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venerdì 2 ottobre 2009

Errare humanum est...


... pero' a perseverare sulle assenze decisive tanto una bella figura non si fa. E' vero che essere tutti presenti sarebbe servito a poco, ma dopo una bella figuraccia ricascarci subito non e' il massimo. Andrea Sarubbi prova a spiegare qui perche' aver recuperato 40 voti e' gia' qualcosa, e perche' per ogni deputato dell'opposizione ne sarebbe entrato uno del PDL, ma almeno vi fa leggere l'intervento di Alberto Fluvi, capogruppo PD in commissione Finanze, che rispiega lo scudo fiscale per chi era assente. Qualcuno segnala che, anche in questo caso, e' vergognosa la solita cosina che si chiama conflitto di interessi...

giovedì 24 settembre 2009

Follia infettiva


Un morbo si aggira per il governo. Altro che influenza, sono sempre piu' fuori di testa. Si parte dalle figure cacine rimediate all'ONU sia dal ministro degli esteri Frattini, che applaude da solo a scena aperta il dittatore libico mentre straparla dal podio, al Presidente del Consiglio che si contraddice da solo sempre a proposito di Libia (vedi figura) e sull'ambiente, dopo essersi lamentato che aveva gia' detto tutto Obama. E pensare che l'hanno anche candidato al nobel per la pace, chissa' che ne pensano le famiglie dei caduti di Kabul. A questo punto probabilmente anch'io posso aspirare al nobel per la fisica, mi manca solo la canzoncina... "il gas e la polvere che si incontrano, e il tuo telescopio e' quaaaa"...



Per fortuna arriva anche il nuovissimo generatore di premi meritati da Berlusconi, tante volte i suoi seguaci rimbambiti fossero a corto di idee.
Non male anche i vertici della RAI, che hanno comunicato oggi il bilancio 2009 della tv pubblica, in rosso di 50 milioni di euro definiti dal direttore generale "un risultato straordinario". Guarda caso che cinquanta milioni di euro è giusto quello che la Rai avrebbe preso (ogni anno) da Murdoch se non avesse rifiutato l’offerta per trasmettere nel pacchetto Sky i suoi canali satellitari, offerta respinta su pressione del governo che voleva incentivare il digitale terrestre e favorire Mediaset.
E perche' ignorare la manovra che ha portato i soldi della Robin Tax a coprire anziche' le social card (scariche) ad aumentare i finanziamenti ai giornali di partito? Marcello giustamente si domanda se Robin Hood legge La voce Repubblicana!
E termino con il mega condono di Tvemonti, travestito da scudo, che secondo il Sole24ore (non il Manifesto o simile stampa comunista):

Lo scudo fiscale ter inizialmente assicurava la copertura per due soli reati: omessa e infedele dichiarazione. La nuova formula comprende numerosi reati tributari, alcuni reati penali specifici e soprattutto copre adesso anche le false comunicazioni sociali: questo intervento rende lo scudo più alla portata dell’evasore pentito che è anche imprenditore e amministratore o socio di una azienda.
L’emendamento approvato in Commissione Finanze e Bilancio al Senato, sempre con l’ok del Governo, consente anche alle imprese estere controllate di aderire all’operazione di emersione dei capitali. Non da ultimo, è stata rafforzata la garanzia dell’anonimato allentando l’obbligo di segnalazione in base alle norme dell’antiriciclaggio.

Non male per uno che aveva giurato "mai piu' condoni", e che invece e' arrivato alla terza amnistia del genere nei confronti dei ladri peggiori del paese attuata da un governo Berlusconi!

giovedì 16 luglio 2009

La grotta di Ali' Baba'


Tvemonti annuncia che vuole svuotare la grotta di Ali' Baba' dei paradisi fiscali in conferenza stampa. Lodevole iniziativa: ti aspetti che il governo reintroduca le strategie di Visco per tracciare i flussi di denaro e che ripensi la sua strategia in merito alla lotta all'evasione e al riciclaggio. Invece Tvemonti si riferisce solo all'ennesima inaccettabile sanatoria in discussione alle Camere. E anche stavolta lo scudo fiscale per i capitali illegalmente esportati in discussione e' davvero notevole: vengono perdonati reati come falso in bilancio e bancarotta fraudolenta, e l'obolo richiesto a chi ripulisce il suo denaro è davvero risibile, con aliquota che variano dall'1 al 5%. In pratica un bel premio a trafficanti di armi, droga e organi, grandi evasori e altri delinquenti assortirti. Evidentemente il buon ministro vuole svuotare la caverna di Ali' Baba' per convincerlo a spostare i suoi capitali truffaldini in un paradiso fiscale molto migliore, in cui pochi poveri e fessi pagano i servizi dei ricchi che si godono i loro malloppi esentasse. Dove l'harem lo fornisce il Presidente. E chi se ne importa se il debito pubblico sale, l'occupazione cala: tanto anche il debito sara' solo di chi le tasse le paga!
E infatti mentre nei paesi seri i bancarottieri e i truffatori si beccano 150 anni di carcere e 170mila dollari di risarcimenti da pagare, a casa nostra se rubi un pacco di pannolini al supermercato ti puoi beccare tre anni, ma per allegra gestione contabile o vieni perdonato dallo scudo del giorno o mal che vada ti accorciano la prescrizione per sfuggire i risarcimenti agli ignari risparmiatori. Alla faccia della bilancia della giustizia. E chi lo fa notare e' una testa di cazzo:

giovedì 28 maggio 2009

F e R, Frode e Ricatto


L'erario contesta a Dolce&Gabbana una mega multa da 800 milioni di euro (!!), per elusione fiscale e di abuso di diritto. In pratica i due hanno chiuso il sistema dei proventi dalle royalties in un sistema di scatole cinesi con testa in Lussemburgo. E' il conto più salato che il fisco italiano presenta da molti anni a questa parte a una persona fisica, molto piu' consistente di quello presentato al veloce ma furbetto Valentino Rossi. Qualche anno fa gia' un'altra storia simile frutto' all'azienda dei due un multone di 90 milioni. Eppure una notizia del genere e' passata quasi sotto silenzio sui media e sulla carta stampata: solo il Giornale ne ha dato il giusto eco in prima pagina.
Il motivo e' semplice: oltre a confezionare abiti fighetti, i due sarebbero anche il terrore dell’ufficio advertising dei giornali italiani. Due anni fa la recensione sulla cotoletta non proprio eccellente di un loro ristorante costo' al Sole 24 Ore il ritiro di tutta la pubblicita' dal giornale. E l'anno scorso la vicenda di redditi non dichiarati per 260 milioni, di cui sopra, segui' la stessa strada, con le minacce di ritorsioni pubblicitarie per chi avesse ripreso la notizia pubblicata all’epoca da Repubblica. L'altra volta ando' male, il mercato tirava ancora e di inserzioni ce n'erano a iosa. Questa volta pare invece che il meccanismo abbia funzionato, alla faccia dell'indipendenza della carta stampata. Figuriamoci cosa accade quando gli interessi sono ancora piu' grossi...

mercoledì 18 marzo 2009

Missili anticrisi?


