giovedì 9 maggio 2013

Una missione da compiere


"Quando Cristo mi giudicherà, io so di certo che Egli mi farà questa domanda: Come hai moltiplicato, a favore dei tuoi fratelli, i talenti privati e pubblici che ti ho affidato? Cosa hai fatto per sradicare dalla società la miseria dei tuoi fratelli e, quindi, la disoccupazione che ne è la causa fondamentale?Nè potrò addurre, a scusa della mia inazione o della mia inefficace azione, le ragioni "scientifiche" del sistema economico. Abbiamo una missione trasformante da compiere: dobbiamo mutare - quanto è possibile - le strutture di questo mondo per renderle al massimo adeguate alla vocazione di Dio. Siamo dei laici: padri di famiglia, insegnanti, operai, impiegati, industriali, artisti, commercianti, militari, uomini politici, agricoltori e così via; il nostro stato di vita ci fa non solo spettatori, ma necessariamente attori dei più vasti drammi umani. Si resta davvero stupiti quando, per la prima volta, si rivela alla nostra anima l'immenso campo di lavoro che Dio ci mette davanti... Il nostro piano di santificazione è sconvolto: noi credevamo che bastassero le mura silenziose dell'orazione! Credevamo che chiusi nella fortezza interiore della preghiera, noi potevamo sottrarci ai problemi sconvolgitori del mondo; e invece nossignore... L' "elemosina" non è tutto: è appena l'introduzione al nostro dovere di uomini e di cristiani; le opere anche organizzate della carità non sono ancora tutto; il pieno adempimento del nostro dovere avviene solo quando noi avremo collaborato, direttamente o indirettamente, a dare alla società una struttura giuridica, economica e politica adeguata al comandamento principale della carità.Abbiamo veramente compreso che la perfezione individuale non disimpegna da quella collettiva? Che la vocazione cristiana è un carico che comanda di spendersi, senza risparmio, per gli altri? Problemi umani, problemi cristiani; niente esonero per nessuno"

Giorgio La Pira, da "Le citta' sono vive" 

sabato 20 aprile 2013

Attonito

Chi grida al golpe in queste ore e' semplicemente irresponsabile, e non ha nessun appiglio ne' logico ne' politico. Oltretutto questo epilogo, o meglio questo incipit, e anche responsabilita' del M5S che prima sul governo e poi sul quirinale ha giocato al muro contro muro, per demolire invece che per costruire qualcosa, evidentemente fragilissimo. Ora non si lamenti che raccoglie solo i cocci. 
I rappresentanti di un PD indecorosamente diviso hanno dimostrato abbondantemente di anteporre i giochi di potere interni al bene del paese: non gli rimane piu' niente, e uno si domanda che l'hanno fatto a fare.  Una dirigenza totalmente in confusione e' riuscita a sbagliare ogni mossa, a parte le presidenze delle camere, dall'inizio della campagna elettorale a oggi. Siamo riusciti a rientrare nel vicolo cieco dove eravamo qualche settimana fa costretti a perder tempo. Per cosa? 
Ha ragione Mauro Biani: "Non cambia niente per non cambiare niente. Tomasi ci sopravvalutava".
E siamo nelle mani di Enrico Letta, ho detto tutto.

E il PD adesso? Quoto ogni rigo di nonunacosaseria:


In questi anni ho spesso inveito contro il Partito Democratico per la sua incapacità di trasmettere all’esterno un’immagine unitaria, una posizione definita, una procedura snella. Però ero anche orgoglioso di questa sua lacuna. In fondo era l’unico partito in Italia che, per manifesto costitutivo, univa due caratteristiche: non essere un partito basato sul potere carismatico di un singolo e cercare la sintesi tra riferimenti culturali diversi.
Non so cosa succederà ora. Se il PD si spaccherà in due tronconi, se farà la fine della Democrazia Cristiana, se continuerà a fare come ha fatto finora. Dico soltanto che, fuori dal PD, restano solamente partiti personali, che non discutono o fanno semplicemente finta di discutere e che hanno un tasso di demagogia programmatica molto più alto di quello della compagine piddina. Penso, quindi, che l’implosione del PD sia una notizia triste non soltanto per me, ma per tutti quelli che hanno a cuore le sorti della democrazia in Italia. Non posso rassegnarmi a votare un partito dove un tizio si alza la mattina, decide che si restituisce la tassa sugli immobili agli italiani e tutti gli vanno dietro acriticamente.

mercoledì 20 marzo 2013

Chi ha ucciso Ilaria Alpi?

Il 20 Marzo 1994 venivano uccisi a Mogadiscio Ilaria Alpi, giornalista del TG3 impegnata in un'inchiesta su un traffico internazionale di armi e rifiuti tossici, e il suo operatore Miran Hrovatin.
Dopo 19 anni e tre commissioni di inchiesta, ancora non sappiamo la verita': chi ha ucciso Ilaria?




mercoledì 27 febbraio 2013

Nuova classe dirigente

Ieri dalla Gruber c’era il corrispondente da Roma della TV tedesca, che aveva appena raccolto una dichiarazione senza né capo né coda sull’uscita dall’Euro fatta da una giovanissima neo deputata grillina. Commento testuale del giornalista estero: “Questa ragazza non può parlare a me come se parlasse con i suoi amici in pizzeria, perché da oggi lei è un leader della vostra nazione e le sue dichiarazioni hanno potenzialmente un impatto a livello internazionale”.

(via Ivan Scalfarotto)

domenica 24 febbraio 2013

Pala e scopetto elettore perfetto



Anche la strada e' piu' pulita? Non piovera' mai quando ci sono le elezioni, dice Gaber, ma ci sono 40 cm di neve a Poggio Conca! Nonostante il meteo, il pandino fa il suo dovere: doppia crocetta deposta!

martedì 1 gennaio 2013

Odio il capodanno

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Antonio Gramsci,
1° Gennaio 1916 su l’Avanti!, edizione torinese, rubrica “Sotto la Mole”

mercoledì 7 novembre 2012

Limpide Sensazioni


"Mentre camminava per Regent’s Park – lungo un viale che sempre sceglieva, tra i tanti – Jasper Gwyn ebbe d’un tratto la limpida sensazione che quanto faceva ogni giorno per guadagnarsi da vivere non era più adatto a lui. Già altre volte lo aveva sfiorato quel pensiero, ma mai con simile pulizia e tanto garbo." 


A. Baricco - Mr Gwyn