sabato 27 ottobre 2007

L'assemblea


Prodi che traccia la storia dell'Ulivo, difende l'operato del governo e conferma che e' sua responsabilita' politica e morale andare avanti. Veltroni che chiede primarie a tutti i livelli, un partito strutturato a rete e non a piramide. Che difende, anche lui, il governo, a cui rinnova l'appoggio del PD. Che prospetta le linee di sviluppo e riforma che vorrebbe il nuovo partito perseguisse. Non con lo sforzo di creare una coalizione piu' grande possibile, ma di individuare obiettivi e programmi chiari, intorno ai quali o riunire una coalizione forte o correre da soli. E poi Gawronski che chiede una RAI e una pubblica amministrazione finalmente non piu' interconnessa alla politica, Adinolfi che chiede piu' Democrazia diretta. Rosy che ricorda la dirompente novita' del ruolo delle donne, e ne auspica una simile portata per i giovani, e che i vizi degli altri vanno riscattati con le nostre virtu'. Che auspica che non ci siano maggioranze precostituite e spartizioni anche negli enti locali, e che questo nuovo grande partito sappia riconoscere, come chiede anche Ignazio Marino, il valore della laicita' per tutte le grande questioni, nell'impegno nel trovare una sintesi che tenga in considerazione il pluralismo. Letta che chiede di superare la cooptazione, e di porre il merito come criterio discriminante. Di guardare non alle categorie che hanno accompagnato fin qui il dibattito politico, ma a costruire insieme, come unione di minoranze, quelle future. Maria Falcone che parla di legalita' e regole al primo posto nella politica, e ancora quelli che per la prima volta sono a un'assemblea di partito, perche' il PD e' riuscito a coinvolgerli e a dar loro la possibilita' di esserci. Precari, mamme, intellettuali, studenti, terzo settore, cittadini, democratici, con tante idee, tanti sogni da mettere per iscritto nei manifesti e negli statuti. E poi, dopo la costituente, da far vivere nella pratica e nel governo del paese. Tutto bellissimo. Niente correnti, niente cooptazioni, tanta democrazia diretta.
Peccato che poi nella pratica si inizi subito male. Il regolamento sulla formazione dei livelli regionali e provinciali del partito, il fatto che sara' un partito senza tessera, e soprattutto la formazione delle commissioni per la stesura dei documenti (con De Mita...) sono solo ratificate dall'assemblea in 3 minuti. Gia' decise dall'alto. Forse prevedibile, ma anche evitabile: si poteva e si doveva fare meglio, nonostante i numeri spropositati dell'assemblea. Trasformata semplicemente in una festa.

5 commenti:

Vedo ha detto...

Una farsa piu' che una festa. Veltroni non ha avuto coraggio, poteva fare uno slancio e per ora pare non riuscirci. E pensare che il suo intervento mi era piaciuto molto. Ma la politica è cosi' non conta quello che dici ma quello che fai.

kkarl ha detto...

Su De Mita contano di più, secondo me, gli unici fischi che si sono sentiti durante l'assemblea. Segno che qualcosa sta cambiando.

Sulle commissioni votate in tre minuti e "imposte dall'alto". E' vero, però nella composizioni sono state rispettate rigorosamente le proporzioni dei voti presi dalle liste. Mi sembra abbastanza corretto, considerata la maledetta fretta con la quale questo partito deve diventare realmente tale.
E' inutile girarci attorno: ultimamente c'è stata un'accelerazione imprevista, a causa di "un'aria" di elezioni sempre più probabili. E lì il PD deve essere pronto.

Io sono per le primarie, naturalmente, ma stiamo attenti a non chiamare ogni 5 giorni il popolo a votare. Potrebbe finire come con i referendum. Alla fine si scoccia e non va più.

beffatotale ha detto...

Vero che far votare sempre gli elettori sarebbe controproducente, e che ci vuole giudizio. Ma cio' non toglie che qualcosa almeno ai 2800 lo potevano far fare...

beffatotale ha detto...

Ne parla anche Nando Dalla Chiesa, che se l'e' vissuta:
http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&task=view&id=719

alessandro ha detto...

Attenzione ci sono segnali preoccupanti. Decidere il leader prima ancora del programma del partito, derivare da lui la maggior parte dei quadri dell'organizzazione e in sostanza la forma e la politica del partito stesso, togliere all'assemblea il potere di discussione ed elaborazione dei documenti (cose che nei tradizionali congressi di partito sono l'ABC) sono pratiche che hanno aperto un solco tremendo nella consuetudine democratica della vita nei partiti. Prima solo Forza Itaia ha usato pratiche del genere. Che si sia o no sostenitori del PD queste cose vanno valutate, non sono inciampi momentanei ma forme organizzative che ci portano indietro, non avanti.