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mercoledì 27 febbraio 2013

Nuova classe dirigente

Ieri dalla Gruber c’era il corrispondente da Roma della TV tedesca, che aveva appena raccolto una dichiarazione senza né capo né coda sull’uscita dall’Euro fatta da una giovanissima neo deputata grillina. Commento testuale del giornalista estero: “Questa ragazza non può parlare a me come se parlasse con i suoi amici in pizzeria, perché da oggi lei è un leader della vostra nazione e le sue dichiarazioni hanno potenzialmente un impatto a livello internazionale”.

(via Ivan Scalfarotto)

martedì 21 luglio 2009

Predicare bene


Mi pare che in questi giorni in diversi si stanno esercitando nello sport piu' gettonato sui media e nei bar d'Italia, ovvero il tiro al piccione contro il Piddi'. Un tiro al piccione che qualche volta mi pare avere ahime' basi oggettive su cui basarsi, o essere guidato dalla voglia di proporre e di far meglio che non guasta mai. Spesso pero' mi sembra basato solo sugli interessi di qualcuno che ama predicare bene e razzolare male.

Sono ormai infatti rimaste senza risposta le cinque opportunisse domande di Marcello Saponaro a Beppe Grillo sulla moralita' del suo poco celato sostegno all'Italia dei Valori sulla base dell'ambientalismo, dei valori di trasparenza e di democrazia interna nei partiti e di ricambio dei politici che predica da sempre, quasi sempre mettendo nel mezzo il PD. Si vede che cristallina coerenza e' richiesta solo a qualcuno e ad altri nemmeno un minimo.

E per ricordarci che volenti o nolenti il PD e' l'unico partito che affida il piu' possibile democraticamente, pur con indubbi problemini, la scelta del proprio segretario ai suoi elettori, Claudio Alberti del blog Roma 2011 ha lanciato la sua candidatura alla presidenza dell'Italia dei Valori:

Gentile signore,

Le scrivo per comunicarLe la mia volontà di concorrere alla presidenza dell’IDV, come ho già annunciato ai lettori del mio blog http://roma2011.blogosfere.it . Per questo, Le chiedo la cortesia di comunicarmi i tempi e le procedure per poter presentare, in via ufficiale, la mia candidatura.

In attesa di un gentile riscontro, Le porgo i miei più cordiali saluti.

Claudio Alberti


Non ha fatto del resto altro che prendere in parola l'invito all'apertura della classe dirigenziale di tutti i partiti dell'attuale presidente dell'IdV Antonio Di Pietro:

Una bella candidatura che metterà alla prova lo spirito riformista e democratico di un partito, oppure porterà alla luce, attraverso il ricorso a mille scuse e cavilli statutari dei suoi governanti, l’atteggiamento di chiusura di una casta dirigenziale.

Antonio Di Pietro


Sorprendentemente, la sua richiesta al responsabile per l'organizzazione dell'Italia dei Valori Ivan Rota e' rimasta senza risposta. Attendiamo fiduciosi sviluppi in tempi brevi...

lunedì 13 luglio 2009

Grillo segretario


Sta suscitando scalpore il post di Beppe Grillo sul suo blog dove si dice pronto a candidarsi il 25 Ottobre come segratario del PD alle primarie. Prendo atto che evidentemente il buon Beppe ha cambiato idea: il PD e il PDL non sono piu' la stessa cosa, e la speranza e' che abbia deciso di dare una mano portando nuove idee, persone ed energia, aderendo al Manifesto dei valori, nel Codice etico e nello Statuto del PD.
Temo pero' che come suo solito il buon Beppe stia dicendo una cosa per farne un'altra, come quando raccolse migliaia di firme per un referendum che non si poteva fare, prendendo per i fondelli un sacco di gente. Temo che semplicemente voglia fare un po' di casino per poter poi meglio protestare che non l'hanno fatto partecipare il 25 ottobre, e puntare con qualche argomento nuovo l'indice sul PD. Proprio per prevenire iniziative estemporanee del genere, il regolamento pure troppo macchinoso prevede infatti che la partecipazione non sia cosi' automatica: serve una tessera, l'adesione a quel partito che ha sempre attaccato e ai suoi valori, 2000 firme di iscritti (e non di grillini) in circoscrizioni diverse, e il 15% dei voti degli iscritti con tessera al congresso. Senza contare che bisognerebbe cambiare lo statuto del PD,
che all'Articolo 9, comma 3, prevede che

3. Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni.

