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giovedì 27 dicembre 2007

60 e non li dimostra


Il 27 Dicembre 1947 veniva promulgata da Enrico De Nicola la Costituzione Italiana e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica. 60 anni e non li dimostra: quando la scorro, mi sembra cosi' bella che penso che il mio campanilismo mi fa sembrare (quasi) tutto bellissimo. Peccato che la sua applicazione non sia, ancora, cosi' bella. A questo proposito riporto le parole di Piero Calamandrei agli studenti milanesi, pronunciate nel 1955 ma cosi' attuali ancora oggi. Tanti auguri Costituzione, tanti auguri agli italiani.

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegiare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.
È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…
Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…
E quando io leggo nell’art. 2: «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell’art. 11: «L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!
O quando io leggo nell’art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!
O quando io leggo nell’art. 5: «La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!
O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!
E quando leggo nell’art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…
Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.

lunedì 18 giugno 2007

Il porcellum "Democratico": Kill Pig?


Ieri i "45 nonnetti" del comitato 14 ottobre si sono riuniti per discutere delle regole e modalita' della costituente del PD. Mancano ancora i dettagli, ma le prime voci e dichiarazioni non fanno sperare nulla di buono. Anzi, qualcosa di buono ma tanto di preoccupante.

Tra le buone notizie, la prima era davvero basilare. Non ci saranno vie preferenziali per accedere all'assemblea riservate per la nomenklatura.
Si vota poi, come gia' si vociferava, nei collegi del senato, 475 circoscrizioni. Per presentare una lista in una circoscrizione basteranno 100 firme. Le liste possono essere anche locali, e 100 firme non appaiono impossibili da mettere insieme seppure nel mezzo dell'estate. Questo dovrebbe largamente facilitare la partecipazione anche da fuori Ds-Dl. Nessuna traccia invece del livello organizzativo regionale che dovrebbe essere il cardine del nuovo partito.

Poi c'e' pero' c'e' il resto. I giornali si soffermano solamente sull'elezione del segretario, che avverra' contestualmente all'elezione dell'assemblea collegando ogni lista a un candidato segretario. Non si corre il rischio, come suggeriscono Veltroni e la Bindi, di avere in questo modo liste bloccate sui vecchi partiti e correnti, dividendo invece di unire? Di soffermarsi su una discussione sterile sulla leadership, invece di confrontarsi su come costrire il nuovo?

E non basta. Intanto 5 o 10 euro per votare. Non credo che organizzare i banchetti costi cosi' tanto, mi pare davvero eccessivo. Si vuole limitare la partecipazione della gente?
Ogni circoscrizione elegge col proporzionale 5 rappresentati, cosi' che l'assemblea sara' composta da 2400 persone. Un numero enorme, che uccidera', con ogni probabilita', il confronto e il dibattito alla costituente. Per ratificare una minestra gia' pronta?
La sorpresa piu' brutta: le liste sembra siano bloccate, ovvero si potra' votare la lista ma non i candidati, esattamente come il "Porcellum" di Calderoli. Che tutti, compreso il promotore, hanno definito una porcata. E che permettera' a chi comanda gia' di scegliersi chi portarsi alla costituente. Gli oligarchi fiutano il pericolo?

Effettivamente, hanno gia' Mille ragioni per preoccuparsi.

venerdì 15 giugno 2007

Quali regole per la costituente?


Si sono concluse le votazioni per il comitato ombra. La partecipazione, soprattutto nelle candidature, non e' stata esaltante, ma l'iniziativa potra' essere un seme importante. Ma e' gia' ora di mettersi al lavoro, con ogni mezzo possibile.

E infatti il tempo stringe. Gia' lunedi' 18 Giugno i "45" si riuniranno per discutere sulle regole elettorali per l'assemblea costituente del Partito Democratico. Le prime proposte, come quella dell'Associazione per il PD, gia' circolano e gli esempi sono molti. C'e' spazio per sottoscrivere e spingere ancora piu' forte in quella direzione, o per proporre cambiamenti e modifiche.

Ad esempio, si e' parlato di un PD federale, organizzato su base regionale. Ma in molte bozze sulla costituente che ho visto finora le liste dei candidati sono pensate su base nazionale o strettamente locale. Oltre all'evidente incongruenza, organizzare una lista su base nazionale e' molto piu' complesso per chi non e' gia' organizzato e strutturato. Tanto che la composizione federale del partito era pensata proprio per favorire la partecipazione di tutti. Perche' allora non avere, ad esempio, liste regionali, per cui ogni sezione regione esprime i suoi rappresentanti all'assemblea costituente? E perche' non eleggere contestualmente il 14 ottobre anche le assemblee regionali e provinciali?

Certo le regole dovranno essere chiare, fissate e trasparenti, ad esempio le modalita' e il numero di firme necessarie per presentare una lista. Che le possibilita' di scegliere tra liste diversi rappresenti anche la scelta tra posizioni diverse e visioni diverse sia politiche sia organizzative.

L'orientamento e' senz'altro quello di utilizzare un metodo proporzionale puro, trattandosi di una costituente. Si pensa anche alla possibilita' di un doppio voto di genere per ogni elettore, che ritengo un'idea interessante, con liste in cui siano presenti in pari numero donne e uomini e una quota di "under" 35 o 40.
Mentre valuto assolutamente fuori luogo una modalita' di accesso privilegiata all'Assemblea, il dibattito e' aperto e vivace su un'eventuale incompatibilita' tra cariche elettive e assemblea. Ritengo tuttavia che si debba dare a tutti la possibilita' di portare il proprio contributo, miscelando l'esperienza con la novita' e l'entusiasmo. Certo partendo ognuno con le stesse regole e possibilita'.

Insomma, adesso fuori le idee!