Visualizzazione post con etichetta formigoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta formigoni. Mostra tutti i post

lunedì 18 ottobre 2010

Causa ed effetto


Il riconteggio in Piemonte conferma che Cota avrebbe perso le elezioni, che avrebbero dovuto nominare governatore dle Piemonte Mercedes Bresso. Cota parla di attentato alla democrazia.

Formigoni ha presentato la candidatura con un corredo di firme quasi tutte false. Ma i magistrati che indagano stanno cercando di scalzarlo dalla sua poltrona, alla quale, comunque sia, non avrebbe poturto candidarsi.

Commenta Metliparaben: "[...] la colpa più grave del berlusconismo, alla fine della fiera, non è di ordine politico, ma piuttosto culturale, o per meglio dire logico: aver convinto gli italiani che quando gli eventi sono sfavorevoli non sia necessario analizzarne le cause, e se del caso rimuoverle. Basta scambiarle con gli effetti, e il gioco è fatto"

Sabato il corteo FIOM, che manifesta in maniera assolutamente corretta e pacifica contro il governo. Nonostante che "esperti" del ministero degli interni avessero affermato con certezza la presenza di elementi "anarco-insurrezionalisti", qualunque cosa siano. Probabilmente una varieta' di prezzemolo, perche' a detta di Maroni sono ovunque ci sia qualcuno che non e' d'accordo con lui. A meno che non siano funzionari del suo Ministero...

giovedì 4 marzo 2010

Due pesi, nessuna misura


La Polverini, nel Lazio, e Formigoni, in Lombardia, stanno provando a silurarsi da soli. La prima per via di un panino farcito di divisioni all'interno del Pdl, il secondo per avere trattato con leggerezza il passaggio burocratico della presentazione delle liste (eppure è la quarta volta che si presenta come candidato presidente, e non potrebbe nemmeno). La prima dovrebbe essere riammessa (ma non la lista PDL che la sostiene a Roma), mentre per Formigoni pare che non ci sia niente da fare date le irregolarita' nelle firme, a meno di un decretino ad hoc che cambi le regole a partita finita. Perche' dopo aver discusso di igieniste e velone, amici di Bondi e fisioterapisti, geometri con posizioni in lista si sono resi conto di essere in un partito che non esiste, dove trovare anche 3500 firme e' un'impresa non da poco.
Scomposte le reazioni del governo, che parla di golpe, di forma anteposta alla sostanza, con protagonista assoluto il ministro della difesa (della difesa!) che dice che "Non accetteremo una sentenza che impedisce ai nostri elettori di votarci. Siamo pronti a tutto. Non rispondiamo delle nostre azioni". Un Benito La Russa pronto a far marciare su Roma i carri armati dell'esercito e a fare un gran polverone per sostenere la Polverini. Si sono fatti un «autogolpe» da soli, ma adesso sono pronti a rovesciare il tavolo delle regole e delle istutuzioni democratiche come i bambini beccati con le mani nella marmellata, senza ritegno e senza decoro. Mancanza di decoro confermata, ancora una volta, dagli indegni applausi a Di Girolamo alle sue dimissioni dal Senato.
Ma se da un lato il governo e' pronto a cambiare retroattivamente termini e regole per le elezioni democratiche (democratiche?), su altre cose e' ben deciso a non cedere di un millimetro. Anzi, a confondere le acque fin che puo' per tenere in scacco i suoi unici capri espiatori: gli stranieri. Paolo Rumiz su Repubblica spiega molto bene la follia delle regole sulla presunta sanatoria Maroni, trasformata in gran segreto in un trappolone: gli immigrati che hanno fatto domanda di sanatoria ma in passato non hanno rispettato un decreto di espulsione vanno rispediti a casa. O almeno forse vanno rispediti a casa. Per qualche questura (Trieste, Riimini e Perugia) sono criminali da allontanare, per altre (Milano, Venezia, Bologna) sono irrogolari da sanare con una sanatoria, che serve apposta. Con il risultato di annullare ogni effetto della presunta sanatoria, trasformatesi in una retata e nell'ennessima beffa. Due pesi, nessuna misura.