Come nota giustamente Alessandro D'Amato, Beppe Grillo non era iscritto al PD quando la Direzione Nazionale ha convocato il Congresso, il 26 giugno. Non e' certo "la casta" che fa resistenza alla sua candidatura, semplicente Grillo come sempre fa casino quando ormai e' troppo tardi. Ma il suo simile Travaglio gia' commenta: "non so come reagiranno, ma se non ricordo male quando alle primarie si candidarono personaggi come Di Pietro, Furio Colombo e Pannella si trovarono dei geroglifici formali per non farli candidare". Peccato che quei geroglifici formali citati dal depositario di ogni verita' erano dovuti al semplice fatto che tutti questi "personaggi" si volevano candidare alla segreteria di un altro partito lasciando in piedi il proprio, o non riuscirono a raccogliere abbastanza firme, non esattamente geroglifici...

lunedì 4 agosto 2008

Marketing


Grillo finalmente ammette ai suoi seguaci che le firme del V-Day (come previsto) non servivano a nulla. Anzi, secondo il famoso teorema dell'utensile, a qualcosa secondo lui si': a contarsi. Peccato avesse promesso mirabolanti referendum per sconfiggeri quelli che promettono e non mantengono. Da che pulpito. "Molti mi dicono che i Vday sono stati come una botta e via. I Vday sono serviti a vederci, toccarci, sorridere e affermare il nostro diritto a gridare che siamo vivi, siamo ancora vivi. Non ci hanno battuto e non ci batteranno mai". E io che credevo fossero serviti a vendere DVD... beata innocenza!

giovedì 10 luglio 2008

Niente di nuovo sul fronte occidentale


Giusto per essere sicuro, ma dal quel che ho capito da TG e giornali nei 15 giorni che ho passato in Africa non e' che sia successo molto di nuovo in Italia. Correggetemi se manca qualcosa di rilevante:

  • continua il programma capro-espiatorio sui Rom, con la geniale idea della schedatura dei bambini (per fortuna stroncata a Bruxelles). Nella speranza che il popolo bue sia abbastanza preoccupato da loro per lasciar correre su tutte le nuove e vecchie leggi vergogna sulla giustizia del governo (oggi si discute il lodo Alfano), cosi' come bufale come la Robin Tax (che semplicemente alzera' i prezzi al consumo ricadendo sulle famiglie numerose ben piu' che sui single ricconi) servono a coprire l'abolizione delle varie manovre anti-evasione e altre amenita' di Giulio di Sherwood, secondo il collaudato metodo del fumo negli occhi.
  • nei lager-Cpt si continua a morire, anche di caldo, cosi' come in mare per raggiungere la nostra penisola, nonostante i roboanti proclami della stretta anti-immigrazione del nuovo governo.
  • non c'e' traccia all'orizzonte della famosa cordata per Alitalia promessa in campagna elettorale, e si parla gia' di una mini-compagnia al livello di un'azienda di bus. Cosi' come l'emergenza rifiuti che doveva risolversi nel primo consiglio dei ministri a Napoli continua a divampare (e puzzare sotto il sole estivo).
  • il PD e' impantanato come mai, tanto da delegare a una tribu' assortita di comici e giornalisti borderline, messi irresponsabilmente a sproloquiare in piazza per farsi pubblicita', il ruolo nodale di far notare le nefandezze di questo governo: se magari il PD si riappropriasse del suo ruolo di opposizione, magari tutti gli altri tornerebbero a fare il loro lavoro. Capisco il trappolone di Di Pietro e i suoi grillini di organizzare un evento allo stesso tempo contro Berlusconi e contro l'opposizione del PD, ma a maggior ragione non sarebbe stato meglio esserci e chiarire la propria posizione, invece di dire che si prende le distanze perche' si fa un'opposizione morbida ma risoluta? Il problema probabilmente e' che, una volta accantonato l'anti-berlusconismo, di idee vere che sappiano unire e entusiasmare la gente non ce n'e' neppure l'ombra.
Di nuovo c'e' solo Ingrid Betancourt libera. Mi sono forse perso qualcosa, o siamo sempre fermi dove eravamo prima?

