mercoledì 18 luglio 2007

Rompete le righe


Qualche settimana fa nascevano iMille. Grande entusiasmo, la voglia di aprire la finestra e fare entrare un po' d'aria fresca nell'oligarchia a capo del centrosinistra, cavalcando l'onda della nascita del Pd. Una lista nata per far entrare alla Costituente idee (e facce) giovani e nuove, un po' stanche che il merito e le capacita' non vengano mai riconosciute e premiate in Italia, soprattutto in politica.

Cominciano a moltiplicarsi le adesioni e le iniziative. Nasce, un po' a fatica, un laboratorio delle idee sul blog in cui sviluppare programmi e temi da portare avanti. Si accende, una volta sapute le regole definitive, il dibattito sul segretario da appoggiare. Candidare uno di noi, garantendo maggiore visibilita' alle nostre proposte ma fare carne da macello, oppure sostenere uno dei candidati che magari ha fatto sue (almeno a parole) le nostre istanze, cosi' da portare in assemblea qualche voto e seggio in piu'? Il confronto e il dibattito procede, qualcuno fa notare i pregi di una candidatura interna ma evidenzia le grandi difficolta' dovute a regole fatte per blindare l'apparato dei partiti. Io mi schiero per provare a raccogliere le firme per la candidatura interna, di Ivan che e' un volto gia' noto, per portare avanti con coerenza le nostre istanze senza annacquarle in un calderone.

Sembra che si possa decidere in base al punto di vista di tutti, in democrazia. Invece oggi ognuno per conto suo. Scalfarotto e Simoni si incontrano con Veltroni senza dire nulla a nessuno, si accordano con lui e firmano unilateralmente il suo manifesto. A quel punto, ma come era nell'aria e probabilmente come voleva fare fin dall'inizio, Adinolfi lancia ufficilmente la sua candidatura, appoggiato soltanto da Generazione U e senza iMille, dai quali poche ore dopo uscira' ufficialmente con questo post sul sito.

A questo punto Repubblica deduce giustamente, in un articolo dei giovani nel PD, che le belle parole de iMille erano appunto belle parole. Tipo "per le idee e non per le persone". Fa notare che il feeling e' durato poco, e che ci sara' chi vuole saziare la sua sete di protagonismo personale e chi fara' semplicemente il gioco di qualche big navigato cercando di raccattare qualche voto "under 40".

iMille, "le cose cambiano". Mica tanto direi. Una scissione dopo 2 settimane e niente di nuovo sotto il sole.

Vedremo, le premesse non sono per nulla per nulla buone. Spero che a Roma all'aperitivo iMille siano parecchio arrabbiati. Ci farebbe comunque piacere che sia Mario che Ivan spiegassero, magari a tutti sul sito dei iMille, come stanno a questo punto le cose. In modo che tutti iMille possano prendere una posizione visto che quella comune non esiste piu'.

6 commenti:

supramonte ha detto...

l'autsaider 'de noiartri...
ma che vi aspettavate da adinolfi? l'idea era bella ma c'è chi era solo in cerca di un posto al sole...

beffatotale ha detto...

se e' per quello c'e' anche chi si vende per un piatto di lenticchie...

supramonte ha detto...

questo ci dice che non basta essere giovani anagraficamente per rappresentare una novità politica

beffatotale ha detto...

Tutto vero, eccoci venduti per un piatto di lenticchie:

"iMille sostengono Veltroni" ha dichiarato il portavoce del gruppo,
Marco Simoni, 32 anni. "Lo ha deciso il gruppo di persone che ha
guidato il movimento fino ad ora."

"Veltroni rappresenta, non da oggi, la prova che il corso delle cose
può essere invertito, ed è dunque il candidato naturale di chi vuole
spendere la propria energia e le proprie competenze per tornare ad
essere fieri di essere italiani ed italiane".

"Nel nostro gruppo ci sono pochi volti noti: Ivan Scalfarotto, Luca
Sofri. Ma la nostra forza sono le centinaia di volti non noti. Ad
esempio Irene Mia, economista in una delle più prestigiose
organizzazioni internazionali, che sa come far tornare competitiva
l'Italia, oppure Francesca Pollastrini, professoressa di liceo nelle
banlieues in fiamme, che ben conosce i rischi di una modernità senza
integrazione, senza giustizia. Esempi di due donne che faranno molto
bene alla politica del nostro paese".

"La nostra battaglia non è personalistica, ma serve a portare idee
nuove e persone nuove nel nuovo partito. Veltroni ha dimostrato in
passato non di voler accontentarsi di compromessi mediocri, ma di
indicare soluzioni che portino avanti. Lo appoggiamo per sostenere le
nostre posizioni, che si riassumono in tre parole d'ordine: più
democrazia e diritti, più valore al merito, più equità tra le
generazioni. Le porteremo avanti assieme a tutti coloro che vorranno,
non per testimoniare una posizione di principio, ma per affermare
davvero un cambiamento di questo paese e farlo diventare più moderno e
più giusto."

"Non condividiamo la posizione di Adinolfi che ha deciso di
raccogliere le firme per una sua candidatura di bandiera perché
destinata a far diventare minoritari temi che devono aspirare ad
essere rappresentati ai massimi livelli".

Raoul Minetti ha detto...

Ti ho messo la stessa risposta sul sito di Ivan. Te la riscrivo qui comunque. Ciao, Raoul

Giovanni, fino a tre settimane fa io non conoscevo nessuno de iMille (ne' Ivan, ne' Marco, ne' Luca, ne' altri). Ho preso una e-mail, li ho contattati, mi hanno risposto. Ho scritto dei post, dei contributi etc. Cosi' e' nata la mia partecipazione a iMille, nella maniera piu' semplice e democratica che si possa immaginare. Ebbene ho partecipato anch'io alla discussione del documento e ci ho messo la mia firma. Come ha scritto Marco, iMIlle non sono una setta di soliti noti ma sono un movimento assolutamente democratico aperto a tutti quelli che "fanno". Partecipa, scrivi, di' la tua, proponi delle idee, offri le tue competenze, in qualunque campo siano. Sei il benvenuto. Ti aspettiamo

beffatotale ha detto...

Caro Raoul,

mi e' nuovo e di difficile comprensione il concetto che piu' post pubblichi su un sito piu' diritto hai di dire la tua in merito alla linea politica del gruppo a cui appartieni, persaltro tenendo tutti gli altri all'oscuro fino a giochi fatti. Cos'e', il potere a bollini come il distributore della benzina? I miei ricordi liceali dicono che questa si chiama "oligarchia" e non "democrazia". Ma non erano proprio gli oligarchi quelli che non ci piacevano e volevamo mandare a casa? E quale motivo mai faceva preferire che la democratica e forsennata discussione interessasse solo e "venti saggi" e non tutti i mille interessati e "attivi" come dici tu? Bastava un post sul sito, come effettivamente c'era. E come mai c'era tutta questa fretta? Mi dispiace ma non riesco proprio a capire, riesco solo a pensare male.
E poi via, il tuo nome era dal giorno prima sul manifesto per Veltroni insieme a Marco Simoni e Ivan, tanto che Repubblica dava gia' tutto per fatto. Avete finito per usare come bamboline tutti gli altri. Ecco, era esattamente questo che volevamo cambiare. Un'occasione sprecata, un vero peccato e tanta tristezza.