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venerdì 12 giugno 2009

Bene comune imbavagliato


Il nuovo testo del ddl intercettazioni, frutto del maxi-emendamento presentato ieri dal governo, ha incassato la fiducia alla Camera, la 19/a dall'inizio della legislatura. E la fiducia a voto segreto e' stata incassata con 20 voti in piu' rispetto a quelli della maggioranza, segno che anche dall'altra parte c'e' qualcuno che ha qualcosa da nascondere e che lo antepone al bene comune. Infatti e' facile immaginare quali siano le conseguenze di questa legge bavaglio sulla collettivita': si impedisce alle forze di polizia e alla magistratura inquirente di individuare i responsabili di gravissimi reati, qui qualche esempio recente. Insorgono giornali non compiacenti, la magistratura e l'associazione magistrati, che fanno i conti delle intercettazioni che non si potranno più fare in futuro e di quelle che, in un passato recente, non sarebbero mai state possibili o comunque non si sarebbero mai potute pubblicare, né nella versione integrale, né tanto meno per riassunto. "La scelta proposta è tra la protezione della privacy di pochi e quella della sicurezza di tutti" ha detto Gentiloni nelle dichiarazioni di voto. Il governo parla tanto di sicurezza, e poi non lesina ad anteporre al bene e alla sicurezza di tutti l'impunita' e la salvaguardia di un decoro ormai perduto del suo Sultano. Un attacco doppio, alla liberta' di stampa e alla magistratura inquirente. Vergogna.

giovedì 28 maggio 2009

Sicurezza low cost


Mentre il governo continua a riempirsi la bocca con la sicurezza, preparandosi ad approvare un cosiddetto "pacchetto sicurezza" tra le manovre piu'abiette della storia d'Italia, la celere scende in piazza non per contrastare no-global e ultras, ma in sciopero per la prima volta nella loro storia. La protesta degli agenti dei 14 reparti Mobile italiani è originata dal mancato pagamento da gennaio degli straordinari, oltre alla mancanza sempre piu' grave di risorse per il settore, nonostante i proclami governativi. Come suggerisce Marta, adesso cosa faranno? Manderanno le ronde a seguire il corteo della celere?

Intanto a Firenze si organizzano le prime "controronde": gruppi di volontari che cercheranno di difender ei cittadini non da extracomunitari legali o illegali, ma "da chi li sfrutta, li mal­tratta, li usa come fazzoletti di carta e poi li getta nel cestino del­la spazzatura sociale". Dovrebbero partire la prossima settimana: "Primi obiettivi i cantieri edili. Andremo lì a sorvegliare, a vedere se questi ragazzi che arrivano dai paesi più poveri sono sfruttati e li aiutere­mo a superare i problemi, dare­mo loro consigli utili e anche assi­stenza legale. E denunceremo gli sfruttatori. Poi controlleremo pu­re il tasso di razzismo in città e se ci sono pericoli di raid".

giovedì 21 maggio 2009

Granducato


La risposta della Regione Toscana al decreto sicurezza gia' approvato alla Camera e' una proposta di legge regionale finalizzata all'accoglienza solidale dei cittadini stranieri e dell'integrazione partecipe. Il testo contiene una serie di norme per garantire condizioni di pari opportunità e uguaglianza tra i cittadini. Non solo: in direzione diametralmente opposta al testo nazionale in discussione alle Camere, la Regione considera la salute e le cure mediche «come diritto fondamentale della persona riconosciuto in base alla Costituzione ed alle norme internazionali»» e si impegna a «rendere concretamente fruibili in ogni ente del servizio sanitario regionale tutte le prestazioni previste per i cittadini stranieri non iscritti al servizio sanitario regionale». Si mira anche all'estensione del voto amministrativo agli stranieri residenti, alla creazione di progetti di formazione professionale e valorizzazione del titolo di studio acquisito in patria, al garantire liberta' di culto in luoghi adeguati, e percorsi di formazione interculturale. Insomma, a vedere l'immigrazione non solo come un fenomeno legato alla criminalita' e alla sicurezza, ma come una risorsa da valorizzare per gli stranieri e per i toscani. Scontato quanto durissima l'ostruzione dell'opposizione che ha fatto slittare il voto a mercoledi' 27: invocano una misteriosa incostituzionalita' e l'incompaibilita' con le norme nazionali in via di approvazione. Evidentemente l'idea delle destre e' quella di un federalismo a singhiozzo, che va bene solo quando va bene a loro. Comunque sia, un bel segno dalla Toscana, finalmente non solo la terra della guerra ai lavavetri ma la degna erede del Granducato che per primo nel mondo aboli' la pena di morte.