"A view is often expressed that the military budget is a cornerstone of the U.S. economy. The Pentagon is often said to be a major underwriter of, and stimulus to, important technical innovations. It is also often cited as a major employer, providing good jobs—jobs that are stable and at least decently paid—to millions of Americans"

Un interessante studio che mi segnala Cosimo rivela pero' che per ogni miliardo di dollari investiti in difesa si creano circa 8555 posti di lavoro. Per contro, con gli stessi miliardi investiti nel settore dell'assistenza sanitaria si creano 12.883 posti di lavoro, e in materia di istruzione, 17.687 posti di lavoro, senza contare gli ovvi benefici per la collettivita'. Nel mondo nel 2007 sono stati spesi piu' di 1400 miliardi di dollari per la difesa, 40 miliardi in Italia. A tutt'oggi, il Costarica e' l'unico paese smilitarizzato unilateralmente, avendo abolito l'esercito con la Costituzione del 1949: fonda sull’assenza dell’istituzione militare la base della sua crescita sociale (ad esempio 95% di alfabetizzazione, un buon servizio sanitario pubblico e una notevole stabilità politica).

giovedì 22 gennaio 2009

E ora?


Intanto e' gia' partito bene. Qua c'e' pure un tool per controllare quanto bene continuera'. A casa nostra invece la domanda fatale vale purtroppo oggi come ogni giorno: al Senato si da il via al si salvi chi puo' su scala regionale, peraltro senza nemmeno avere capito ne' quali sono le regole che si varano, ne' cosa succedera' di preciso (Il ministro Tvemonti sui costi del federalismo fiscale: "Non è per sottrarmi alla domanda ma le variabili che debbono essere conteggiate sono un numero elevatissimo. Abbiamo a che fare con un sistema olistico come il corpo umano"). L'importante e' solo tenere buona la Lega, dell'allegro Titanic che viaggia verso la rovina chissenefrega, "non e' un dramma"! Qua il testo completo del DDL.

Io, nel dubbio, da domani stacco e vado qua, nell'Ombelico del Mondo, a dimenticare tutto per 4 giorni.

venerdì 16 gennaio 2009

Xenogogia


In questi giorni la maggioranza, sobillata dalla Lega scatenata nei sondaggi e in Parlamento, sta dando il meglio di se'. Nonostante abbia fatto retromarcia, grazie alle proteste piovute da ogni dove, sui tagli agli ecoincentivi di cui avevamo parlato qua, il suo ministro Maroni insiste sulla tassa agli extracomunitari per il permesso di soggiorno nonostante che pur una volta la CEI abbia fatto sentire il suo dissenso al governo su un tema diverso dalla scuola privata. Cosi' Francesco Costa su questa misura, oltre che ingiusta e razzista, palesemente idiota in questo momento in cui andrebbe incentivato piu' che perseguitato chi viene in Italia a produrre e a contribuire alle spese pubbliche: "Scremato il dibattito dalle posizioni più o meno apertamente razziste, il problema dei permessi di soggiorno in Italia non è la presenza o no di un balzello, che esiste già senza scandalo in altri paesi. Il problema è l’opportunità di inserire nuove tasse in una fase economica in cui mezzo mondo fa l’esatto opposto, ma soprattutto il sistema inefficente e inutilmente vessatorio con cui i permessi di soggiorno vengono erogati ai cittadini extra-comunitari. Il problema è il fatto che oggi i permessi di soggiorno vengano rilasciati mesi e mesi dopo che si sia presentata la documentazione necessaria, e durante quel lunghissimo intervallo gli immigrati siano costretti a non uscire dal paese, anche se dovessero farlo per lavoro o per motivi familiari (ma sarebbe ugualmente vessatorio se volessero andare in vacanza). A causa di questi enormi ritardi, poi, capita sovente che vengano consegnati permessi di soggiorno già scaduti o destinati a scadere entro poche settimane. Un governo serio si dedicherebbe a sciogliere questi nodi, piuttosto che a elaborare manovre punitive soddisfando l’ignoranza rancorosa di chi, orgogliosamente italiano, meriterebbe di stare in un paese civile e democratico meno di tanti altri".
Come se non bastasse, il Senato approva in via definitiva il reato di immigrazione clandestina incluso nel pacchetto sicurezza. Il risultato sara' che i disperati che attraversano per mesi deserti e mari su bagnarole di fortuna per sfuggire a fame, guerre, persecuzioni e da un futuro senza prospettiva, arrivando senza piu' niente, stremati e spesso in condizioni gravi a Lampedusa piuttosto che a Brindisi, potranno vedersi notificare dalle forze dell'ordine, prima ancora di ricevere una bottiglia d'acqua, l’avvio di un procedimento giudiziario che prevede il pagamento di una sanzione di 5000 euro. Procedimento che non potra' nella realta' mai partire, e multa che non potranno mai pagare, se pure riuscissero in qualche modo a capire cosa gli stia succedendo. Piu' che la rivoluzione culturale di cui parla la Lega, mi pare lo sdoganamento definitivo della Xenogogia, la demagogia a uso e consumo dei peggiori istinti razzisti. Del resto del livello culturale e del razzismo a tutto campo della lega parla da solo questo intervento (video) del capogruppo della Lega al consiglio regionale della Lombardia Stefano Galli: dopo aver dichiarato la sua contrarieta' ad aderire alla giornata della lotta contro l'omofobia perche' significherebbe riconoscere l'omosessualita' come una non-malattia mentale, rivela di rifutare di celebrarla come se averla fosse "un colpo di culo". Forse la malattia mentale e' da cercare piu' vicino a lui di quanto pensi. E l'emergenza, invece di passare, continua a colpire.
Per finire l'ennesima beffa. Da Ciwati: "Alitalia: quattro miliardi di euro. Comune di Catania: 140 milioni di euro. Sostegno agli altri enti locali: zero euro. Misure anti-crisi: poco di più. Del resto, certe cose non hanno prezzo. Per tutto il resto (lo so, è facile) c'è Social card". Peccato che non ci sia piu' nemmeno quella: nonostante il mega-regalo a MasterCard, che poi era il solo ed unico scopo dell'operazione, 1 su 3 non contiene neppure un centesimo. Beffa.

