La ricerca perduta
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Se l'occhio non si esercita, non vede.
Se la pelle non tocca, non sa.
Se l'uomo non immagina, si spegne.
Dopo trentasei anni e tre processi, probabilmente non sapremo mai chi mise la bomba in Piazza della Loggia a Brescia durante una manifestazione antifascista il 28 maggio 1974.
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beffatotale
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Categorie: beffa, brescia, fascismo, italia, piazza della loggia, segreti, stragi
On May 27th 2010, the Italian astronomical community learned with concern that the National Institute for Astrophysics (INAF) was going to be suppressed, and that its employees were going to be transferred to the National Research Council (CNR). It was not clear if this applied to all employees (i.e. also to researchers hired on short-term contracts), and how this was going to happen in practice. In this letter, we give a brief historical overview of INAF and present a short chronicle of the few eventful days that followed. Starting from this example, we then comment on the current situation and prospects of astronomical research in Italy.
Qui l'articolo completo a firma di molti astronomi italiani sul popolare archivio di articoli astro-ph. In figura la frazione dei primi 100 articoli di astrofisica piu' citati dal 1930 al 2010 di cui il primo autore lavora in un istituto italiano. E' notevole come la fondazione degli istituti ex-CNR che ora sono parte di INAF, la riforma degli osservatori e la partecipazione a ESO abbiano influenzato la produzione scientifica italiana in questo campo.
Questo invece il sito "adotta un astronomo italiano", che raccoglie i curricula degli aderenti:
"This is what we do, this is who we are. One day (sooner than later?) you might well find all these CVs among the application material you will receive. In the meantime, aware that our astronomical competences risk to be lost, we propose ourselves for a series of lectures/seminars at your Institutes so as to plant a seed of knowledge that was born and grew up in this country. If you wish to give us your support by inviting us to your Institute, please send an e-mail to the address: adoptanitalianastronomer@gmail.com, and help us to circulate this letter within the astronomical community. We plan to make all seminars and lectures that will be given in the framework of this initiative publicly available."
Cosi' titola stamani il Frankfurter Allgemeine Zeitung in ricordo del Trap e di Strunz in mezzo a vari altri sfotto' da oltralpe: un'Italia sempre inguardabile, senza idee e motivazioni, mal messa in campo e continuamente rimaneggiata e arruffata in corsa dall'ex eroe di Berlino (nonche' uomo piu' antipatico del Paese), affonda con la modesta Slovacchia alla prima partecipazione mondiale. E' la prima volta che il campione in carica esce al primo turno, almeno qualche record quest'Italia di Lippi lo ha portato a casa. Un Lippi che ha sbagliato ogni scelta possibile: come ha fatto a lasciare un Quagliarella cosi' in panchina per 240' e a lasciare a casa chi serviva come il pane per accendere la luce? Memorabile il terzo gol Slovacco su rimessa laterale, roba che nemmeno in Chaltron's...
Almeno ieri sera i fochi di San Giovanni erano piu' belli del solito. Anche Leo ha apprezzato godendosi lo spettacolo a bocca aperta, mentre l'anno passato se li era dormiti tutti... Non male nemmeno il tuffo nel passato con un sacco di compagni del liceo che non vedevo da anni.
Vero e' che mentre a Firenze si festeggiava il Santo Patrono, un po' più a sud si celebrava la festa del Santo Padrone, con i suoi accordi, con le sue Pande, con i suoi servi. E ancora più a sud, davanti a una fabbrica siciliana, degli operai manifestavano proprio in concomitanza con la partita dell'Italia: i problemi veri sono altri, per questo oggi la CGIL e' in piazza contro la manovra. Chi come me non ha neppure il diritto di sciopero per contratto si accontenta di fare lo sciopero al contrario di Dolciniana memoria: sono al lavoro in un Osservatorio deserto...
Anche la Germania ha varato una manovra lacrime e sangue per far fronte alla crisi, 80 miliardi in 4 anni, al cui confronto i 24 di Tremonti sono noccioline. Anche in germania penalizzati i dipendenti pubblici, i disoccupati, perfino le madri sole. Ma la differenza con l'Italia e' notevole: prima di tutto si tagliano le spese militari, mentre noi continuiamo a spendere 23-25 miliardi all’anno (ottavo paese al mondo) in armi inutili e inutilizzabili, senza chiederci se davvero servono a qualcosa a parte foraggiare interessi di lobby. Vari esperti dicono che si spende male e si spreca molto: abbiamo tanto per dire 185.000 persone in armi ma al massimo ne possiamo impegnare all’estero solo 20-25.000, e investiamo in armameti, come i famosi F35, pensatio per tipi di conflitti da guerra fredda che non esistono piu'.
