martedì 27 novembre 2007

Spregio a Livorno



Nominato il nuovo Vescovo di Livorno. Sorpresa e sgomento nella citta': dal Vernacoliere, lo spregio di Papa Ratzinger alla citta' labronica.

Ottobre 2007: con un atto senza precedenti, Papa Benedetto XVI nomina un pisano vescovo di Livorno, dove il posto era vacante da dieci mesi e ben altre erano le candidature in gioco. Grande la sorpresa in tutti, specialmente per la notissima rivalità campanilistica fra la città dei Quattro Mori e quella della Torre pendente. E in tanti è forte anche l’impressione che il papa tedesco, frequente bersaglio della satira labronica, abbia così voluto sfottere a sua volta la città del Vernacoliere. Ed anche umiliarla, secondo altri, nella sua ex nomea di comunità rossa e mangiapreti. Poteva sottrarsi il Vernacoliere a tanta sfida? Poteva ignorare l’immediata attesa di tanti livornesi per un’adeguata nostra reazione? No di certo! Ed eccoci allora a satireggiare che…

Le prime barriate l’hanno fatte a norde, propio dalla parte di Pisa. Che è propio di lì che ‘r due dicembre deve arrivà ‘r novo vescovo di Livorno. Ma mia un vescovo qualunque! Un vescovo pisano! Roba che a dillo pare tutta un’invenzione, così tanto per ride’! E ‘nvece è tutto vero, potessi morì, è roba da piange’!
Sicché dé, i livornesi l’aspettano a bracci aperti! E generosi come sempre! Sulle barriate ‘nfatti c’è di tutto: reti del letto arrugginite, materassi rotti, armadi vecchi, televisori sfatti, batterie scàrie, sòcere che rompano ‘ ‘oglioni… tutta la roba ‘nzomma che di solito finisce per la strada accanto a’ ‘assonetti, così ora ‘un ciavranno più da ammattì nemmeno li spazzini!
Eppoi i posti di brocco! Ce n’è digià una decina, co’ portuali di guardia belli grossi, e come vedano quarcuno che arriva di lassù, deve tirà fori un doumento! Se putaàso c’è scritto nato a Pisa, lo rimandano addietro a gollettoni!
E questo sortanto per la periferia! In città poi, c’è un’aria pesa da morì! Saracinesche abbassate, atobussi fermi, scole chiuse, l’impiegati der Comune già fori alle dieci di mattina ‘nvece dell’undici, l’impiegati della Provincia che restano tutti ar barre senza nemmeno rifà capolino nell’uffici, i cani che i su’ padroni li portano a caà dappertutto come sempre ma ora anche dipiù davanti ar vescovado…
E dappertutto cortei di gente ‘mbervita che si sgola a urlà “Pisamerda”, “Ràzzinghe t’attacchi ar tramme”, “A messa cor pisano ‘un ci si viene più”...
No, mia per nulla, ma uno spregio peggio ‘r papa ‘un ce lo poteva fa’! Te lo ‘mmagini i livornesi ‘n chiesa che s’inginocchiano davanti a un vescovo di Pisa?!
Piuttosto, a buoritto davanti a un aiatollà! Che lui è arabo, n’importassai se quando dice Allà ni rispondi ‘r budello di tu’ ma’! Che difatti c’è già un fottìo di gristiani che si vogliano sbattezzà per doventà propio mussurmani! No perché ni garbi dipiù Maometto di Gesù, ma l’importante è ‘un dalla vinta a quello spregioso di Ràzzinghe! Che già è antepatio di suo con quella ghigna propio a tedesco ‘ndigesto, che a sentillo ragionà con quell’accento ti par di ritornà ar tempo della guerra, eppoi ora s’è messo co’ pisani…
Tanto parlano ammodino, anche loro! C’è un sacco di mamme hanno già ritirato i su’ bimbi dar catechismo perapposta, hanno paura che ora nelo ‘mparino in pisano! Ir su’ padrenostro presempio fa’ «Padrenostro che sei ne’ celi, gaò, o guarda un popoìno se ci dai ‘r nostro pane cotidiano senza fallo rincarà troppo, arrigaò, e già che ci sei mettici anche un popò di mortatella, gaò e arrigaò un’artra vorta!…»
Però sai, nelle proteste religiose ‘un si mai dove si va a finì! Che difatti, colla scusa d’esse’ doventati mussurmani, c’è gente che rincorre le sore per tromballe! Che spavento, poverine! Speciarmente quelle affriane! Una sorina tutta nera presempio l’hanno rinchiusa ‘n un cantino, un troiaio s’è aperto i pantaloni e n’ha detto sorella guardi vì, lei cià guardato e è doventata bianca! I preti poi, c’è chi rincorre anche loro per arzanni ‘r gonnellone! Lì però è perioloso! Se ‘ntoppi varche prete sviluppato bene, rischi di restacci male! Come ni dici che te rivòi l’ottopermille che n’hai dato colle tasse, è propio cor cazzo che te lo ridà!
E ‘nzomma la situazione è propio brutta, perfino la Madonna di Montinero è ‘mpenzierita! Dice dé, se arriva i pisani mi mangiano ‘r Bimbino! E dettofatto è ascesa dar quadro e s’è rimpiattata cor bimbo nelle grotte, ‘un vole corre’ rischi!
Menomale però c’è ‘r Sindao ha detto ora ci penza lui, ha mandato un messaggio urgente ar papa! Che difatti ir Primo Cittadino s’è affacciato ar Municipio, e a tutta vella gente sotto che tumurtuava n’ha urlato «Carma, livornesi! A nome di tutta la nostra civilissima città ho scritto ar papa per dinni di ripenzacci! N’ho detto: Santità…» E la folla in coro: «Ir budello di tu’ ma’!»

3 commenti:

BC. Bruno Carioli ha detto...

Chi arza le sottane a'preti..Ha ha ha :-)

cosimo ha detto...

Menomale c'è i vernacoliere...
Appuntamento fisso con la 'urtura...

Francesco Zappone ha detto...

Non sono cristiano, non appartengo a nessuna religione e mi viene solo da ridere a leggere tanta stupidaggine! Penso che non conoscete la parola globalizzazione o aparteid ma sono sicuro che per tutti voi Hitler era razzista.