venerdì 25 aprile 2008

Vaffabis


Si replica. Visto il successo del primo vaffaday, Grillo ha chiamto a raccolta nelle piazze italiane per un secondo appuntamento. Questa volta il tema e' l'informazione in Italia; ancora una volta i quesiti referendari proposti saranno tre, e ancora una volta l'appuntamento sara' in moltissime citta'. Dei toni e dei modi apocalittici e populisti di Grillo abbiamo gia' detto, dei fondati dubbi sulle proposte della precedente iniziativa - peraltro poi confermati nei fatti dallo stesso Grillo - pure. Almeno stavolta le tre richieste sono tutte condivisibili, anche se dubito potranno cambiare veramente le cose nell'ambito dell'informazione, uno dei temi piu' delicati in assoluto e specialmente in Italia, dove il mostruoso conflitto di interesse della Fenice lo rende ancora piu' drammatico. Vediamo velocemente le tre proposte, tenendo conto che un'analisi ben piu' approfondita e condivisibile si puo' trovare qui:

  • abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria: i finanziamenti pubblici all'editoria furono concepiti per garantire la possibilita' per tutti le voci di farsi sentire senza dover dipendere da chi poteva metterci i soldi. Nella pratica pero', questi soldi servono per finanziare i gruppi che ne farebbero benissimo a meno o giornalacci di partito che nessuno sano di mente si sognerebbe di leggersi ogni giorno. In pratica si sono ridotti a un obolo della politica verso se stessa, verso i soliti amici, o per tenersi buono qualche pericoloso scribacchino.
  • abolizione dell'ordine dei giornalisti: il discorso sugli ordini professionali in genere sarebbe lungo, ma certo e' che alcuni sono ancora piu' inutili di altri, e non sono giustificabili neppure in base alla funzione teorica degli ordini professionali di certificare la qualità del servizio o prodotto fornito dai propri membri. Che se nel caso di un medico puo' avere un senso, entro certi limiti e modalita' drammaticamente superate dalla pratica, per i giornalisti no. Senza contare che gli ordini professionali si sono ormai trasformati in una lobby di pressione e di auto-protezione, che nel caso dei giornalisti limita invece di favorire il pluralismo.
  • abolizione della legge Gasparri: una delle leggi vergogna del precedente governo Berlusconi che non ha bisogno di commenti. Il governo Prodi non e' riuscito nella bagarre delle sue anime ad approvare la riforma Gentiloni prima della caduta, e adesso ce la ritroviamo tale a quale. La sua eventuale abrogazione via referendum creerebbe un vuoto legislativo che il nuovo governo dovrebbe subito colmare, tuttavia sicuramente con una legge ancora peggiore.
Comunque sia, nonostante i modi distruttivi e pericolosamente qualunquisti (basti il nome "vaffaday"), ogni iniziativa tesa a coinvolgere i cittadini a intervenire direttamente nel dibattito politico con gli strumenti che hanno a disposizione - il voto, lo sciopero, il referendum popolare - va senz'altro guardata con favore e attenzione, e mai troppo sbrigativamente come i nostri politici e i nostri giornali, evidentemente intimoriti, stanno facendo. Bisognerebbe piuttosto parlarne ed evidenziare le contraddizioni, gli eccessi, le false generalizzazioni. E invece tutto quello che trovo sui giornali on line di oggi e' una surreale e pretestuosa contrapposizione fra le piazze di Grillo e quelle delle commemorazioni del 25 Aprile, come se entrambe, a modo loro , non fossero la' per chiedere un paese piu' libero e piu' giusto. A tutti, in tutte le piazze, buon 25 Aprile. Ora e sempre resistenza.

