martedì 4 novembre 2008

Dulce et decorum est pro patria mori


Oggi si celebra la "vittoria" dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale. Come se fosse possibile risultare vincitori in una carneficina di milioni di morti, di cui almeno 680000 italiani, le cui ragioni Lorenzo Milani ben descrisse nella Lettera ai Cappellani Militari: "[...] Avete detto ai vostri ragazzi che quella guerra si poteva evitare? Che Giolitti aveva la certezza di poter ottenere gratis quello che poi fu ottenuto con 600.000 morti? Che la stragrande maggioranza della Camera era con lui (450 su 508)? Era dunque la Patria che chiamava alle armi? E se anche chiamava, non chiamava forse a una "inutile strage"? (l'espressione non è d'un vile obiettore di coscienza ma d'un Papa canonizzato) [...]".
Mentre Napolitano rende onore ai caduti e Berlusconi ringrazia i militari per una fantomatica difesa della patria, mentre La Russa vuole ristabilire il 4 Novembre come festa Nazionale tra atroci spot inneggianti alle forze armate e sperpero di denaro pubblico nei festeggiamenti (comprensivi di militari nelle scuole, evidentemente da affiancare al maestro unico), propongo qui di conservare il 4 Novembre unicamente come giorno di lutto e di memoria. E di istituire al suo posto come festa nazionale il 25 Maggio, anniversario della prima storica obiezione di coscienza documentata in Italia. Il 25 Maggio 1916 infatti, nella Caserma Ferdinando di Savoia di Cuneo, Remigio Cuminetti (nella foto con la moglie nel 1938) rifiutava di indossare la divisa della Fanteria del Regno, dichiarando di essere pronto a ricevere per il suo rifiuto qualsiasi grave punizione. Quando gli fu chiesta la motivazione di quella sua "insana" presa di volontà, non accettabile per “un uomo”, Cuminetti spiego' che “leggendo la Bibbia ho potuto comprendere la verità, Iddio mi ha rivelato che la vita è amore, ed io non debbo far male ad alcuno. Indossando la divisa io mi distinguerei da uomini di altre nazioni che sono miei fratelli".
Suggerisco infine che nelle scuole, al posto delle lezioni dei militari, si faccia leggere il post di Cosimo, i documenti sulle fucilazioni e le decimazioni di chi si rendeva conto dell'inutilita' del suo sacrificio (ma La Russa ci fa sapere che "La fucilazione era probabilmente eccessiva, ma quelli erano disertori che avevano abbandonato i propri commilitoni davanti al nemico dicendo «Voi restate qui mentre io me ne torno a casa»"), i massacri inutili della meglio gioventu' della Patria (dai diari del Generale Cadorna "Per attacco brillante si calcola quanti uomini la mitragliatrice può abbattere e si lancia all’attacco un numero di uomini superiore: qualcuno giungerà alla mitragliatrice"). O questa lettera di un soldato, semi-analfabeta, che morì in quel tremendo massacro (via FaunoSilvestre):

Maestà, inviamo a V.M. questa lettera per dirvi che finite questo macello inutile. Avete ben da dire voi, che e’ glorioso il morire per la Patria. E a noi sembra invece che siccome voi e i vostri porchi ministri che avete voluto la guerra che in prima linea potevate andarci voi e loro. Ma invece voi e i vostri mascalzoni ministri, restate indietro e ci mandate avanti noi poveri diavoli, con moglie e figli a casa, che ormai causa questa orribile guerra da voi voluta soffrono i poverini la fame! Vigliacchi, spudorati, Ubriaconi, Impestati, carnefici di carne umana, finitela che e’ tempo. Li volete uccidere tutti? Al fronte sono stanchi, nell’interno soffrono la fame, dunque cosa volete? Vergognatevi, ma non vedete che non vincete, ma volete che vadino avanti lo stesso per ucciderli. Non vedete quanta strage di giovani e di padri di famiglia avete fatto, e non siete ancora contenti? Andateci voi o vigliacchi col vostro corpo a difendere la vostra patria, e poi quando la vostra vita la vedete in pericolo, allora o porchi che siete tutti concluderete certamente la pace ad ogni costo. Noi per la patria abbiamo sofferto abbastanza, e infine la nostra patria è la nostra casa, è la nostra famiglia, le nostre mogli, i nostri bambini. Quando ci avete uccisi tutti siete contento di vedere centinaia di migliaia di bambini privo di padre? E perché? per un vostro ambizioso spudorato capriccio