Ma la differenza maggiore e' che la Germania non solo non ha tagliato un euro per istruzione e ricerca, ma ha anzi destinato a questo comparto dodici miliardi in più. Angela Merkel (alla guida di una coalizione di centro-destra CDU-CSU, FDP) sa bene che l’innovazione è l’unica speranza per la Germania e per l’Europa: “Questo programma vuole al tempo stesso risanare le finanze pubbliche e preparare la nostra economia al futuro. Ecco perché – ha precisato Merkel – abbiamo deciso di riservare entro il 2013 fino a 12 miliardi di euro in nuovi investimenti nella ricerca, nello sviluppo e nell’istruzione”. Mentre in Italia si tagliano i pochi fondi alla ricerca gia' piu' bassi che nel resto del mondo evoluto, si cancellano enti a casaccio e si massacra la scuola pubblica, la Germania riesce a tagliare oltre 90 miliardi in quattro anni per potersi permettere di aumentare gli investimenti in istruzione e ricerca di altri 12 miliardi di Euro. “La Germania, quale principale economia d’Europa, ha il dovere di dare il buon esempio” ha concluso il cancelliere. Un buon esempio che in Italia ci guardiamo bene dal seguire: e’ tutta la differenza tra chi, pur da destra, ha una visione di futuro e chi invece non ha la cultura per governare un grande paese come l’Italia.
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In Germania i Presidenti si dimettono per aver detto la verita', nel caso specifico sulle ragioni della partecipazione della Germania alla "missione di pace" in Afghanistan:
“Un paese delle nostre dimensioni, con la nostra attenzione alle esportazioni e il nostro ricorso al commercio estero, deve sapere che in caso di emergenza gli interventi militari possono essere necessari per proteggere i nostri interessi”
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Categorie: afghanistan, dimissioni, germania, italia, pace, verita'
"La nuova campagna di comunicazione del MiBAC, con lo slogan “Se non lo visitate lo portiamo via”, punta a far riscoprire agli italiani il patrimonio artistico del nostro Paese ed invertire il trend negativo dei visitatori"
Qua la nuova campagna, sotto formo di minaccia mafiosa, del Ministero dei Beni Culturali per la promozione dei luoghi turistici italiani. Minaccia, per altro, tutt'altro che campata in aria.
Oggi e' la giornata della memoria. Peccato che in Italia sempre di piu' ci stiamo dimenticando quello che e' successo (fino a burlarsene sullo zucchero) e che continua ad accadere.
"...dove non tutti siamo uguali, dove non tutti abbiamo gli stessi diritti, dove alcuni hanno diritti e altri no, dove questo verbo attecchisce alla fine c'e' il lager..."
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Categorie: biani, citazioni, emergenza, giornata memoria, italia, nazismo, primo levi, razzismo
L'Italia mi ha riaccolto tra scrosci di pioggia, fitte riunioni di lavoro (anche in trasferta a Padova), e l'imbarazzo di rispondere "Halooo?" al telefeno e di sorprendermi a sentire parlare italiano da chiunque mi circondi.
In treno ieri per Padova leggevo pero' che un'accoglienza ben peggiore e' stata riservata a molti altri. Sconvolgente la dimensione del disastro nel canale di Sicilia, dove centinaia di disperati sono annegati annegati, una tragedia immane passata tra il silenzio dei media solitamente molto attenti ai morti "italiani": ancora semi nel solco della nostra voglia di non guardare in faccia la realta'.
A Napoli un'immigrata clandestina, sfuggita alla guerra civile in Costa d'Avorio che le ha ucciso il marito, e' stata denunciata poco prima del parto e prima dell'entrata in vigore del decreto sicurezza, vendendosi impedito di vedere e di allattare il figlio appena nato: "Troviamo assurdo quello che ci è successo credevamo che l'Italia fosse un Paese ospitale". Anch'io. E invece a Roma si viaggia al ritmo di un'aggressione razzista al giorno, tanto che tra gli immigrati cresce la paura e la voglia di difendersi con le stesse armi. Invece sui giornali si leggono storie come questa, in cui la torre d'avorio degli elettori viene prima del dramma di persone che vengono a cercare aiuto qua da noi.
Ma forse la notizia peggiore arriva da Foggia, dove l'azienda dei trasporti pubblici ha predisposto una linea di autobus speciali per gli immigrati dal centro di accoglienza dei richiedenti asilo di Mezzanone, con mezzi e fermate separate da quelle degli italiani. Come in Alabama, 40 anni fa. Solo che ora gli Stati Uniti hanno un presidente di colore, e l'Italia il governo piu' razzista dal dopoguerra. L'emergenza continua.
"L'Italia da circa mezzo secolo s'agita, si travaglia per divenire un sol popolo e farsi nazione. Ha riacquistato il suo territorio in gran parte. La lotta collo straniero è portata a buon porto, ma non è questa la difficoltà maggiore. La maggiore, la vera, quella che mantiene tutto incerto, tutto in forse, è la lotta interna. I più pericolosi nemici d'Italia non sono gli Austriaci, sono gl'Italiani. E perché? Per la ragione che gl'Italiani hanno voluto far un'Italia nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico la loro rovina; perché pensano a riformare l’Italia, e nessuno s’accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro, perché l’Italia, come tutt’i popoli, non potrà divenir nazione, non potrà esser ordinata, ben amministrata, forte così contro lo straniero come contro i settari dell'interno, libera e di propria ragione, finché grandi e piccoli e mezzani, ognuno nella sua sfera, non faccia il suo dovere, e non lo faccia bene, od almeno il meglio che può. Ma a fare il proprio dovere, il più delle volte fastidioso, volgare, ignorato, ci vuol forza di volontà e persuasione che il dovere si deve adempiere non perché diverte o frutta, ma perché è dovere; e questa forza di volontà, questa persuasione, è quella preziosa dote che, con un solo vocabolo, si chiama ‘carattere’, onde, per dirla in una parola sola, il primo bisogno d'Italia è che si formino Italiani dotati di forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani"
Massimo d'Azeglio, "I miei ricordi" (scritto nel 1865)
"Ora tutte quelle nostre antiche speranze, per audaci che fossero, sono tutte oltrepassate. Chi poteva credere che avremmo veduto noi l'Italia fatta, e risolute le questioni più insolubili che abbiano mai pesato sopra una nazione da che è cominciata la storia umana? Io lo capisco, ma non me ne commuovo più come prima. Certamente non è quell'Italia; ma una piuttosto insignificante al paragone di quella, come l'avevamo veduta cominciare. Ora non son più gli eroi, non sono nemmeno gli epigoni, sono i farabutti!"
