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mercoledì 27 maggio 2009

Caste, Parlamento e specchietti


Non soddisfatto nonostante un parlamento totalmente asservito, Berlusconi lo ha definito “inutile” ("quando ho fatto il paradosso del capogruppo che vota per tutti era per dire che gli altri sono veramente lì non per partecipare ma per fare numero") e si è pronunciato in favore di una drastica riduzione a 100 membri, mentre i poteri del premier verrebbero accresciuti. nonostante il potere legislativo in mano alla sua maggioranza nell'inutile parlamento, ha poi incoraggiato “un'iniziativa popolare” per raccogliere 500 mila firme per questa proposta. Peccato pero' che questo stesso tema sia anche affrontato in un disegno di legge gia' presentato a Novembe dall’onorevole Zanda del PD, per il quale oggi il capogruppo al Senato del Pd Angela Finocchiaro ha chiesto la calendarizzazione: «Per il Pd la questione è politica. Noi chiediamo la calendarizzazione del ddl sul taglio del numero dei parlamentari nella settimana tra il 9 e l’11 giugno. Fino a quando il ddl non sarà calendarizzato noi non voteremo più alcun calendario deciso dalla Conferenza dei capigruppo». Il Senato, nonostante i proclami di Berlusconi, ha bocciato la proposta per alzata di mano. Spiega la Finocchiaro: «Tutti a parole sono d’accordo sulla necessità di procedere rapidamente all’esame della riforma per la riduzione del numero dei parlamentari, ma alla prova dei fatti votano no. Si dimostra che come sempre raccontano balle agli italiani, ma questa volta a Harry Potter, cioè a Berlusconi, abbiamo scoperto il trucco. Il PD non voterà più il calendario d’aula finché non sarà calendarizzata la discussione del ddl Zanda. C’è un limite a fare gli imbonitori, ma gli italiani devono aprire gli occhi e capirlo. Provo infine umana vicinanza a Gasparri che si trova a difendere l’indifendibile…».
evidentemente anche la riuzione della "Casta" non e' altro che uno dei soliti specchietti per le allodole, con l'obiettivo non di semplificare la legiferazione e abbassare i costi della politica, ma di sviare l'attenzione dal caso Mills e dal Noemigate. Il tutto visto che la manovra del Giornale di porre 10 domande anche a Franceschi si e' rivelata un autogol niente male, visto che questo ha subito risposto...

venerdì 12 settembre 2008

Monnezza, casta e promesse


Sull'Espresso e' pubblicata un'intervista a Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari. In cui si fanno nomi e cognomi, in cui ancora una volta si chiarisce come quel territorio e stato avvelenato fino al midollo e cosa c'e' dietro l'emergenza rifiuti in Campania. A casa degli autori e alla sede dell'Espresso perquisizioni a tempo di record: evidentemente l'inchiesta a qualcuno ha dato fastidio. Basta leggere per capire. Non risultano perquisizioni nelle discariche incriminate e a casa di qualcuno dei tanti nomi che fa Vassallo. Come sempre.

Non c'entra nulla, ma segnalo questo servizio della Stampa sulla sparizione del tema della casta da giornali e indignazione pubblica. Alle capriole di chi sostiene che il merito e' tutto di Silvio, rispondono i fatti e le mille promesse mancate del Governo. E le parole di Ilvio Diamanti: "Guardi, prendersela con la Casta quando al governo c’è Berlusconi, è come prendersela col rumore quando ci sono i fuochi d’artificio"