giovedì 6 marzo 2008

Grillo, Lumia e gli esclusi


Fanno, come dicevo ieri, giustamente discutere alcune esclusioni, come quella di Giuseppe Lumia. Uno nel suo lavoro di parlamentare, specie quello svolto nella commissione parlamentare antimafia, aveva dato fastidio e per questo era stato condannato a morte da Provenzano. Comprensibile lo sgomento del popolo dell'antimafia nel vedergli negata la possibilita' di portare avanti il suo lavoro in Parlamento (sebbene al PD abbiano chiarito che le sue competenze verranno utilizzate in altro modo, soprattutto al governo in caso di vittoria).
Scende in campo a difenderlo anche Grillo in persona: "Il nuovo PD di Fassino, D'Alema, Sircana e Bassolino non ha posto per un servitore dello Stato". Faccio pero' presente che Lumia sarebbe stato al suo quinto mandato, e per questo e' stato escluso dalle liste dei candidati. Un dubbio: ma non era stata proprio di Grillo la proposta di limitare a due le legislature per ogni "dipendente"? Non e' lui che si e' battuto contro i professionisti della casta, per impedire loro di svernare in Parlamento e assicurarsi il vitalizio, indipendentemente dal fatto se il loro lavoro e i loro risultati fossero o meno utili al paese? Ecco una delle spiacevoli conseguenze delle sue posizioni, che finora non ha voluto o potuto vedere. Si puo' e si deve poi discutere sulla scelta di concedere ad alcuni piuttosto che a Lumia la deroga, ma Grillo le dereghe non le voleva per nessuno fino a ieri. Dovrebbe almeno decidere che pensa veramente, ed evitare di dire sempre tutto e il contrario di tutto, tacendo sempre qualche "piccolo" particolare.
E visto che il bicchiere mezzo vuoto e' a questo punto chiaro a tutti, guardiamo a quello mezzo pieno. Cosi' Franceschini: "Sono 134 i parlamentari dell'Ulivo (Ds e Margherita) eletti nel 2006 e non ricandidati, mentre le new entry del Pd a Montecitorio e palazzo Madama saranno da 125 a 248, a seconda che i Democratici vincano o meno le elezioni. E ancora, a fronte di 52 donne uscenti, il Pd ne mette in lista 379, pari al 42 per cento dei candidati: ne saranno elette, sempre considerando l'ipotesi di vittoria o meno, da 100 a 130. I giovani under 40 anni nelle liste della Camera per il Pd sono 190, cioè il 30 per cento dei candidati, di cui 4 i capilista. Nel 2006, gli under 40 eletti sono stati 12." Insomma, c'e' chi entra, e chi sta fuori...

domenica 24 febbraio 2008

Non voto-Pride


«Non vado a votare e ne sono orgoglioso». Lo ha detto Beppe Grillo a Napoli nel corso del "monnezza day": «Mi sento umiliato perchè non si può scegliere un partito, non si può esprimere una preferenza e non si può scegliere un programma perchè sono uguali: Veltroni e Berlusconi vogliono le stesse cose». Premesso che ancora la destra non ha presentato un programma, dalle idee confuse della Brambilla l'altra sera a Ballaro' mi sembra che le proposte siano tutto tranne che le stesse. La destra offre come ricetta universale detassare le imprese e gli autonomi per produrre "ricchezza" (per chi?), che dovrebbe poi magicamente risolvere a cascata anche i problemi dei dipendenti, quelli che davvero non arrivano a fine mese. Esattamente l'opposto della strada tracciata dai 12 punti, per non parlare di temi neppure trattati dal Pdl come ambientalismo, scuola, giustizia, spesa pubblica. Anche il confronto tra i programmi dei due schieramenti sul blog di Grillo non sta in piedi, infarcito di qualunquismo e illazioni. Solo qualche esempio, lasciando da parte le cose piu' assurde, come il conflitto di interessi che "Topo Gigio" non vuole risolvere, mentre vorrebbe un governo formato da Gianni Letta (!?): "Lo psiconano vuole tenersi tre televisioni e fare politica / Topo Gigio vuole che lo psiconano si tenga tre televisioni e continui a fare politica. Lo psiconano non vuole rispettare le sentenze europee e mandare Rete 4 sul satellite / Topo Gigio non vuole rispettare le sentenze europee e mandare Rete 4 sul satellite". Falso. La legge Gentiloni sul riordino radiotelevisivo era gia' pronta dallo scorso governo e verra' riproposta. Non solo, uno dei punti del programma e' il superamento del duopolo TV. " Lo psiconano vuol fare un governo di larghe intese dopo le elezioni / Topo Gigio vuol fare un governo di larghe intese dopo le elezioni": Falso. "Lo psiconano vuole fare le nuova legge elettorale con Topo Gigio / Topo Gigio vuol fare la nuova legge elettorale con lo psiconano". Falso al contrario, stavolta e' lo psiconano che non l'ha voluta fare. Ma come sempre e' piu' facile sputare sentenze che riconoscere le cose buone e dar loro spazio. E' piu' facile lamentarsi sempre che rimboccarsi le maniche. Peccato che non andando a votare si perda anche il diritto di lamentarsi, perche' ci si rifa' alla decisione della maggioranza, e a quel punto ci deve andare bene comunque. E si perde anche il diritto di reclamare le promesse fatte, perche' si e' firmata una cambiale in bianco. In Italia fino al 1880 aveva diritto di voto solo il 2% della popolazione. Fino al 1909 il 7%. Nel 1913 ebbe diritto di voto il 23%, il suffragio universale e' solo del '46. Eppure dopo una conquista di tale portata c'e' chi vuole stracciare la scheda elettorale, perche' tutto fa schifo. Scriveva Don Milani nel 1965, nella famosa lettera ai gudici: " [...] Posso solo dire che [i giovani] dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate. La leva ufficiale per cambiare la legge è il voto. La Costituzione gli affianca anche la leva dello sciopero [...]". E allora ben vengano le piazze gremite a reclamare sacrosanti diritti, ben vengano le liste civiche dei "grillini". Ben vengano le leve per sollevare lo status quo. Ma il qualunquismo dei sono tutti uguali e del non voto lasciamolo stare, per favore: se Grillo non si sente rappresentato da nessuno, si candidi. Se e' davvero piu' bravo degli altri un millesimo di quello che crede sarebbe una benedizione per l'Italia. Alla peggio un bagno di umilta' per lui.

