Visualizzazione post con etichetta corruzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta corruzione. Mostra tutti i post

venerdì 4 giugno 2010

Misure anticrisi



In Extramadura invece promuovono l'autoerotismo, 14000 euro per la campagna "El placer está en tus manos": mi sa che la differenza di approccio dipenda dal nome della regione...

venerdì 26 febbraio 2010

O tempora, o mores!


L’editorialista del “Corriere della Sera” aveva appena finito di scrivere che il problema della corruzione in Italia non è politico, perché tutta l’Italia è corrotta, anzi “la corruzione italiana appare invincibile; rinasce di continuo perché in realtà non muore mai, dal momento che a tenerla viva ci pensa l’enorme serbatoio del Paese”, che subito il Procuratore generale della Corte dei Conti è sembrato dargli ragione. Ha detto infatti nella sua relazione annuale che le denunzie per corruzione sono salite del 229 per cento nel 2009, e del 153 per cento quelle di concussione, che aumentano le citazioni in giudizio per danno erariale, che si sprecano risorse pubbliche e si lasciano in asso opere già iniziate, che dilaga l’arbitrarietà e “opacità” degli appalti, si moltiplicano spese inutili per la sanità e si lamentano “dazioni illegittime corrisposte per la determinazione e revisione del prezzo delle medicine”, e via delinquendo.

Tuttavia il quadro dell’Italia che risulta dalla severa denuncia del Procuratore non convalida l’analisi del giornale lombardo, secondo cui se tutti sono corrotti non ci si può fare nulla, perché in Italia ci sarebbe poca legalità, molto anarchismo e troppe famiglie; e le ultime inchieste che hanno distrutto il mito benefico della Protezione civile nonché le intercettazioni prima, durante e dopo il terremoto, non consentono di dire che la causa della corruzione non è la politica, e che i politici non sono peggio degli altri, uguali come sono tra destra e sinistra.
Non è così, perché i reati indicati dalla Corte dei Conti sono tutti occorsi nella sfera pubblica, e se non ci fosse stato il concorso per azione o omissione della politica, non sarebbero stati possibili; e se corruzione e concussione sono aumentate in modo esponenziale da un anno all’altro, vuol dire che in quell’anno è successo qualcosa nelle regole, nelle pratiche e nel codice etico del governo; e il governo non è “la politica” ma è, nell’Italia di oggi e nel sistema che ci siamo dato, una gestione politica seccamente di parte, e più propriamente della destra al potere.
Ora la questione non è affatto che ci sia più moralità a sinistra e più lassismo a destra. Questo statisticamente può anche essere vero, ma se funzionasse un sistema di norme, di limiti, di controlli e di garanzie, ciò arginerebbe la corruzione e terrebbe alto il livello della moralità pubblica, indipendentemente dal colore politico dei ladri e dei corrotti, che pur singolarmente continuassero ad esserci.
Al contrario l’attuale governo persegue precisamente il programma di smantellare il sistema delle regole. Con l’approvazione alla Camera della legittima latitanza per il presidente del Consiglio e i suoi ministri, con i processi che in futuro scadranno come i medicinali, col voler coprire di vergogna ogni inchiesta penale riguardante i propri amici, quello che Berlusconi e Alfano stanno cercando di fare, ben al di là della tutela personale del premier, è la trasformazione della giustizia e della magistratura in un’opera del regime. In questo senso la Tangentopoli del terzo millennio, come la chiama Ignazio De Magistris, non è come quella degli anni 90; quella segnava un inizio, questa potrebbe segnare una fine; perché come la prima Tangentopoli fu possibile perché la rottura della compattezza del regime democristiano liberò la magistratura e permise che essa tornasse semplicemente a fare il suo dovere, esercitando il controllo di legittimità, così l’attuale Tangentopoli potrebbe essere l’estrema prova di vitalità prima che ogni inchiesta sia impedita da un nuovo vincolo di regime. Ma nello stesso tempo è una prova di resistenza, a dimostrazione del fatto che nonostante tutto la Costituzione resiste, resistono i magistrati e resiste la Corte Costituzionale.
Che il pericolo sia grande è dimostrato dal fatto che scoperchiando il vaso di Pandora della Protezione civile, in cui si è trovato di tutto, dai terremoti alla festa del santo patrono, si è anche messa in luce la vera natura politica dell’azione di governo in corso. Essa consiste nello sprofondare la democrazia in un perenne stato d’eccezione, che di per sé reclama la decisione di un potere sovrano; di qui il precipitare della “governabilità” verso una sistematica decretazione d’urgenza, un esercizio del potere in deroga a vincoli e controlli, la proliferazione di autorità “extra ordinem” che operano discrezionalmente e operano per mezzo di ordinanze, sottratte alle regole vigenti per tutte le altre fonti normative. Come hanno detto i Comitati Dossetti per la Costituzione, che ora rilanciano la loro azione, “al di là della debolezza degli uomini un sistema così arbitrario costituisce un naturale terreno di coltura di corruzione e di prostituzioni Statali, oltre a far cadere le difese contro l’invadenza della criminalità organizzata”.
La conclusione è che la corruzione si può combattere, se si corregge e riforma il sistema politico, e si riprende la grande strada del costituzionalismo, che vuol dire regole, diritti e libertà.

