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lunedì 10 settembre 2007

Liste regionali

Riporto due agenzie di Adinolfi, una del 14 agosto pochi giorni dopo l'inizio della campagna elettorale per le primarie del PD...

Roma, 14 ago. (Adnkronos) - Ha scelto il blog www.marioadinolfi.it per presentare al popolo della rete i suoi primi candidati alla segreteria regionale del Pd. Mario Adinolfi svela i suoi portabandiera nelle prime cinque regioni, che si preparano alle primarie del 14 ottobre: "Tra sessanta giorni si vota. Da oggi a fine mese -dichiara Adinolfi- presenteremo i nostri candidati segretari regionali, perche' la battaglia noi la combatteremo su ogni terreno, anche su quello dove alcuni nostri rivali stanno cercando strani accordi. Noi non ci accordiamo. Noi ci candidiamo, in alternativa all'esistente, in ogni territorio".
Questi sono i primi cinque nomi, per la carica di segretario regionale nelle regioni: Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Basilicata". Leonardo Bertini, 33 anni di Livorno, esperto di management sociale, per la Toscana; Timoteo Carpita, 20 anni di Assisi, studente universitario, per l'Umbria; Valeria Brigida, 27 anni di Roma, videomaker, per il Lazio; Marco De Amicis, 34 anni di Avezzano, esperto di comunicazione, per l'Abruzzo; Ottavio Romanelli, 30 anni di Potenza, laureando in ingegneria, per la Basilicata.
Adinolfi spiega: "Sono tutti co.co.pro, studenti o disoccupati sotto i 35 anni. Si confronteranno con i professionisti della politica dei partiti, come lo sto facendo io, con il sostegno solo delle liste di Generazione U e dell'organizzazione di Democrazia Diretta. Spero davvero che i dirigenti di Ds e Margherita comincino a percepire quanto questa nostra candidatura collettiva a nome di una generazione esclusa sia preziosa per le ragioni fondative stesse del partito democratico".

... e una di ieri (forse dopo aver capito che non ci sono le risorse per presentare le liste nazionali e quelle regionali?):

PD: ADINOLFI, NOI OCCULTATI DA MEDIA COME V-DAY DI GRILLO =
PER PROTESTA RITIREREMO NOSTRI CANDIDATI DA CORSA PER SEGRETERIE REGIONALI
Roma, 9 set. (Adnkronos) - "Il sistema mediatico italiano e' malato. Prima non ha raccontato nulla di quello che si mobilitava da mesi attorno a Beppe Grillo, ai blog e al suo V-Day. Poi lo ha occultato, infine oggi ha scatenato questa indegna e ridicola gazzarra sui presunti insulti a Marco Biagi, un caso montato ad arte". E' l'opinine di Mario Adinolfi, candidato alla segreteria del Pd.
"Con Paolo Garizio del Piemonte, con Valeria Brigida del Lazio, con Marco De Amicis dell'Abruzzo, con Marco Giordano della Campania, con Leonardo Bertini della Toscana, con Timoteo Carpita dell'Umbria e con tutti gli altri nostri candidati segretari regionali abbiamo raccolto anche ieri -prosegue- migliaia di firme per le nostre liste alle primarie del 14 ottobre partecipando ai vari eventi del V-Day".
"Bene, oggi abbiamo deciso insieme che il 12 settembre consegneremo le firme richieste e contestualmente ci ritireremo dalla corsa alle segreterie regionali del Pd, dove i soliti noti cercano i soliti accordi, anche quando a Roma fanno finta di guardarsi in cagnesco. Ma la nostra protesta di oggi, protesta che ci costa molto e ci fara' concentrate sulle liste per l'assemblea nazionale del Pd, e' contro un sistema mediatico che ha avuto il coraggio di occultare il V-Day di Grillo. Tutte le edizioni dei telegiornali Rai, con pochissime eccezioni, si sono rese responsabili di una folle marginalizzazione della notizia. La stessa che colpisce noi e la nostra mobilitazione per le primarie, conclude Adinolfi.
(Pol/Pe/Adnkronos) 09-SET-07 13:59

Come dire, piove e allora resto a casa e non vado a lavorare per protesta. Non era meglio dire che si sta facendo tanto, forse piu' del previsto? Che presentarsi anche alle regionali era proprio troppo? Ma, evidentemente, anche spararle grosse si puo' fare...

venerdì 20 luglio 2007

Pensioni e programmi


Il governo e i sindacati trovano un'accordo sulle pensioni che riesce a scontentare tutti: da Rifondazione che sbraita che l'accordo e' da cambiare pur di fare un po' di demagogia, a chi voleva un segnale chiaro di svolta nella concezione del sistema pensionistico in Italia. Ne ho gia' parlato molte volte, quindi gia' sappiamo come la penso. Sono 10 miliardi che pagheremo noi. Comunque sia, in questo momento non si poteva, purtroppo, fare altrimenti; ma da la' a dire che e' "un buon accordo, ispirato da una cultura riformista" come ha detto Fassino ce ne passa...

Nel frattempo escono i programmi di due candidati gia' annunciati alla segreteria del PD.