martedì 15 gennaio 2008

Fine sofista


Gli inceneritori sono antistorici e producono diossina e nanoparticelle. Se quello che scrivo è vero e documentato, allora sotto accusa devono finire in futuro tutti coloro che sono responsabili di morti di tumori: i politici, gli amministratori, gli imprenditori con i soldi del CIP6 della bolletta dell'energia elettrica. Se ciò che dico è falso, invito i piazzisti degli inceneritori a dimostrare il contrario su questo blog.


Quando si dice un bravo sofista, che ama ragionare portando argomentazioni. Beppe Grillo ha perso il controllo di se'. Se quello che scrivo e' vero e documentato, allora dovrebbe applicare la regola delle 10P* che mi insegno' l'insegnante di Italiano alla scuola media. Se e' falso, invito Grillo a dimostrare il contrario su questo blog. A quando la giornata dell'orgoglio laico contro il populismo?

* Prima Pensa Poi Parla Perche' Poco Pensando Potresti Poi Pentirtene

martedì 18 settembre 2007

Delirio contagioso


Deve esserci qualcosa di contagioso nell'aria. Una grillite fulminante. Tra "voglio distruggere i partiti" e "fate le liste civiche, ma come dico io senno' niente bollino blu", tra equiparazione di iscritti ai partiti e pregiudicati, tra valium e alzheimer, tutti si sentono in dovere di seguire l'onda. Compreso il TG per il quale la prima notizia e' l'ultimo post di Grillo sul suo blog. Siamo forse noi blogger diventati piu' importanti delle televisioni? Io purtroppo continuo a fare il contrario e a commentare l'ultimo TG, dove l'onda non accenna a placarsi.
E allora e' giusto chiedere di bloccare gli aumenti delle idennita' parlamentari, anche se alla camera sono gia' bloccate. Allora e' normale che i partiti minori della maggioranza, proprio quelli che hanno puntato i piedi per avere le poltroncine da Prodi generando la squadra di governo piu' numosa della storia d'Italia, ora chiedano indignati di tagliare Ministri e Sottosegretari per limitare i costi della politica. Allora e' normale che si giochi a chi la spara piu' grossa per cavalcare, acriticamente, l'onda. E la coerenza, come al solito, e' opzionale.

domenica 9 settembre 2007

Il dopo vaffa

Pare 300000 firme. Non noccioline. Una valanga di gente incavolata. E tutte convocate attraverso la rete. Io credo che la risposta a queste 300000 firme non sia, come auspica Grillo, la distruzione dei partiti. Sia invece la buona politica, fatta di aursterita', fatta da chi intende il governo del paese come un servizio e non un'occasione di accumolo di soldi, di visibilita' e di potere. Serve che queste 300000 persone e gli altri 54 milioni di italiani se lo ricordino alle prossime elezioni invece di rivotare coloro dei quali non sono contenti o peggio stare a casa lasciando campo libero proprio a chi vogliono cacciare.
Oltre all'interessante analisi di Gennaro Carotenuto e all'intervista a Rosy Bindi (che va piu' o meno nella direzione che suggerisco), riporto questa nota di Nando Dalla Chiesa dal blog della stessa Bindi:

A proposito di Beppe Grillo (di Nando Dalla Chiesa)