Angello Camillo de Meis, lettera a Bertrando Spaventa, intorno al 1880
Niente di nuovo sotto il sole. Dall'Unita' d'Italia dalle nostre parti e' sempre piu' facile mettere insieme un contenitore che il contenuto. E fin troppo facile sostituire negli scritti qua sopra PD a Italia, Berlusconi a Austriaci, e pensare che siano scritte da qualche militante stanco di un progetto mai decollato "come sognava".
E sono ore convulse queste pre-assemblea PD di Sabato: l'unica certezza pare essere quella che indietro non si torna, per i piu' perche' ormai i vascelli se li sono bruciati dietro le spalle, per pochi ma buoni perche' c'e' la convinzione che il PD e' il progetto giusto per portare il nostro paese nella contemporaneita’, nel mondo che cambia. Per quanto male sia stato gestito. Anche alla riunione straordinaria della Sezione di Monaco e' emersa decisa questa volonta' di non fermarsi qua.
Dopo le dimissioni di Veltroni (forse capaci di dare un'ultima scossa ma giunte nel momento senz'altro peggiore) tutta l'intellighenzia che ha portato alla rovina il partito con e piu' dello stesso Walter e' rimasta al suo posto. Pronta ad andare avanti con un reggente senza potere e senza autonomia che nessuno vuole, solo per la paura di esporsi alla bordata certa delle Europee. Persino Bersani, che si era gia' candidato, ha fatto marcia indietro e resta solo il solito Parisi kamikaze che probabilmente cambiera' subito idea. Mentre attendiamo dei coraggiosi capaci di farsi avanti e salvare un PD lasciato alla deriva da nocchieri dimostratesi inadatti, mentre i maggiorenti si nascondono dietro i tempi stretti e il tesseramento in alto mare, non posso che condividere quanto scrive Francesco Cundari su Left Wing, con la speranza che dopo l'8 Settembre arrivi il 25 Aprile:
Mentre Walter Veltroni prende la via di Pescara, senza portare con sé nemmeno i più fedeli consiglieri della sua Casa reale – tenaci sostenitori del partito liquido e del sovrano di gesso – lasciandoli in balia della tempesta che essi stessi hanno scatenato, il grande esercito delle correnti organizzate, in mano agli oppositori, si è già liquefatto. Di fronte all’8 settembre del Partito democratico, nel pieno della battaglia elettorale, gli aspiranti condottieri di domani hanno elaborato una strategia niente male: mettersi tutti d’accordo nel mandare avanti il vicesegretario di Veltroni, l’intrepido Dario Franceschini, ma soltanto fino alla fine della battaglia medesima – e cioè fino alla fine della campagna elettorale – per poi candidarsi tutti, freschi come una rosa, al congresso di ottobre. Perché in battaglia, si sa, può anche capitare di farsi male, perdere consensi, sporcarsi le mani e la faccia. Dunque tutti d’accordo – a cominciare da Veltroni, ovviamente – nel dare a questa crisi improvvisa l’esito più paradossale che si potesse immaginare: un leader che si assume la responsabilità della sconfitta a battaglia appena cominciata, ammette di aver fallito, quindi indica come suo successore il suo vice, e tutti coloro che fino a ieri si erano permessi di criticarlo, e avevano facilmente previsto il baratro in cui la sua linea li avrebbe portati, che lo applaudono felici e contenti. E allora no, ci dispiace, non è una cosa seria. Perché le cose sono due: o ha ragione Veltroni, quando nell’assumersi ogni responsabilità fa capire chiaramente che a lui non ne spetterebbe nessuna, che la colpa è solo e sempre di quegli altri, quelli che la sua linea politica avrebbero instancabilmente sabotato, e allora non si capisce come quegli altri possano applaudire il suo “bel gesto” e appoggiare il suo vice; oppure Veltroni ha torto, perché è la sua linea che ha portato al disastro, e allora, com’è possibile che sia il suo vice a “voltare pagina”? Sabato, all’assemblea costituente che sarà chiamata a ratificare – ancora una volta – questo bell’accrocchio, si pone dunque un’alternativa secca: o Franceschini si presenta dicendo tutto l’esatto contrario di quello che ha detto Veltroni in conferenza stampa, riconoscendo che il problema non è di persone né di personalismi, ma di linea politica, e che è quella linea che dev’essere cambiata, perché era radicalmente sbagliata; oppure, e ci riesce difficile nascondere la nostra intima preferenza per questa seconda ipotesi, i delegati dell’assemblea costituente, che sono stati eletti per costituirlo, questo benedetto partito, e non per ratificare una volta all’anno decisioni prese da altri – se lo riprendono, votano contro, bocciano Franceschini e bocciano soprattutto l’accordo, rispediscono al mittente la generosa offerta del gruppo dirigente e aprono, con questo semplice gesto, stavolta sì, per davvero, una fase nuova. E’ un salto nel buio? Senza dubbio. E’ rischioso? Certamente. Le conseguenze sono imprevidibili? Proprio così. E’ questo il bello. E poi, sinceramente, non è che sia rimasto molto da perdere.