sabato 27 dicembre 2008

Evasioni


Ieri ascoltavo con stupore il radio giornale annunciare il grande successo della lotta all'evasione fiscale nel 2008: sarebbero infatti un record le entrate nei primi 11 mesi dell'anno che volge al termine, raggiungendo quota 2,3 miliardi di euro, un +46 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. E tutto questo nonostante l'impegno e gli strumenti previsti dal governo Prodi fossero stati prontamente cancellati dal nuovo Governo. Oggi pero' si scopre che era tutto un bluff, as usual. I dati erano quelli del 2007. Sono senza pudore.

mercoledì 3 dicembre 2008

Misure anticrisi: pay-ecology


Dice che il governo ha riportato al 19% l'aliquota IVA alle pay-tv, che era al 10% da quanto il governo Dini volle fare un favore alla TelePiu' di Berlusconi, con voto decisivo di Bertinotti. Oggi Berlusconi non ha piu' pay-tv, quindi pensa bene di alzare l'aliquota al suo piu' pericoloso concorrente che lo sta facendo innervosire non poco. Sky tuona con spot contro il governo, il quale si vede inondata la casella postale di email di protesta (dimostrazione che i media l'opinione pubblica la smuovono eccome: solo una manciata di firme per l'appello contro l'emendamento della lega che vuol togliere le cure agli stranieri non in regola). La sinistra si straccia le vesti per una nuova e fondamentale bataglia dopo la commissione di vigilanza RAI, Berlusconi dice che e' una vergogna che la sinistra protesti per le imposte ai ricchi 4 milioni di cittadini possessori di abbonamenti Sky. Peccato che fatta da lui una cosa simile e' sbagliata comunque, ma ormai il conflitto di interessi e' una roba per stranieri e secchioni.
Quello che invece non dice ne' Berlusconi ne', ancor piu' gravemente, quasi nessuno a sinistra, e' che ristrutturare la propria casa secondo criteri ecologici per diminuire gli sprechi e usare energie rinnovabili e' oggi ancora piu' di ieri una cosa da ricchi, di quelli veri.
Come mi segnala Paolo, andatevi a leggere l'Art. 29 del decreto 28 novembre 2008 "recante misure urgenti per il SOSTEGNO a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico nazionale" (mi è sembrato il caso di evidenziare la parola SOSTEGNO), e leggetevi bene almeno un paio di volte il comma 11, per finire in bellezza:

Art. 29
6. Le detrazioni di cui all’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n.296, come prorogate dall’articolo 1, comma 20, della legge 28 dicembre 2007, n. 244, sono confermate, fermi restando i requisiti e le condizioni previste nelle norme sopra richiamate nonché nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico 19 febbraio 2007, secondo le disposizioni del presente articolo.

7. Per le spese sostenute nei tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2007, i contribuenti inviano alla Agenzia delle entrate, esclusivamente in via telematica, anche mediante i soggetti di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi pari a 82,7
milioni di euro per l’anno 2009, a 185,9 milioni di euro per l’anno 2010, e 314,8 milioni di euro per l’anno 2011. L’Agenzia delle entrate esamina le istanze secondo l’ordine cronologico di invio delle stesse e comunica, esclusivamente in via telematica, entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza, l’esito della verifica stessa agli interessati. La fruizione della detrazione è subordinata alla ricezione dell’assenso da parte della medesima Agenzia. L’assenso si intende non fornito decorsi 30 giorni dalla presentazione dell'istanza senza esplicita comunicazione di accoglimento da parte dell’Agenzia delle entrate.
8. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e da pubblicare sul sito Internet dell’Agenzia delle entrate è approvato il modello da utilizzare per presentare l’istanza di cui al comma 7, contenente tutti i dati necessari alla verifica dello stanziamento di cui al medesimo comma 7, ivi inclusa l’indicazione del numero di rate annuali in cui il contribuente sceglie di
ripartire la detrazione spettante.
9. Per le spese sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, l’istanza di cui al comma 7 è presentata a decorrere dal 15 gennaio 2009 e fino al 27 febbraio 2009. Per le spese sostenute nei due periodi d’imposta successivi, l’istanza è presentata a decorrere dal 1° giugno e fino al 31 dicembre di ciascun anno.

10. I contribuenti persone fisiche che, per le spese sostenute nell’anno 2008 per gli interventi di cui all’articolo 1, commi da 344 a 347, della citata legge n. 296 del 2006, non presentano l’istanza di cui al comma 7 o ricevono la comunicazione di diniego da parte dell’Agenzia delle entrate in ordine alla spettanza delle detrazioni di cui al comma 6, beneficiano di una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, pari al 36% delle spese sostenute, sino ad un importo massimo delle stesse pari a 48.000 euro per ciascun immobile,
da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.
11. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da pubblicare sul sito Internet della medesima Agenzia è comunicato l’esaurimento degli stanziamenti di cui al comma 6.

In pratica, quanti anche nel 2008 appena trascorso abbiano deciso di ristrutturare casa, magari puntando un pò in alto delle proprie possibilita' ma certi di recuperare le spese per il risparmio energetico per una percentuale del 55% (in 10 anni), e che magari hanno basato il bilancio familiare proprio su questo, si ritrovano questa percentuale sicuramente calata al 36%. E questo finchè ci sono i fondi per coprire il rimborso. Le conseguenze sono ovvie: portafogli personale, famiglie incasinate, crisi nel settore dell'impiantistica, perdita di posti di lavoro, lavoro nero, nessun rispetto per l'ambiente. Mi sembranno ottimi sostegni, veramente ottimi. Questa poi della retroattività e' la cosa piu' grave. Da quando in qua si cambiano le regole nel corso di una partita?

