mercoledì 29 settembre 2010

I "100 luoghi" a Firenze


100 luoghi, 100 spazi da immaginare, 100 sogni possibili, 100 realtà da costruire. Un numero simbolico per cominciare a trasformare Firenze in un luogo davvero nostro. Fatto per chi ci vive, per chi ogni giorno ne occupa la dimensione del significato più importante, quello umano. Dopo un anno di studio, di organizzazione e di conoscenza degli strumenti a disposizione, l’amministrazione è pronta per attuare la seconda parte, il cuore del suo mandato: quello di costruire tutti insieme una casa più comoda, più “giusta” per i fiorentini. Un modo diverso di amministrare, partecipando davvero tutti al bene comune. Cominciamo come sempre, insieme, dal progetto: il 28 settembre, alle 21, in 100 luoghi della città si terranno contemporaneamente 100 assemblee aperte in cui i cittadini potranno contribuire praticamente alla riorganizzazione, alla costruzione o al miglioramento della zona della città che sta a loro più a cuore, che vivono di più. Piazze, giardini, scuole, parcheggi, infrastrutture, spazi da svuotare e rinnovare completamente. Partecipare alle assemblee significherà far sentire la propria voce, avere la possibilità di esprimere il proprio parere su cosa e come si vuole cambiare la città. Significa dare corpo alle proprie necessità, nel rispetto delle esigenze di tutti, e approfondire le dinamiche che portano alla modificazione urbanistica della città. L’esperienza del bello non è una mera questione estetica: è un nodo sociale fondamentale. Il bello, come le strade e gli edifici di Firenze ci ricordano costantemente, ci rende migliori, ci abitua al meglio tutti i giorni. Ci costringe a ricordarci sempre di come non ci si debba accontentare, nella vita, di sopravvivere: esprimere sempre il massimo di noi stessi è uno stile, una qualità dell’esistenza che rende la vita più degna di essere vissuta.

Cosi' il comune presenta l'evento diieri sera a Firenze, il primo esperimento di democrazia partecipativa in cui mettere di fronte amministratori del Comune e fiorentini per spiegare, incontrarsi e discutere. 100 i luoghi scelti dall'Amministrazione: fra questi spiccava l'assenza di San Salvi, un'area enorme destinata alle speculazioni private e destinata ad essere tolta alla fruizione della citta', e di un punto di discussione sulla TAV e la sua stazione e sulle nuove linee della tramvia che tanto hanno fatto e fanno discutere. Nonostante questo erano presenti molti altri punti caldi della citta', l'ex Manifattura Tabacchi e il Meccanotessile, Castello, le Cascine, Novoli: in tutto ottomila persone coinvolte tra assemblee e visite guidate nei cantieri, senza dubbio un grande successo di coinvolgimento e partecipazione.
Io ho partecipato all'assemblea di Sant'Jacopino, in cui e' stato presentato il nuovo progetto di riassetto della piazza. L'impressione della serata non e' stata toppo positiva: nonostante le buone intenzione della presentazione, il consigliere comunale Massimo Fratini ha fatto fatica a gestire i piu' nervosi e porsi in ascolto delle opinioni dei cittadini (dalle piu' strane e poco condivisibili come piu' macchine e piu' aree per cani a suggerimenti molto intelligenti sia di impostazione e di ottica nel riassetto della piazza sia di merito), e i tecnici comunali presenti non si sono dimostrati in grado di gestire le richieste di chiarimenti da parte dei presenti. L'impressione e' stata quella di un progetto che verra' lasciato in ogni caso cosi' com'e', ed e' prevalsa la voglia di far prevalere l'aspetto mediatico dell'evento: la conta dei presenti, la foto finale, l'istant report via web da mandare tassativamente entro le 23:30 a Palazzo Vecchio. Anche se qualcuno faceva notare che le istanze emerse, come il necessario cambio di prospettiva per la piazza da sodo di traffico a punto di aggregazione, fossero state banalizzate o per nulla recepite dalla sintesi, e che la discussione limitata alla piazza senza una discussione piu' ampia della viabilita' della zona fosse abbastanza poco utile. Resta il fatto che al termine della serata vari capanelli delle circa 150 persone intervenute si sono trattenute in piazza a discutere delle proposte di pedonalizzazione di questa piuttosto che dell'altra strada, di cassonetti interrati, e di dimensioni della rotonda per permettere all'autobus di girare. Almeno un risultato e' stato raggiunto...

1 commento:

Cosimo ha detto...

Come scrivevo altrove le assemblee popolari un tempo venivano autoproclamate o indette dal "popolo" e molte volte erano cazzute per "padroni" e "signori" di turno.
Quindi la mossa molto populista ha sicuramente stimolato la necessità e la voglia delle persone di tornare a confrontarsi.
Condivido pienamente quanto scritto da Gigi.