giovedì 10 gennaio 2008

Il discaricabarile


Guardo le immagini che arrivano dalla Campania e trasecolo. Leggo i giornali e sono sempre piu' confuso. Leggo un bel resoconto di un viaggio nella "terra dei fuochi" in compagnia di qualche reporter straniero, segnalato da Letizia, e rivedo lo stupore nelle domande dei miei colleghi d'oltralpi.
Ma la colpa, si scopre, e' sempre di qualcun'altro. Tutti restano al loro posto per i loro bravi motivi, la responsabilita' non era la loro. Qualcuno prova a spiegare la vera storia dell'emergenza (ma ha senso chiamarla cosi' dopo 15 anni?), ma nessuno sa come risolverla. Il poco che capisco e' che siamo davanti a un'enorme torta di munnezza, che in tanti si sono spartiti lasciandoci solo la parte migliore, quella che puzza. L'uomo della provvidenza e' un nuovo supercommissiario, peraltro senza alcuna competenza di rifiuti, che secondo il governo trovera' la soluzione in nientepopodimeno che 24 ore; anche se di commissari se ne sono stati cambiati 15 in 15 anni. Ma per il momento la fantastica soluzione e' mandare i rifiuti campani in giro per l'Italia, un po' per uno non fa male a nessuno. Poi si vedra'. Ora, e' vero che le discariche, le cave e ogni anfratto di quelle terre e' pieno dei rifiuti tossici di tutta Italia, e' vero che la gente non puo' continuare a vivere con montagne di rifiuti sotto casa nell'attesa di un miracolo o dell'eruzione del Vesuvio, ma siamo sicuri che sia ancora una volta questa la strada da percorrere? Che non sia giunto il momento di fare passi concreti per uscire dall'emergenza, ed eventualmente cercare di eliminare solo gli arretrati ingestibili con l'aiuto estrerno? Scrive Marta Meo sul suo blog: "Accettare oggi di farsi carico della monnezza napoletana senza che nulla succeda sul piano amministrativo e politico vuol dire avallare lo stato delle cose ed affermare una volta ancora che a fronte di tanta inettitudine e inciviltà c’è sempre qualcuno pronto a levare le castagne dal fuoco, o meglio, i sacchi dalla strada". Perche' come spiegava ieri Ermanno Rea in una bella intervista "bisogna fare attenzione a isolare l’emergenza immondizia come se fosse a sé stante, un evento dopo il quale non c’è più niente di cui allarmarsi. No, Napoli è un insieme di problemi, di guai, talvolta di disastri, che sono tutti figli di un male più generale che si chiama illegalità diffusa che è diventata cultura dell’illegalità. A Napoli ormai nessun problema si risolve più secondo le regole stabilite, le norme che altrove disciplinano la vita civile e sociale. Per tutte le questioni ci sono sempre scappatoie, vie traverse, transiti obliqui". I denari e le soluzioni a pioggia non servono, anzi sono dannose perche' alimentano e sostengono questo circolo e questa cultura.
La sensazione pero' e' che Napoli non sia un mondo a se', una questione particolare e meridionale. Ma che sia soltanto un po' piu' avanti del resto del paese dei furbi.

giovedì 8 novembre 2007

Finanziaria avanti piano


Mentre c'e' chi sente aria di elezioni, la Finanziaria procede al Senato lenta ma senza scossoni. Almeno c'e' la possibilita' di vedere pezzo alla volta le varie norme al varo. Leggendo il resoconto degli articoli con emendamenti gia' votati, si scopre che le autocertificazioni di reddito, ad esempio per gli asili nido, saranno inviate all'Agenzie per le Entrate per evitare i soliti furbi; che si gettano le basi per il federalismo fiscale dell'Irap, detrazioni per chi si abbona ai trasporti pubblici, si mette un limite agli stipendi dei parlamentari, ma senza esagerare. Dei due voti che mettono infatti d'accordo opposizione e gran parte della maggioranza uno e' contro un emendamento di Turigliatto e Rossi per dimezzare lo stipendio a Senatori e Deputati. Ma qualcosa almeno si muove anche la'. Assurda anche la barricata bipartisan a difesa di un privilegio altrettanto assurdo della Chiesa, l'esenzione dall'ICI anche per i suoi immobili ad uso commerciale. Mi sembra evidente che nessuno ha il corsaggio di andare contro la Chiesa anche quando gode di privilegi inaccettabili.
Resta comunque il fatto che dei tre principali problemi finanziari del paese, solo contro l'evasione fiscale ci si sta muovendo con efficacia. Precariato e debito pubblico, quelli che piu' pesano e peseranno sulle giovani generazioni, sono ancora la' dove li aveva lasciati un signore molto piccolo, che sta provando a giocare di spalla per ritornare al sole.