mercoledì 21 maggio 2008

Clandestino


Alla faccia di quelli che il grande statista, alla faccia di quelli che ha la maschera ma e' calato nella parte, alla faccia di quelli del dialogo possibile, oggi la Fenice ha presieduto il primo Consiglio dei Ministri del suo atto terzo (quarto). I risultati sono terribili.
Solite leggi ad personam, per salvare Rete4 e qualche processo in bilico (questa per fortuna pare momentaneamente scampata grazie al rumore che ha suscitato), dimostrando il disprezzo della Fenice e dei suoi ministri per gli elettori, per il ruolo di responsabilita' che ricoprono e per la propria dignita'.
Solite leggi per togliere meno ai ricchi, e per tassare piu' chi ha meno. Per far finta di dare con una mano, e togliere con l'altra: ICI, straordinari e compagnia cantante. E magari facendo credere di pensare ai piu' bisognosi.
Approvazione di uno scandaloso pacchetto di misure xenofobe, lesive dei diritti umani basilari di migliaia di persone e anticostituzionali. Essere privo di permesso di soggiorno sara' reato penale, cosi' come in certi casi chiedere l'elemosina. Si calcola che 500-700 mila persone potrebbero essere arrestate, per la colpa di essere cosi' disperate da lasciare casa, famiglia, amici per un paese che non li vuole. Tralasciamo per un momento l'ovvia impossibilita' di processarle tutte, a meno di non fermare per i prossimi 2000 anni la macchina gia' ferraginosa della giustizia, e tralasciamo la totale mancanza di strutture atte ad accogliere tutti i nuovi detenuti (a meno di mandarli ai lavori forzati nelle discariche come ha proposto la lungimirante Margherita Boniver, o rinchiuderli nei lager dei CPT e buttare via le chiavi, per 18 mesi dico 18). Tralasciamo tutto questo, e rendiamoci conto che grazie al meccanismo assurdo per la regolarizzazione previsto dalla Bossi-Fini, da oggi e' ufficialmente praticamente impossibile entrare in Italia, a meno di non rischiare la galera o di essere raccomandati. Il sistema italiano di sempre applicato alla disperazione. Sconvolgente poi l'aggravante di clandestino per tutti i reati penali: ma la legge non era uguale per tutti? Sono tornati di moda quelli piu' uguali degli altri, un terzo piu' uguali. Ci si e' preoccupati anche di rendere piu' complicato sposare uno "straniero". Mancano solo le fascette al braccio e i campanacci per sentirli arrivare da lontano. E resta da capire come tutto questo delirio xenofobo abbia a che vedere con il rendere piu' sicuri gli italiani.
La cosa ancora piu' sconvolgente e' che in tutto cio' nessuno si indigna, nessuno si incatena, nessuno urla, nessuno protesta. Da sinistra il massimo che si sente e' che il pacchetto e' "inefficace o controproducente" oppure che "e' copiato dal pacchetto Amato". Giusto qualcosa per non dire "magari l'avessimo fatto noi che avremmo vinto le elezioni". E invece siamo di fronte a qualcosa di populista nel peggior modo, nel senso che vuol solleticare i piu' bassi istinti di tutti noi. Qualcosa di volgarmente, inequivocabilmente, paurosamente razzista e fascista. Nel paese semplificato, dove le minoranze vanno eliminate anziche' salvaguardate, dove le notizie sono manipolate per fomentare la caccia alle streghe (esattamente nello stesso modo in cui tutto e' cominciato nella ex-Jugoslavia di Milosevic), dove chi dovrebbe fare notare al paese che stiamo pisciando fuori dal vaso decide che e' piu' comodo evitare la fatica di fare centro, evidentemente sono un clandestino. Sono una scoria destinata allo stoccaggio nelle nuove fantastiche discariche top-secret. E ho paura. Non dovevano farla passare a tutti? Cosa e' successo, cosa ci e' successo? Dove sono quelli che portano il fuoco?

"Ma che paese è questo dove gli unici che hanno ancora qualche speranza vengono chiamati disperati?" (Stefano Benni - Elianto)

martedì 13 maggio 2008

Invochiamo l'aiuto di Dio


Sto finendo di ascoltare il discorso della Fenice per la fiducia in Parlamento. Viscido e cerchiobottista al punto giusto (perfino qualche parola per la Palestina) per meglio seminare zizzania nel campo avverso, gettando messaggi d'amore all'opposizione subito pero' invitata a fare il suo e a lasciar fare loro. Che "invocano l'aiuto di Dio" (sic), ma anche della Fortuna, che non si sa mai. Forse dovremmo invocarlo noi. Almeno finalmente la politica ha cominciato a guardare avanti ai suoi elettori, ad educare, a indicare la strada. Dopo le sparate inapplicabili sulle barricate anti rumeni di Maroni ieri, oggi assalto con spranghe e molotov a un campo Rom a Napoli. Per farsi giustizia da soli, come in ogni buon far-west. Era ora dopo l'Italia di cominciare a fare gli italiani.
E mentre il Biscione alle Camere snocciola i primi provvedimenti del neonato governo, subito dannosissimi e ingiusti come abolizione del restante ICI e detassazione degli straordinari, leggo che dalla composizione del nuovo governo arriva almeno una risposta a un assillante interrogativo che lanciai ormai diverse settimane fa: quanto sarebbe costato a Berlusconi il caso Pizza. Si e' scoperto che la Fenice risparmia, non serve il libretto assegni. E' bastata la solita poltrona, sottosegretario all'istruzione: quella che si dice una nomina meritocratica, se l'e' proprio guadagnata evitando il rinvio delle elezioni, che aveva l'appiglio giuridico per determinare. Sempre nella squadrona di sottosegretari (ma sempre 40 meno dei ricattatori di Prodi), tra una Brambilla e uno stagionato Scotti manca un nome che ero sicuro di trovare. Evidentemente il povero Dini non merita proprio nessuna riconoscenza. Pare che tra lui e Mastella si siano venduti proprio per il classico piatto di lenticchie. Meglio la Pizza.
Ferve poi la discussione sul caso Schifani-Travaglio: ha fatto bene o ha fatto male? Fazio si doveva scusare o non doveva? Basta avere dei soci che dopo 18 anni vengono condannati per mafia per essere mafiosi? La Finocchiaro poteva evitare di lustrare le scarpe al neo presidente del Senato? In merito la penso esattamente come D'Avanzo oggi su Repubblica, che spiega il mio punto di vista assai meglio di me: "Nel caso Schifani non si può stare dalla parte di nessuno degli antagonisti. Non con Travaglio che confonde le carte ed è insincero con i tanti che, in buona fede, gli concedono fiducia. Non con Schifani che, dalle inchieste del 2002, ha sempre preferito tacere sul quel suo passato sconsiderato. Non con chi - nell'opposizione - ha espresso al presidente del Senato solidarietà a scatola chiusa. Non con la Rai, incapace di definire e di far rispettare un metodo di lavoro che, nel rispetto dei doveri del servizio pubblico, incroci libertà e responsabilità. In questa storia, si può stare soltanto con i lettori/spettatori che meritano, a fronte delle miopie, opacità, errori, inadeguatezze della classe politica, un'informazione almeno esplicita nel metodo e trasparente nelle intenzioni".
E anche dalle nostre parti "Democratiche" non e' che vada meglio. Venerdi' e' stata annunciata la nomina di un coordinamento del PD (nominato da chi? Con quali criteri? Ma la D non stava per Democratico?), principale organo di direzione politica, che praticamente e' quanto sarebbe uscito dalla famosa fusione fredda tra i vertici di DS e Margherita. Ci siamo evitati solo Ruttelli, spazzato momentaneamente via dalla marea nera. Abbiamo, ci dicono, speso tempo ed energie nella partecipazione alle primarie, nel radicamento del nuovo partito sul territorio, coinvolgendo tante persone nuove nella costruzione del PD convinti che fosse una opportunita' eccezionale per una politica aperta e finalmente ricca di contenuti, nuova nelle forme e radicata nella realtà. E quello spirito, quell'apertura sembra oggi dispersa come un torrentello nel deserto. Oggi nel PD, e lo vediamo ad esempio anche dal famoso governo ombra e dalle reazioni alla sua nomina di chi e' rimasto fuori, la preoccupazione che guida le decisioni dei dirigenti sembra essere unicamente quella dell'equilibrio interno tra le varie correnti e gruppi di potere, che appaiono peraltro unicamente personalistiche e clientelari più che culturali. Rischiando di disperdere un patrimonio umano, di entusiasmo, di cambiamento e possibilita' di svolta vera. Invochiamo davvero l'aiuto di Dio. Ne abbiamo bisogno per attraversare il deserto in queste condizioni.