mercoledì 22 aprile 2009

Meno coni per tutti


Una legge regionale Lombarda approvata ieri, di cui ancora sfugge l'interpretazione vera visto che e' scritta malissimo, vieterebbe la vendita di generi alimentari da asporto dopo l'una di notte "per evitare assembramenti". Il bello viene con la specifica: "I comuni [...] possono autorizzare, per la sola vendita, deroghe all'orario di apertura e di chiusura". Il gelato magari si potra' comprare, ma per mangiarlo la mattina dopo. Vietato anche consumare all'esterno dell'esercizio, tutti stretti davanti alla cassa. Non capiscono un cono. In realta' la legge pare sia voluta fortissimamente dalla Lega per colpire i venditori di kebab e altro cibo etnico, sgradito ai padanissimi celoduristi. Il risultato invece colpisce duramente anche gelatai, pasticceri notturni, pizzaioli al trancio, tutti italianissimi, e costringe a un delirante coprifuoco tutti i Lombardi: fanno un deserto e lo chiamano sicurezza. Questi della PDL, come dice Marcello, autore dell'emendamento che fa slittare dalle 24 alle 1 l'ora della zucca, dovrebbero cambiare nome al partito: perchè di libertà ne rosicchiano un tanto al trancio.

mercoledì 8 aprile 2009

Ogni tanto una buona nuova


Il governo va sotto su un voto segreto relativo all'allungamento a 180 giorni della durata della detenzione degli immigrati nei CPT nell'ambito del pacchetta sicurezza. Hanno votato l’emendamento il Pd, l’Udc e diciassette deputati del Pdl. La Lega ha lasciato l'aula insultandosi con il Pdl, mentre come suggerisce Francesco sara' molto meno arrabbiata con i dieci deputati del partito di Antonio Di Pietro che si sono invece astenuti. Una rondine fa primavera? Dopo la rimozione delle ronde dal decreto, un'altra buona notizia. Vista la mala parata dovuta all'applicazione della democrazia, la destra torna all'antico, alla fiducia. La Russa: "Nessun passo indietro, metteremo la fiducia probabilmente lunedì 20 aprile. L'atteggiamento della sinistra ci costringe a un voto di fiducia che è figlio di un'inutile e sterile polemica". Evidentemente per il ministro opporsi alla politica razzista del governo e' sterile polemica: per chi non la pensa come lui c'e' l'appello di Sinistra Cristiana "Fermatevi prima che sia troppo tardi".

