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venerdì 12 giugno 2009

Bene comune imbavagliato


Il nuovo testo del ddl intercettazioni, frutto del maxi-emendamento presentato ieri dal governo, ha incassato la fiducia alla Camera, la 19/a dall'inizio della legislatura. E la fiducia a voto segreto e' stata incassata con 20 voti in piu' rispetto a quelli della maggioranza, segno che anche dall'altra parte c'e' qualcuno che ha qualcosa da nascondere e che lo antepone al bene comune. Infatti e' facile immaginare quali siano le conseguenze di questa legge bavaglio sulla collettivita': si impedisce alle forze di polizia e alla magistratura inquirente di individuare i responsabili di gravissimi reati, qui qualche esempio recente. Insorgono giornali non compiacenti, la magistratura e l'associazione magistrati, che fanno i conti delle intercettazioni che non si potranno più fare in futuro e di quelle che, in un passato recente, non sarebbero mai state possibili o comunque non si sarebbero mai potute pubblicare, né nella versione integrale, né tanto meno per riassunto. "La scelta proposta è tra la protezione della privacy di pochi e quella della sicurezza di tutti" ha detto Gentiloni nelle dichiarazioni di voto. Il governo parla tanto di sicurezza, e poi non lesina ad anteporre al bene e alla sicurezza di tutti l'impunita' e la salvaguardia di un decoro ormai perduto del suo Sultano. Un attacco doppio, alla liberta' di stampa e alla magistratura inquirente. Vergogna.

giovedì 12 febbraio 2009

Parola d'ordine sicurezza


Le nuove norme presentate dal Ministro Alfano in un disegno di legge che regola le intercettazioni, e che presto sara' in discussione alle Camere, stanno preoccupando non poco i magistrati e gli inquirenti.
Il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, pubblico ministero a Roma, ha applicato per Repubblica a un caso concreto, il rapimento di un bambino, la nuova disciplina delle intercettazioni, dimostrando come la nuova legge renda le indagini più difficili e meno efficaci. Come sempre parola d'ordine sicurezza: quella dell'impunita'.

sabato 30 agosto 2008

Lezioni


La Fenice, attraverso il fido Panorama, pubblica delle intercettazioni che dovrebbero compromettere Romano Prodi, registrato mentre chiede consigli per il figlio e si informa su dei finanziamenti per il consuocero (che non ho idea di che tipo di parente sia). Subito inizia a destra lo straccio delle vesti: prima Schifani ("Auspichiamo che il Parlamento si assuma la responsabilita' di intervenire al piu' presto sull'annoso e deprecabile tema delle inopportune pubblicazioni delle intercettazioni prive di rilevanza penale"), poi lo stesso Silvio si esibiscono in una pelosa e interessata solidarieta' con l'ex rivale, per spianare il percorso del decreto che dovrebbe tappare definitivamente la bocca e all'informazione e agli investigatori. Cosi' la Fenice: “La pubblicazione di telefonate che riguardano Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà non è che l’ennesima ripetizione di un copione già visto. E’ grave che ciò accada e il Parlamento deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali”. Evidentemente la liberta' fondamentale della Fenice non solo di restare impunito, ma anche di non far sapere le varie sconcezze che commette.
Per fortuna arriva lesta la replica di Prodi, che dimostra ancora una volta, se ancora ce ne fosse bisogno, la differenza abissale fra i due, quella per dirla come Domenico fra uomini, ometti e quaquaraqua:

Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l'inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama, non vorrei che l'artificiale creazione di questo caso politico alimentasse la tentazione di dare vita nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che, in molti casi, si è dimostrato indispensabile per portare alla luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie. Da parte mia non ho poi alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche

Bastera' per far imparare a Silvio la lezione, o continueremo a veder piegata la legalita' al salvare le apparenze per i comodi del nostro amato Primo Ministro, quello che ha sempre la coscienza a posto?