martedì 6 maggio 2008

Redditi


Nella fondamentale diatriba tra i sostenitori dell'ultima trovata del dimissionario Visco di rendere pubblici direttamente sul web i redditi dichiarati di tutti i contribuenti e i suoi detrattori, spesso i maggiori sostenitori fino al giorno prima della liberta' del web e della lotta all'evasione, io non ci vedo ne' un reato, ne' una colonna infame, ne' un aiuto a fantomatici sequestratori, ne' una cosa intima messa in piazza. A meno che per qualcuno i soldi non siano una cosa intima, e a meno che i criminali non abbiano bisogno di una tabella per capire chi ha i soldi e chi non ce li ha. Certo, posso capire che a qualcuno scocci di far sapere che si e' battuto contro la casta e poi guadagna piu' di quelli contro cui tuonava, o che a chi dichiara 600 euro all'anno dispiaccia ammettere di aver trovato il SUV nell'uovo di Pasqua. Ma mi sembra molto piu' grave che siano pubblicate in prima pagina - una volta si diceva sbattute - le foto di quei disgraziati che hanno ucciso a Verona, o il primario oggi accusato, e non condannato, di corruzione e pedopornografia, o certe intercettazioni telefoniche. Anche perche' i dati sulle dichiarazioni dei redditi sono sempre stati pubblici. Bastava richiederli. Nell'arrovellarsi sui motivi che hanno spinto Visco a rovinarsi definitivamente la reputazione, per qualcosa tutto sommato di particolarmente inutile, vi propongo via Nando Dalla Chiesa la profetica visione della Catena di Sanlibero di Riccardo Orioles sulle tasse prossime venture. Peccato che non c'abbia pensato Visco.

L'impopolarità di Gorbaciov, dicono, è nata quando (per risanare il bilancio statale, e anche per affrontare l'antico problema dell'alcoolismo) ha aumentato il prezzo della vodka. E anche ora, in Italia, potete chiacchierare quanto volete ma la verità è che Prodi non solo ha cercato di far pagare le tasse agli italiani, ma anche l'ha proclamato pubblicamente. Tasse è giusto, tasse è bello, tasse è civile! . Col cavolo. Quello che scoccia agli italiani non è il pagare in sè (fra pizzo e mazzette si paga molto di più, ma nessuno s'è mai lamentato) ma proprio il concetto di tassa, il dar soldi allo stato. Fra gl'italiani e la Finanza s'è scatenato insomma un vero e proprio scontro di civiltà. Questione di Weltanschaunung, signora mia. E la riprova s'è avuta quando il feroce Visco ha messo in pubblico l'elenco (pubblico) di chi paga: dagli editorialisti di destra ai comici rivoluzionari, dalla Lega Latifondisti all'Unione Consumatori, tutti gli italiani sono scattati in piedi come un sol uomo: No! Questo no! , Dove andremo a finire? : in nome della libertà, della privacy, della lotta ai sequestri e di molte altre cose. Su ciò un politico abile - come probabilmente è Tremonti - non poteva non riflettere, e dopo molte e profonde riflessioni ha deciso che: Dal primo giugno è abolita ogni e qualsiasi forma di gabella su tutto il territorio nazionale. Ici, Irpef, Iva saranno solo un lontano ricordo. Maledetto comunismo! Evviva Berlusconi! . Sì, ma allora dove si prendono i soldi per pagare le veline, i carabinieri, il ponte di Messina e tutto il resto? Eh eh. Conosco i miei polli ghigna il ministro. I finanzieri, d'ora in avanti, vestiranno in borghese con occhiali neri e gessato. Senza esibire alcun tesserino, e parlando con un forte accento siciliano, si presenteranno con discrezione a tutti i commercianti, gl'industriali, i piccoli e grossi imprenditori. Vossia come sta? Ma è sicuro che sta bene? . E chiederanno il pizzo: più o meno quanto avrebbero dovuto pagare sotto Visco, moltiplicato per due. Naturalmente non ci sarà nessuno che si rifiuterà di pagare (tolti i duecento commercianti palermitani - su diecimila - che hanno aderito ad Addiopizzo) e i denari, in banconote da piccolo taglio e avvolti dentro fogli di giornale, verranno regolarmente consegnati all'amministrazione dello stato. Altro che lotta all'evasione: neanche il fisco tedesco sarà mai stato così rispettato. Sì, ma questo in Sicilia, a Napoli, insomma dove pagare il pizzo è già un'abitudine accettata e diffusa. Ma in un Milano, a Bergamo, nel Nordest libero e selvaggio? Niente paura: intanto, anche in queste contrade l'ammirazione per la mafia ( Io voto Mangano! , Viva Dell'Utri! ) ha fatto passi avanti significativi. E poi, nei casi difficili, basterà cambiare la forma della richiesta: non più pizzo generico ma precisa richiesta di tangente (che dalla fine di Mani Pulite in poi è considerata normale). Alla peggio, l'agente - parlando in italiano approssimativo - si qualificherà come emissario del governo cinese o rumeno, lasciando intendere che un'opportuna generosità aiuta moltissimo a trasferire le fabbriche laggiù, a comprare manodopera locale, ecc. E anche in questo caso i soldi finiranno all'astuto fisco italiano