martedì 25 novembre 2008

La grande paura e' finita


Possiamo finalmente togliere i sacchi di sabbia dalle finestre. Come ci spiega il rapporto Demos in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia per Unipolis sulla rappresentazione della sicurezza, nell'ultimo anno si è ridotta sensibilmente la percezione della minaccia prodotta dalla criminalità a livello nazionale e soprattutto nel contesto locale. Dai sondaggi emerge che oggi il problema più urgente per il 31% degli italiani è la criminalità comune. Un anno fa era piu' del 40%. Il 21% indica l’immigrazione, 5 punti meno di un anno fa. Gli immigrati stessi sono considerati “un pericolo per la sicurezza” dal 36% degli italiani: quasi 15 punti percentuali meno di un anno fa e 8 rispetto allo scorso maggio. Il legame fra criminalità comune, sicurezza e immigrazione che, negli ultimi anni, è apparso inscindibile, agli occhi dei cittadini, oggi sembra essere se non sparito drasticamente calato.
Merito del Governo e della sua Emergenza? Tutt'altro: gli sbarchi dei clandestini, ad esempio, sono raddoppiati nel 2008 rispetto all'anno precedente, e i reati erano gia' in calo prima di Berlusconi. Come sempre piu' spesso avviene,
non sono i fatti ad aver cambiato le opinioni ma al contrario le opinioni si sono separate definitivamente dai fatti. Se infatti da un lato la paura dei cittadini si e' spostata sulla crisi economica (e invece dei campi Rom si bruciano i poveracci per esorcizzarla), dall'altro la ricerca spiega dati alla mano come sulla programmazione dei telegiornali di prima serata ci sia stata una forte crescita di notizie sulla criminalità comune nell'autunno di un anno fa e un successivo declino, particolarmente rapido dopo maggio. Il peso delle notizie "ansiogene" è risultato, udite udite, nettamente più elevato sulle reti Mediaset. Oggi semplicemente spaventare la gente non paga piu', se non si e' capaci con poche migliaia di soldati per strada di fronteggiare i veri problemi. Cosi' Michele Serra sull'Amaca di Repubblica:

Ci sono cose che già si sanno, o perlomeno si intuiscono. Ma vederle nero su bianco, confermate e dimostrate, lascia ugualmente di stucco. Ieri questo giornale ha dato giustamente largo spazio a uno studio realizzato dall’istituto Demos in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia. Lo studio dice questo: la paura del crimine, che tanta parte ha avuto nell’ultimo esito elettorale, non si fonda su dati reali. I crimini sono in calo. In aumento esponenziale, invece, è stata la quantità di cronaca nera diffusa dalla televisione: i telegiornali Mediaset al primo posto, il Tg3 il meno zelante in questo mercato dello spavento. L’overdose di notizie ansiogene riguarda l’intero 2007 e il primo semestre del 2008. Negli ultimi mesi (dopo le elezioni) la cronaca nera nei telegiornali è drasticamente scemata. Lo studio aggiunge, ed è quasi pleonastico, che paura e insicurezza sono sentimenti direttamente proporzionali al numero di ore che si trascorrono davanti alla televisione. Chi ne vede molta è spaventatissimo. Chi ne vede poca lo è assai meno, probabilmente anche perché esce più spesso di casa e ha dunque modo di farsi un’idea reale, empirica e personale, di quello che accade. Che la paura fosse un’arma politica già lo si sapeva. Che la sua diffusione fosse così sapientemente pilotata lo si poteva solo sospettare. Ora è una certezza.

martedì 23 settembre 2008

Uomo morde cane


Da CorriereFiorentino.it:

Ha reagito contro il rapinatore, che era armato di trincetto, riuscendo a sventare il colpo in banca. Protagonista un cliente dell’istituto di credito, un romeno di 33 anni, che nella colluttazione con il malvivente, poi fuggito, ha riportato ferite alla testa, giudicate guaribile in tre giorni. A ricostruire alla polizia quanto accaduto stamani, intorno alle 11, in una banca di via Volturno a Sesto Fiorentino, sono stati alcuni testimoni che si trovavano nell’istituto di credito. I presenti hanno riferito agli agenti poi intervenuti che un uomo, alto circa un metro e 70, di corporatura esile, era entrato in banca, armato di trincetto, con il chiaro intento di compiere una rapina. Ma un cliente, identificato poi per il romeno, ha reagito avventandosi contro il malvivente con cui ha poi avuto una colluttazione. Il rapinatore è quindi scappato per sottrarsi all’arrivo della polizia. Sul posto sono intervenuti personale delle volanti e della squadra Mobile, alla quale sono affidate le indagini, oltre alla polizia scientifica per i rilievi del caso. Il trincetto utilizzato dal rapinatore, rinvenuto sul posto, è stato sequestrato.