Cara Rosy, hai visto il successo di Beppe Grillo? Be', non mi ha sorpreso. Anzi, credo che avrebbe potuto tranquillamente raddoppiare le cifre della partecipazione se solo avesse avuto il traino di stampa e televisioni. Evidentemente il suo Blog sta surclassando buona parte di quotidiani e settimanali. E, soprattutto, ha evidentemente molte ragioni dalla sua parte. Io credo che chi di noi è più sensibile all'esigenza di una politica aperta e di servizio debba sapere interpretare lo spirito migliore di una manifestazione come quella di ieri. Non per scimmiottare Grillo, che è un comico e molto di più e di diverso, anche da noi. Ma perché ci sono ragioni di fondo della manifestazione che devono vivere nella nostra idea e prassi della politica. Purtroppo da anni molti nostri "colleghi" agiscono e decidono e omettono come se vi fosse una perfetta sintonia tra la politica e la società civile, confondendo l'assenso passivo o la rassegnazione talora sprezzante dei cittadini con il consenso.
Abbiamo la responsabilità di dimostrare con chiarezza che c'è, nei partiti, nelle istituzioni, chi non esprime l'immagine della politica dileggiata ieri da Grillo e dalla piazza. Penso alla proposta di mettere al bando i condannati dal parlamento. Rosy, dobbiamo dire, e poi ridire, che quella proposta alcuni di noi l'hanno già presentata in parlamento. Che non abbiamo avuto bisogno del Vaff. Day (che infelice nome...) per chiedere quello che recita il primo punto della proposta di legge firmata ieri da 300.000 cittadini. E che non l'abbiamo depositata, quella proposta, nella scorsa legislatura, per lasciarla in un cassetto. Ma l'abbiamo portata in commissione al Senato, dove abbiamo perso. Ora, figurati, va bene riproporla. E' utile rilanciare la sfida. Ma è importante sapere che ciò che Grillo ha ritenuto giusto lo aveva già ritenuto giusto una pattuglia di senatori. Che la complicità e il quieto vivere non sono dappertutto.
Se non chiariamo queste e altre cose, se non gridiamo la nostra contrarietà alla vergogna delle liste bloccate (una vergogna anche per il nostro nascituro partito democratico, ahimé), tutti saremo uguali. E la tendenza a far tutto un fascio c'è, purtroppo, in un movimento che viene convocato in piazza su quella infelice parola d'ordine. Proprio l'altro ieri in un dibattito su Radio Popolare (Radio Popolare dico, mica la radio della Lega), mi sono sentito accusare di parlare come parlo ora perché ho "il cadreghino da difendere", oppure di avere come portavoce "Enzo Carra il condannato" (falso, falso, falso consapevole). Ecco. Anche per sconfiggere le correnti populiste che vedo montare (e Berlusconi le ha aizzate mica poco...) dobbiamo, da qui al 14 ottobre e soprattutto dopo, rendere chiara con i fatti e con le parole (che contano) la nostra identità: passione civile per la politica e, come ormai usiamo dire, democratici davvero.

Concludo riprendendo la vignetta di Mauro Biani, e riporto un brano della "Lettera ai Giudici", di Don Milani:

[...] Dovevo ben insegnare come un cittadino reagisce all'ingiustizia. Come ha libertà di parola e di stampa. Come il cristiano reagisce anche al sacerdote e perfino al vescovo che erra. Come ognuno deve sentirsi responsabile di tutto. Su una parete della nostra scuola c'è scritto grande: I care. E' il motto intraducibile dei giovani americani migliori. "Me ne importa, mi sta a cuore". E' il contrario esatto del motto fascista "Me ne frego" [...]

E direi anche del "Vaffa" che poi non e' capace di andare oltre lo sdegno per costruirci qualcosa, di chi si sente fregato ma non responsabile.

