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mercoledì 17 marzo 2010

La serrata del signor TV


A dieci giorni dal voto, la politica riempie i teatri e irrompe sul web, ritorna al passato e va nel futuro, ma diserta malinconicamente il presente: la televisione. Una situazione surreale, come se alla vigilia dei Mondiali chiudesse la Domenica Sportiva.

Chiunque osservi la scena da una prospettiva più evoluta della nostra, per esempio dallo Zimbabwe, vedrà conduttori televisivi che trasferiscono i talk show nelle piazze e politici in preda alla sindrome di invisibilità che chiamano i giornali per proporre e in qualche caso elemosinare interviste sui siti.

Sempre dallo Zimbabwe ci fanno notare il paradosso del direttorissimo del telegiornale governativo, che è appena andato a spiegare le proprie ragioni su Internet, partecipando al programma online di uno dei grandi epurati della tv, Enrico Mentana.

È un sistema rovesciato, l’effetto della scelta spaventata di una vecchia volpe che controlla lo schermo ma non riesce più a governarlo e perciò decide di spegnerlo. Berlusconi è e rimane il comunicatore di un mondo di cieli azzurri e bimbi sorridenti, il mondo dei rampanti Anni 80, il suo mondo, quello della pubblicità.

Di fronte alla durezza di una crisi epocale, che sta spostando il benessere da una parte all’altra del pianeta (e noi purtroppo ci troviamo dalla parte sbagliata) il capo del centrodestra si scopre senza un progetto e soprattutto senza un linguaggio intonato alle circostanze. Preso dal panico, ricorre allo strumento dei padroni deboli: la serrata. Certo, lo fa appoggiandosi a una legge demenziale come la par condicio, partorita dalla mente mediocre dei suoi oppositori. Ma lo fa, e con uno scopo preciso: zittire i tribuni della plebe, soprattutto Santoro. Non perché tema che lui o Travaglio provochino un travaso di voti da destra a sinistra: il premier è troppo intelligente anche solo per pensarlo. No, è allergico a Ballarò e Annozero perché sporcano i suoi cieli azzurri, tolgono energia al migliore dei mondi possibili, attizzano il discutere e il dubitare che sono nemici del fare. Meglio il silenzio degli indecenti alle chiacchiere distruttive che minano le certezze delle masse consumatrici, a cui il berluscottimismo ha fornito in questi anni l'unica ideologia comprensibile e desiderabile.

Berlusconi è convinto che i programmi che seminano dubbi diffondano angoscia, e che l’angoscia produca astensione, fuga, rifiuto. In realtà il conflitto produce risveglio, e avremmo tutti un dannato bisogno di scuotere questa Italia addormentata, insensibile ormai ai baci di qualsiasi principe azzurro, compreso lui. Il risultato paradossale della sua psicosi è il silenzio della tv, imposto dall’uomo che ha insegnato a tutti come si parla in tv. Quasi che l’elastico, che all’inizio della Seconda Repubblica lo aveva proiettato davanti agli altri di una spanna, ora lo abbia ricacciato all’indietro, riducendolo a una versione chirurgicamente evoluta di Forlani.

(Massimo Gramellini, per La Stampa)

giovedì 24 settembre 2009

Follia infettiva


Un morbo si aggira per il governo. Altro che influenza, sono sempre piu' fuori di testa. Si parte dalle figure cacine rimediate all'ONU sia dal ministro degli esteri Frattini, che applaude da solo a scena aperta il dittatore libico mentre straparla dal podio, al Presidente del Consiglio che si contraddice da solo sempre a proposito di Libia (vedi figura) e sull'ambiente, dopo essersi lamentato che aveva gia' detto tutto Obama. E pensare che l'hanno anche candidato al nobel per la pace, chissa' che ne pensano le famiglie dei caduti di Kabul. A questo punto probabilmente anch'io posso aspirare al nobel per la fisica, mi manca solo la canzoncina... "il gas e la polvere che si incontrano, e il tuo telescopio e' quaaaa"...