Altro che esercito. Ma quando tutti i rumeni saranno stati rimpatriati (come chiede Maroni), chi restera' a vigilare sulle nostre strade?

martedì 2 settembre 2008

Posta da Cantu'


A seguito della lettera inviata al Sindaco di Cantu', riceviamo risposta (in realta' Cosimo solamente, per motivi tuttora non chiari, probabilmente legati al suo magnetismo a cui il primo cittadino brianzolo non e' affatto immune) dall'addetto alla comunicazione del Comune. Riporto per completezza qua di seguito la lettera ricevuta, l'allegato comunicato stampa del sindaco, il testo completo della delibera e per finire la nostra risposta per ringraziare della solerzia e della gentilezza, pur riproponendo il nostro punto di vista. Perche' anche una cureggia al vento puzza. Perche' i prossimi non siano i giocatori di colore della locale squadra di basket. Per chi fosse interessato, buona lettura.


La risposta dal Comune di Cantu'

Con ogni probabilità, il Suo stupore, così come il Suo sconcerto, sono da ricondursi al fatto che in merito a questa Deliberazione di Giunta Comunale - inerente al tema della Sicurezza Urbana - sono apparsi diversi articoli di stampa, alcuni dei quali piuttosti sbrigativi e lacunosi.
Per una Sua più completa informazione, Le alleghiamo sia la Deliberazione in questione, sia una nota che chiarisce il senso complessivo del Provvedimento stesso.
Richiamiamo la Sua attenzione, in particolare, sul fatto che nella Deliberazione non si parla affatto di possibilità che chi si accettino "denunce anonime" - che non saranno affatto accettatte - ma solo che verrà garantita la riservatezza dei dati anagrafici di chi accederà al servizio (nel pieno rispetto della normativa sulla privacy)
Dr Giovanni Bernardi
Addetto alla Comunicazione
Segreteria del Sindaco
Comune di Cantù

Il comunicato stampa

Città di Cantù
C O M U N I C A T O S T A M P A
DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE IN TEMA DI SICUREZZA URBANA

L’Amministrazione Comunale di Cantù ha in questi giorni approvato una Deliberazione di Giunta Comunale (che Vi alleghiamo) con la quale si è inteso migliorare il quadro complessivo della Sicurezza Urbana.
Tutte le premesse e motivazioni che stanno alla base del citato Provvedimento sono puntualmente riportate nel preambolo dello stesso.
Ci preme, tuttavia, precisare alcuni punti importanti e per i quali vorremmo evitare sorgessero incomprensioni od ambiguità.
La situazione di “criticità” cui si intende porre rimedio riguarda la sicurezza dell’intera compagine urbana – compresi quindi gli immigrati clandestini abusivamente alloggiati in immobili cittadini. Come, infatti, si legge nelle premesse dell’Atto in questione, proprio le persone entrate clandestinamente in Italia si trovano in una condizione di minor tutela, nonché particolarmente esposte a situazioni di pericolosità e di degrado sociale.
Non è quindi in una finalità persecutoria verso tali persone che si sostanzia il senso del Provvedimento Comunale, quanto nel volersi porre come strumento idoneo ad arginare il problema del degrado e dello squilibrio sociale e, in primis, proprio per aiutare queste persone (donne, uomini e bambini) ad uscire dalla loro precaria condizione di emarginazione e di sfruttamento cui molto spesso si vedono soggette.
Lo strumento operativo verso il quale intende indirizzarsi l’amministrazione Comunale di Cantù, per dare concreta realizzazione ai propri intenti così espressi, è quello di creare un Ufficio ad hoc, localizzato presso l’esistente Comando di Polizia Locale.
Affinché un progetto di questo tipo possa garantire reali benefici alla Cittadinanza, in termini di una maggiore sicurezza sociale, è necessaria le collaborazione di tutti gli interessati – a più livelli di intervento.
Ed è per questo motivo, che si rivelerà preziosa l’opera di collaborazione di quei cittadini che, di propria iniziativa, vorranno richiedere informazioni in merito oppure segnalare casi di irregolare locazione di immobili a stranieri altrettanto irregolari – nella normale ottica secondo la quale la coscienza civica è chiamata a collaborare con le Forze dell’Ordine e con il resto della Comunità, soprattutto laddove si abbia a che fare con problematiche spinose e di notevole impatto sociale.
Tra le possibili modalità operative, si prevede che le segnalazioni – come avviene, del resto, per la generalità delle situazioni comunicative fra Cittadino e Ente Pubblico – possano anche avvenite via telefono, eventualmente con la messa a disposizione della cittadinanza di un “numero verde” ad hoc.
Va inoltre osservato che, gestire con maggiore impegno e collaborazione di tutti questo tipo di situazioni irregolari, significa anche richiamare i Paesi di provenienza degli immigrati irregolari ad una maggiore responsabilità (senza di cui, sarebbe vano sperare di risolvere davvero il problema dell’immigrazione clandestina).
Il Comune di Cantù, nell’affrontare una tematica di così difficile gestione, si attende e sollecita la collaborazione anche delle realtà comunali ad esso limitrofe – in particolare, dei Comuni sottoscrittori del Patto Locale di Sicurezza Urbana – Area Canturina.
Attraverso la collaborazioni fra Enti Locali e fra gli stessi e la propria cittadinanza di riferimento (anche attraverso iniziative congiunte) sarà possibile creare le premesse per un vivere comune più sicuro e sereno e nel quale:

  1. le persone oneste e che lavorano regolarmente non vedano i proprio diritti ingiustamente sviliti da situazioni di irregolarità e disonestà (ad esempio, il lavoratore dipendente cui non riesce di prendere in affitto una casa per sé e la propria famiglia ad un costo ragionevole perché il proprietario preferisce affittare irregolarmente la stessa abitazione a stranieri irregolari disposti – o meglio, costretti ad accettare – di pagare più del dovuto e di abitare magari in 7 o 8 uno spazio abitativo adeguato a non più di 3 o 4 persone);

  2. gli stranieri irregolarmente presenti sul territorio si trovino inseriti in una situazione sociale complessiva che ne renda difficoltoso il restare illecitamente a margine della società, e che li sproni, invece, ad una opportuna regolarizzazione della loro situazione – con conseguenti vantaggi, in termini di sicurezza e di equilibrio sociale, a favore di tutti;

  3. venga meno lo sfruttamento di gente animata da principi onesti ma che, per via del loro irregolare stato di permanenza sul territorio ospite, si trovano esposti alla mercè di persone disoneste e pronte ad approfittare della loro situazione.

Tiziana Sala, Sindaco di Cantù

Il testo integrale della delibera

Deliberazione della Giunta Comunale
Comune di Cantu'

Oggetto: PROVVEDIMENTI FINALIZZATI AD ACCRESCERE LA SICUREZZA URBANA ED A CONTRASTARE LA PERMANENZA DI STRANIERI CLANDESTINI SUL TERRITORIO

