martedì 28 settembre 2010

Molto rumore, molto onore


Cosi' Wittgenstein commenta il molto rumore sulla battutaccia di ieri di Bossi, unico argomento su cui si e' dibattuto in giornata. Peccato che gli spunti non mancassero: la lettera di Napolitano ad Adro, la compravendita ignobile di Parlamentari da parte della maggioranza e cosi' via. Il solito fumo negli occhi per non vedere le cose serie, come la nota vicenda della casa di Montecarlo.

Filippo Facci ha spiegato perfettamente uno dei drammi del quadro politico e culturale italiano: l’abbandono di ogni responsabilità di scelta nella gerarchia delle notizie da parte dei giornalisti. E così, tutti a discutere dei ruttini di Bossi.

Ieri, a metà pomeriggio, l’uscita di Bossi sull’SPQR (Sono Porci eccetera) registrava qualcosa come duecento lanci d’agenzia: reazioni, controreazioni, querele, denunce, sfide, richieste di scuse, indignazioni da Bruxelles, altre da Tor Bella Monaca, ministri del Pdl a precisare questo e quello, serie proposte di perizia psichiatrica, i giornalisti gasati perché anche per oggi (ieri) c’era l’ennesima cazzata da rilanciare, ingigantire, trasformare in caso con approfondimenti, ricostruzione dei precedenti, analisi dietrologiche: che dirà Silvio, che farà Giorgio? E Ballarò? Oddio, e Annozero? Questo mentre Bossi era a Lazzate, domenica sera, e a Lazzate è rimasto. Lui è ruota, noi i criceti.

Ma il commento migliore, per la serie "da che pulpito", e' quello di Silvio...

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