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giovedì 10 giugno 2010

Priorita'


Anche la Germania ha varato una manovra lacrime e sangue per far fronte alla crisi, 80 miliardi in 4 anni, al cui confronto i 24 di Tremonti sono noccioline. Anche in germania penalizzati i dipendenti pubblici, i disoccupati, perfino le madri sole. Ma la differenza con l'Italia e' notevole: prima di tutto si tagliano le spese militari, mentre noi continuiamo a spendere 23-25 miliardi all’anno (ottavo paese al mondo) in armi inutili e inutilizzabili, senza chiederci se davvero servono a qualcosa a parte foraggiare interessi di lobby. Vari esperti dicono che si spende male e si spreca molto: abbiamo tanto per dire 185.000 persone in armi ma al massimo ne possiamo impegnare all’estero solo 20-25.000, e investiamo in armameti, come i famosi F35, pensatio per tipi di conflitti da guerra fredda che non esistono piu'.
Ma la differenza maggiore e' che la Germania non solo non ha tagliato un euro per istruzione e ricerca, ma ha anzi destinato a questo comparto dodici miliardi in più. Angela Merkel (alla guida di una coalizione di centro-destra CDU-CSU, FDP) sa bene che l’innovazione è l’unica speranza per la Germania e per l’Europa: “Questo programma vuole al tempo stesso risanare le finanze pubbliche e preparare la nostra economia al futuro. Ecco perché – ha precisato Merkel – abbiamo deciso di riservare entro il 2013 fino a 12 miliardi di euro in nuovi investimenti nella ricerca, nello sviluppo e nell’istruzione”. Mentre in Italia si tagliano i pochi fondi alla ricerca gia' piu' bassi che nel resto del mondo evoluto, si cancellano enti a casaccio e si massacra la scuola pubblica, la Germania riesce a tagliare oltre 90 miliardi in quattro anni per potersi permettere di aumentare gli investimenti in istruzione e ricerca di altri 12 miliardi di Euro. “La Germania, quale principale economia d’Europa, ha il dovere di dare il buon esempio” ha concluso il cancelliere. Un buon esempio che in Italia ci guardiamo bene dal seguire: e’ tutta la differenza tra chi, pur da destra, ha una visione di futuro e chi invece non ha la cultura per governare un grande paese come l’Italia.

domenica 30 maggio 2010

Lacrime e sangue


Pare ormai definitivo il testo del DDL anticirisi (ma non era un'invenzione dei comunisti?) che il Presidente Napolitano firmera' domani. L'INAF, l'Istiuto Nazionale di Astrofisica per cui lavoro, e' entrato nella lista degli "enti inutili" da tagliare per risparmiare qualche soldo da investire nella guerra in Afghanistan: questa sarebbe la terza riforma strutturale in 11 anni, dato che l'Istituto e' stato formato nel 1999 dai vari osservatori sul territorio nazionale e poi profondamente riformato nel 2003 da questa stessa maggioranza. E non si tratta certo di un ente "inutile": in un'area di ricerca che, oltre ad una notevole valenza scientifica e culturale, ha notevoli ricadute sull'industria nazionale (che così ha potuto lavorare per la realizzazione di strumentazione scientifica di avanguardia), risulta il miglior ente italiano di ricerche fisiche secondo l'ultima indagine svolta dal Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca. Dunque piu' che un ente inutile un centro di eccellenza. Non e' ben chiaro poi dove si risparmi accorpando l'INAF al CNR, ma e' certo che la ritrovata maggior collaborazione fra i vari istituti che compongono l'ente unita a una certa indipendenza di azione sara' perduta insiema alla possibilita' di partecipare ai diversi progetti internazionali di grande rilevanza in cui l'ente era impegnato nonostante le grando difficolta' di bilancio, grazie soprattutto al lavoro di molti giovani precari che rappresentano la maggioranza della forza lavoro dell'ente.