LA GIUNTA COMUNALE

Su proposta del Sindaco, Tiziana Sala, Autorità Locale di Pubblica Sicurezza e Ufficiale del Governo ai sensi dell’articolo 54 del D. L.vo 267/2000:
Premesso che la situazione della sicurezza sull’intero territorio nazionale presenta delle criticità legate anche alla presenza sul territorio stesso di persone entrate clandestinamente in Italia e quindi soggette a minore tutela nei loro confronti e a possibili situazioni di pericolosità e di degrado sociale;
Considerato quindi che il governo per iniziare ad intraprendere azioni incisive su situazioni che se non controllate potrebbero aggravare una situazione già critica , ha approvato un pacchetto sicurezza attraverso l’approvazione del Decreto Legge 23 maggio 2008 n. 92 recante “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica” convertito con Legge 24 luglio 2008 n. 125, che modificando norme preesistenti prevede : Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque a titolo oneroso, al fine di trarre ingiusto profitto, da' alloggio ad uno straniero, privo di titolo di soggiorno in un immobile di cui abbia disponibilità, ovvero lo cede allo stesso, anche in locazione, e' punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La condanna con provvedimento irrevocabile ovvero l'applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, anche se e' stata concessa la sospensione condizionale della pena, comporta la confisca dell'immobile, salvo che appartenga a persona estranea al reato. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni vigenti in materia di gestione e destinazione dei beni confiscati. Le somme di denaro ricavate dalla vendita, ove disposta, dei beni confiscati sono destinate al potenziamento delle attività di prevenzione e repressione dei reati in tema di immigrazione clandestina”;
Considerato che ai Sindaci sono state attribuite ulteriori competenze in materia di sicurezza urbana;
Considerato, inoltre, che nei mesi scorsi il personale della Polizia Locale è intervenuto presso attività produttive sul territorio, riscontrando – oltre a violazioni amministrative e penali relative all’attività – anche l’utilizzo illecito di porzioni di immobili con funzioni di alloggio per gli extracomunitari, taluni peraltro irregolari, adibiti a mano d’opera;
Rilevato che alla luce di quanto sopra occorre porre un freno allo sfruttamento illecito degli immobili ubicati sul territorio, che molto spesso vengono utilizzati, sia a titolo di ospitalità che di locazione, da stranieri privi di titolo di soggiorno, questi ultimi – frequentemente – a loro volta vittime di sfruttamento in attività irregolari;
Valutata, quindi la volontà del Sindaco di istituire all’interno del Corpo di Polizia Locale un ufficio che si occupi delle problematiche collegate al decreto sopra citato, anche alla luce dei provvedimenti che il Ministro degli Interni intende attuare, contenenti fondi a disposizione degli Enti Locali per raggiungere gli obbiettivi illustrati dalla legge;
Considerato che per poter ulteriormente dare un riscontro oggettivo a quanto illustrato si ritiene che il Comune di Cantù debba farsi promotore di iniziative congiunte con i Comuni limitrofi e non, e nello specifico con gli enti sottoscrittori del Patto Locale di Sicurezza Urbana – Area Canturina, che presentano caratteristiche – per le tradizioni locali e per l’economia stanziata sul territorio – pressoché analoghe a quelle di Cantù, dando la propria disponibilità a collaborare anche con eventuali altri enti interessati;
Considerato che il Decreto prevede sanzioni rilevanti, fino alla confisca dell’immobile utilizzato illegalmente, si ritiene opportuno informare la cittadinanza attraverso i propri spazi istituzionali e per dare maggior risalto alle iniziative e creare , quindi, un movimento di interessi e di conoscenza intorno all’intera problematica è intenzione dell’Amministrazione organizzare, di concerto con Anci Lombardia, un convegno che illustri compiutamente il Decreto, relazionando sulle novità e offrendo soluzioni anche organizzative;
Considerato fondamentale creare rapporti sinergici con l’intera cittadinanza affinché la coscienza civica aiuti le istituzioni ad affrontare problematiche difficili e di grande impatto sociale, tutto ciò anche attraverso la possibilità per i singoli cittadini di segnalare, in modo assolutamente riservato, il persistere sul territorio di situazioni irregolari;

Visto il D.L.vo 18 agosto 2000 n. 267, Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali, ed in particolare l’articolo 54 così come modificato dal Decreto Legge 23 maggio 2008 convertito con Legge 24 luglio 2008 n. 125;
Vista l’articolo 12 del Decreto Legge 21 marzo 1978 n. 59, convertito con Legge 18 maggio 1978 n. 191;
Visto il D. L.vo 25 luglio 1998 n. 286, ed in particolare l’articolo 7, comma 1, che così recita: “Chiunque, a qualsiasi titolo, da alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, anche se parente o affine, o lo assume per qualsiasi causa alle proprie dipendenze ovvero cede allo stesso la proprietà o il godimento di beni immobili, rustici o urbani, posti nel territorio dello Stato, é tenuto a darne comunicazione scritta, entro quarantotto ore, all'autorità locale di pubblica sicurezza”;
Visto il parere espresso ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. 267/2000 dal Responsabile della Polizia Locale, Dott. Lucio Dioguardi e dal Direttore Generale, Dott. Andrea Fiorella;

