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venerdì 15 gennaio 2010

Aminatou sestese


Il Consiglio comunale di Sesto Fiorentino ha deciso all’unanimità di conferire la cittadinanza onoraria ad Aminatou Haidar, attivista per i diritti umani del popolo Saharawi. “Non è un’onorificenza abituale per noi – ha detto il sindaco Gianni Gianassi, che ha proposto all’assemblea il riconoscimento – ma in questo caso ci sembrava assai opportuna per testimoniare la grande solidarietà di Sesto Fiorentino nei confronti di una donna che si sta battendo in modo nonviolento per la libertà e i diritti umani del suo popolo”. Già candidata al premio Sakharov dal Parlamento europeo per il suo impegno come ambasciatrice di pace, Haidar è da tempo vittima della repressione operata dal governo marocchino - che l’ha ripetutamente arrestata, incarcerata e torturata - ed è reduce da un clamoroso sciopero della fame durato 32 giorni e concluso circa un mese fa. Durante la conferenza stampa tenuta oggi nel palazzo comunale sestese insieme ad Abdellahi Mohamed Salem, nuovo rappresentante toscano della Repubblica Saharawi in esilio, il sindaco Gianassi ha ricostruito la vicenda di Aminatou, che è stata deportata all’aeroporto di Lanzarote, alle Canarie, mentre si trovava sulla via del ritorno dagli Stati Uniti, dov’era stata a ritirare il premio “Coraggio Civile” della Train Foundation. Il suo crimine, secondo le autorità marocchine, era quello di aver indicato il Sahara occidentale come sua nazionalità sui documenti di sbarco. “Se sarà possibile e non ci saranno rischi per la sua incolumità – ha concluso Gianassi – saremo lieti di poter accogliere, in primavera, questa nostra concittadina divenuta simbolo della lotta di un popolo che da più di trent’anni è costretto a vivere nei campi profughi del Sahara occidentale”.

martedì 9 giugno 2009

Leggere i risultati


Due le cose che colpiscono immediatamente nell'ascoltare le varie analisi del voto nei salotti TV e sui giornali in questi giorni. La prima e' che per un volta hanno perso (quasi) tutti, di solito invece vincono tutti e non si sa bene come. La seconda e' che i risultati non si confrontano piu' con quelli precedenti, ma solo con i sondaggi circolati qualche giorno prima del voto. In pratica i numeri piu' o meno inventati dei sondaggi modificano fortemente la percezione del risultato: Berlusconi strombazzava di avere dei sondaggi che lo vedevano al 45%, e quindi ha preso una batosta tremenda sebbene in realta' abbia straordinariamente tenuto nei confronti dei risultati precedenti, nonostante tutto cio' che e' successo ultimamente, da Mills, a Noemi, alla monnezza a Palermo, al terremoto. Anzi, l'unico contraccolpo vero l'ha avuto proprio in Abruzzo, dove un sacco di gente non e' andata a votare o ha votato da qualche altra parte, a testimonianza che il non far seguire fatti ai proclami in qualche (raro) caso non paga. Allo stesso modo il PD festeggiucchia una tenuta che solo i dirigenti vedono, visto che il dato nazionale vede un calo di 5 punti e traballa in molte amministrative. Anche qui a Sesto, nonostante la facile conferma dell'ottimo sindaco Ginassi, l'emorragia e' consistente, crollo nelle Marche e in Umbria, sparizione dalla Lombardia dove si prendono meno voti che in Sicilia. Il problema e' che probabilmente questi sondaggi stanno venendo usati come alibi, per dire che meglio di cosi' non si poteva fare, per contare i (pochi) voti persi dagli avversari invece della voragine sotto i nostri piedi. C'e' addirittura chi esulta del buon risultato della Lega, un partito xenofobo al 10% in Italia perche' potrebbe dare fastidi negli equilibri di governo. Ma a che prezzo?
L’unico successo vero che il PD possa esibire al momento è quello della candidatura di Debora Serracchiani, che nel suo Friuli ha preso piu' voti di preferenza di Berlusconi. Nel suo caso il PD ha fatto la cosa giusta, ha preso un candidato capace, un volto nuovo capace di raccogliere consenso, le ha dato spazio e l’ha appoggiata in campagna elettorale. Peccato che questo non si sia ripetuto per altri candidati nelle altre circoscrizioni, e che il resto delle liste non fosse propriamente una ventata di energia, di idee buone e di facce nuove. Anzi, un dato su cui riflettere e' stato il bassissimo uso delle preferenze da parte degli elettori in genere, soprattutto delle preferenze multiple, e il grande successo dei candidati di apparato, quelli sponsorizzati da Roma con lettere minatorie apposite: tanto che in Toscana tutti e 3 le mie preferenze non ce l'hanno fatta, ma dietro Sassuoli (che conferma che per raccogliere i voti bisogna apparire in TV) anche Leonardo Domenici che ha lasciato a Firenze non proprio idilliaci ricordi e' riuscito a raccogliere piu' di 100000 preferenze. Con buona pace di chi si batte contro il porcellum: e infatti Mastella e De Mita andranno a Strasburgo, tanto per fare qualche esempio impresentabile, mentre il Principe ballerino e Strano, quello della mortazza, almeno loro non ce l'hanno fatta. E non dimentichiamo Magdi Allam, quello che proclamava l'emergenza etica, che rappresentera' l'UDC in Europa, e le letterenze di Papi tutte promosse, la Matera addirittura seconda al sud dopo lo stesso Papi col dono del'obiquita'.
Resta da capire perche' i sondaggi ultimamente continuino a prendere sonore cantonate, dalla famosa vittoria in relax di Prodi trasformata in una veglia al cardiopalma, al quorum delle sinistre radicali mai raggiunto all'ultima tornata. C'e' chi individua nel mancato controllo del dato dell'astensione il problema, ma di sicuro e' qualcosa su cui i sondaggisti italiani dovranno lavorare.
Intanto il PSE a Bruxelles non esiste piu', se e' vero che quello del PD sara' il gruppo riformista piu' nutrito in parlamento. E forse il dato piu' preoccupante e' proprio il crollo delle sinistre in tutta Europa.