E proprio a questo riguardo arrivano le note piu' dolorose della manovra di Tremonti, al cui confronto il taglio dell'INAF pare una birichinata da ragazzi. Oltre al drammatico blocco delle assunzioni e del turn-over fino al 2014 (e poi si lamentano dei bamboccioni), la finanziaria prevede, per gli enti che "sopravviveranno", un taglio dei contratti a tempo determinato, di ogni genere e natura (TD, co.co.co., assegni e borse) del 50%: il CNR dovra' avere la meta' dei contratti a termine che aveva nel 2009 senza l'INAF, e sara' una strage soprattutto per i borsisti astronomi, con consuegente blocco di quasi tutta l'attivita' di ricerca, in particolar modo per i progetti internazionali di cui sopra in cui l'Italia si e' impegnata probabilmente "al di sopra delle sue risorse", come piace ripetere al nostro Presidente del Consiglio. Peccato che quasi tutti gli altri paesi progrediti, in particolar modo la Germania dalla quale inopitanamente sono partito per ritornarmene in Italia a farmi dare dell'inutile, in tempo di crisi aumentano gli stanziamenti per la ricerca: sanno che i fondi spesi per ricerca e innovazione, compresa quella di base, "can help us to overcome the crisis and emerge from it stronger and with new idea", o per dirla con le ultime parole di una lettera aperta al ministro Gelmini che scrivemmo da Monaco qualche tempo fa "senza risorse la ricerca non avanza, ma senza ricerca un paese regredisce". Come dicevo ieri, per perdere peso ci tagliamo la testa e con lei le speranze di moltissimi giovani, me compreso, congelate fino al 2014.

La manovra varata dal governo, contro la quale si leva la voce non solo dei sindacati, ma anche dello stesso ministro Bondi (!!), fa anche molte altre brutte cose. Fra queste i soliti taglia a caso e senza criterio, senza prendersi la briga di individuare i veri sprechi, che colpiscono sempre gli stessi: enti locali e regioni, dipendenti pubblici fannulloni e lavoratori precari bamboccioni. Divide ancora il Paese e le fasce sociali, senza nessuna vera riforma di cui il paese avrebbe bisogno, e senza alcun intervento strutturale che guardi al medio e lungo periodo. La solita schifezza all'italiana, in cui non si sono fatti mancare neppure il solito condono travestito da lotta all'evasione.

Per protestare contro il taglio dell'INAF e' nato un gruppo su Facebook ed e' possibile firmare una petizione. Per protestare contro tutti gli altri tagli, e le lacrime e il sangue chiesto ai soliti noti il 12 Giugno tutti a Roma.

giovedì 19 novembre 2009

No alla vendita dei beni confiscati


Ho appena firmato e invito a firmare questo appello promosso da Libera contro la norma contenuta in finanziaria per la vendita dei beni confiscati alla mafia per fare cassa, anziche' destinarli con forte significato simbolico e pratico a progetti sociali.

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra"

don Luigi Ciotti
presidente di Libera e Gruppo Abele


Tra i primi firmatari: Andrea Campinoti, presidente di Avviso Pubblico - Paolo Beni, presidente Arci - Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente - Andrea Olivero, presidente ACLI - Guglielmo Epifani, segretario CGIL - Luigi Angeletti, segretario UIL - Filippo Fossati, presidente UISP - Marco Galdiolo - presidente US Acli, Paola Stroppiana e Alberto Fantuzzo, presidenti del comitato nazionale Agesci - Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace - Loretta Mussi, presidente di "Un ponte Per" - Michele Curto, presidente di FLARE (Freedom, Legality and Rights in Europe) - Michele Mangano, presidente Auser - Oliviero Alotto, presidente di Terra del Fuoco, - Giuliana Ortolan, Donne in Nero di Padova - Giulio Marcon, portavoce campagna Sbilanciamoci - Tito Russo, coordinatore nazionale UDS (Unione degli Studenti), Claudio Riccio, referente Link-coordinamento universitario, Sara Martini e Emanuele Bordello - presidenti FUCI.