martedì 22 aprile 2008

Nord e Sud


Nel dopo elezioni si sono succedute le dotte interpretazioni del voto, le analisi approfondite, i dibattiti e tua culpa tipici di queste occasione. Tutti pero' sono stati d'accordo su un punto: che il PD non ha saputo proprio parlare alla gente del nord. E la questione settentrionale e' divampata, arrivando su Repubblica ad auspicare addirittura un PD del nord, entita' separata non si sa bene come in relazione con l'assetto gia' federalista del nuovo partito. Una proposta simile, per ora fortunatamente accantonata, presupponeva il riconoscere, incentivare e baloccare il bisogno di autonomia delle regioni settentrionali, inseguendo le destre e la lega su questi temi, appiattendo il dibattito e dando unicamente corda alle spinte centrifughe da ogni lato. Come se non bastassero le strutture federali gia' previste dal PD per minimizzare l'impatto centralista nelle decisioni e nelle strutture regionali e locali, se non bastassero le primarie per scongiurare le cooptazioni Romane sulle candidature, come se delle strutture dirigenti decenti non abbiano mostrato gia' in passato e nelle scorse elezioni che in molte regioni del nord il PD c'e' e guadagna consenso.
Comunque sia, questo acceso dibattito sul nord sta, a mio modo di vedere, facendo perdere di vista quale sia il vero nodo territoriale e geografico irrisolto dell'Italia: l'irrisolta, anzi negli anni aggravata, questione meridionale che rappresenta la vera spaccatura nella nostra storia unitaria. Ed e' questa che ha generato negli ultimi due decenni una reazione di rigetto nel Nord, che si e' visto lentamente diventare una miniera di denaro da convogliare nel buco nero di molte amministrazioni del sud. Scriveva qualche giorno fa Marco Simoni:

Il problema dell'Italia e’ il Sud, non è il Nord. E’ il Sud ostaggio della criminalità, sono le tecniche di governo da signorotti feudali meridionali che sono state importate nella gestione delle università e dello Stato, è il Sud dove non si può aprire un negozio o un’impresa neanche ad averci i soldi, è il Sud dove vengono umiliate centinaia di migliaia di intelligenze, opportunità e possibilità ogni giorno, oppresse da una rete di potere che pare invincibile.
E’ il Sud il problema. Il Nord sta bene, ha i problemi qualsiasi di un mondo sviluppato, vota un po’ più a destra e da qualche parte a sinistra (quando ha una classe dirigente decente, come Piemonte, Liguria), ed ha sacche di alienazione post-industriale a cui la Lega dà un senso di appartenenza e comunità cavalcandone le paure, che sono paure tipiche della globalizzazione: l’immigrato, il cinese, il diverso. Paure che aumentano all’aumentare del reddito, ma che ovviamente riguardano anche gli operai che sentono una maggiore precarietà.
Se il Sud fosse un posto meno disperato, anche queste pressioni del Nord sarebbero meno forti. Ci sarebbero più soldi, ci sarebbe più civiltà. Basta con questa storia che il Nord è il problema, andate piuttosto a cercare un lavoro a Vibo Valentia.

Se da una parte e' sacrosanto riconoscere al nord il diritto di verificare e di pretendere che le risorse provenienti dalle loro regioni siano utilizzate in modo efficiente e mirato e per promuovere sviluppo, se e' necessario pretendere che i beneficiari di queste risorse siano davvero responsabili del loro uso e consapevoli della loro non illimitatezza, e' tuttavia essenziale non perdere di vista il problema vero. Che e' al Sud, con le sue amministrazioni clientelari, con una rete di potere alternativa e in contrapposizione a quella dello stato a tutti i livelli, che pare impossibile da abbattere e superare, con una gestione scellerata e irresponsabile delle risorse, delle persone, del territorio. Questa e' la questione irrisolta e intoccata dall'unita' d'Italia ad oggi, di cui nell'altra meta' della penisola in tempo di crisi globale si e' necessariamente cominciato a non poter sopportare e finanziare. E' tuttavia quella la questione che va analizzata, capita e risolta. Non fermandosi alle spinte centrifughe da essa provocate. E allora ben venga un federalismo fiscale capace di responsabilizzare gli amministratori del sud, pur senza ignorare il divario di sviluppo purtroppo ancora presente nelle diverse parti della penisola, per cercare di colmarlo a poco a poco. Ben venga un autonomia capace di focalizzare gli interventi su certi settori alle esigenze diverse del territorio, pur mantendo un contatto costante con ogni periferia e tutelando l'unita' indissolubile del paese. Ben venga un partito a struttura federale capace di individuare le migliori risorse sul territorio e valorizzarle, mettendo in campo amministrazioni decenti non perche' fatte di amici di amici ma perche' formate da persone capaci e non sottratte alle loro responsabilita'. Ben venga una autonomia solidale, ma inseguire la lega sui fucili beceri e sulla sacralita' del Po vuol dire ridursi a una strategia del disperato capace solo di inseguire in un terreno sconosciuto e profondamente ingiusto, egoista e miope.

lunedì 24 marzo 2008

Finalmente i numeri

Via Kkarl, un'analisi di un gruppo di studenti di Master della London School of Economics su alcuni temi economici della campagna elettorale che spesso vengono trattati, dicono loro, in modo difficile da comprendere. In realta' in modo da confondere le idee alla gente. Ecco qualche dato, con le loro fonti, su PIL, debito pubblico, pressione fiscale e progressivita'. Finalmente, in mezzo a chiacchiere e promesse da campagna elettorale.

lunedì 22 ottobre 2007

L'alibi


Ricevo da Suro e volentieri pubblico...

Leggo di un ministro che attacca un magistrato che lo indaga, e mi tornano in mente gli scontri tra i pm ("disturbati mentali") e un premier che speravo archiviato e che invece rischiamo di rivedere presto al comando.
Guardo i partiti al governo mobilitare un milione di persone per scendere in piazza a protestare, con un tempismo invidiabile, in uno dei momenti di massima difficoltà dell'esecutivo.
Penso che siamo in un paese da barzellette. E invece no, siamo nel paese che ci meritiamo. Peggio, nel paese che vogliamo, perché nel nostro intimo lo vogliamo proprio così. Ci servono Mastella, Dini, Berlusconi, ma anche Mele, Turigliatto, Previti. Sono indispensabili per avere un alibi. Così non ci sentiamo in colpa quando non paghiamo le tasse, quando cerchiamo l'amicizia giusta per vincere un concorso, quando compriamo un SUV per girare tra le stradine del centro, quando superiamo i limiti di velocità parlando al cellulare. Perché possiamo dire che loro, che dovrebbero dare l'esempio, fanno peggio. Possiamo magari organizzare un V-day di protesta e sentirci con la coscienza a posto.
Non ce ne libereremo mai, perché in verità ci fanno comodo. Non dobbiamo cambiare la classe politica, dovremmo cambiare noi. Il resto verrebbe di conseguenza.

