sabato 22 marzo 2008

18 ore


Solito viaggio della speranza verso Santiago per andare a osservare al Paranal. Come sempre mi tocca una festivita', questa volta mi evito Natale ma per la seconda volta sono su a Pasqua. Tra l'altro sulla montagnia ci sara' un sacco di attivita' in piu' rispetto al solito: ne parleremo domani.
Il viaggio comincia subito male. A Monaco dovrebbe essere il primo giorno di Primavera e invece diluvia. Per fortuna che a Santiago invece dovrebbe essere il primo giorno di autunno e invece come sempre ci sono 28 fantastici gradi. L'aereo Iberia per Madrid e' strettissimo, non entro coi ginocchi neanche sedendomi in fondo al sedile che nemmeno sul galateo. Leggere il Corriere, unico giornale italiano superstite, e' un'impresa, impossibile girare pagina senza sgomitare il vicino. Tra l'altro il Corriere, la testata che vorrebbe essere super partes, invece di contare le pulci da una parte e dall'altra confrontando, verificando e discutendo le proposte in questa fase delicatissima di campagna elettorale, per lo piu' vanga sui luoghi comuni. E' vero che lo fa con quelli che si trovano sia sui giornali di destra che di sinistra, e con un certo contegno in piu', ma resta una delusione. Non delude invece il libro che mi sono portato, conservato da mesi per l'occasione. Sono I casi dell'avvocato Guerrieri di Carofiglio. La scelta del libro da portarsi in viaggio e' sempre delicatissima. Non deve essere ne' troppo brutto ne' troppo buono. Nel primo caso e' inutile, nel secondo finisce troppo presto. E questo e' buono. La trama e' coinvolgente, il personaggio creedibile, familiare e interessante, sebbene sia narrato in prima persona, il che di solito mi rende di gusti piu' complicati. Meno male che ho anche un trattato sulla fantasia di Rodari e un pacco di articoli di lavoro arretratio da leggere. Alla peggio passero' a quelli nello spostamento da Santiago al Paranal.
L'aereoporto di Madrid, pur col suo design accattivante, mi sta cordialmente antipatico. Sara' la segnaletica che lascia spesso a desiderare, sara' che ho litigato con tutti i negozi del terminale internazionale quando sono atterrato un'ora dopo la bomba dell'ETA di qualche anno fa perche' nessuno voleva cambiarmi i soldi per avvertire a casa che ero ancora vivo. Stavolta complice il simpaticissimo Pedro, massimo 5 anni, che rimane a bocca aperta perche' il trenino che connette i terminali "no hay conducente", saranno i bracci automatici per uscire dall'aereo fatti dalla ThyssenKrupp che mi richiamano un'altra tragedia, mi resta meno sulle scatole. O forse sara' semplicemente che ci resto il minimo indispensambile per correre a prendere la coincidenza LAN Chile.
Il volo intercontinentale per fortuna non e' sovraffollato. Ho anche il lusso di non avere nessuno accanto. Il cibo e' sempre il solito, di dubbia qualita', i film sono sempre inguardabili sui voli LAN, ma almeno dormicchio e mi leggo qualche articolo. All'arrivo solita efficienza ESO, l'ente europeo che gestisce i telescopi del Paranal, con l'autista ad aspettarti agli arrivi per portarti alla Guesthouse, in foto, praticamente una villetta nel quartiere bene di Santiago trasformata in pensione di lusso. Ora finalmente vado in giardino a godermi i 28 gradi e il sole Cileno, meritato dopo 18 ore filate in viaggio.

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