E inoltre: Nando Dalla Chiesa, Salvo Vitale, Rita Borsellino, Sandro Ruotolo, Roberto Morrione, Enrico Fontana, Tonio Dell'Olio, on. Pina Picerno, Francesco Forgione, Luigi De Magistris, Raffaele Sardo, David Sassoli, sen. Francesco Ferrante, sen. Rita Ghedini, Petra Reski...

sabato 19 luglio 2008

Giorno d'estate, giorno fatto di niente


Nel 16 anniversario della morte di Borsellino, Alberto Di Pisa detto “il Corvo” e' nominato procuratore di Marsala al posto che fu di Borsellino, lui che sparò parole pesanti come macigni contro Falcone. Preferito causa maggiore anzianita', alla faccia della meritocrazia, ad Alfredo Morvillo, colpevole pare di essere cognato di Falcone e soprattutto di essere un bravo e indiscusso magistrato.
Nel frattempo e' in discussione il maxi-emendamento per i tagli alla pubblica amministrazione, praticamente una dichiarazione di guerra piu' che un tentativo di razionalizzazione: i fondi per la scuola vengono tagliati per 456 milioni nel 2009, 1.650 milioni nel 2010, 2.538 nel 2011, 3.188 milioni nel 2012, alla faccia delle tre I; il finanziamento ordinario alle università è ridotto di 63 milioni per il 2009, 190 per il 2010, 316 per il 2011, 417 per il 2012, alla faccia del sostegno alla ricerca; politica energetica basata follemente soltanto sul ritorno al nucleare; bloccata la class action e la stabilizzazione dei precari; tagli pesanti a organici e turn over nell'amministrazione e nella scuola; "nottingham tax" che fa finta di togliere ai ricchi per ripulire i poveri, e altre amenita': qui il testo completo, che ironicamente inizia parlando di competitivita' (!?).
Ci consola la Fenice che dichiara risolta l'emergenza rifuti a Napoli ("Abbiamo mantenuto la promessa in 58 giorni: Napoli e la Campania tornano ad essere pulite e occidentali senza il disastro che ha rovinato la nostra immagine nel mondo. In molti hanno scommesso che il governo non ce l’avrebbe fatta, ma hanno avuto torto. Siamo riusciti in una missione impossibile"). Peccato che a parte le strade del centro molta spazzatura sia ancora la', e quella che e' stata tolta e' stata semplicemente accatastata sotto il tappeto: nessuna traccia di termovalorizzatori, nessuna traccia di discariche a parte le poche militarizzate, nessuna traccia di un progetto serie per uscire davvero dall'emergenza. Solo promesse e la solita propaganda. E meno male che le altre regioni dovrebbero, a detta della Fenice, prendere esempio dalla Campania...
Per gradire, Gasparri definisce il Consiglio Superiore della Magistratura una cloaca, e Bossi ritrova l'intesa con Berlusconi chiedendo di far eleggere al popolo i giudici (argh!). Meno male che ci sono questi padani che ce l'hanno sempre duro: di sicuro e' duro (di comprendonio) il figlio del senatur, bocciato per il secondo anno consecutuivo alla maturita' scientifica.
E' proprio vero che d'estate non succede mai nulla: non si sa piu' nemmeno per cosa indignarsi.

giovedì 20 dicembre 2007

Fiducia


Fisichella e D'Amico annunciano che dopo la fiducia non sosterranno piu' il governo. Mastella si frega le mani e pregusta la caduta. Ognuno tira l'acqua al suo mulino. Ricompaiono in finanziaria gli stipendi d'oro dei manager, la sorte delle comunita' montane passa alla regioni (anche di quelle sul mare), i soldi per le richieste dei camionisti vengono, come sempre, direttamente dalla ricerca. Che si sa, non produce niente e soprattutto non puo' ricattare nessuno. Se si fermano i ricercatori chi se ne accorge? I supermercati e le pompe di benzina restano piene. Il risultato sono 4,4 miliardi in piu' rispetto al testo uscito dal consiglio dei ministri. Tanto costano i ricatti e i particolarismi. Ma potrebbe essere peggio, potrebbero costare il ritorno della Fenice e il tracollo del paese. E' davvero l'interesse dei pochi che ricattano? Al 2008 l'ardua sentenza.

giovedì 15 novembre 2007

Con la Testa da un'altra parte

...Tutto è già qui
nell'ombra delle cose
l'amore che verrà

le partenze e poi le attese

tutto è già qui
anche se non si vede

tutto è già qui e non si lascia dire...