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beffatotale
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Categorie: augusto, beffa, italia, partito democratico, politica, primarie
Complice l'agonia del PD, per il quale nonostante i precedenti recenti nessuno (tranne la vittima sacrificale Franceschini e il solito Kamikaze Parisi) sembra disposto a lottare perche' venga mantenuto in vita dall'alimentazione forzata, neppure il Vaticano, gli italiani continuano a sonnecchiare inebetiti nella loro anestesia totale. Non bastano le proteste ufficiali del governo Argentino per l'ultima, agghiacciante gaffe di Silvio sui voli della morte e i desaparecidos, smentita prontamente ma documentata indelebilmente in video. Non basta l'ancor piu' grave condanna dell'avvocato David Mills, ex consulente della Fininvest di Berlusconi, giudicato colpevole di esserssi fatto corrompere con 600 mila dollari provenienti dalla Fininvest di Berlusconi per testimoniare il falso in due processi sempre a carico di Berlusconi. O la proprieta' transitiva in Italia non vale, o il Presidente del Consiglio ha corrotto un testimone a suo carico e nemmeno si scusa. Non basta che la posizione nel processo dello stesso Berlusconi sia stata per il momento stracciata solo grazie a una legge speciale fatta appositamente per garantire l'immunita' al capo del governo alla faccia dell'uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini. L'encefalogramma e' piatto, nessuna reazione, solo le stanche e poco convinte parole del solito Di Pietro che non ascolta piu' nessuno, e una notizia data di volata in coda al telegiornale. Ce ne sarebbe abbastanza per una rivoluzione, e invece gli italiani sono tutti in poltrona a godersi Sanremo e quella specie di Grande Fratello sulla crisi del maggiore partito di opposizione. Neanche piu' nessuno che si incazza, a parte gli immigrati a Lampedusa, forse perche' il gas esilarante non li ha ancora raggiunti. Forse e' proprio il caso di fare una bella legge per il testamento biologico del Paese.
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beffatotale
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Categorie: beffa, berlusconi, giustizia, italia
"Lo stivale puzza": In Italia sta andando storto tutto quello che puo' andare storto. Cosa sta succedendo al nostro Paese preferito. Cosi' recita il titolo dell'ultimo speciale del Süddeutsche Zeitung Magazin, l'allegato al piu' diffuso quotidiano Bavaerese del sabato. Ecco di seguioto la traduzione del lungo articolo (qui l'originale).
Paese giù
Lo stato è a terra, la politica corrotta, l'economia ormai alla frutta. E l'unico, che ha il potere di cambiare qualcosa, è il capo del governo. Però a lui interessano solo i suoi soldi. Italia, cosa hai fatto di te stessa?
Di Alexander Stille.
Alcuni politici vengono bollati per tutta la vita da una sola battuta stupida. Per Silvio Berlusconi è difficile ricordarsi delle sue ultime uscite. Sul campo di raccolta dei rifugiati sull'isola di Lampedusa, e sulle condizioni indegne di vita che regnano là, ha detto pochi giorni fa, che non è "un campo di comcentramento", e che i rifugiati potevano "andarsi a fare una birretta quando vogliono". Sulla questione delle violenze sessuali ha detto che in Italia sono praticamente impossibili da evitare "perchè le nostre donne sono così belle". E dopo le elezioni presidenziali americane ha definito Barack Obama "abbronzato". Queste sono le battute di un magnate dell'industria che è abituato ad essere circondato da dipendenti e servitori, che ridono automaticamente a battute così imbecilli. Battute di un uomo, che ha un tale potere, che non distingue più tra comportamento privato e comportamento pubblico, che si comporta ovunque come alla sua tavola di casa, dove anche una battuta greve fá di sicuro ridere. E Berlusconi è così abituato al panorama della docile stampa italiana che è sorpreso quando i media internazionali non lo trattano con lo stesso servilismo È uno dei più singolari ed insoliti fenomeni politici del nostro tempo. Da 14 anni l'Italia è stata governata quasi di continuo da un miliardario capriccioso, che è stato indagato in 17 processi e nonostante tutto ha una enorme maggioranza dietro di sè.
Berlusconi all'estero può essere forse visto come un personaggio da barzelletta, la sua popolarità nel suo paese è superata solo dal suo proprio autoinnamoramento. Per questo motivo ha potuto vincere più volte alle elezioni in Italia dalla sua discesa in campo del 1993, sebbene nello stesso periodo l'Italia ha subito un declino drammatico: da una delle più grosse storie di successo europeo è diventata una delle economie popolari più deboli del continente.
