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lunedì 25 aprile 2011

25 Aprile 2011



Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

P. Calamandrei

venerdì 29 gennaio 2010

Le storie di ieri

Ieri sera immersione nelle vergogne d'Italia con i fratelli Severini, nel nuovo auditorium ARCI Exfila di Firenze. Lo spettacolo in qualche parte d'Italia ha avuto vita difficile, segno che far ricordare e' ancorsa un mestiere sgradito. A dire il vero non ci convince troppo Daniele Biacchessi, l'indignato attore che accompagna i Gang nella rilettura della storia italiana dalla resistenza a via de'Georgofili. Ma i Severini sono sempre loro, anche in formazione ridotta, e il finale con "Le storie di ieri" vale il prezzo del biglietto...



Ma il bambino nel cortile si è fermato
si è stancato di seguire gli aquiloni

si è seduto tra i ricordi vicini, i rumori lontani

guarda il muro e si guarda le mani

domenica 13 settembre 2009

Sogni di Rock'n'Roll


Lo so che i bambini buoni alle nove dovrebbero essere a letto. Ma ieri sera e' stato troppo forte il richiamo del rock: sobillato dallo zio Cosimo, ho convinto il babbo e la mamma a portarmi al mio primo concerto: Parodi, Larocca e soprattutto la Gang live a Pian di Sco', un'occasione unica.
E non importa che il pubblico delle grande occasioni fosse composto da una trentina di affezionati, qualche vecchietto a paseggio per la piazza del paese e qualche borvghese che se n'e' andato via sdegnato dal brano di apertura dei fratelli Severini (il futuro l'hanno già programmato/non ci saranno guai/sotto controllo l'informazione/parola d'ordine omologazione, lega e qualunquismo - anno 1991). Non importa se dopo pochi accordi la fame ha avuto il sopravvento e se, nonostante l'energia profusa dalla band sul palco, alla fine il sonno ha vinto: il mio primo concerto per festeggiare i miei 4 mesi e' stato bellissimo. E per premiare il mio entusiasmo, i Severini mi hanno pure dedicato un pezzo, quello che porta per titolo uno dei nomignoli con cui mi chiama il babbo...



...da parte a parte, da strada a storia
sorelle e fratelli vi dico che è tornato

il Bandito Trovarelli...


sabato 5 settembre 2009

Siamo limite e soglia



...Siamo limite e soglia
siamo tutto e siamo niente
siamo il fuoco che si accende...

lunedì 22 dicembre 2008

Chico Mendes Vive!


20 anni fa Francisco Alves Mendes Filho, detto Chico, veniva ucciso davanti alla porta di casa dai fratelli Alves da Silva, precedenti proprietari del seringal Cachoeira. Il lungo processo che segui' per l'individuazione dei mandanti porto', nonostante le resistenze delle oligarchie e le loro connessioni politiche, alla condanna a 19 anni di reclusione come mandante per Darly Alves da Silva, proprietario terriero e allevatore locale, con il quale Chico si era scontrato più volte. La condanna fu poi annullata nel 1992 dalla corte d'appello, ma come lo sparo a Chico, dopo l'omicidio scoppiò in faccia al mondo il problema della deforestazione in Amazzonia. Così la storia di Chico Mendes comincia, a partire dall'alba della sua attività in difesa dei seringueiros, i "raccoglitori di gomma", gente che viveva nella foresta da oltre cent'anni, in una vita di sussistenza serena garantita dalla raccolta di lattice e di noci Brasiliane e altre attività pienamente sostenibili.
Alle prime avvisaglie di aggressione alla foresta, Chico, estrattore di caucciù fin dalla nascita, formò un'unione dei seringueiros portandoli a battersi contro la devastazione e per creare aree protette, "riserve estrattive" gestite da comunità locali. Dedicò praticamente tutta la sua vita alla difesa dei lavoratori e dei popoli della foresta. Partecipò alla fondazione del Sindacato dei Lavoratori Rurali di Brasiléia e Xapuri, oltre a collaborare con l'attuale presidente brasiliano Lula da Silva alla fondazione del Partito dei Lavoratori dell’Acre e del Consiglio Nazionale degli estrattori di caucciù.
Nella sua lotta riunì il lavoro sindacale, la difesa della foresta e la militanza partigiana. Il suo lavoro fu riconosciuto internazionalmente, essendo stato premiato varie volte, anche dall’ONU, che nel 1987 lo ha riconosciuto come uno dei maggiori difensori della natura.
Attraverso la sua lotta per l’inserimento di riserve estrattive, Chico univa la difesa della foresta con la riforma agraria rivendicata dagli estrattori di caucciù, andando contro i grandi interessi dei latifondisti e della UDR (Unione Democratica Ruralista). Chico Mendes, aveva appena compiuto 44 anni il 15 dicembre 1988, una settimana prima di essere assassinato.