Con voti unanimi, espressi nelle forme di Legge

D E L I B E R A
  1. di disporre che il Comando Polizia Locale di questa Città, proceda ad istituire un ufficio per le finalità in premessa indicate e per gli scopi meglio precisati al successivo punto 2. lettera a) e b), delegando il Responsabile della Polizia Locale a provvedere alla sua creazione e al suo funzionamento, autorizzando fin d’ora lo stesso a richiedere eventuali contributi che lo Stato renderà disponibili;

  1. che il Sindaco si faccia promotore di tutte le iniziative necessarie per proporre ai Sindaci dei comuni aderenti al Patto Locale di Sicurezza Urbana – Area Canturina, al Presidente della Provincia di Como ed al Prefetto di Como, soggetti tutti sottoscrittori di tale Patto, e ad altri Enti eventualmente interessati, di istituire una task force composta da personale di polizia locale appartenente a ciascun ente, con le seguenti finalità:

      1. a seguito della necessaria formazione, operare con cadenza settimanale al fine di verificare le segnalazioni che i cittadini, anche in forma riservata, vorranno inoltrare alle singole Amministrazioni Locali in merito alla violazione dell’articolo 12, comma 5 bis, del Decreto Legislativo 25 luglio 1998 n. 286;

      1. sempre con riferimento all’articolo 12, comma 5 bis, del Decreto Legislativo 25 luglio 1998 n. 286, verificare le situazioni in merito alle quali di propria iniziativa le singole Amministrazioni Locali siano venuti a conoscenza;

  1. di dare atto che delle iniziative intraprese (individuazione del numero di telefono, modalità di segnalazione, etc.) dovrà essere data adeguata informazione alla cittadinanza mediante l’affissione di manifesti, sui quali dovranno essere indicati i riferimenti normativi delle novità introdotte dal Decreto Legge 23 maggio 2008 n. 92 recante “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica” convertito con Legge 24 luglio 2008 n. 125;

4. di dare mandato agli uffici competenti di intraprendere tutte le iniziative necessarie per l’organizzazione di un Convegno che congiuntamente all’Anci Lombardia, considerato che il Sindaco è vicepresidente della Commissione Sicurezza, affronti l’intera problematica.


Con successiva votazione unanime, la presente viene dichiarata immediatamente eseguibile ai sensi dell’art.134, comma 4 del TUEL (D.Lgs 267/2000).

La risposta

Gentile Dr. Bernardi,

la ringrazio per la sollecitudine della sua risposta e la disponibilità a chiarire ulteriormente il contenuto della delibera. Devo pero' ammettere che la lettura del testo completo ha di fatto aumentato il mio stupore e il mio sconcerto riguardo a questa iniziativa, rinforzando le sensazioni lacunose e incomplete suggeritemi dalla lettura degli articoli a cui si riferisce. Ritengo infatti, come illustrato nella mia precedente lettera, che la delibera utilizzi strumenti e modalita' per niente idonei a "creare rapporti sinergici con l'intera cittadinanza affinche' la coscienza civica aiuti le istituzioni ad affrontare problematiche difficili e di grande impatto sociale", dal momento che istiga alla delazione e al sospetto reciproco la cittadinanza e liquida un problema complesso come l'immigrazione a una semplice questione di sicurezza e di decoro urbano. Mi domando inoltre come si voglia tutelare persone che, come sostiene il Sindaco nel comunicato, "sono maggiormente esposte a situazioni di pericolosita' e di degrado sociale" con misure unicamente repressive, che peraltro non vengono neppure estese ai casi analoghi, e assai piu' numerosi, di affitti irregolari riguardanti cittadini italiani. Le rinnovo dunque la mia speranza in un pronto ritiro della delibera, e nell'impiego di risorse ed energie in politiche volte all'integrazione e al miglioramento concreto delle condizioni di vita delle persone piu' svantaggiate. Le comunico infine che contrariamente a quanto da lei sostenuto, la Polizia locale gia' accetta segnalazioni in forma anonima (o se preferisce "riservata") riguardanti la locazione di stranieri irregolari, come da me direttamente sperimentato.