Il fatto che l'Italia non solo accetti Berlusconi e le sue stupidate, ma persino le approvi, non è che il sintomo di un paese scosso dalla crisi e con un'economia
stagnante. Un paese paralizzato ed estremamente frustrato, tenuto in pugno da un piccolo numero di gruppi d'affari, incapace di cambiare. Un paese, il cui classe politica e per questo vota l'uomo che perlomeno non nasconde di voler fare i propri interessi.
Non più tardi del 2006 Berlusconi era considerato il problema più grosso dell'Italia. I suoi innumerevoli affari loschi, i suoi conflitti di interesse in qualità di uomo più ricco d'Italia, maggior proprietario di media, imputato più famoso e primo ministro hanno reso il paese immobile e causato una crescita praticamente nulla. Molti elettori pensavano che, una volta eliminato Berlusconi, il paese sarebbe ritornato a muoversi. Ma il governo di Romano Prodi, una fragile coalizione di nove partiti con una risicata maggioranza di un seggio nel Senato italiano, non ha fatto molto meglio. Quando voleva introdurre riforme economiche, era la sinistra comunista, che sedeva al governo, a protestare. In occasione di altre proposte di legge, come il riconoscimento delle unioni omosessuali, era un'altra parte della coalizione, la frazione di destra dei cattolici, ad ammutinarsi.
Una delle poche iniziative che hanno avuto successo è stata una aminstia generale per i criminali, che fu sostenuta da Berlusconi e che era fatta in modo da proteggere il principale avvocato di Berlusconi, Cesare Previti, da una condanna per corruzione di giudici. Dopo poco tempo la pubblica opinione italiana si indignava per i gli oltre 26000 criminali liberati, tra i quali alcuni che in breve ripresero le loro attività di furto, stupro e omicidio, mentre un'accolita di criminali economici, tra i quali anche Previti, potevano godersi nelle proprie
quattro mura i guadagni illegali.
Durante il governo Prodi l'economia proseguì la sua discesa e segnò crescita nulla nel 2006 e nel 2007. Nel frattempo a Napoli l'immondizia e i rifiuti tossici si accumulavano in montagne. Nonostante tutti questi problemi, i partiti della coalizione di centro-sinistra si presentavano all'opinione pubblica come litigiosi. Gli elettori non vedevano nessuna differenza tra la sinistra e la destra e consideravano tutta la elite politica come una casta che, con privilegi straordinari e stipendi alle stelle, si preoccupava solo della propria sopravvivenza. E Berlusconi era uno di loro, questo gli elettori lo accettarono e non si fecero impressionare da un altro scandalo scoppiato poco prima le elezioni del 2008. Alla fine del 2007 Berlusconi fu accusato dalla Procura di Napoli, di aver corrotto Agostino Saccà, dipendente della televisione di stato RAI e direttore della sezione fiction. Nelle registrazioni telefoniche, che furono messe in internet dal settimanale L'Espresso, si poteva ascoltare come Berlusconi utilizzasse la televisione di stato come una specie di agenzia di casting. Così chiedeva a Saccà di trovare ruoli per giovani e belle attricette che in uno dei protocolli Berlusconi indicava come le fanciulle mie. In alcuni casi questo serviva per "rallegrare il capo" (cioè Berlusconi), in un caso speciale Berlusconi spiegava a Saccà che aveva bisogno di un ruolo per una attrice, che era legata ad un senatore del governo Prodi. Voleva, come disse, dare stimoli al senatore per cambiare di campo e provocare così la caduta del governo Prodi. Ma mentre la pubblica opinione assisteva disinteressata alle pesanti accuse che venivano mosse a Berlusconi – dopotutto corruzione di pubblico ufficiale allo scopo di provocare la caduta del governo – ci fu improvvisamente un'enorme eccitazione relativamente ad un possible scandalo a sfondo sessuale, quando cominciarono a girare indiscrezioni relative ad altre intercettazioni, che interessavano Berlusconi e ben tre attraenti donne del suo governo. A seconda della fede politica le indiscrezioni erano diverse: gli avversari di Berlusconi favorivano l'immagine di un vecchio maniaco con la fissa dei pompini e del Viagra, i suoi sostenitori invece festeggiavano l'immagine dell'instancabile don Giovanni in grado di soddisfare due o tre donne allo stesso tempo. In queste indiscrezioni ha giocato un ruolo importante la ministro per le pari opportunità Mara Carfagna, una trentatreenne ex candidata all'elezione di miss Italia, che aveva fatto carriera nelle tv di Berlusconi come copresentatrice e che per molto tempo si era fatta vedere in essenziali minigonne e camicie molto aperte. La comica italiana Sabina Guzzanti, durante una grande manifestazione di protesta a Roma lo scorso luglio, disse a proposito del tema Carfagna: "Non si può
mica fare una Ministro delle Pari Opportunità perchè ha succhiato un uccello". La ministro ha negato ogni legame personale con Berlusconi e ha denunciato la Guzzanti per calunnia.
Nella concezione quasi monarchica di Berlusconi rientra anche l'approvazione nel 2006 di una nuova legge elettorale, che dà al capo del partito un potere quasi illimitato nella scelta dei candidati alle elezioni. Prima gli elettori potevano
esprimere preferenze per singoli candidati, con la nuova legge possono solo votare per un partito, le liste elettorali sono fissate dai capi di partito. Come conseguenza di ciò, Berlusconi ha scelto di chiamare in Parlamento amici personali, dipendenti o se non altro persone carine. Così Berlusconi ha fatto eleggere in Parlamento tutta una serie di stelline diventate famose nel suo impero televisivo, e anche nel suo governo. E ne va pure fiero. "Sono come la fata turchina. Erano topini, e le ho trasformate in parlamentari."
