sabato 3 maggio 2008

Indifferenti


Nel mio vocabolario personale alla parola "indifferenza" ho scritto: incapacita' di distinguere le differenze. Indifferenza non e' un infischiarsene del mondo, piuttosto un disturbo della percezione per cui non si riesce a distinguere la differenza fra realta' e messinscena. Si assiste da inerti a una violenza, a una disgrazia perche' si crede di essere a una rappresentazione, gratis, in cui si e' tenuti a fare gli spettatori. E non si e' mai visto uno del pubblico che salti di palcoscenico per impedire a Otello di uccidere Desdemona. Chi si crede spettatore si gode lo spettacolo.
L'indifferenza e' il disturbo opposto a quello di Don Chisciotte che si immischiava di tutti i fatti e i guai degli altri. Anche lui distingueva male la realta', soffrendo pero' di un interventismo estremo. Irrompe anche in uno spettaolo di marionette, facendo una strage di pupazzi, credendoli nemici. Prende lo spettacolo per realta' e mal si contenta di essere spettatore. In ascolto dei notiziari televisivi bisognerebbe sciacquarsi un po' gli occhi con il febbrile collirio di Don Chisciotte, sentirsi un po' meno spettatori, un po' meno parte di un'audience, un poco membri di una cavalleria errante e irritabile.
Uno dei verbi di Elohim nella creazione e' "dividere/distinguere". "E divise/distinse Ehlohim tra la luce e la tenebra" (1,4), "e ci fu distinzione/divisione fra acque e acque" (1,6) e altri ancora. La creazione procede per divisioni a due, per biforcazioni, come il sangue del cuore. Chi non sa distinguere inceppa il lavoro della creazione che non si e' esaurito nei 7 giorni. L'indifferenza e' un torto contro il creato, non contro la societa'.

Erri De Luca (da Alzaia, 2004)


2 commenti:

cosimo ha detto...

Grazie Gigi...
La mia non indifferenza è dirti grazie per questi spunti di vita celebrale ed emotiva...di cui c'è penuria...

beffatotale ha detto...

Troppa grazia, ringrazia piuttosto De Luca, io ho solo copiato ;-)!