Raniero La Valle

Intanto per la Cassazione l’avvocato David Mills è si' colpevole di essersi fatto corrompere con 600 mila dollari per favorire l’imputato Berlusconi in due processi (tangenti alla Guardia di Finanza; fondi neri Fininvest – All Iberian), ma non può più essere punito, perché ha incassato la tangente più di dieci anni fa, e quindi la condanna va in prescrizione. Della condanna di primo grado, confermata anche in appello, resta valido quindi il risarcimento civilistico del danno morale (che non cade in prescrizione): Mills dovrà versare 250 mila euro (contro i 600 mila dollari che si e' reso) allo Stato italiano, che per legge, paradossalmente, è rappresentato nel processo dalla presidenza del consiglio dei ministri. Che intanto grida al complotto e parla di assoluzione... come subito fanno anche i cinegiornali.

mercoledì 17 febbraio 2010

18 anni, peggio di prima


A Milano, il consigliere comunale del Pdl Milko Pinnisi è stato arrestato sulle scale di Palazzo Marino mentre intascava una tangente. Si è difeso spiegando che si trattava di un impegno istituzionale: erano in corso le celebrazioni per i 18 anni di Tangentopoli. Il 17 febbraio del 1992 veniva infatti arrestato nel capoluogo lombardo Mario Chiesa: l’antenato del moderno amministratore corrotto. Chiesa aveva un suo metodo primitivo, ricostruito nel dettaglio dagli storici di scuola socialista: usciva la mattina per procacciarsi le tangenti che poi depositava in diversi conti bancari, con un sistema di rotazione delle valute regolato dal ciclo lunare. Da allora la specie si è evoluta e la raccolta delle tangenti segue un modello industriale, che ha permesso di incrementare la corruzione del 229% (fonte «Corte dei Conti», anche se mentre leggete la percentuale è salita al 300% e la Corte dei Conti, per velocizzare l’assegnazione degli appalti, è stata abolita e rimpiazzata da un criceto con un pallottoliere). Per celebrare l’anniversario di Tangentopoli, il governo ha dato vita a «Tangentopoli 2», una new town costruita a tempo di record dalla Protezione Civile. Per la realizzazione dell’opera, Bertolaso ha assegnato una commessa milionaria a una cordata di imprenditori composta da Diego Anemone, suo cognato, una ballerina brasiliana di lap dance, il cognato della ballerina e il cognato di Francesco Rutelli: l’unico che non era raccomandato da un politico influente. Il Pd ha protestato per lo strapotere concesso a Bertolaso, che effettivamente appare eccessivo: dalle intercettazioni disposte dai magistrati emerge che il capo della Ps controllava perfino gli appalti per la costruzione delle villette nei plastici di Bruno Vespa. Per celebrare l’anniversario di Tangentopoli è inoltre uscita un’edizione da collezione del Monopoli. Nella nuova versione del gioco da tavolo non ci sono più le vecchie lire: per costruire alberghi a Parco della Vittoria ora servono tre escort.

martedì 6 ottobre 2009

Fininvest e Giussano



Ecco, in un blog di un paese normale adesso saremmo tutti a ridere del filmone su Alberto da Giussano (anzi, sul Barbarossa), dei lumbard sceneggiati da comparse rumene, e di Bossi che ripete che e' un capolavoro nonostante tutti gli sfondoni di cui e' fatto. E invece ci tocca sottolineare l'incredibile: nonostante per la seconda volta sia stato riconosciuto colpevole di corruzione in una sentenza, Berlusconi resta al suo posto "per non tradire il mandato degli elettori". Il tutto mentre i suoi collaborat... ehm, dipendenti gridano al "progetto eversivo", convocano una manifestazione contro la sentenza di risarcimento danni al gruppo De Benedetti da parte di Fininvest nella vicenda del Lodo Mondadori, senza pero' spiegare ai comuni mortali per quale motivo mai intralcerebbe l'operato del Governo. E pensare che quattro ministri inglesi hanno lasciato il governo britannico alla vigilia delle Europee in seguito a uno scandalo dei rimborsi gonfiati che riguardava qualche taxi finto o una notte in hotel con la moglie. O al deputato tedesco dimessosi per una storia di utilizzo di miglia premio Lufthansa utilizzate per uso personale ma accumulate sul lavoro. In Italia si parla di una delle case editrici più grandi del paese acquistata grazie ad una gigantesca corruzione, ma il golpe e' dei giudici e dei giornali in mano alla sinistra. E avvocati vanno in televisione a dire che il loro assistito e' stato giudicato in sede penale completamente estraneo alla vicenda, quando si e' salvato solo per la prescrizione senza che nessuno osi smentirlo. Probabilmente ha ragione Ellekappa, Berlusconi ha lo stesso problema con le sentenze e con le donne: se non le paga non sono carine con lui.