Il vero retroscena del metodo di Berlusconi di occupare il Parlamento è che Berlusconi sta cercando di ridurre il Parlamento ad un ruolo meramente cerimoniale. Non molto tempo fa aveva proposto, che fossero solo i capi delle relative frazioni a votare. In questo modo il ruolo dei rimanenti 500 deputati sarebbe stato solo rituale. "Ci stiamo muovendo verso un modello sudamericano di democrazia" ha detto Bruno Tabacci, un ex democristiano. E come potrebbe essere, lo si può vedere già ora. All'inizio della legislatura un fotografo ha mirato col suo teleobiettivo un messaggio scarabocchiato da Berlusconi e indirizzato a due giovani, belle deputate, Gabriella Giammanco e Nunzia de Girolamo: "Gabri, Nunzia, siete una coppia fantastica! Grazie, che rimanete qui, ma non è per niente necessario. Se avete un invito galante per andare a mangiare, siete autorizzate ad andarvene! Tanti baci a tutte e due!! Il vostro presidente". Il fotografo è riuscito a inquadrare l'inizio della replica: "Caro presidente, noi accettiamo inviti romantici solo da Lei..."
Che tutto ciò non provochi dolor di testa all'opinione pubblica italiana dice molto sul concetto che hanno gli italiani della politica, sul potere mediatico di Berlusconi, ma anche sulla opposizione di centro sinistra, divisa e quasi scomparsa, con cui ha a che fare Berlusconi. E' anche per la mancanza di una seria alternativa che la maggioranza degli italiani consegna volentieri a Berlusconi un potere fuori dell'ordinario, potere che lui sfrutta a suo piacimento, alimentando la sua immagine di uomo del fare.
Così nel 2008 ha cancellato la tassa di proprietà sulla prima casa; e anche se queste entrate devono ora essere sostituite da altre tasse, la misura è stata molto popolare. Ha anche affrontato il problema dell'immondizia sulle strade di Napoli inviando l'esercito, e ha sostenuto di aver riportato la città nel'occidente civilizzato dopo soli 58 giorni. In questo modo ha saputo portare gli italiani al suo fianco. La verità però è che negli ultimi 14 anni, in cui Berlusconi ha condizionato la politica italiana, l'Italia è crollata in maniera drammatica. Per oltre 40 anni, dalla fine della seconda guerra fino a circa gli anni novanta, l'economia italiana era considerata una delle più brillanti del mondo, insieme a quelle del Giappone e della Germania Occidentale. Negli anni cinquanta e sessanta cresceva in media del cinque percento, negli anni settanta e ottanta ancora di un buon tre per cento, cosa che, per un paese che era stato abituato per tanto tempo a miseria e povertà, significò benessere, istruzione e uno stato sociale generoso. Per gli studiosi della politica contemporanea l'Italia rappresentava un paradosso interessante: da una parte il paese sembrava avere un sistema politico terribile – continui cambi di governo, scandali e crisi di governo proliferavano, una corruzione di dimensioni enormi all'interno di un apparato burocratico pletorico e inefficiente, e nonostante tutto l'economia cresceva ogni anno sempre di più. Fino al 1989 l'Italia aveva più o meno lo stesso prodotto interno lordo della Gran Bretagna. Poi però negli ultimi 15 anni l'insolita equazione italiana – corruzione e sabbia nel motore più alta crescita economica – non è più stata valida. Il prodotto interno lordo italiano tra il 1996 e il 2006 è cresciuto in media dell'1,1 percento l'anno, contro il 2,3 percento della Gran Bretagna, il 2,8 percento della Spagna e l'1,7 % dell'intera area Euro. Con la conseguenza, che il tasso economico è ora più basso del 20 % di quello della Gran Bretagna, e l'Italia ora è stata superata anche dalla Spagna.
Il sistema italiano, che nell'era delle marche protette in qualche modo funzionava, è stato messo a dura prova nell'era della Unione Europea, della
moneta unica e della competizione intensa coi paesi con mano d'opera a basso prezzo. La costituzione di un'impresa costa in Italia 5012 € e ci vogliono 62 giorni prima di superare tutti i 16 ostacoli burocratici. In Gran Bretagna sono 381 €, 4 giorni e 5 pratiche, negli Stati Uniti 167 €, 4 giorni e 4 pratiche.
La sabbia nel motore scricchiola ormai in quasi tutti i campi della quotidianità italiana, in un modo che porta con sè un effetto sinergico negativo. Per esempio l'immobilismo del sistema giudiziario mette in pericolo il principio dello stato di diritto, che è uno dei pilastri di un sistema economico funzionante. La durata media di un processo per violazione di contratto in Italia è di 1210 giorni (quasi quattro anni), in Spagna (che è il secondo peggior paese in questa classifica) è di 515 giorni, meno della metà, in Francia di 331, in Gran Bretagna di 217. In Italia ci vogliono ben novanta mesi, quasi otto anni, per riuscire a far mettere all'asta la casa di un debitore moroso. In Gran Bretagna ci vogliono 10 mesi, in Francia 17 e in Danimarca 6 mesi.