E gia' che ci siamo mi permetto di suggerire anche di togliere dai monumenti ai caduti nelle guerre, almeno da quelli all'interno delle scuole come nel mio vecchio liceo fiorentino, l'abusato e menzognero verso di Orazio che riporto nel titolo. Per finire, da Pax Christi, Mosaico di Pace sulle celebrazioni del 4 Novembre:

Era il 1° agosto 1917 quando il papa di allora, Benedetto XV, definì la guerra in corso una “inutile strage”. La ‘grande guerra’ finirà poi a novembre dell’anno successivo. Sono passati 90 anni. E il 4 novembre si ‘festeggia’ l’anniversario della ‘vittoria’. È molto forte il rischio della retorica, di definire ‘eroi’ quei poveracci mandati come carne da macello a morire per un pezzo di terra che, ci dicono gli storici, si poteva ottenere senza l’entrata in guerra dell’Italia.
Una guerra che, al di là della facile retorica, ha ucciso, solo tra gli italiani, 650.000 persone, più i feriti, i mutilati ecc.
Chiediamo al ministro della Difesa on. La Russa di non spendere milioni di euro (alla faccia della crisi e dei tagli..!!) per le celebrazioni del 4 novembre. Gli chiediamo di evitare la retorica e l’apologia della guerra, non strumentalizzando chi è morto! Il modo migliore di onorare i morti della guerra dovrebbe essere l’impegno a non prepararne altre, a non spendere miliardi per nuovi armamenti… e invece si taglia sulle spese della scuola, della sanità, della giustizia e si aumentano le spese per nuove armi, come ad es. gli aerei da guerra F35 dal costo di 100 milioni di euro l’uno, o la nuova portaerei Cavour dal costo di circa 1 miliardo e mezzo di euro!
Vorremmo ricordare a tutti: al governo, ai politici, associazioni che ricordano il 4 novembre, ai sacerdoti chiamati a benedire i monumenti, a tutta la società civile, di non dimenticare che la guerra è ‘avventura senza ritorno’.
In un documento del 1976, “La Santa Sede e il disarmo generale” si legge: La corsa agli armamenti anche quando è dettata da una preoccupazione di legittima difesa.. costituisce in realtà un furto, perché i capitali astronomici destinati alla fabbricazione e alle scorte delle armi costituiscono una vera distorsione dei fondi da parte dei gerenti delle grandi nazioni o dei blocchi meglio favoriti. La contraddizione manifesta tra lo spreco della sovrapproduzione delle attrezzature militari e la somma dei bisogni vitali non soddisfatti (paesi in via di sviluppo; emarginati e poveri delle società abbienti) costituisce già un’aggressione verso quelli che ne sono vittime. Aggressione che si fa crimine: gli armamenti, anche se non messi in opera, con il loro alto costo uccidono i poveri, facendoli morire di fame.
Di fronte alle tante guerre e tragedie di questi giorni, pensiamo anche alla tragedia che sta succedendo in Congo nel disinteresse mondiale...
Crediamo il 4 novembre ci obblighi tutti a non tacere, a non benedire la guerra, a non giocare sulla pelle della gente. A non preparare, come invece sta succedendo, altre nuove guerre. Anzi, nuove ‘stragi’.

2 commenti:

paolo ha detto...

grazie

Fauno Silvestre ha detto...

La propaganda militarista è utilissima per creare una società gerchizzata e disciplinata e quindi obbediente e acritica.
Grazie per questo post (e per aver linkato il mio blog)