domenica 31 gennaio 2010

Italiani vs Tedeschi

venerdì 29 gennaio 2010

Meglio sfruttati che regolari


Il Senato ha stralciato ieri l'articolo 48 della legge delega al governo per l'attuazione della Direttiva comunitaria 2009/52/CE, relativo a sanzioni e provvedimenti nei confronti di chi impieghi alle proprie dipendenze cittadini stranieri in condizioni di soggiorno irregolare. Secondo le motivazioni ufficiali, il Governo starebbe preparando un provvedimento articolato in materia, ma pare asai poco probabile. Resta il fatto che applicando le norme comunitarie, che prevedono il rilascio di un permesso temporaneo a chi denuncia lo sfruttamento in nero, si sarebbe potuto fare qualcosa di concreto nei confronti di questa piaga, ma ma si e' preferito eludere la questione, lasciando praticamente via libera allo sfruttamento per timore di una regolarizzazione seppur temporanea. Di seguito l'analisi dettagliata dell'accaduto da parte dell'ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull'immigrazione):

L'Aula del Senato ha deciso lo stralcio dell'articolo 48 del disegno di legge comunitaria nel quale si attribuiva al governo una delega di attuazione della Direttiva 2009/52/CE. La Direttiva, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 30 giugno 2009 introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi irregolarmente soggiornanti. Nella delega si prevedeva un intervento del governo nel senso della possibilita' di rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo a favore dei lavoratori extracomunitari che avessero denunciato alle autorita' competenti la loro posizione irregolare e la non applicazione delle sanzioni per i datori di lavoro che, autodenunciandosi, avessero regolarizzato i dipendenti stranieri irregolari. Nonostante il voto favorevole della maggioranza in commissione, il capogruppo del Popolo delle Libertà Maurizio Gasparri, e' intervenuto in Aula annunciando il voto contrario del gruppo all'articolo cosi' formulato specificando che ''riteniamo opportuno non varare l'articolo 48, ma legiferare su tutta la materia in termini generali'' .(...) Non ci sarà nessuna affrettata sanatoria per extracomunitari o lavoratori in nero. Abbiamo stralciato l'articolo 48 della legge comunitaria affinchè su questi aspetti si continui ad agire nel solco della legge Fini-Bossi, ingresso di quote limitate e regole specifiche per il lavoro stagionale e delle norme ulteriori introdotte a contrasto della clandestinità e per l'integrazione". L'attuazione della direttiva sulle sanzioni contro il lavoro irregolare appariva fondamentale sia per combattere efficacemente il lavoro nero, sia per incentivare gli stranieri irregolari a denunciare: in particolare gli artt. 6 e 13 della direttiva prevedono il rilascio di permessi di soggiorno agli sfruttati in condizione di irregolarità di soggiorno, oltre che il recupero dei contributi evasi e delle retribuzioni non pagate mediante azioni sindacali, il che appare un ottimo disincentivo al ripetersi di tragedie piccole e grandi.(commento a cura di Paolo Bonetti)

Qui il testo completo dell'articolo stralciato.

Le storie di ieri

Ieri sera immersione nelle vergogne d'Italia con i fratelli Severini, nel nuovo auditorium ARCI Exfila di Firenze. Lo spettacolo in qualche parte d'Italia ha avuto vita difficile, segno che far ricordare e' ancorsa un mestiere sgradito. A dire il vero non ci convince troppo Daniele Biacchessi, l'indignato attore che accompagna i Gang nella rilettura della storia italiana dalla resistenza a via de'Georgofili. Ma i Severini sono sempre loro, anche in formazione ridotta, e il finale con "Le storie di ieri" vale il prezzo del biglietto...



Ma il bambino nel cortile si è fermato
si è stancato di seguire gli aquiloni

si è seduto tra i ricordi vicini, i rumori lontani

guarda il muro e si guarda le mani

giovedì 28 gennaio 2010

Apologia di Razzismo


"La riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali"

Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio

"La popolazione straniera, nella condizione di migrante, è più esposta della popolazione residente alle attività criminali. Ciò è un dato confermato in tutti i Paesi europei. Parlare, però, di un’equazione tra immigrazione e aumento della criminalità è errato e fuorviante. Nonostante la percezione vada nella direzione opposta, infatti, non si può affermare che i flussi migratori hanno aumentato i pericoli per la popolazione italiana. È senz’altro vero che da quando l’immigrazione è divenuto un fenomeno allarmante, cioè dal 2001 al 2005 (anno in cui vi sono rilevazioni di Istat e Ministero dell’Interno), le denunce a carico di stranieri è aumentato del 45,9%, ma bisogna considerare che la popolazione straniera regolare è allo stesso tempo raddoppiata e che nel dato sulle denunce si tiene conto degli stranieri senza permesso di soggiorno. La quota di stranieri denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al 2% circa. La tesi della corrispondenza tra consistenza numerica degli immigrati e reati da loro commessi è rigettata in una ricerca del 2008 della Banca d’Italia: il numero dei permessi di soggiorno nel periodo 1990-2003 si è quintuplicato, mentre la criminalità ha mostrato una lieve flessione. Il rapporto della Banca d’Italia conclude che «in linea teorica non c'è stato un aumento diretto della criminalità in seguito alle ondate di immigrazione in nessuno dei reati presi in considerazione (reati contro la persona, contro il patrimonio e traffico di droga)». Non vi è un parallelismo tra la presenza di stranieri e il numero dei reati commessi. Ad esempio, abbiamo visto che circa un terzo della popolazione straniera senza permesso di soggiorno ha provenienza asiatica; i dati del Ministero dell’Interno segnalano anche che gli arrestati e denunciati di queste etnie è ridotta. Gli stessi dati del Viminale lo evidenziano che un’equivalenza fra criminalità ed irregolarità è semplicistica e non rappresentativa del fenomeno criminale."

da Mandiamoli a casa, utilissimo manualetto contro i luoghi comuni e i pregiudizi razzisti a cura di Andrea Civati.

Il piano del governo contro la mafia e' quindi quello di limitare, non si sa come, il numero di clandestini. Mi pare che non faccia una piega. Probabilmente liberarsi di Berlusconi vorrebbe dire un ben piu' significativo colpo alle forze che vanno a ingrossare le file della criminalita'.
Peccato che su questi stessi temi mi cade anche Enrico Rossi, candidato alla Presidenza dela Regione Toscana che in visita a Prato cerca di fare contenti i locali stanchi della massiccia presenza di asiatici promettendo il primo CIE/CPT toscano. Se questa cosa resta nel programma, dubito che potrei votarlo...

mercoledì 27 gennaio 2010

Amnesia


Oggi e' la giornata della memoria. Peccato che in Italia sempre di piu' ci stiamo dimenticando quello che e' successo (fino a burlarsene sullo zucchero) e che continua ad accadere.

"...dove non tutti siamo uguali, dove non tutti abbiamo gli stessi diritti, dove alcuni hanno diritti e altri no, dove questo verbo attecchisce alla fine c'e' il lager..."



martedì 26 gennaio 2010

Piu' vacanze per tutti


Il Nichilista spiega cosa sta dietro alla nuova trovato del Ministro Brambilla, l'ennesima beffa dopo il flop della Social Card:

Da qualche giorno è possibile richiedere i “buoni vacanze” architettati dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, “un primo significativo passo – si legge nel comunicato diramato dal PDL (il ministero del Turismo è l’unico a non disporre di un proprio sito ufficiale) – in direzione di un sostegno rivolto alle fasce più deboli” e in particolare al loro diritto di vedere realizzato il sogno di concedersi non soltanto “un mero divertimento” ma anche e soprattutto “partecipare a un momento di aggregazione e cultura di benessere e di qualità della vita” (20 gennaio 2010).

In che cosa consistono i “buoni vacanze”? Si tratta della possibilità per i cittadini italiani di beneficiare, in determinati periodi dell’anno e qualora rientrino in precise fasce di reddito, di “consistenti” contributi statali per visitare il Belpaese. Una iniziativa che ha visto in pochi giorni oltre 5000 richieste, per l’entusiasmo del ministro Brambilla e di Libero, che scrive che a beneficiare delle agevolazioni saranno “almeno 5 milioni” di italiani,” forse addirittura 7″ nonostante il primo stanziamento complessivo del governo sia di 5 milioni di euro (1 euro a famiglia?).

Fonte: Buonivacanze.it

Per comprendere il reale impatto della misura, tuttavia, occorre scendere un po’ più nei dettagli: supponiamo che la famiglia Rossi, composta da tre persone e con un reddito compreso tra 20 e 25 mila euro, decida di usufruirne. Come spiega il sito della associazione no profit Buoni Vacanze Italia (BVI), nel caso la domanda venga accettata i richiedenti dovranno versare (ipotizzando che vogliano sfruttare il massimo delle agevolazioni concesse) 714 euro presso uno sportello bancario Intesa- Sanpaolo, che si premurerà di inviare ai Rossi, tramite corriere postale, buoni per un valore di 1020 euro, consentendo un risparmio complessivo di 306 euro. Questo, si badi bene, sempre che la famiglia si rivolga a una delle 800 strutture convenzionate con l’iniziativa del ministro.