Per fortuna arriva anche il nuovissimo generatore di premi meritati da Berlusconi, tante volte i suoi seguaci rimbambiti fossero a corto di idee.
Non male anche i vertici della RAI, che hanno comunicato oggi il bilancio 2009 della tv pubblica, in rosso di 50 milioni di euro definiti dal direttore generale "un risultato straordinario". Guarda caso che cinquanta milioni di euro è giusto quello che la Rai avrebbe preso (ogni anno) da Murdoch se non avesse rifiutato l’offerta per trasmettere nel pacchetto Sky i suoi canali satellitari, offerta respinta su pressione del governo che voleva incentivare il digitale terrestre e favorire Mediaset.
E perche' ignorare la manovra che ha portato i soldi della Robin Tax a coprire anziche' le social card (scariche) ad aumentare i finanziamenti ai giornali di partito? Marcello giustamente si domanda se Robin Hood legge La voce Repubblicana!
E termino con il mega condono di Tvemonti, travestito da scudo, che secondo il Sole24ore (non il Manifesto o simile stampa comunista):

Lo scudo fiscale ter inizialmente assicurava la copertura per due soli reati: omessa e infedele dichiarazione. La nuova formula comprende numerosi reati tributari, alcuni reati penali specifici e soprattutto copre adesso anche le false comunicazioni sociali: questo intervento rende lo scudo più alla portata dell’evasore pentito che è anche imprenditore e amministratore o socio di una azienda.
L’emendamento approvato in Commissione Finanze e Bilancio al Senato, sempre con l’ok del Governo, consente anche alle imprese estere controllate di aderire all’operazione di emersione dei capitali. Non da ultimo, è stata rafforzata la garanzia dell’anonimato allentando l’obbligo di segnalazione in base alle norme dell’antiriciclaggio.

Non male per uno che aveva giurato "mai piu' condoni", e che invece e' arrivato alla terza amnistia del genere nei confronti dei ladri peggiori del paese attuata da un governo Berlusconi!

sabato 18 aprile 2009

Bacchette e Raiset

Mentre il Presidente del Consiglio fa le nomine della televisione di stato a casa sua, praticamente spostando un po' di suoi dipendenti e leccaculi vari da Mediaset a Raiset, ricomincia a soffiare nell'azienda di Viale Mazzini un vento Bulgaro. Un vento sospinto da chi ormai neppure si vergogna di minacciare pubblicamente i giornalisti come il suo amico Putin.



E le conseguenze sono tanto drammatiche quanto grottesche. Se il capo d'Italia dice ai terremotati "non ho la bacchetta magica", nessuno si scandalizza per la battuta. Se un mago col senso dello stato gliela fornisce, le lingue felpate delle vallette si srotolano come tappeti dopo una fase breve ma intensa di panico autentico. La misura e' colma: se tolgono Silvan dalla TV abbiamo un esercito di fans pronti a marciare sulla Rai per far sparire i leccaculo al grido di "Sim Sala Bim"

giovedì 22 novembre 2007

Beata ignoranza


Leggo su tutti i giornali dell'ira dei giornalisti RAI, che evidentemente scoprono solo adesso dell'inciucio tra RAI e Mediaset. Evidente a chiunque avesse soltanto osato guardare un Tiggi' o, per i piu' coraggiosi, Porta a Porta e simili. Chi faceva i servizi? Chi eseguiva le direttive dei vertici intercettati? Perche' oggi tutti si indignano, e ieri tutti tacevano? Non sanno forse che l'obbedienza ormai non e' piu' una virtu'? Beata ignoranza.
In compenso la Fenice e' impagabile. Dopo aver utilizzato per i suoi fini la televisione pubblica e il Parlamento, dopo aver piegato anche la morte del Papa per i suoi scopi, adesso grida allo sciacallaggio, proprio lui che approfittando del suo ruolo istituzionale fece allontanare dalla RAI chi non gli era gradito. "Sono andati fuori di testa, siamo ai limiti della comica. Queste telefonate sono la normalità per chi fa televisione". Se lo dice lui che di comiche e' un esperto. E prosegue: "Quando si parla al telefono si entra come in una dimensione onirica. Si dicono cose che poi nella realtà sono molto diverse". Certo, sono molto peggio. Di solito esce solo la punta dell'iceberg. Quando distribuivano il pudore, la Fenice era al bagno.