Distinti Saluti

sabato 23 agosto 2008

Insicurezza percepita


«Un mio amico siciliano d'un piccolo paese della campagna agrigentina dove ancora risiede sua madre ottantenne, mi ha raccontato un suo colloquio telefonico con la mamma. "Era più tranquilla, mi ha detto, perché stavano per arrivare i militari. Quali militari?, gli ho chiesto. I soldati, quelli dell'esercito. Ma chi te l'ha detto? La televisione. Ma non arriveranno mai nel nostro paese. Invece sì, la televisione l'ha detto. E perché sei più tranquilla? Perché cacceranno gli zingari che rubano i soldi e anche i bambini. Ma non ci sono mai stati zingari da noi. No, ma sono pericolosi e rubano tutto. Mamma, hai mai visto uno zingaro nella tua vita? No, però la televisione dice che sono pericolosi, ma adesso che arrivano i militari mi sento rassicurata. Da noi però c'è la mafia, le ho detto io. Sì, mi ha risposto, ma quelli li conosciamo, sono del paese"».

Eugenio Scalfari, L´Espresso




A proposito di propaganda, qualche sera fa mi sono visto 300, lasciando ahime' momentaneamente da parte ogni mia resistenza dopo molteplici "non fare lo spocchioso e' solo un fumetto su un fatto storico": mai vista simile concentrazione di propaganda filo-imperialista infarcita di razzismo concentrata in un'ora e mezzo di film. Rimando in merito all'ottima lezione di Wu Ming 1.

martedì 5 agosto 2008

Ronda che ti passa


Con gli altri colleghi in istituto stiamo pensando di organizzare una raccolta di firme contro il governo tedesco, per chiedere i pattuglioni dell'esercito anche qua a Monaco. Perche' con tutti questi italiani in giro non ci sentiamo affatto sicuri: mica e' giusto che in Italia si' e qua niente, siamo sinceramente invidiosi. E poi vuoi mettere la professionalita' nel garantire la sicurezza di gente che e' stata addestrata per missioni anti-guerriglia? Altro che i poliziotti disarmati e inermi che girano in Inghilterra, siamo davvero fortunati ad avere un governo finalmente capace di prevenire i bisogni della gente, anzi, di crearli ex-novo con manovre come questa. Perche' se anche e' solo uno sperpero di soldi mettere i soldati per strada, di sicuro crea un clima da assedio. E a tutti quegli smidollati che a vederli invece di stare tranquilli si agitano, il ministro La Russa consiglia una bella dose di olio di ricino per digerire anche questa. Infatti ci spiega il ministro, "oltre ai delinquenti, agli stupratori, a chi fa furti e rapine - ovviamente efficacemente e definitivamente contrastati e sconfitti da ben 3000 uomini sparpagliati su tutto il territorio nazionale - sono contrari alla presenza dei militari per garantire la sicurezza solo i post sessantottini". Come evidentemente sono diventate tutte le forze di Polizia di questo paese, umiliate da questo provvedimento proprio mentre lamentano un taglio effettivo di fondi destinati alla sicurezza vera. E a chi non vuole rassegnarsi a un'atmosfera da colpo di stato, Suzukimaruti propone una contro-offensiva armati di videocamera. Bastera'?
Intanto gli effetti dei pattuglioni non si fanno attendere: a Milano il primo fermato ha addirittura rotto, in preda a non chiarito eccesso d'ira, il vetro di un estintore nella Metro. L’episodio, che poteva chiaramente trasformarsi in tragedia, è stato pero' prontamente arginato da una delle pattuglie che il governo ha messo a vigilare sulle nostre città: due militari e due poliziotti, aiutati dalla volante del Commissariato che li ha subito raggiunti sulla scena del crimine, hanno fermato il teppista. E tutti ora ci sentiamo un po’ piu' tranquilli.