mercoledì 21 novembre 2007

Sua emittenza la Fenice


La Fenice, si sa, non muore mai. E la Fenice e' furba come un Biscione. Sventola cifre inventate, perche' in questo paese nessuno controlla quello che dici, e i giornalisti sono stati sostituiti dai paggi. Evoca sondaggi che lo vedono al 35%, per convincere i pochi di AN e UDC a salire sul suo carrozzone luccicante di vincitore e messia. Usa con disinvoltura la splendida parola liberta' per qualcosa che non c'entra nulla, ovvero il monopolio, la censura, il controllo, il conflitto di interessi. Escono adesso dal mare magnum delle intercettazioni (ma hanno ascoltato proprio tutto?) delle telefonate tra 2004 e 2005 allegate all'inchiesta sul fallimento della Hdc dell'ex sondaggista Crespi. Prove della complicita' dei vertici RAI e Mediaset, che invece di farsi concorrenza si scambiano informazioni sui palinsesti, concordano le strategie informative nel caso dei grandi eventi della cronaca, orchestrano i resoconti della politica per salvaguardare certi interessi. Ovviamente, su tutto la grande mano della Fenice, grazie ai suoi collaboratori in un'azienda e nell'altra che quotidianamente tessono la tela, fanno decine, centinaia di telefonate, si scambiano notizie, organizzano fino ai più piccoli dettagli. Prove, se ce ne fosse stato bisogno, su Vespa, Del Noce, Mimum, Rossella... Che rimarranno dove sono, nonostante tutto. E se se ne sono andati, non e' certo per queste "cosucce", solo per il fatto di essere del colore sbagliato.
Sua emittenza si prepara a tornare. Ma come per Lord Voldemort nessuno, a sinistra, lo prende troppo sul serio. E la legge sul conflitto di interessi la lasciamo aspettare, probabilmente altri 20 anni.
Mi scrive a questo proposito Augusto: [...] Quello che non capisco è come si possa far passare (anche da parte di molti "illustri" editorialisti) la mossa di Berlusconi come un rinnovamento della scena politica, quando è solo il solito riciclo dell'esistente (come già Forza Italia era il riciclo del PSI e di quella parte della DC che stavano soccombendo sotto l'azione di Mani Pulite) e il polverone serve solo a non far vedere che Berlusconi è dovuto tornare sui suoi passi, e che la strategia che lui vuol passare come innovativa è quella che i suoi ex-compari gli consigliavano da tempo. Quando vedo queste cose mi viene sempre in mente quel passo di 1984 dove il governo prima abbassa la razione giornaliera di cioccolato da 100 a 40 g, poi il giorno dopo la alza a 50 g e la gente festeggia.... Solo che, a differenza che nel libro, dove i festeggiamenti erano "ordinati" e "organizzati" dal Grande Fratello, ho l'impressione che noi si festeggi spontaneamente. Come scrive Chuk Pahlaniuk:

Orwell aveva capito tutto, ma al contrario. Il Grande Fratello non ci osserva. Il Grande Fratello canta e balla, si dà da fare per tenere viva la tua attenzione (...) fa in modo che la tua immaginazione avvizzisca. Finchè non diventa utile quanto la tua appendice. (...) Nessuno deve più preoccuparsi di sapere cosa gli passa per la testa, visto che a riempigliela ci pensa già il mondo. Se tutti ci troviamo con l'immaginazione atrofizzata, nessuno costituirà più una minaccia.
C. Palahniuk, Ninna Nanna, 2002

1 commento:

Nicola Andrucci ha detto...

Di Silvio Berlusconi sappiamo tante cose, imprenditore, politico, manager, ma molte persone (troppe...), non conoscono (o si rifutano di voler conoscere) il passato di quest'uomo. Un passato oscuro, che il Cavaliere non ha mai voluto chiarire, neppure davanti ai Giudici, avvalendosi della facoltà di non rispondere (peraltro legittima, ma un Presidente del Consiglio in carica avrebbe dovuto avere la dignità morale di rispondere...), partendo dall'origine delle sue fortune, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Il noto simpatizzante comunista, Fedele Confalonieri, ha confermato che la discesa in campo di Berlusconi fu fatta per non finire in galera (altro che per il bene degli italiani!!!), all'epoca Fininvest aveva 6000 miliardi di lire di debiti, poi ripianati grazie alle leggi "ad personam".