Ed è questo il reale punto critico: chi o che cosa garantisce che gli alberghi e le altre strutture aderenti all’iniziativa onoreranno l’impegno di accettare, invece di denaro sonante o di una confortevole carta di credito, i buoni emessi dall’associazione BVI? Non l’associazione BVI stessa. Come si legge nel suo sito, infatti,

La Buoni Vacanze Italia declina e si ritiene esente da ogni responsabilita' nei riguardi dei titolari dei buoni vacanze circa il mancato adempimento ancorche' parziale degli obblighi imposti agli operatori turistici convenzionati nei loro confronti

In sostanza, se al momento di saldare il conto la reception dovesse rifiutarsi di accettare i buoni, al buon signor Rossi non resterà che ricorrere al taccuino e chiederne, una volta rientrato tra le mura domestiche, il rimborso. E questo anche se la struttura dovesse figurare tra quelle elencate nella “Guida” dei servizi turistici acquistabili con i Buoni Vacanze. Che, per la cronaca, sembrano tutt’altro che destinati a famiglie a basso reddito, cioè a quelle per cui la misura è stata specificatamente prevista.

Se, ad esempio, i Rossi decidessero di visitare Venezia, troverebbero un elenco di 12 possibilità, tra cui quattro alberghi a 4 stelle, quattro a 3 stelle e solamente un ostello e un Bed&Breakfast. Se dovessero decidere per Milano le cose non andrebbero meglio: 21 scelte, di cui 10 hotel a 4 stelle e 1 ostello; il resto sono agenzie di viaggio che, di norma, non rappresentano la soluzione più conveniente (i loro servizi comportano un sovrapprezzo) né trattano pacchetti ultraeconomici. Roma? Sempre la stessa schiacciante prevalenza dei 4 stelle. Senza contare la possibilità, tutt’altro che fantascientifica, che gli sportelli bancari applichino una commissione, a carico del cittadino, per effettuare il versamento iniziale (nonché per pagare il corriere) e quella, più remota ma esistente, che da ciò derivino costi ulteriori per le agenzie. Da ultimo, le mete meno note possono vantare un numero di gran lunga inferiore di adesioni da parte del settore turistico: Udine, ad esempio, vede la sola presenza dell’Hotel President, un luogo tutt’altro che accessibile per le tasche del potenziale beneficiario medio dei buoni.

Allo stato attuale è dunque impossibile prevedere se e come l’iniziativa avrà successo; una variabile che si misura, è bene tenerlo a mente fin da ora, non con il numero di adesioni (chi non vorrebbe un contributo dallo Stato per andare in vacanza?) ma con l’effettiva capacità di onorare gli impegni presi, sia da parte del Governo che degli istituti creditizi e degli operatori del settore. Il discrimine tra una sparata propagandistica e un aiuto concreto alle fasce più deboli è tutto qui. Di certo il fatto che l’idea del Buono Vacanze non si accompagni a una strutturale riforma degli ammortizzatori sociali, così come il (discusso) precedente della Social Card, non autorizzano facili ottimismi.

Ai più bisognosi non servono promesse né sogni, ma rigore e chiarezza. Dice il ministro: “il resto… ce lo mettiamo noi“. Speriamo.

Per tutto il resto, c'e' social card...

venerdì 22 gennaio 2010

Eppur bisogna andar


Il Partito Democratico aderisce allo sciopero del Primo Marzo:

Carissime, vi ringrazio per per aver avuto il coraggio, l'intelligenza e l'entusiasmo di lanciare un sasso capace di smuovere le acque e di suscitare tanti cerchi e tante onde. Le acque, i cerchi, le onde della partecipazione, della volontà di esserci insieme, Italiani e nuovi Italiani, Italiani e nuovi cittadini. Per costruire una civile convivenza. Per urlare insieme "No al Razzismo, sì alla civile convivenza". C'è bisogno di fiducia, di protagonismo, di relazioni umane. C'è bisogno di obiettivi concreti e condivisi per cambiare le brutte leggi sull'immigrazione e migliorare la qualità della vita di tutti coloro che soffrono la precarietà, che vivono la disoccupazione, che patiscono la povertà. C'è bisogno di unità e convergenza per difendere la nostra democrazia e renderla più forte. Io sarò con voi il Primo Marzo. Saremo in tanti del Pd con voi. Daremo il nostro contributo a questa giornata della partecipazione e perchè nasca una primavera della civile convivenza. Faremo la nostra parte in Parlamento, nelle Istituzioni locali e sul territorio per difendere e promuovere la dignità degli immigrati, favorire la loro partecipazione politica, favorire l'incontro tra Italiani ed immigrati.
Ancora una volta, grazie!

Con amicizia.

Livia Turco

Non solo, prova anche a convincere la CGIL...