venerdì 28 settembre 2007

Il contratto e il bidet


Mentre in Birmania, fortunatamente, i soldati cominciano a imparare che l'obbedienza non e' piu' una virtu', in Italia tra litigi e magliette rosse si sta decidendo sulla finanziaria 2008. Mentre attendiamo gli esiti tra voci piu' o meno attendibili, la sensazione e' che il messaggio da dare sia che il peggio e' passato e si puo' cominciare a costruire dopo l'emergenza. Seppure, ancora una volta, con troppa timidezza. Ma aspettiamo prima di giudicare.
E nell'attesa leggo su Internazionale il trafiletto di Luca Sofri, che segnala come gli Americani hanno bisogno dello spot per convincersi a pulirsi il sedere, dal momento che "sapete… la carta tende a… distribuire il problema". Imperdibile, con i sederini puliti sorridenti. La tipa piu' esilarante e' la seconda da sinistra. Cliccare per credere.
Non contento, leggo e scopro come fare per scampare alle promesse da marinaio dei politici. A Udine anche il voto di scambio e' sotto contratto. E se non si rispettano i patti, scatta la denuncia. Coinvolto nientepopodimeno che il presidente della provincia. Sarebbe il massimo andasse in galera non per voto di scambio ma per inadempienza contrattuale. Anche chi fece un contratto con gli Italiani qualche anno fa e' avvertito...

giovedì 20 settembre 2007

La via di Damasco


Riccardo Capecchi, funzionario della Presidenza del Consiglio ha scritto una lettera al sito Dagospia annunciando le sue dimissioni, a seguito della pubblicazione di una sua foto sull'aereo di Stato che riportava Mastella e Rutelli a Roma dopo il gran premio di Monza:

Oggi il vostro sito ha pubblicato una mia foto mentre mi imbarco sul volo di ritorno da Milano che riportava a Roma il Vice Presidente Francesco Rutelli dopo il Gran Premio di Monza.
Ero su quel volo di ritorno da Milano per atto di cortesia del Ministro Rutelli dopo aver partecipato a titolo strettamente privato al Gran Premio e tengo a precisare che ero in possesso di un biglietto regolarmente acquistato per il volo AZ 2119 delle ore 20.00 da Linate a Fiumicino.
Sono certo di non aver commesso alcun illecito o violazione di legge ma consapevole tuttavia di aver compiuto una leggerezza: mi è ben chiaro che non tutti hanno l'opportunità di salire su un volo di Stato in alternativa ad un volo di linea solo per risparmiare alcune ore di attesa. Ciò a prescindere che in quella circostanza vi siano o meno fotografi appostati per fare degli scoop giornalistici contro questa o quella Autorità dello Stato.
E credo anche che nella vita si debba essere conseguenti e che i comportamenti individuali anche del più piccolo collaboratore, quale io sono, non debbano in alcun modo inficiare ruoli ed istituzioni, esse sì importanti e prestigiose.
E' per questo motivo che ho già ritenuto opportuno rimettere in modo irrevocabile il mio incarico presso la Presidenza del Consiglio.
Ringrazio con l'occasione il Presidente Romano Prodi ed il Sottosegretario Enrico Letta per l'opportunità che mi hanno dato in questi mesi di collaborare al loro fianco.

L'onda di Internet colpisce ancora, e i blog continuano a fare notizia. Almeno Capecchi riconosce l'errore, mentre altri una mossa del genere se la sognano. Che stiano pero' cambiando (un pochino) le cose anche da noi? Almeno Grillo sara' servito a qualcosa.