domenica 7 ottobre 2007

Tasse e balzelli


In una giornata fredda ma assolata in terra di Germania, visita col nipote a un parco che in Italia ce lo sognamo.
Al ritorno mi riconcilio, in parte, con il minisro Padoa-Schioppa. Intervistato da Lucia Annunziata su RAI 3 dichiara:

La polemica anti tasse è irresponsabile. Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l'istruzione e l'ambiente

L'opposizione insorge: "È una frase rivelatrice della cultura e della mentalità di questo governo, che vede nell'imposizione fiscale una sorta di misura salvifica rispetto al peccato commesso da chi guadagna con il suo lavoro o la sua impresa", risponde Cicchitto di Forza Italia. Forse crede davvero che ognuno ha quello che si merita, e che tutti partono dalle stesse possibilita' qualunque sia la loro condizione, luogo e circostanza di nascita. Che tutti, se hanno talento, possono emergere e fare soldi guadagnati col sudore della fronte. Che chi ha meno possibilita' e' perche' e' un fannullone o un incapace, e non e' degno di essere aiutato nel momento del bisogno.
Stavolta sono perfettamente d'accordo con il Ministro. Le tasse sono una cosa bellissima, davvero un modo per contribuire tutti, secondo la possibilita' di ognuno, al bene della collettivita' e ai bisogni di tutti. Casomai il problema sono gli sprechi della ricchezza pubblica e il malgoverno. Suggerisco anche a Chicchitto, visto che il suo partito si vanta di difendere il Cattolicesimo, di rileggersi Matteo 25,31-46. E forse capira' dove sbaglia, e perche' i Cristiani stanno a buon diritto a sinistra e nel PD.

giovedì 13 settembre 2007

Furbi come le volpi


E' in piena bufera l'Universita' italiana per l'ennesimo scandalo. Test di ammissione truccati, errori nelle domande, bustarelle, spintarelle assortite per avere un posto alla facolta' di Medicina.
Uno dei giovani baresi coinvolti nell'inchiesta ammette su Repubblica di aver pagato per essere aiutato a superare il test. Eppure "non capisce perché la gente si scandalizza", e sostiene che "non esiste ripetere il test" perche' "non ho fatto niente di male e quindi io mi sento a tutti gli effetti uno studente dell'Università di Bari". D'altronde si sa, "questo è il paese dei furbi".

Dal dizionario De Mauro on-line:
fùr|bo agg., s.m.
1 agg. AU che sa provvedere abilmente al proprio interesse, che sa agire prontamente e con scaltrezza per trarsi d’impaccio, per aggirare situazioni spiacevoli o pericolose: sei stato f. a fingere di non sapere nulla | che esprime, che denota furbizia: avere un’aria furba; anche s.m.: non fare il f.
2 s.m. OB malfattore


Allora probabilmente faccio bene a sentire un pugno allo stomaco a sentir dire sempre che l'Italia e' il paese dei furbi. Che e' il paese degli imboscati, degli evasori, dei parassiti, di chi sfrutta la propria posizione di prestigio per interesse personale. Di chi pensa di essere migliore degli altri perche' riesce ad evitare di portare il suo contributo, sia questo economico o lavorativo, fatto di capacita' e di competenze, a servizio della collettivita', e di chi ne ha bisogno. Che sia il paese di chi e' convinto che le regole servono solo per mettere i bastoni fra le ruote alla "libera iniziativa", che esistano solo per essere aggirate. Di chi non si sente mai responsabile, tanto c'e' qualcuno che ci pensera': dalla carta buttata in terra, al moribondo per strada, alle tasse per mandare avanti ospedali e scuole. Di chi pensa che la propria parte sia pensare solo a se stesso, in un paese dove vince le elezioni chi promette non di migliorare le condizioni di vita di tutti, ma di preservare il piu' possibile i portafogli e abbassare a tutti le tasse.

Eppure non e' cosi'. L'Italia non e' il paese dei furbi. E' un paese dove un sacco di gente si sbatte per fare anche la parte degli altri, che oltretutto spesso fanno di tutto per mandare a monte anche il lavoro altrui. E' un paese dove la minoranza rumorosa passa il tempo a imboscarsi salvo poi lamentarsi che le cose non vanno, e la maggioranza silenziosa porta avanti la baracca, come i "limoni lunari", lavorando anche per gli altri e cercando di arginare chi si crede tanto furbo da stare al di sopra delle regole, della convivenza, delle proprie responsabilita'. Altrimenti, senza persone come la tanto bistrattata Forleo che ancora parla di dignita', non saremmo ancora a galla. E altrimenti i furbi non potrebbero sentirsi tanto furbi, in un paese allo sbando.
Forse allora le volpi, quelli furbi davvero, sono quelli che nonostante tutto la loro parte la fanno, quelli che "I care" e non "me ne frego e vaffa".

Il Limone Lunare

Lunari si chiamano
perché ogni luna butta le sue zagare
senza risparmio, non tutte infruttano -
dalla nuova casca la foglia deperita
pallida come noi.

Mentre i frutti indolciscono la polpa
raffinandosi la grana,
pizzuti scaturiscono i novelli
e spunta il boccio: una rossa goccia dura
cresce, spacca bianco
aprendosi fino quando muore
ma sotto comincia ingrossare.
Quando cogli il limone giallo maturo
è verde il piccolo e affaccia un nuovo fiore
in ogni tempo, senza darci la secca
Anche le piante riposano, dopo scaricate.
Come i limoni lunari non riposo mai.

D. Dolci
(da Il limone lunare, Laterza 1972)

domenica 26 agosto 2007

La faccia come il culo


Ancora una volta rimango allibito dalle sconsiderate parole di Umberto Bossi, ex ministro della Repubblica che, dopo aver bruciato tricolori e auspicato le cannonate contro i barconi dei migranti, auspica la rivolta armata della lombardia nei confronti di Roma "ladrona", rea, secondo lui, di opprimere con tasse e balzelli ingiusti i poveri lavoratori padani.

Non sto nemmeno a rispondere nel merito. Trovo pero' sconcertante che si tenti di incattivire nei confronti del governo un'opinione pubblica capace solo di guardaqre al proprio orticello utilizzando la gretta leva delle tasse. Che ci si ostini a chiamare Roma e il governo ladroni, quando in anni di occhi chiusi e condoni di centrodestra gli "onesti" imprenditori hanno evaso quanto e come hanno voluto, rubando, loro si' e fuor di metafora, a tutti noi. In percentuale l'aumento negli incassi del fisco dei primi otto mesi di quest'anno, confrontati con l'analogo periodo dell'anno precedente, è stato del 21 per cento. Sono miliardi di euro che venivano sottratti a tutti noi, ai servizi per tutti i cittadini (tra parentesi, ma non troppo, la sanita' pubblica italiana e' stata giudicata la seconda al mondo; quella USA, stigmatizzata nel nuovo film di Michael Moore, 37esima), al sostegno dei piu' deboli.

