi per dirvi di avere fede.
La storia non si ferma né con la repressione né con il crimine.
Questa è una tappa che sarà superata.
Questo è un momento duro e difficile: è possibile che ci schiaccino.
Ma il domani sarà del popolo, sarà dei lavoratori.
L’umanità avanza verso la conquista di una vita migliore.
Pagherò con la vita la difesa dei principi cari a questa Patria.
Coloro i quali non hanno rispettato i loro impegni saranno coperti di vergogna per essere venuti meno alla parola data e ha rotto la dottrina delle Forze Armate.
Il popolo deve stare in allerta e vigile.
Non deve lasciarsi provocare, né deve lasciarsi massacrare, ma deve anche difendere le proprie conquiste.
Deve difendere il diritto a costruire con il proprio sforzo una vita degna e migliore.



10:10 A.M.

Sicuramente questa sarà l’ultima opportunità in cui posso rivolgermi a voi.
La Forza Aerea ha bombardato le antenne di Radio Magallanes.
Le mie parole non contengono amarezza bensì disinganno.
Che siano esse un castigo morale per coloro che hanno tradito il giuramento: soldati del Cile, comandanti in capo titolari, l’ammiraglio Merino, che si è autodesignato comandante dell’Armata, oltre al signor Mendoza, vile generale che solo ieri manifestava fedeltà e lealtà al Governo, e che si è anche autonominato Direttore Generale dei carabinieri.
Di fronte a questi fatti non mi resta che dire ai lavoratori: Non rinuncerò!
Trovandomi in questa tappa della storia, pagherò con la vita la lealtà al popolo.
E vi dico con certezza che il seme affidato alla coscienza degna di migliaia di Cileni, non potrà essere estirpato completamente.
Hanno la forza, potranno sottometterci, ma i processi sociali non si fermano né con il crimine né con la forza.
La storia è nostra e la fanno i popoli.

Lavoratori della mia Patria: voglio ringraziarvi per la lealtà che avete sempre avuto, per la fiducia che avete sempre riservato ad un uomo che fu solo interprete di un grande desiderio di giustizia, che giurò di rispettare la Costituzione e la Legge, e cosi fece.
In questo momento conclusivo, l’ultimo in cui posso rivolgermi a voi, voglio che traiate insegnamento dalla lezione: il capitale straniero, l’imperialismo, uniti alla reazione, crearono il clima affinché le Forze Armate rompessero la tradizione, quella che gli insegnò il generale Schneider e riaffermò il comandante Ayala, vittime dello stesso settore sociale che oggi starà aspettando, con aiuto straniero, di riconquistare il potere per continuare a difendere i loro profitti e i loro privilegi.

Mi rivolgo a voi, soprattutto alla modesta donna della nostra terra, alla contadina che credette in noi, alla madre che seppe della nostra preoccupazione per i bambini.
Mi rivolgo ai professionisti della Patria, ai professionisti patrioti che continuarono a lavorare contro la sedizione auspicata dalle associazioni di professionisti, dalle associazioni classiste che difesero anche i vantaggi di una società capitalista.
Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che cantarono e si abbandonarono all’allegria e allo spirito di lotta.
Mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo ha fatto la sua comparsa già da qualche tempo; negli attentati terroristi, facendo saltare i ponti, tagliando le linee ferroviarie, distruggendo gli oleodotti e i gasdotti, nel silenzio di coloro che avevano l’obbligo di procedere.
Erano d’accordo. La storia li giudicherà.
Dinanzi a tali fatti non posso dire che una sola parola ai lavoratori: io non (a questo punto la registrazione è confusa, si odono sempre più forti scoppi di bombe) ...al quale essi erano sottomessi.
Sicuramente Radio Magallanes sarà zittita e il metallo tranquillo della mia voce non vi giungerà più.
Non importa. Continuerete a sentirla. Starò sempre insieme a voi.
Perlomeno il mio ricordo sarà quello di un uomo degno che fu leale con la Patria.
Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi.
Il popolo non deve farsi annientare né crivellare, ma non può nemmeno umiliarsi.

Lavoratori della mia Patria, ho fede nel Cile e nel suo destino.
Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro in cui il tradimento pretende di imporsi.
Sappiate che, più prima che poi, si apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore.

Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!

Queste sono le mie ultime parole (si odono ancora scoppi vicinissimi) e sono certo che il mio sacrificio non sarà invano, sono certo che, almeno, sarà una lezione morale che castigherà la fellonia, la codardia e il tradimento.

Impossibile non pensare a tutto questo a Santiago, passando davanti alla Moneda, al monumento ad Allende. Nella stessa citta' in cui uno dei viali piu' grandi si chiama ancora Avenida 11 Settembre, in "onore" del colpo di Stato. In un Cile oggi dominato da quell'ideologia liberista imposta dagli USA che ne ha accentuato se possibile ancora di piu' le differenze sociali ed economiche, impressionanti soltanto cambiando quartiere di poche centinaia di metri. Eppure la storia e' davvero nostra e la fanno i popoli. Oggi, il primo 11 Settembre dopo la morte di Pinochet, Nuove speranze, nuove possibilita' si affacciano per i popoli sudamericani. Con Evo Morales in Bolivia e le nazionalizzazioni, con Chavez in Venezuela e il sogno di Bolivar di un sudamerica unito e libero, con Lula in Brasile. Ancora tra molte contraddizioni con la Bachlet nello stesso Cile. Spira un vento nuovo in quella parte del globo. Speriamo che gonfi le vele anche nel vecchio mondo. Diceva Gandhi:
Quando dispero, io ricordo che nel corso di tutta la storia dell'umanita'
ci sono stati tiranni che per un po' sono sembrati invincibili.
Ma la verita' e' che cadono, sempre.
Riflettici, sempre.