Fuga precipitosa dall'ufficio stasera: ho in tasca un biglietto per il concerto di Gianmaria Testa al Prinzregententheather. Scappo che ancora non e' chiaro se il voto finale sulla finanziaria ci sara' in serata oppure domani. Dopo lo scivolone di ieri proprio sulla borsa di Dottorato qualche preoccupazione c'e', seppure il Biscione abbia gia' fatto marcia indietro con la spalla dolorante sulla spallata. Insomma, c'e' la voglia di lasciarsi andare alle note di Gianmaria, e un po' di tensioni per le sorti del governo.
Ma bastano le prime note, la voce calda di Testa e quel suo piegarsi sulla chitarra come fosse una semplice estensione della sua spalla a metter da parte il Senato. Il concerto e' bellissimo, bravi i musicisti (applauso a scena aperta su un assolo di... valigia), emozionante come sempre e piu' sciolto del solito il cantautore-capostazione di Cuneo. Le musicalita' sono intense e lievi assieme, dolci di una delicatezza malinconica, ma capace di leggere la bellezza nelle cose piu' semplici.
La serata e' incentrata sull'ultimo concept-album sui migranti, ed e' curioso ascoltarlo da emigrante proprio in terra di Germania. "Eppure lo sapevamo anche noi l'amaro del partire": lo sappiamo ancora, anche se si parte con prospettive e motivazioni assai diverse.
"Tutto è già qui e non si lascia dire", ma la serata qualche chiave di lettura in piu' me la suggerisce, con una musica e una voce capace di avvologerti e scaldarti.
Tornato a casa apro, prosaisticamente, un browser: la Finanziaria e' approvata, i Diniani votano ma lasciano l'Unione. Class action, criteri sensati di stabilizzazione del precariato nella pubblica amministrazione, tetto ai salari dei manager pubblici, le misure gia' approvate del decreto fiscale e altro ancora. Buone cose, ma come lo stesso Dini sottolinea nel suo discorso, bisogna fare di piu'. Solo che poi ne conclude la necessita' di uscire dall'Unione, mossa che puo' servire solo a riconsegnare il paese a una destra che si e' gia' dimostrata capace di portarlo sull'orlo del baratro. Chissa' se andandosene lascera', almeno, la porta aperta e una manciata di polvere di gesso...

giovedì 8 novembre 2007

Finanziaria avanti piano


Mentre c'e' chi sente aria di elezioni, la Finanziaria procede al Senato lenta ma senza scossoni. Almeno c'e' la possibilita' di vedere pezzo alla volta le varie norme al varo. Leggendo il resoconto degli articoli con emendamenti gia' votati, si scopre che le autocertificazioni di reddito, ad esempio per gli asili nido, saranno inviate all'Agenzie per le Entrate per evitare i soliti furbi; che si gettano le basi per il federalismo fiscale dell'Irap, detrazioni per chi si abbona ai trasporti pubblici, si mette un limite agli stipendi dei parlamentari, ma senza esagerare. Dei due voti che mettono infatti d'accordo opposizione e gran parte della maggioranza uno e' contro un emendamento di Turigliatto e Rossi per dimezzare lo stipendio a Senatori e Deputati. Ma qualcosa almeno si muove anche la'. Assurda anche la barricata bipartisan a difesa di un privilegio altrettanto assurdo della Chiesa, l'esenzione dall'ICI anche per i suoi immobili ad uso commerciale. Mi sembra evidente che nessuno ha il corsaggio di andare contro la Chiesa anche quando gode di privilegi inaccettabili.
Resta comunque il fatto che dei tre principali problemi finanziari del paese, solo contro l'evasione fiscale ci si sta muovendo con efficacia. Precariato e debito pubblico, quelli che piu' pesano e peseranno sulle giovani generazioni, sono ancora la' dove li aveva lasciati un signore molto piccolo, che sta provando a giocare di spalla per ritornare al sole.