Sarebbe intollerabile comunque, ma ancora di piu' che proprio queste persone parlino di prendere i fucili, di rivolta fiscale. Si faccia una buona volta una rivolta nei confronti degli evasori, privandoli di quei servizi e quei diritti, garantiti con le entrate fiscali, che vorrebbero a spese degli onesti, o dei "poco furbi" come amano definirli. Si scenda una buona volta in piazza a protestare contro questa piaga sociale, contro gli idraulici del "sono 50 euro, con fattura 80", contro chi pensa di essere furbo vivendo sulle spalle degli altri.

Non varcare (clicca per aprire in una finestra il player)


Vorrei fare che per me non esistesse altro
che una stanza bianca e circolare,
dove non prendo niente e niente do
e non c'e' rumore.

Dal rumore delle gente ho gia' preso le distanze:
se mi viene a disturbare, a confondere la mente
fuoco ed olio rovente dalle feritoie.
Tanto il povero e' povero, il ricco e' ricco,
tanto il giovane e' giovane, il vecchio e' vecchio.

Capitani scaltri che solcate i mari non temete noi
siamo docili, siamo buoni, voi fischiate
correremo come i cani.
Siam gregari, spenti automi,
la bandiera piu' alta ha i nostri colori.

E gurda caso, sprizziamo indignazione
soltanto se vediamo minacciati
i nostri miseri terreni.
Ma non varcare il mio recinto, o sparero'.
Non varcare il mio recinto o sparero'...

Piste d'api Trio (Pino Marino, Stefano Rossi Crespi, Danila Massimi)

giovedì 9 agosto 2007

Piu' ce n'ha piu' ne vole


Dopo Diego Armando Maradona, Loris Capirossi, Alberto Tomba, Max Biaggi, Andrea Gaudenzi e Mario Cipollini un altro sportivo accusato di frodare il fisco, ovvero tutti noi, nessuno escluso.

E' nientepopodimeno che Valentino Rossi, che stacca tutti anche nella speciale classifica degli evasori sportivi con 60 milioni di Euro non dichiarati. Praticamente evasore totale. Aveva ragione mia nonna, "uno piu' ce n'ha, piu' ne vole". Ma allora, come si chiede Michele Serra su Repubblica, a che serve diventare ricco?

Visco cio tiene a far sapere che gli "dispiace per Rossi, del quale sono un grande tifoso. Ma le leggi devono essere rispettate". Del motociclismo mi e' sempre importato poco, ma, se confermate le accuse, io di uno che mi ha rubato (provato a) 60 milioni non sono tifoso manco per nulla.

mercoledì 1 agosto 2007

La Chiesa e l'evasione


Triste la storia di Mele, ancora piu' triste l'uscita del segretario del suo partito Cesa, che richiede un fondo per portare le famiglie dei Parlamentari a Roma per combatterne la "solitudine". Ogni commento e' superfluo, ma ottimo l'articolo di Stella sul Corriere.

Mele e' stato comunque scaricato dall'Udc per salvaguardare la loro integrita' morale. Morale integerrima sottolineata ancora dal patetico siparietto del test anti-droga. Evidentemente un concetto parziale di morale da bigotti, visto che Mele era gia' implicato in una storia di tangenti e corruzione per cui l'Udc non aveva fatto una piega. Mentre il processo va avanti (e' accusato da vicesindaco di essersi giocato al casino' milioni derivanti da tangenti) l'Udc l'ha addirittura scelto nelle liste bloccate per rappresentarli in Parlamento.

Ma l'Udc non e' solo in questa morale a tema da sepolcri imbiancati. Da sempre piu' che di tutte le uscite infelici e le esternazioni dei vari vescovi, papi e cardinali (su temi tutto sommato non centrali, a cui sempre piu' spesso stiamo assistendo), mi lamento di quello che non dicono, che non predicano sui tetti. Non mi spiego il silenzio, tranne per fortune alcune isolate voci profetiche, su ingiustizia sociale, poverta', corruzione, falsi in bilancio, tutela dei lavoratori e dei giovani. Non mi spiego, ad esempio, perche' si voglia affossare la Teologia della Liberazione in Sudamerica, perche' si isolino preti che hanno a cuore questi temi come si faceva negli anni '50 con Don Milani.

Finalmente se n'e' accorto anche qualcuno che ha piu' risonanza di me, il Presidente del Consiglio. Leggo in un'intervista a Famiglia Cristiana:

Dobbiamo tutti fare il nostro dovere di contribuenti, perché tutti possano pagare meno. Per cambiare mentalità occorre che tutti, a partire dagli educatori, facciano la loro parte, scuola e Chiesa comprese. Perché quando vado a Messa questo tema, che pure ha una forte carica etica, non è quasi mai toccato nelle omelie? È possibile che su 40 milioni di contribuenti sono solo 300.000 quelli che dichiarano più di 100.000 euro l’anno? Ma, detto questo, contesto con forza che il mio Governo sia, come dice l’opposizione, "oppressivo". In una ricca città del Nord sono stati chiusi per brevissimo tempo due negozi per mancata emissione di scontrini fiscali. Senza far bandi, dopo qualche giorno l’emissione degli scontrini nella stessa città è aumentata del 100 per cento. Cifre alla mano, senza inasprire alcuna imposta, abbiamo recuperato 10 miliardi di evasione fiscale. Questo ha consentito non solo la diminuzione del debito pubblico, ma anche di destinare risorse per rivalutare le pensioni basse, per la famiglia e per la tutela dei lavoratori discontinui.

Ovviamente non si fa attendere l'allucinante replica del vescovo di Chieti, Monsignor Forte. Il quale dopo aver precedentemente fatto notizia dichiarando che "evadere e' sbagliato, significa rubare" (ma dai?), oggi sposa il tema berlusconiano che le tasse sono troppe, quindi e' "comprensibile" non pagarle. Che la colpa e' del sistema fiscale che non sempre sembra equo. Come dire: invece di dire al ladro che sbaglia, tanto vale rubargli a nostra volta.

Io credo che evadere sia peggio che rubare. Invece di fare danno a una persone si fa danno alla collettivita'. Si fa in modo che tutti gli altri paghino al posto mio dei servizi di cui magari mi lamento. Sentendosi giustificati da una supposta "legittima" difesa da Roma ladrona, senza pensare che se tutti pagassero, ognuno pagherebbe molto meno.