Un sistema talmente appensatito dovrebbe sembrare pura follia, ma dietro c'è un metodo. E' stato fatto apposta in questo modo per rendere indispensabili le figure che vi sono coinvolte. La moltiplicazione delle pratiche amministrative, delle procedure di approvazione e degli imbuti burocratici provoca un numero
estremamente alto di leve, per mezzo delle quali il governo può controllare, ritardare, seppellire o portare avanti un progetto. Ognuno di questi passi è una opportunità di pratica del potere e di nepotismo, è approvazione e richiesta di piaceri. Una "autostrada", le cui spese di costruzione raddoppiano, ha molti vantaggi – non solo per i politici, che incassano le tangenti, ma anche per chi ci lavora. Chiaro: per il resto del paese comporta svantaggi. Lì bisogna accontentarsi di infrastrutture di secondo grado, di alte tasse, di servizi scadenti e di un sistema che si è trasformato nell'esatto contrario di una società di servizi. E quindi non c'è troppo da meravigliarsi poi se si trova che il Global Competitiveness Index, l'indice della competitività economica, l'Italia si trova al 32° posto su 64.
In maniera incredibile Berlusconi è comunque riuscito a crearsi, presso il suo popolo, un'immagine da uomo miracoloso. In un'intervista all'inizio del 2008 un po' si lamentava, e un po' faceva lo spaccone, del fatto che era considerato una specie di rockstar o di re, il cui tocco ha un'efficacia magica. "Donne incinte mi chiedono di appoggiare le mani sul loro ventre. Altri vogliono che io tocchi loro gli occhi perchè non ci vedono bene... altri ancora – da non crederci – che gli tocchi la testa, perchè gli stanno diventando pelati. Però a questi dò il numero di telefono del mio specialista. E nel settembre 2008, in piena crisi finanziaria, Berlusconi rassicurava, dopo una serata passata in discoteca, che aveva
ancora energia sufficiente per tenere tutto sotto controllo: "Dopo tre ore di sonno ho abbastanza carica per altrettante ore di sesso". Ma per liberare l'Italia dal suo caos attuale ci vuole ben di più che la mano regale di Berlusconi e le sue vanterie erotiche.
Lucia e' un'amica etologa, che studia delle bestioline che vivono sulle spiagge. Da diversi anni si barcamena con assegni di ricerca all'Universita' di Firenze, e collabora con Universita' in Spagna, Uruguay, Polonia, Francia, Germania. Nell’ambito di progetti europei di cui il Dipartimento di Biologia Evoluzionistica di Firenze è stato coordinatore, ha collaborato con Università e Istituti di Egitto, Marocco, Tunisia. Il colmo dei colmi e' che adesso lavora a Firenze con dei fondi che vengono direttamente da un'Universita' marocchina, perche' in Italia i soldi per la sua ricerca sono finiti. "Per adesso", mi scrive, "non ho intenzione di trasferirmi in un altro paese, ma questa è una scelta che vedo sempre più come un lusso, e non so per quanto potrò ancora permettermelo. L’ecologia, oggetto del mio studio, ha tempi lunghi che spesso non si accordano con le durate brevi dei contratti". In realta' anche con molto altro. Ecco la sua storia e quella dei fondi che vengono dal Marocco. Siamo ormai nel quarto mondo.
L’ultimo progetto a cui ho partecipato, e che mi ha permesso di svolgere due anni come assegnista di ricerca presso l’Università di Firenze, si chiama WADI ed è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del VI Programma quadro. Si concluderà in Dicembre 2008 e, da contratto con la UE, le somme previste nel progetto e non spese vanno restituite al finanziatore. Una quota (pari al 20%) del budget totale di ogni partner del progetto rimane, come overhead, spendibile per la disseminazione degli output del progetto (infatti spesso il materiale di disseminazione, come ad esempio le pubblicazioni, arriva con ritardo rispetto al periodo in cui si fa lo studio). La gestione di questo denaro spetta al coordinatore (rettore delle università, o dean degli istituti di ricerca) delle istituzioni partner che può decidere se affidarlo all’amministrazione del partner coordinatore (in questo caso, l’Università di Firenze). Ciò che è successo quindi è stato che le università marocchine Mohammed V di Rabat e Abdelmalek Esaadi di Tétouan hanno affidato all’Università di Firenze l’amministrazione del denaro restante. Questo ha fornito la liquidità necessaria per il rinnovo di due assegni di ricerca, uno dei quali è il mio (nota tecnica: per ragioni amministrative, la liquidità deve essere presente in Dicembre per permettere lo stanziamento dei rinnovi degli assegni di ricerca in Marzo…anche se l’Università di Firenze avesse altri fondi stanziati, o i propri overhead previsti, ma non liquidità, niente rinnovo degli assegni). In questo quadro, le cose che emergono a mio parere sono: 1) trattandosi di un progetto finanziato dall’Unione Europea, le baronie locali e gli scambi di favori non arrivano ad influire. Inoltre la gestione dei fondi europei è sottoposta a controllo molto rigido, per cui l’Università non ha modo di arricchirsi (è stato prelevato solo l’1.5% come contributo alla biblioteca). Trattandosi di un progetto, ha comunque un termine, e quindi non è questa la soluzione alla mia condizione di precariato…fare un progetto mi porta esperienza e consolida le mie capacità progettuali, ma il fatto che queste vengano utilizzate a beneficio dell’Università italiana mi sembra che sia messo seriamente in discussione dal nostro Governo. 2) le università e i professori marocchini con cui ho collaborato hanno dimostrato un’apertura mentale e una visione a lungo termine che sembra mancare del tutto nel decreto di riforma della scuola e dell’università attualmente proposto in Italia: hanno mobilizzato fondi perché vadano in un progetto di ricerca comune e hanno collaborato a livello internazionale nonostante la carenza di infrastrutture. Per concludere, l’Università Abdelmalek Esaadi ha pubblicato un libro di educazione ambientale destinato alle scuole elementari marocchine, che sarà distribuito, appunto, utilizzando gli overhead. Questo significa, per un ricercatore e per la sua istituzione, dedicare energie e tempo e denaro ad attività che non vanno ad aumentare il prestigio accademico ma investono a lungo termine nell’educazione delle nuove generazioni. Esattamente il contrario di quanto previsto dal nostro decreto.