venerdì 19 ottobre 2007

Governo da Guinness


Questo e' proprio una maggioranza da Guinness dei primati. Oltre ad avere la truppa di governo piu' numerosa della storia repubblicana, e' appena riuscita a battere un nuovo record: per la prima volta la maggioranza presenta su una manovra finanziaria, appena arrivata al Senato, piu' emendamenti dell'opposizione, 1036 a 752. Facile l'ironia di Schifani, "ormai si fanno opposizione da soli". Intanto i numeri potrebbero ancora salire, c'e' tempo fino a lunedi' per pareggiare il conto. Martedi' infatti comincia la discussione, con la maggioranza che riesce a denunciare ad ogni passo la difficolta' a tenere insieme tutte le sue anime.
Sempre sulla finanziaria, Oliviero Beha segnala sul suo blog che un paragrafo astruso in legalese proroghera' ancora fino al 2012 la scadenza per Retequattro e RaiTre a spostarsi sul digitale. Europa 7 dovra' ancora aspettare, nonostante le sentenze di Corte Costituzionale, Consiglio di Stato e Corte di Giustizia Europea. Un'altra vicenda surreale e indegna messa in piedi dal passato esecutivo per salvare Retequattro, e che evidentemente sta a cuore anche a qualcuno dell'attuale maggioranza. E' vero che si sta ancora cercando di promuovere la tecnologia per rendere fruibile il digitale terreste, ma sinceramente non ci sono scuse per far restare Europa7 una TV che non c'e' e lasciare Retequattro trasmettere senza concessione.
A proposito di Europa, ieri notte finalmente l'accordo sul trattato UE per il funzionamento istituzionale dell'Europa a 27. Oltre alle solite grane con le bizze polacche per mantenere un loro diritto di veto, questa volta anche l'Italia protestava per il taglio al numero dei suoi Eurodeputati. Alla fine ne otteniamo uno in piu' per pareggiare la Gran Bretagna, ma a costo di portare da 750 a 751 il numero di seggi a Bruxelles. Insomma, riusciamo a far strabordare anche l'Europa.

giovedì 11 ottobre 2007

Si inizia bene


Il governo battuto in commissione difesa al Senato, quella presieduta da De Gregorio, sulla valutazione della Finanziaria. Approvata con qualche commento nelle altre commissioni. Certo che per la finanziaria luci e ombre dell'una tantum che non risolve e del taglio su ICI e affitti che poco redistribuisce, essere bocciata per i tagli alle spese militari e' proprio il colmo... e pensare che finalmente rilancia l'edilizia popolare!

venerdì 28 settembre 2007

Il contratto e il bidet


Mentre in Birmania, fortunatamente, i soldati cominciano a imparare che l'obbedienza non e' piu' una virtu', in Italia tra litigi e magliette rosse si sta decidendo sulla finanziaria 2008. Mentre attendiamo gli esiti tra voci piu' o meno attendibili, la sensazione e' che il messaggio da dare sia che il peggio e' passato e si puo' cominciare a costruire dopo l'emergenza. Seppure, ancora una volta, con troppa timidezza. Ma aspettiamo prima di giudicare.
E nell'attesa leggo su Internazionale il trafiletto di Luca Sofri, che segnala come gli Americani hanno bisogno dello spot per convincersi a pulirsi il sedere, dal momento che "sapete… la carta tende a… distribuire il problema". Imperdibile, con i sederini puliti sorridenti. La tipa piu' esilarante e' la seconda da sinistra. Cliccare per credere.
Non contento, leggo e scopro come fare per scampare alle promesse da marinaio dei politici. A Udine anche il voto di scambio e' sotto contratto. E se non si rispettano i patti, scatta la denuncia. Coinvolto nientepopodimeno che il presidente della provincia. Sarebbe il massimo andasse in galera non per voto di scambio ma per inadempienza contrattuale. Anche chi fece un contratto con gli Italiani qualche anno fa e' avvertito...