martedì 28 ottobre 2008

Bersani ti voglio bene


Ieri sera invece di studiare per uno di quei concorsi truccati che ti domandi che vai a fare a provarli, sono andato ad un incontro a Sesto Fiorentino con Pierlugi Bersani su "Con il PD: per governare Sesto, per salvare l’Italia". La serata era ben congeniata: due studenti (tra i migliori della serata, che hanno fatto notare al PD come li abbia lasciati soli fino a adesso e come siano stati loro a mettere in moto l'opinione pubblica mentre il PD si leccava le ferite), un'operaia, un artigiano ("non vorrei che dalla crisi delle banche ne uscissero solo le banche"), una mamma che parlava di scuola e di integrazione scolastica, un agente di polizia che diceva a chiare lettere che non ci sta a rendersi responsabile di "annunci mediatici senza mai verifica dei risultati", l'ottimo sindaco della mia nuova futura citta' Gianassi che ha spiegato perche' e come si ricandidera' per un nuovo mandato, dando finalmente l'idea che c'e' almeno qualcuno che ha capito cosa vuol dire fare il sindaco e il sindaco di tutti. In chiusura il piatto forte: Bersani ha parlato per piu' di un'ora trascinando tutte le 500 persone presenti (3 per la questura, come faceva notare il Suro che presentava la serata) in un "one man show" gradevolissimo, mai noioso eppure sempre in profondita'. E' stato l'esatto opposto del modello di uomo politico delle destre, quello fatto di semplificazione assoluta dei problemi e di slogan mai verificabili e sempre in superficie nei problemi. Ci ha spiegato a fondo eppure con semplicita' e trasporto quasi tutto, dalla gloalizzazione e le sue origini, alle radici della crisi attuale della finanza e le sue prossime conseguenze, alla vera origine dei tagli indiscriminati su scuola e Univerista'. Tanto che a fine serata la gente in piazza discuteva di globalizazione nell'ottocento e di ammortizzatori sociali. Una serata che mi ha rimesso in pace col PD e con la politica molto di piu' della manifestazione di sabato, trascinato dalla passione e dalla competenza di Bersani. In tutta la serata una sola scemenza: l'insistere nel giudicare sbagliato il referendum sul lodo Alfano perche' alla gente non interessa e quindi saremo sconfitti. Se pero' non proviamo almeno qualcosa, saremo sconfitti comunque.

martedì 23 settembre 2008

Uomo morde cane


Da CorriereFiorentino.it:

Ha reagito contro il rapinatore, che era armato di trincetto, riuscendo a sventare il colpo in banca. Protagonista un cliente dell’istituto di credito, un romeno di 33 anni, che nella colluttazione con il malvivente, poi fuggito, ha riportato ferite alla testa, giudicate guaribile in tre giorni. A ricostruire alla polizia quanto accaduto stamani, intorno alle 11, in una banca di via Volturno a Sesto Fiorentino, sono stati alcuni testimoni che si trovavano nell’istituto di credito. I presenti hanno riferito agli agenti poi intervenuti che un uomo, alto circa un metro e 70, di corporatura esile, era entrato in banca, armato di trincetto, con il chiaro intento di compiere una rapina. Ma un cliente, identificato poi per il romeno, ha reagito avventandosi contro il malvivente con cui ha poi avuto una colluttazione. Il rapinatore è quindi scappato per sottrarsi all’arrivo della polizia. Sul posto sono intervenuti personale delle volanti e della squadra Mobile, alla quale sono affidate le indagini, oltre alla polizia scientifica per i rilievi del caso. Il trincetto utilizzato dal rapinatore, rinvenuto sul posto, è stato sequestrato.

Altro che esercito. Ma quando tutti i rumeni saranno stati rimpatriati (come chiede Maroni), chi restera' a vigilare sulle nostre strade?