So che questa esperienza è abbastanza al di fuori del contesto, purtroppo frequente, del ricercatore costretto ad emigrare (se non altro, non ancora), ma a mio parere fornisce dei buoni spunti di riflessione sulla capacità di investire nello sviluppo futuro.
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"Il mondo cambia" recita il cartellone del PD ripreso oggi anche sull prima pagina del Wall Street Journal. Peccato che se e' vero che da un paio di giorni il mondo gia' cambia, da noi non cambia niente. forse, come diceva Michele Serra oggi, "non è per contraddire Barack Obama, ma “il Paese dove tutto è possibile” non sono gli USA. È l’Italia". E infatti arriva puntuale la gaffe di Berlusconi sul colore della pelle di Obama. Mentre cercava disperatamente una scala per salire sul carro del vincitore, entra nel guinnes come il primo a scivolare sul colore della pelle del nuovo presidente americano. Stavamo tutti contando solo le ore: da notare che Repubblica, che conosce i suoi polli, titola "prima gaffe". Attendiamo con ansia il seguito, compresa la smentita che arrivera' puntuale domani.
Anche perche' abbiamo bisogno di carinerie per risollevarci il morale, visto che mentre in America si godono Obama (qui un bellissimo fotoromanzo della campagna), noi ci dobbiamo accontentare del "sifone con gli occhiali da stronza".
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... che poi hanno poco da prendere in giro tutti questi stranieri, con quell'aria di superiorita' e il sorriso sotto i baffi. Oltretutto qualcuno, tipo il russo di stamani in metro, non e' che proprio ha parecchio da ridere. Senza contare che poi, soprattutto i tedeschi, appena spunta il sole sono tutti in coda per venire a passarle da noi le vacanze: come farebbero senza Rimini e il GardaSee? E mentre loro discutono della scollacciatura di Angela, noi ci teniamo la Fenice che gia' si gongola con Putin e il bagaglino (ma non e' ancora Prodi il primo ministro in carica?), ci teniamo la Lega che chiede il federalismo fiscale e poi abolisce definitivamente e indiscriminatamente l'unica tassa davvero locale: l'ICI. Per non parlare degli effetti per nulla redistributivi, ovviamente, di una tale manovra. Ci teniamo la cordata italiana che gia' si e' dileguata, e ci mettiamo in mani russe. Ci teniamo la violenza e l'intolleranza fascista e razzista che rialza la testa. Ci teniamo un'opposizione che nel frattempo litiga gia' per i posti in un fantasmagorico "governo ombra", senza sapere che all'obra e' inutile cercare posti al sole. Con gli alleati che prima si impegnano a fare gruppi parlamentare unici, e poi invece mandano tutto a monte, forti di un buon risultato elettorale, per 1.000.000 di euro l'anno e un paio di idennita' di segretario di presidenza, anche se loro sono il partito piu' coerente in circolazione.
Ci teniamo tutto questo e ci prepariamo a Bondi ministro dell'istruzione, con le sue poesie al posto di Leopardi e della Resistenza nei programmi; alla paura generalizzata e alle ronde per le strade; allo sperpero per infrastrutture utili solo come spot elettorali; al successo incontrastato degli interessi coorporativi, all'inciucio tra banche e massoneria; alle bastonate e ai cpt per chi cerca un rifugio dal naufragio e invece si trova suo malgrado capro espiatorio; al precariato come regola, e le tutele come miraggio; all'accumulo di chi ha, e al prosciugamento di chi aveva meno; al lecchinaggio selvaggio degli alti prelati, e alla sistematica inadepienza ai basilari dettami evangelici; alla distruzione sistematica dell'indipendenza della magistratura, al proliferare di cavilli ad personam; a un'informazione asservita al potente e al padrone. Ci prepariamo a tutto questo, a pianto e a stridore di denti. Con le maniche rimboccate. Ma comunque sia a me, a noi, Silvio ce lo puppa. Viva l'Italia. L'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, l'Italia che resiste. L'Italia meta' giardino e meta' galera, l'Italia tutta intera.
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