mercoledì 5 settembre 2007

L'8 Settembre vado al mare


Tra pochi giorni sara' l'8 Settembre. Nessun armistizio, nessun Re scappera' al sud, ma nelle piazze di mezza Italia e' previsto il "Vaffanculo day". Non e' un concerto di Masini, ma un'iniziativa di piazza che devo dire gia' dal nome puzza un po'. Dietro c'e' Beppe Grillo, un comico ormai diventato messia, un fustigatore di tutti e di tutto. Ha un blog affollatissimo, polemiche a non finire, qualche volta a ragione qualche volta abbastanza discutibili e qualunquiste, mai o quasi mai un refuso o un mi sono sbagliato. Si vede che, bonta' sua, lui non sbaglia mai. Moltissimi seguaci: qualsiasi post su di lui e' sicuro di avere mille commenti. Quello che mi disturba e' comunque il tono, il tutto fa schifo e il tutti sono uguali. Sono anch'io un gran polemico, ma in fondo in fondo so che il bianco e il nero in natura non esistono.
Ma torniamo al V-day. La giornata avra' come scopo, apprezzabilissimo, il promuovere una raccolta di firme per una legge di inziativa popolare. Vediamo nel dettaglio i tre punti:

  1. Nessun cittadino italiano puo' candidarsi in parlamento se condannato in via definitiva o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale. A parte che credo sia incostituzionale, dal momento che priverebbe di diritti civili previsti dalla Costituzione (e.g. Art 51) alcuni cittadini, credo che non si possa non tener conto che la pena scontata riabilita pienamente chi ha sbagliato. Credo anche che dopo aver pagato ci si possa sottomettere al giudizio libero degli elettori. E' vero che come esiste l'interdizione dai pubblici uffici per alcuni reati, si potrebbe pensare una cosa del genere anche per la candidatura al parlamento e alle cariche elettive in genere. Questo pero' dovrebbe in ogni caso riguardare ben determinati reati (abuso di ufficio, corruzione etc) e non genericamente ogni possibile reato. Ritengo che si debba piuttosto lavorare sulla responsabilizzazione dei partiti e degli elettori: sono loro che presentano persone impresentabili perche' portano voti, e sono loro che votano pregiudicati e corrotti vari, leggi o non leggi. Se anche leviamo di mezzo i condannati, non voterebbero forse degli incensurati disonesti? Mi sembra che dopo tangentopoli sia ampiamente successo.
  2. Nessun cittadino puo' essere eletto in Parlamento per piu' di due legislature. Anche qui c'e' qualcosa che non mi torna. Innanzi tutto perche' solo al Parlamento e non in Regione, al Parlamento Europeo etc etc? E perche' due legislature in tutto? Tutte le persone in gamba che sono in Parlamento, che nonostante il "fanculo tutti" ci sono, perche' non potrebbero rappresentarmi piu' dopo 10 anni anche non consecutivi, magari a 25 anni di distanza fra loro? E' vero che sarebbe bene garantire un ricambio, ma 2 legislature in tutto mi pare un po' pochino. Magari non piu' due legislature consecutive nella stessa carica elettiva gia' sarebbe ragionevole.
  3. I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta. Qui bisogna capire cosa si intende. Se si vuole impedire, come nel sistema attuale, le candidature pilotate dai partiti sono d'accordo. Nonostante il fatto che le preferenze siano portatrici di clientelismo e voto di scambio (che sospetto non sia in larga parte evitato anche con le liste bloccate), nonche' tendano a impedire la possibilita' di emergere a chi non porta in dote una dose consistente di voti personali. Quello che e' successo pero' e' questo sistema ha di fatto autorizzato e generalizzato il clientelismo all'interno dei partiti, dando la possibilita' di pilotare totalmente le candidature e mettere l'elettore davanti a candidare davvero impresentabili. Credo pero' che il sistema migliore potrebbe essere quello delle primarie per la scelta del candidato o dei candidati prima delle elezioni vere e proprie in collegi maggioritari, dal momento che si rende ancora piu' aperta la partecipazione, si permette ai cittadini di scegliere chi meglio li possa rappresentare (nonche' sperabilmente facilitare un rapporto diretto col "proprio" parlamentare) e permette ai partiti di sottrarsi ai ricatti di chi, con un sistema proporzionale a preferenze, si fa forte del suo pacchetto di voti personali da portare in dote per ottenere cio' che vuole.
Ecco, per questo andro' al mare e non in piazza a firmare la proposta di legge. Apprezzo la voglia di migliorare e di agire fattivamente per farlo. Riconosco che i problemi che mette sul piatto, cosi' come quelli del referendum per la modifica della legge elettorale, sono cruciali e importanti. Ma ritengo che vengano affrontati in maniera semplicistica, proponendo soluzioni in parte peggiori del male che vogliono curare. Sputare su tutto indiscriminatamente al grido "Vaffanculo" puo' servire per sfogarsi, ma raramente porta una effettivo miglioramento e proficuo cambiamento.