sabato 21 aprile 2007

Paranal

Martedi'

Oggi viaggio della speranza verso il Paranal: 1 ora di taxi nel casino di Santiago, 2.5 di aereo, con vista sul deserto, 2.5 in bus fino all'osservatorio. Il deserto dall'alto e' affascinante. Sembra una tela ancora da dipingere, anzi non da dipingere, perche' gia' e' colorato, ma comunque una base a cui nostro Signore non ha ancora avuto tempo di aggiungere nulla. A meno che non sia l'opera finale... bella e' bella, inconsueta e ammaliante, solo un tantino desolata.
All'osservatorio ci sono gia' due nostre colleghe, tutte allegre ma stanchissime. La notte e' cosi' cosi', cielo bellissimo a occhio nudo, ma non tanto per le osservazioni. Abbiamo provato la guida laser per un po', e il laser verso il cielo e' davvero spettacolare!
Questa e' un'immagine presa qualche notte fa da alcuni colleghi, che puntavano il centro della nostra Galassia per uno dei progetti a cui lavoriamo. Per chi non sapesse dove cercarlo, la stella laser viene utile anche come gigantesco pointer... utilissimo per imparare le costellazioni!
Casco dal sonno adesso...

Santiago!

Domenica

Il viaggio tranquillo, soliti film trash, ma bene, ottima Swissair. Alla guesthouse ESO mi hanno dato la solita stanza, saudade! Solito anche il giro per Santiago nel pomeriggio, ho cercato invano Francisco Coloane sulle bancherelle di libri usati, letto sulla terrazza del Cerro Santa Lucia, insomma solite cose. Poi Messa a Vitacura, nella chiesa dove andavo quando abitavo qua. Il parroco e' cambiato, ma i canti e l'atmosfera e' la stessa. E' davvero bellissimo andare a Messa in giro per il mondo, ti da' la possibilita' di capire davvero quant'e' universale Cristo e il suo Messaggio, e ti fa capire un sacco com'e' la gente dei vari paesi.
Posti dove sono andato a Messa:

- Inghilterra
- Francia
- Grecia
- Romania
- Bosnia
- Cile
- Austria
- Spagna
- Germania
- Irlanda
- Brasile
- Portogallo
- e Italia, vabbe'!

Bella Babele insomma! Comunque la beffa e' in agguato: hanno cambiato tutti i bus di Santiago per bus moderni e un sistema complicatissimo. Le Micro gialle sono sparite! Code lunghissime per l'autobus. Sopra c'e' addirittura un cartello che dice che per la nostra sicurezza questo autobus non puo' partire se non con le porte serrate. La globalizzazione e' arrivata anche qua, nessun confronto con le vecchie e insicure Micro, ex simbolo della citta'.
Un po' di tristezza per me, ma i cileni sono imbufaliti dalle code...

Il Cile e' moooolto lontano

Qualche appunto preso durante il viaggio fino in Cile:

Sabato

Sono all'aeroporto di Zurigo, bellissimo e, manco a dirlo, pulitissimo, dopo un volo tranquillo da Monaco. Ho comprato la Repubblica, che bello un vero giornale italiano, senza www e .it, di carta da sfogliare, piegare e portarsi appresso. Viaggiare mi piace anche perche' mi da la possibilita' di leggere in tranquillita', e di rifletterci, mi da' tempo di fare quelle cose che mi piacciono e nella vita di tutti i giorni hanno solo ritagli di tempo.
Mi ha colpito molto un articolo su la "rivolta" dei Cinesi a Milano. Dopo un analisi molto misurata sui fatti, l'autore termina dicendo che promuovere iniziative di cultura cinese (film, scrittori etc: "mica penseranno solo ai soldi da noi, quando in patria fanno film, romanzi, saggi") e lo studio dei giovani e' il
modo migliore per "milanesizzare" la comunita' cinese.
Ma perche' dovremmo milanesizzare i cinesi? Perche' non cinesizzare un poco i milanesi (cosa tra l'altro piu' ovvia da ottenere da iniziative di cultura cinese...)? Non e' forse dallo scambio e dalla commistione che nascono le cose migliori, compresi i bambini, guarda un po'?
E infatti... vado avanti, giro un po' di pagine, e mi imbatto nell'"Amaca" di Michele Serra. Commenta un episodio buffo: la macchina tedesca rubata in Spagna all'inglese Backham e' finita non si sa come in Macedonia, come vettura di rappresentanza per un ministro del posto. Miracoli della globalizzazione!
Serra commenta che sperava che sia Backham sia la ministra Macedone abbiano lasciato un CD nel lettore, cosi' che tra musica Balcanica e Spice girls i generi si confrontino e si allarghino, perche' anche e speriamo specialmente questo e' la globalizzazione. E allora perche' non vale per i Cinesi di Milano?
Ora 2 ore di attesa e poi film trash sull'aereo.