venerdì 5 ottobre 2007

Bamboccioni


Ecco, prima o poi doveva succedere. Il governo Prodi si comporta esattamente come il precedente nei confronti di una trasmissione RAI, "colpevole" di aver espresso un punto di vista lontano dal loro. Gravissimo il comportamento di Mastella, che anche avesse un briciolo di ragione passa per sempre dalla parte del torto. E gravissimo il comportamento di Prodi, che parla di serieta' mancata senza aver neanche visto la trasmissione. Non l'ho vista neanch'io, e sospendo il giudizio sul merito, ma chiedere la sfiducia del CdA RAI per "la gogna mediatica" di Berlusconiana memoria mi sembra davvero ingiustificabile. Oltretutto, mi sembra che a Mastella non manchi il diritto di replica: ci spieghi bene perche' vuole trasferire De Magistris invece di strepitare di complotti.
Altrettanto sconvolto leggo della dichiarazioni di Padoa-Schioppa: "Mandiamo i bamboccioni fuori di casa". Il ministro spiega che le nuove norme per gli affitti dei piu' giovani dovrebbero spingere i cosiddetti mammoni, che non vogliono uscire dalla "sicurezza" delle mura domestiche, ad affrontare da soli il terribile mondo. Qualcuno forse dovrebbe spiegare al Ministro che di giovani che vogliono restare a casa ce ne sono ben pochi, e che invece sarebbe di sua competenza capire perche' molti sono costretti a vivere con la propria famiglia di origine, o a dividere l'appartamento a 30 anni con altri 5 amici (o sconosciuti) per arrivare alla fine del mese. O perche' gli affitti siano saliti del 96% in 20 anni e i salari del 14%. E perche' io per uscire di casa sono dovuto arrivare fino in Cile prima e in Germania poi. Bamboccioni sono quelli che passano il tempo come i mocciosi a litigare tra loro per avere il telecomando della TV, o come all'asilo "la palla e' mia e si fa come dico io senno' non ti voto piu'". Dando uno spettacolo indecoroso invece di risolvere i problemi del paese, facendo sempre il minimo "perche' in questo momento e' il massimo che si puo' fare viste le condizioni". Consiglio la lettura de "L'Italia spiegata a mio nonno" a Padoa-Schioppa e compagnia, e di prepararsi a far largo a qualche "bamboccio" che magari fara' meglio di loro .

mercoledì 12 settembre 2007

Largo ai giovani


Incredibile faccia tosta dell'opposizione che dopo 5 anni di epurazioni e controllo selvaggio sulla RAI grida all'attentato alla Democrazia per la sostituzione del delegato del governo (Petroni, nominato da Tremonti) con un rappresentante vicino all'area Prodiana.
Incredibili, ma solo perche' inopportune da quel pulpito. Dovrebbe essere, per fortuna, discussa tra poco la legge promossa dal ministro Gentiloni per smarcare, almeno in maniera diretta, la televisione di Stato dal controllo politico. Vedremo se l'opposizione indignata votera' coerentemente con gli strepiti di questi giorni.
E tra gli strepiti, mi sembra che in pochi colgano il nodo della nomina. Fabiani ha 77 anni, ed e' anche presidente di Acea, multiservice per energia elettrica, teleriscaldamento, acqua potabile, acque reflue. Direi che i quasi 80 anni se li deve portare proprio bene se è in grado di svolgere questi due importantissimi incarichi in contemporanea. Mio padre, alla stessa eta', al massimo fa il nonno, e solo con un nipote alla volta, e si gode la pensione. Ah, ma e' vero, i giovani i posti se li devono venire a prendere, anche quelli di nomina ministeriale.
Ci fanno sapere che Fabiani rinuncera' allo stipendio di consigliere: ci mancherebbe altro. A quando la codifica per legge sull'impossibilita' di cumulare incarichi pubblici e di non poterli ottenere superati i 65 anni?
Largo ai giovani, si ripete in questi giorni di campagna elettorale per il PD. Probabilmente si intende che devono sparire il piu' presto possibile.