Adinolfi, dopo lo sgambetto a iMille dai modi perlomeno discutibili, lo presenta sul blog, puntando su tre numeri: 100, come la quota a cui puntare per una riforma equa delle pensioni (e.g. 60 anni + 40 di contributi), 2 come la percentuale del PIL da destinare nella ricerca soprattutto per i giovani annegati nel baronismo, e zero come gli interessi sui mutui casa, come i vincoli sull'accesso alle professioni stritolate dagli ordini, come i costi della politica, come come come. Come probabilmente troppe cose. In generale, direi un programma piu' di governo che di partito, in cui si dice cosa si vuole fare ma non come. E che essendo una candidatura a segretario manca di una visione di partito e di identita' che si vuole dare. Punta come e' giusto che sia sui giovani e le nuove tecnogie Adinolfi, cavalca l'onda dello scontento nella classe dirigente attuale reclamando un posto al sole anche per gli under 40. Il grido di battaglia e' "it's time for them to go". Io credo sia tempo anche per noi di avere una voce e uno spazio, accanto alla voce e allo spazio degli altri.
Piu' complesso e stimolante il manifesto di Rosy Bindi, dove oltre alle cose da fare viene tratteggiato un quadro del nuovo partito in cui mi rivedo molto: plurale, con radici forti e varie, ma che guarda lontano in una direzione precisa, al centro della sinistra senza guardare a nuove alleanze come proposto dai "coraggiosi". Dove "il carattere Nazionale e unitario del Pd dovrà essere assicurato da una leadership rappresentativa e plurale: il nostro non sarà mai il partito del leader". Finalmente qualcvuno che si rende conto che "l'uomo solo al comando" e' roba per le destre. Rosy vuole un partito che possa cambiare il modo di fare politica in Italia, non solo l'Italia. E le priorita' del ministro partono, come e' ovvio, dalle donne, dal sostegno alle famiglie piu' deboli, da una lettura non superficiale del significato di laicita' dello stato. Passando dal tema della legalita', un po' in ombra in altri contributi, della pace e della politica internazionale, fino al welfare e allo sviluppo sostenibile. La critica che mi sento di fare e' che il tema dei giovani e' presente ma sottotono, mentre finalmente sia Veltroni che Adinolfi lo hanno portato, finalmente, al centro del dibattito.

Insomma, e' evidente come tante piu' sono le facce, tanto piu' che il dibattito si arricchisce. Peccato che in tutto questo sia sia perso per strada un contributo importante, quello de iMille che cercano di andare avanti facendo finta di niente.

mercoledì 18 luglio 2007

Rompete le righe


Qualche settimana fa nascevano iMille. Grande entusiasmo, la voglia di aprire la finestra e fare entrare un po' d'aria fresca nell'oligarchia a capo del centrosinistra, cavalcando l'onda della nascita del Pd. Una lista nata per far entrare alla Costituente idee (e facce) giovani e nuove, un po' stanche che il merito e le capacita' non vengano mai riconosciute e premiate in Italia, soprattutto in politica.

Cominciano a moltiplicarsi le adesioni e le iniziative. Nasce, un po' a fatica, un laboratorio delle idee sul blog in cui sviluppare programmi e temi da portare avanti. Si accende, una volta sapute le regole definitive, il dibattito sul segretario da appoggiare. Candidare uno di noi, garantendo maggiore visibilita' alle nostre proposte ma fare carne da macello, oppure sostenere uno dei candidati che magari ha fatto sue (almeno a parole) le nostre istanze, cosi' da portare in assemblea qualche voto e seggio in piu'? Il confronto e il dibattito procede, qualcuno fa notare i pregi di una candidatura interna ma evidenzia le grandi difficolta' dovute a regole fatte per blindare l'apparato dei partiti. Io mi schiero per provare a raccogliere le firme per la candidatura interna, di Ivan che e' un volto gia' noto, per portare avanti con coerenza le nostre istanze senza annacquarle in un calderone.

Sembra che si possa decidere in base al punto di vista di tutti, in democrazia. Invece oggi ognuno per conto suo. Scalfarotto e Simoni si incontrano con Veltroni senza dire nulla a nessuno, si accordano con lui e firmano unilateralmente il suo manifesto. A quel punto, ma come era nell'aria e probabilmente come voleva fare fin dall'inizio, Adinolfi lancia ufficilmente la sua candidatura, appoggiato soltanto da Generazione U e senza iMille, dai quali poche ore dopo uscira' ufficialmente con questo post sul sito.

A questo punto Repubblica deduce giustamente, in un articolo dei giovani nel PD, che le belle parole de iMille erano appunto belle parole. Tipo "per le idee e non per le persone". Fa notare che il feeling e' durato poco, e che ci sara' chi vuole saziare la sua sete di protagonismo personale e chi fara' semplicemente il gioco di qualche big navigato cercando di raccattare qualche voto "under 40".

iMille, "le cose cambiano". Mica tanto direi. Una scissione dopo 2 settimane e niente di nuovo sotto il sole.

Vedremo, le premesse non sono per nulla per nulla buone. Spero che a Roma all'aperitivo iMille siano parecchio arrabbiati. Ci farebbe comunque piacere che sia Mario che Ivan spiegassero, magari a tutti sul sito dei iMille, come stanno a questo punto le cose. In modo che tutti iMille possano prendere una posizione visto che quella comune non esiste piu'.