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lunedì 9 novembre 2009

Die Mauer ist weg


Venti anni fa, il 9 Novembre 1989, si apriva in maniera rocambolesca (peraltro innescata da una domanda di un giornalista fiorentino) la prima breccia nel muro che circondava Berlino Ovest. Erano gli anni in cui le cortine di ferro si sgretolavano fra i baffoni di Walesa e la voglia di Gorbačëv, tra i giovani che ovunque nei paesi di influenza sovietica chiedevano liberta', trasparenza e rinnovamento. Solo pochi anni dopo le cartine degli atlanti e quelle appese nelle classi erano da buttare, carta straccia trascinata dal vento di cambiamento che soffiava da est. Ma la stessa cancelliera tedesca avverte che se l'unificazione e' da tempo su quelle cartine, e' ancora incompiuta nella testa e nelle tasche dei tedeschi.
Qui una bella storia fotografica del muro, e alcuni interessanti link per chi mastica il tedesco si trova su Concausa. Sperando che questo anniversario possa servire a ricordarci che esistono ancora nel mondo migliaia di chilometri di muri a separarci, dalla Palestina al Saharawi, senza contare quelli fatti non di pietra ma da braccia di mare, odio e intolleranza.

giovedì 3 aprile 2008

Ecco, appunto


A proposito del post precedente, leggo adesso le dichiarazioni della presunta paladina della cristianita' Professoressa Binetti. Dato che per candidarsi nelle liste del PD ha firmato sia il manifesto dei valori, sia il programma elettorale, e dato che sia il programma al punto 2 comma d e il manifesto al punto 2 sono piuttosto chiari in merito e non passibili di interpretazione, o si rimangia quello che ha detto e chiede scusa o va fuori subito. E se non si puo' piu' cambiare le liste, si impegni a rinunciare gia' il 15 Aprile. Nel dubbio, meglio se va fuori, ha gia' abusato abbastanza della nostra pazienza, che noi un cilicio del genere non ce lo siamo scelti. Se abbiamo gia' mollato qualche zavorra, non e' una buona ragione per non completare l'opera.
Per consolazione una buona notizia, cade l'ultimo muro d'Europa. A Cipro l'unificazione e' piu' vicina, dopo 45 anni. Di questi tempi i muri fan fatica a stare su, almeno quelli.

mercoledì 23 gennaio 2008

Muri


Il blocco di Gaza imposto da Israele dopo i recenti razzi lanciati dalla striscia ha messo in ginocchio la popolazione. Mentre ieri una sessantina di persone erano rimaste ferite a Rafah, quando la folla aveva tentato di superare il confine respinta dalle guardie egiziane, oggi ne' la polizia egiziana ne' quella di Hamas sono intervenute quando nella notte il muro che divide Gaza con l'Egitto e' stato fatto saltare in aria. Alcuni se ne sono andati definitivamente, in fuga dalle violenze e dall'assedio israeliano. La maggioranza ha invece semplicemente fatto la spesa in Egitto, tornando a Gaza carichi di beni di prima necessità, cibo, latte, carburante, e di stecche di sigarette e materiale elettronico da rivendere a Gaza. I muri sono fatti per cadere.

mercoledì 19 dicembre 2007

Svolte


Bruxelles e' fredda di questi tempi, ma il Belgio non lesina piacevoli sorprese. Sia Bruxelles che Bruges si sono lasciate apprezzare. Meno apprezzabile la drammatica tastiera da cui sto scrivendo, con le lettere disposte praticamente a caso. Invece al di sotto delle gia' basse aspettative la visita al Parlamento Europeo. Ho almeno scoperto perche' ci sono tre sedi di lavoro, Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, e come sempre e' colpa dello sciovinismo Francese. Mi porto pero' a casa il termine "flessicurezza", geniale, di cui si discuteva in aula. E' gia' qualcosa. Senza contare la buona compagnia, qualche piacevole discussione sul PD, e la possibilita' di riallacciare i rapporti con un caro amico.
I giornali italiani arrivano fortunatamente anche qua, e prima di ammirare Magritte al Museo delle belle arti leggo che e' stata finalmente approvata la moratoria sulla pena di morte. Ancora tanti, troppi, i paesi contrari, 54, ma i 104 favotrevoli fanno capire che il vento sta cambiando. La moratoria non e' vincolante, ma certo portare qualcuno davanti al boia adesso avra' un significato diverso e costera' molto di piu' in termini di immagine.
E nel frattempo anche l'Europa fa un altro importante passo avanti. La cortina di ferro e' non solo caduta col muro di Berlino, ma adesso completamente spazzata via. I paesi "dell'altra parte" di quando ero bambino cominciano a entrare in Schengen, e stanotte spariranno i controlli fra Italia e Slovenia. Chi una volta era fuori, adesso diventa guardiano dei confini. Se i particolarismi vorrebbero oggi dividere molte zone d'Europa, compreso il Belgio, l'Unione riprende vita a Lisbona e si apre davvero all'est. Stanotte in Friuli si fa la storia, vediamo di non farla andare a ramengo di qui a poco.

mercoledì 3 ottobre 2007

Il muro



Oggi e' festa nazionale in Germania. Sono al lavoro nell'istituto deserto, con solo qualche italiano che si ostina a festeggiare il 25 Aprile. Si ricorda l'unificazione ufficiale dei cinque stati federali già esistenti nella Repubblica Democratica Tedesca dell'est che si ricostituirono e aderirono formalmente alla Repubblica Federale di Germania.
Se e' vero che ancora oggi molti tedeschi non vedono di buon occhio la riunificazione (il 19% dei tedeschi, mentre all'est la percentuale aumenta arrivando al 21%), la situazione e' simile a quella fra il nord e il sud in Italia. I 74% dei tedeschi dell'est si ritengono svantaggiati rispetto a quelli dell'ovest, e si sentono considerati come cittadini di seconda classe. Insomma, la via dell'integrazione vera e ancora lunga, e un muro da abbattere rimane ancora parzialmente in piedi, anche se non fatto di mattoni.
Eppure l'abbattimento di quel muro mi colpi' profondamente da ragazzino, cosi' come vederne i resti molti anni piu' tardi a Berlino. Era il 1989, ai TG imperversavano i baffoni di Lech Walesa e la voglia di Gorbačëv. La cortina di ferro si andava sgretolando, si parlava di rinnovamento, di trasparenza, di Perestrojka. Per un disguido nella comunicazione delle nuove disposizioni in fatto di permessi per raggiungere l'ovest dalla DDR, improvvisamente il 9 Novembre 1989 migliaia di tedeschi dell'est si riversarono ai posti di blocco per raggiungere, finalmente, l'ovest.



Come pochi mesi prima per quel ragazzo che fermava i carri armati, capii qualcosa di importante. Che i muri non durano per sempre, e vale la pena darsi da fare per farli cadere. "La verita' e' che cadono, sempre", diceva Gandhi, nato proprio il 2 Ottobre 1869. Per questo, oggi, siamo col popolo Birmano, e con tutti coloro che lottano contro l'oppressione. Contro muri di pietra, come in Palestina, o meno tangibili e per questo piu' difficili da abbattere.